{"id":2310,"date":"2012-02-28T14:47:32","date_gmt":"2012-02-28T13:47:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=2310"},"modified":"2012-03-01T20:06:40","modified_gmt":"2012-03-01T19:06:40","slug":"andiamo-in-bicicletta-anche-in-trentino-anche-a-trento-anche-a-rovereto-etc","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=2310","title":{"rendered":"ANDIAMO IN BICICLETTA, ANCHE IN TRENTINO, ANCHE A TRENTO, ANCHE A ROVERETO, ETC.."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_2416\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/Alesssio1.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-2416\" loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-2416\" title=\"Alesssio\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/Alesssio1-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2416\" class=\"wp-caption-text\">Alessio Zanghellini<\/p><\/div>\n<p><strong>Detto altrimenti: fa parte di un nuovo modello di crescita \u00e2\u20ac\u00a6<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il mio amico Alessio Zanghellini mi ha segnalato un video commentato in inglese e sottotitolato in italiano (http:\/\/video.repubblica.it\/mondo\/olanda-cos\u00c3\u00ac-sono-nate-le-ciclabili\/89068?\/video). Ve ne trascrivo il testo, leggermente sintetizzato<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>BICICLETTE IN OLANDA<\/strong><\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_2364\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/thumbnailCAQHS82V.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-2364\" loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-2364\" title=\"thumbnailCAQHS82V\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/thumbnailCAQHS82V-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2364\" class=\"wp-caption-text\">Olanda<\/p><\/div>\n<p>L\u00e2\u20ac\u2122Olanda \u00c3\u00a8 il paese con il pi\u00c3\u00b9 alto numero di ciclisti nel mondo, ed \u00c3\u00a8 anche il posto pi\u00c3\u00b9 sicuro per andare in bicicletta. Questo \u00c3\u00a8 in gran parte dovuto alle perfette infrastrutture ciclabili presenti in tutto il Paese. Come sono riusciti gli Olandesi a costruire questa rete ciclabile di qualit\u00c3\u00a0? Alcuni, fra i quali anche molti Olandesi, pensano che questa rete sua sempre esistita. Ci\u00c3\u00b2 \u00c3\u00a8 vero solo in parte. Infatti, alcune piste ciclabili esistono da sempre, ma erano completamente diverse da come sono oggi. Strette, malamente asfaltate, pericolose ed interrotte da incroci fra di loro. D\u00e2\u20ac\u2122altra parte, all\u00e2\u20ac\u2122inizio, le piste ciclabili non erano davvero necessarie: infatti le biciclette erano di gran lunga le \u00e2\u20ac\u0153padrone quasi incontrastate della strada\u00e2\u20ac\u009d, rispetto alla scarsa dimensione del restante tipo di traffico.<\/p>\n<p>Dopo la seconda guerra mondiale tutto cambi\u00c3\u00b2. Gli Olandesi dovettero ricostruire il Paese e divennero incredibilmente ricchi. Dal 1948 al 1962 il reddito medio aument\u00c3\u00b2 del 44% e nel 1970 l\u00e2\u20ac\u2122aumento tocc\u00c3\u00b2 l\u00e2\u20ac\u2122impressionante incremento del 222%. La gente poteva ormai permettersi beni di lusso e soprattutto dal 1957 in poi le auto in circolazione aumentarono moltissimo in citt\u00c3\u00a0 che non erano state pensate per accogliere automobili. Cos\u00c3\u00ac, molti edifici vennero demoliti per far spazio per le automobili. Anche alcune vecchie infrastrutture ciclabili vennero rimosse. Le piazze vennero trasformate in parcheggi e i nuovi insediamenti vennero serviti da strade larghissime adatte al traffico a motore. Le distanze quotidiane percorse crebbero dai 3,9 Km del 1957 ai 23,2 Km del 1975. Ma questo \u00e2\u20ac\u0153progresso\u00e2\u20ac\u009d ebbe un costo terribile: il ciclismo venne ignorato diminuendo del 6% all\u00e2\u20ac\u2122anno e nel solo 1971 ci furono bel 3.000 morti. Pi\u00c3\u00b9 di 400 di essi furono bambini sotto i 14 anni d\u00e2\u20ac\u2122et\u00c3\u00a0.<\/p>\n<p>La strage dei bambini port\u00c3\u00b2 la gente nelle piazze a protestare: \u00e2\u20ac\u0153Fermate la strage dei bambini\u00e2\u20ac\u009d si gridava chiedendo strade pi\u00c3\u00b9 sicure per loro, per i pedoni e per i ciclisti. Questa richiesta venne ascoltata, soprattutto quando nel 1973 la prima crisi petrolifera blocc\u00c3\u00b2 il paese. L\u00e2\u20ac\u2122allora primo ministro olandese disse alla gente che quella crisi avrebbe cambiato la vita, che si dovevano cambiare abitudini per essere meno dipendenti dall\u00e2\u20ac\u2122energia petrolifera e che tutto ci\u00c3\u00b2 sarebbe stato possibile senza ridurre il livello della qualit\u00c3\u00a0 della vita. Inoltre, le domeniche a piedi per risparmiare il greggio ricordavano alle persone come apparivano le citt\u00c3\u00a0 senza auto in circolazione. In questo periodo vennero pedonalizzati i primi centri storici, ma le proteste continuarono.<\/p>\n<div id=\"attachment_2366\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/thumbnailCA1HGZA2.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-2366\" loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-2366\" title=\"thumbnailCA1HGZA2\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/thumbnailCA1HGZA2-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2366\" class=\"wp-caption-text\">Olanda<\/p><\/div>\n<p>La motorizzazione di massa infatti continuava a uccideva le persone, le citt\u00c3\u00a0, l\u00e2\u20ac\u2122ambiente. A quel punto, imponenti biciclettate pubbliche in tutte le citt\u00c3\u00a0 olandesi e proteste anche nei centri minori a sostegno della bicicletta crearono una consapevolezza che alla fine modific\u00c3\u00b2 il modo di pensare i trasporti. A met\u00c3\u00a0 degli anni \u00e2\u20ac\u02dc70 si cominciarono sperimentare percorsi ciclabili a Tilburg e a L\u00e2\u20ac\u2122Aja. In una visione retrospettiva, essi rappresentano l\u00e2\u20ac\u2122inizio della nuova rete ciclabile del Paese. L\u00e2\u20ac\u2122uso della bicicletta crebbe in misura esponenziale, a l\u00e2\u20ac\u2122Aja sino a + 60% e a Tilbur sino a + 75%. \u00e2\u20ac\u0153Costruite e arriveranno\u00e2\u20ac\u009d era il motto che si rivel\u00c3\u00b2 vero in Olanda.<br \/>\nOggi il ciclismo in Olanda \u00c3\u00a8 una componente primaria ed integrante della politica della mobilit\u00c3\u00a0 e la piazza, un tempo asfaltata, sulla quale avevano manifestato i ciclisti, oggi \u00c3\u00a8 un gran prato verde, diventato il logo della citt\u00c3\u00a0.<\/p>\n<p><strong>Il mio\u00c2\u00a0commento \u00c3\u00a8 gi\u00c3\u00a0 insito nell&#8217;aver pubblicato questo post. E voi, cosa ne dite?<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: fa parte di un nuovo modello di crescita \u00e2\u20ac\u00a6 &nbsp; Il mio amico Alessio Zanghellini mi ha segnalato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[5,246],"tags":[353,505,490,545,547,546],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2310"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2310"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2310\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2310"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2310"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2310"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}