{"id":23785,"date":"2013-12-15T10:14:11","date_gmt":"2013-12-15T09:14:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=23785"},"modified":"2013-12-15T19:40:29","modified_gmt":"2013-12-15T18:40:29","slug":"un-libro-%e2%80%9cil-vento-della-storia-una-famiglia-mitteleuropea-a-villa-clementi%e2%80%9d-a-cura-di-carla-festi-e-nicolao-merker","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=23785","title":{"rendered":"UN LIBRO: \u00e2\u20ac\u0153IL VENTO DELLA STORIA. UNA FAMIGLIA MITTELEUROPEA A VILLA CLEMENTI\u00e2\u20ac\u009d A CURA DI CARLA FESTI E NICOLAO MERKER"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Detto altrimenti: il resoconto di cui al post precedente non mi ha soddisfatto. Ed allora \u00e2\u20ac\u00a6<\/strong><\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: center;\">\n<dl id=\"attachment_23806\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 310px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/IMG_18871.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-23806\" title=\"IMG_1887\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/IMG_18871-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/IMG_18871-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/IMG_18871-1024x768.jpg 1024w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/IMG_18871.jpg 1728w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\"><strong>Carla Festi<\/strong><\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00e2\u20ac\u00a6 ed allora,<strong> intervista \u00e2\u20ac\u0153a distanza\u00e2\u20ac\u009d a Carla Festi,<\/strong> curatrice dell\u00e2\u20ac\u2122opera, ovvero \u00e2\u20ac\u00a6 dopo avere assistito alla presentazione del libro presso la Biblioteca Comunale di Lavis, su iniziativa dell\u00e2\u20ac\u2122Associazione Culturale Lavisana, e dopo averne tratto un post, stante la ricchezza e la complessit\u00c3\u00a0 dell\u00e2\u20ac\u2122opera ho chiesto alla curatrice Carla Festi la disponibilit\u00c3\u00a0 ad una successiva intervista (telefonica) il cui testo ho registrato e qui ritrascrivo. <strong>\u00c2\u00a0<span style=\"color: #ff0000;\">(Perch\u00c3\u00a8 questa mia insistenza? Anche perch\u00c3\u00a8 in \u00c2\u00a0Via Giuseppe Clementi, a Lavis, abita mia figlia Valentina, suo marito Daniele e la mia piccola adorata nipotina Sara!)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Professoressa Festi, posso chiamarla Carla? Sa &#8230; fra colleghi scrittori &#8230; Lei di ponderosi saggi storico letterari ed io di articoletti sul blog &#8230; Si? Grazie! Allora, Carla, quale \u00c3\u00a8 stata la motivazione del suo lavoro?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto editoriale si propone di ricostruire in un volume corredato da fotografie, materiali d\u00e2\u20ac\u2122archivio e documenti originali in possesso dei discendenti, <strong>la storia della famiglia J\u00c3\u00bclg<\/strong>, che risiedette fino alla morte degli ultimi esponenti a <strong>Tavernaro nell\u00e2\u20ac\u2122avita \u00e2\u20ac\u0153Villa Clementi<\/strong>\u00e2\u20ac\u009d. Il volume intende ripercorrere le biografie delle figure principali, i loro legami col territorio trentino, i rapporti con altre famiglie trentine residenti nei dintorni, per focalizzare poi in particolare la figura dello <strong>scrittore Bernhard J\u00c3\u00bclg (1888-1975)<\/strong> di cui si presenteranno brevemente l\u00e2\u20ac\u2122opera letteraria ed alcune sue novelle in traduzione italiana.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00c3\u00a8 l\u00e2\u20ac\u2122origine della famiglia J\u00c3\u00bclg?