{"id":22888,"date":"2013-11-23T16:24:11","date_gmt":"2013-11-23T15:24:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=22888"},"modified":"2013-11-23T16:38:09","modified_gmt":"2013-11-23T15:38:09","slug":"post-1114-%e2%80%93-antonello-da-messina","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=22888","title":{"rendered":"POST 1114 \u00e2\u20ac\u201c ANTONELLO DA MESSINA"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Detto altrimenti: L\u00e2\u20ac\u2122Accademia delle Muse di Trento in visita alle opere di Antonello da Messina al Mart di Rovereto.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/IMG_1823.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-22896\" title=\"IMG_1823\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/IMG_1823-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/IMG_1823-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/IMG_1823-1024x768.jpg 1024w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/IMG_1823.jpg 1728w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>A Rovereto, eravamo \u00e2\u20ac\u0153quattro\u00e2\u20ac\u009d amici al bar (\u00e2\u20ac\u0153del Teatro\u00e2\u20ac\u009d) \u00e2\u20ac\u00a6 anzi ben di pi\u00c3\u00b9 \u00e2\u20ac\u00a6 \u00e2\u20ac\u0153quindici\u00e2\u20ac\u009d (!) ma non entravamo tutti nella foto. Noi, amici Accademici delle Muse, dell\u00e2\u20ac\u2122omonimo circolo culturale privato di Trento, in missione. Guidati dalla prolusione del nostro <strong>Umberto Sancarlo<\/strong>, che ci ha \u00e2\u20ac\u0153preparat\u00c3\u00ac\u00e2\u20ac\u009d alla visita alla mostra delle opere di Antonello da Messina, lui, professore di Storia dell\u00e2\u20ac\u2122Arte, lui \u00e2\u20ac\u00a6 \u00e2\u20ac\u0153siculo\u00e2\u20ac\u009d non di Messina ma di Palermo (e vabb\u00c3\u00a8 \u00e2\u20ac\u00a6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Antonello. L\u00e2\u20ac\u2122avevamo anche studiato a scuola<\/strong>, ma quanti anni fa? Ed eccoci al ripasso della materia. Umberto ci ha tenuto a che la nostra visita non si traducesse poi solo in \u00e2\u20ac\u0153un, s\u00c3\u00ac, certo ci sono stato \u00e2\u20ac\u00a6 \u00c3\u00a8 bellissima\u00e2\u20ac\u009d, ma in qualche cosa di pi\u00c3\u00b9 sostanziale. Ci ha illustrato l\u00e2\u20ac\u2122ambiente messinese della nascita del pittore, come pure l\u00e2\u20ac\u2122ambiente napoletano, ovvero Angioini (Renato d\u00e2\u20ac\u2122Angi\u00c3\u00b2) e Aragonesi (Alfonso d\u00e2\u20ac\u2122Aragona), francesi e spagnoli, stranieri dunque, non italiani. E straniera era l\u00e2\u20ac\u2122arte del quattrocento in Sicilia fino a quando \u00e2\u20ac\u00a6 fino a quando Antonello, a met\u00c3\u00a0 del \u00e2\u20ac\u02dc400, non impara a conoscere i pittori Fiamminghi &#8211; invitati a Napoli &#8211; e la loro nuova tecnica di pittura ad olio su tela; e fino a quando non se ne va a Firenze e a Venezia ad assorbire, soprattutto a Firenze (Piero della Francesca), <strong>il primo Rinascimento italiano<\/strong> e a trasportarlo all\u00e2\u20ac\u2122estero. In Sicilia, appunto.<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: center;\">\n<dl id=\"attachment_22897\" class=\"wp-caption alignleft\" style=\"width: 310px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/IMG_1826.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-22897\" title=\"IMG_1826\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/IMG_1826-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/IMG_1826-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/IMG_1826-1024x768.jpg 1024w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/IMG_1826.jpg 1728w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\"><strong>Umberto Sancarlo<\/strong><\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Rinascimento che <strong>pone al centro l\u00e2\u20ac\u2122uomo<\/strong>, ne rivaluta la figura, ne valorizza il ritratto, lo spazio (realistico) che lo circonda, l\u00e2\u20ac\u2122ambiente nel quale l\u00e2\u20ac\u2122uomo vive, la natura in cui vive, rappresentata nel modo pi\u00c3\u00b9 realistico possibile. Il Rinascimento che si inventa la <strong>prospettiva architettonica (linee e spazi, v. Brunelleschi) e la prospettiva aerea<\/strong>: i diversi piani del dipinto con colori sempre pi\u00c3\u00b9 sfumati man mano che si allontana dall\u00e2\u20ac\u2122osservatore e ci si avvicina all\u00e2\u20ac\u2122orizzonte. Spazio come visto dall\u00e2\u20ac\u2122occhio