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia J\u00c3\u00bclg ha radici parzialmente trentino-venete e in misura maggiore austriaco-tedesche, che risalgono entrambe al 1700 ed oltre. Questo connubio la rende interessante, simbolica, in un certo senso, di altre famiglie asburgiche che vissero nel Welschtirol tra Ottocento e Novecento, quando il Trentino era una provincia della monarchia austroungarica. <strong>Colpiscono di questa famiglia l\u00e2\u20ac\u2122attaccamento al Trentino, i rapporti con la storia italiana e in particolare col Risorgimento,<\/strong> esemplarmente testimoniati dai percorsi di vita di alcuni dei suoi esponenti. Per questo ricostruirne la storia e <strong>riproporla ai lettori di oggi significa capire qualcosa di pi\u00c3\u00b9 dell\u00e2\u20ac\u2122identit\u00c3\u00a0 trentina<\/strong> che, come spesso per le regioni di frontiera, non \u00c3\u00a8 mai stata un\u00e2\u20ac\u2122entit\u00c3\u00a0 statica ma si \u00c3\u00a8 venuta definendo nel corso dei secoli nell\u00e2\u20ac\u2122incontro e nello scontro tra il mondo tedesco e quello italiano.<\/p>\n<p><strong>E della famiglia Clementi, cosa mi dice?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Carlo Clementi (1799-1849)<\/strong> \u00c3\u00a8 giudice distrettuale a Pergine e strenuo assertore dell\u00e2\u20ac\u2122autonomia del Tirolo meridionale, che espone in due importanti scritti. Prende parte con altri deputati trentini alla commissione che dovr\u00c3\u00a0 redigere la Costituzione del 1848 a Vienna e Kremsier. Nel 1836 acquista dal conte Girolamo Malfatti la grande propriet\u00c3\u00a0 di Tavernaro (38 ettari, n.d.r.), che da quel momento porter\u00c3\u00a0 il nome di Villa Clementi.<br \/>\n<strong>(Alovisio) Luigi Clementi (1817-1877)<\/strong> \u00c3\u00a8 cancellista a Stenico e comandante della Guardia civica di Tione, s\u00e2\u20ac\u2122infiamma per le idee risorgimentali di Mazzini. Combatte a Roma con Garibaldi durante la Repubblica romana, organizza una spedizione per liberare il Tirolo meridionale, fornisce informazioni importanti a Pier Fortunato Calvi in vista dell\u00e2\u20ac\u02dcinsurrezione del Cadore. Esiliato, raggiunge Mazzini a Londra, emigra in America e torna a Trento dove morir\u00c3\u00a0 in miseria.<br \/>\n<strong>Giuseppe (Clemente) Clementi (1802-1855),<\/strong> medico e chirurgo di Segonzano, anch\u00e2\u20ac\u02dcegli di idee liberali ma senza partecipare in prima persona ad azioni sovversive, viene coinvolto suo malgrado nella spedizione di Pier Fortunato Calvi e ingiustamente accusato verr\u00c3\u00a0 condotto a Mantova dove morir\u00c3\u00a0 il giorno prima che giunga la notizia della sua amnistia.<br \/>\n<strong>Elisabetta Clementi (1805-1880)<\/strong> appoggia al fianco di Giuseppe la causa rivoluzionaria. Racconter\u00c3\u00a0 a Don Luigi Martini (Vescovo di Mantova, n.d.r.) la sorte del fratello (e della propria intervenuta povert\u00c3\u00a0, n.d.r.), fratello che inutilmente cercher\u00c3\u00a0 di strappare al carcere<br \/>\n<strong>Carolina Clementi (1830-1907<\/strong>) \u00c3\u00a8 la figlia del giudice Carlo. Si sposa con Andreas Spath di Bolzano, facendo entrare il nome di un\u00e2\u20ac\u2122altra famiglia nelle vicende della Villa. Dopo la morte del marito nel 1874 si trasferisce con i suoi quattro figli a Tavernaro e qui gestir\u00c3\u00a0 la propriet\u00c3\u00a0 assieme al fratello Carlo e alla sorella Leopolda.<\/p>\n<p><strong>Fra tanti personaggi, chi dobbiamo eleggere a protagonista del libro?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il protagonista di questo libro, che \u00c3\u00a8 stato promosso e sostenuto dalla <strong><span style=\"color: #ff0000;\">Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto<\/span><\/strong>\u00c2\u00a0\u00c3\u00a8 lo scrittore di Villa Clementi, <strong>Bernhard J\u00c3\u00bclg (Trento 1888-Tavernaro 1975).