umano. E l\u00e2\u20ac\u2122uomo rappresentato nella sua concretezza. Il <strong>Rinascimento nell\u00e2\u20ac\u2122arte \u00c3\u00a8 soprattutto umanesimo nella pittura<\/strong>. L\u00e2\u20ac\u2122uomo del Rinascimento \u00c3\u00a8 l\u00e2\u20ac\u2122uomo concreto. Nel \u00e2\u20ac\u02dc300 di Giotto non era stata avvertita questa esigenza. Prima di Antonello la pittura (medievale e bizantina) era soprattutto \u00e2\u20ac\u0153piatta\u00e2\u20ac\u009d, a tempera e su pala di legno. Con Antonello da Messina si introduce, man mano, la prospettiva anche nei ritratti e, soprattutto grazie <strong>all\u00e2\u20ac\u2122innovazione delle Fiandre, trasportata a Venezia, si dipinge non pi\u00c3\u00b9 su \u00e2\u20ac\u0153pale\u00e2\u20ac\u009d lignee ma su tela.<\/strong> Infatti le \u00e2\u20ac\u0153pale\u00e2\u20ac\u009d \u00e2\u20ac\u201c ad esempio di 3&#215;4 metri, erano assai difficili da trasportarsi in un citt\u00c3\u00a0, Venezia, che non aveva strade e che poi, soprattutto con l\u00e2\u20ac\u2122umidit\u00c3\u00a0, si \u00e2\u20ac\u0153imbarcavano\u00e2\u20ac\u009d \u00e2\u20ac\u0153si piegavano\u00e2\u20ac\u009d (a Venezia quindi si imbarcavano due volte: si caricavano sulle gondole da trasporto e si \u00e2\u20ac\u0153imbarcavano\u00e2\u20ac\u009d in quanto di piegavano!).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nato a Messina, ragazzo di bottega presso pittori locali, mandato dai genitori a Napoli (primi venti anni). A ventisei anni apre una propria bottega d\u00e2\u20ac\u2122arte,<\/strong> bene affermato, con un buon portafoglio d\u00e2\u20ac\u2122ordini e alcuni allievi. Curioso della grande innovazione, soddisfa la sua curiosit\u00c3\u00a0 con frequenti viaggi a Firenze e in altre citt\u00c3\u00a0 rinascimentali. Invitato a Milano da Francesco Sforza, non riesce a recarvisi per i suoi numerosi impegni.<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: center;\">\n<dl id=\"attachment_22898\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 235px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/IMG_1830.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-22898\" title=\"IMG_1830\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/IMG_1830-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/IMG_1830-225x300.jpg 225w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/IMG_1830-768x1024.jpg 768w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/IMG_1830.jpg 1296w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\"><strong>L&#8217; Annunciata<\/strong><\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Significativo il suo soggiorno veneziano (1345-1347) durante il quale conosce Giovanni Bellini, il capostipite della serie dei pittori veneziani: Giorgione, Tiziano, Tintoretto, Veronese. <\/strong><strong>Dal 1347 al 1349 \u00c3\u00a8 a Messina ove realizza le sue migliori opere, fra le quali spicca l\u00e2\u20ac\u2122 \u00e2\u20ac\u0153Annunciata\u00e2\u20ac\u009d.<\/strong> Con tale opera \u00c3\u00a8 la prima volta che l\u00e2\u20ac\u2122Annunciazione non \u00c3\u00a8 rappresentata in un cortile, con l\u00e2\u20ac\u2122Angelo, bens\u00c3\u00ac con la sola Madonna, di fronte, Madonna che guarda in faccia l\u00e2\u20ac\u2122osservatore, il quale \u00c3\u00a8 in tal modo partecipe del Mistero. Sfondo nero, leggio chiaro, dipinto non frontalmente, una pagina del libro che quasi svolazza. Molta umanit\u00c3\u00a0 e prospettiva. Quest\u00e2\u20ac\u2122opera \u00c3\u00a8 quella che maggiormente di distacca dalle opere \u00e2\u20ac\u0153prima maniera\u00e2\u20ac\u009d, cio\u00c3\u00a8 da quelle anteriori alla sua \u00e2\u20ac\u0153conversione\u00e2\u20ac\u009d al Rinascimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Che altro dire? Grazie, Umberto!<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: L\u00e2\u20ac\u2122Accademia delle Muse di Trento in visita alle opere di Antonello da Messina al Mart di Rovereto. A [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[4176],"tags":[300,4174,4177,3790],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22888"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22888"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22888\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22888"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22888"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22888"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}