<\/strong> Egli Trascorre gran parte della vita a Tavernaro nella Villa Clementi, scrive poesie, novelle, e anche un <strong>romanzo, rimasto incompleto, dal nome strano, \u00e2\u20ac\u0153Kudewah<\/strong>\u00e2\u20ac\u0153, <strong>il coup de vent, il \u00e2\u20ac\u0153colpo di vento\u00e2\u20ac\u009d <\/strong>cui lavora a partire dal secondo dopoguerra, in cui intende ricostruire la vita avventurosa degli avi materni, i Clementi di Lavis, dal cuore italiano ma sudditi asburgici, di cui da bambino sentiva spesso parlare nei racconti della nonna Carolina Clementi (1830-1907).\u00c2\u00a0 <strong>Kudewah,\u00c2\u00a0<\/strong> che la Storia fa passare sui suoi protagonisti, piccoli e grandi. Nelle parole di J\u00c3\u00bclg: \u00e2\u20ac\u0153Un\u00e2\u20ac\u2122epoca eroica (quella, appunto, dell\u00e2\u20ac\u2122Unit\u00c3\u00a0 di Italia) vista da un\u00e2\u20ac\u2122altra prospettiva, quella di una famiglia austriaca che si sente per\u00c3\u00b2 anche italiana\u00e2\u20ac\u0153.<\/p>\n<p><strong>In sintesi, il libro \u00e2\u20ac\u00a6 cosa tratta?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando mi chiedono di cosa tratta il libro, mi trovo a pensare che in questo libro in effetti ne contiene almeno tre. Infatti esso:<br \/>\n\u00e2\u20ac\u00a2 \u00c3\u00a8 la ricostruzione della vita di una famiglia, quella di Bernhard J\u00c3\u00bclg, nella storia dell\u00e2\u20ac\u2122800 e del 900;<br \/>\n\u00e2\u20ac\u00a2 \u00c3\u00a8 la ricostruzione della vita e del percorso letterario di Bernhard J\u00c3\u00bclg (1888-1975), presentando in originale e in traduzione parte delle sue opere;<br \/>\n\u00e2\u20ac\u00a2 \u00c3\u00a8 infine la storia di una casa, Villa Clementi appunto, sulla collina del Calisio, tra Cognola e Villamontagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00c3\u00a8 un libro scritto a pi\u00c3\u00b9 mani, cui hanno contributo <strong>Nicolao Merker<\/strong> (ultimo erede della famiglia J\u00c3\u00bclg e discendente diretto per parte materna dei Clementi di Lavis); <strong>Johann Holzner<\/strong> (Centro Studi Brenner Archiv di Innsbruck); l\u00e2\u20ac\u2122architetto trentino<strong> Roberto Festi; Enrica Buratti<\/strong> Rossi (Circolo Culturale Cognola).<br \/>\nIl libro non \u00c3\u00a8 una biografia romanzata. E\u00e2\u20ac\u2122 una ricostruzione della vita delle persone legate alla casa in cui nel corso dei secoli hanno abitato sei famiglie lasciando molte tracce. Famiglie si legano tra loro, e ne richiamano altre: gli J\u00c3\u00bclg che vi hanno abitato con gli <strong>Spath erano legati ai Clementi di Lavis, e i Clementi acquistarono la casa dai Malfatti,<\/strong> una casa costruita in origine dalla famiglia<strong> Eggen<\/strong> e in cui ora abita la famiglia <strong>Poli.<\/strong><br \/>\nQueste famiglie intrecciano le loro storie come in una partitura. Si raccolgono attorno alla figura dello scrittore.<\/p>\n<p><strong>Anche per averlo solo sfogliato, mi pare che a parlare siano anche molte immagini \u00e2\u20ac\u00a6<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si. \u00c3\u00a8 vero. Nel libro non ci sono solo parole a raccontare questa storia ma anche molte immagini, immagini degli antenati, ritratti di famiglia, del tumultuoso 1848, immagini di alcuni esponenti di questa famiglia e dei protagonisti della storia, che sono diventati figure letterarie nel romanzo di J\u00c3\u00bclg.<br \/>\nCi sono<strong> i ritratti del professor Bernhard J\u00c3\u00bclg, di suo figlio Karl, di Carlo J\u00c3\u00bclg, di Valeria J\u00c3\u00bclg<\/strong> i cui nomi vengono ricordati a Cognola per la loro <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>opposizione al Fascismo<\/strong><\/span>. Tutti loro entrano nel libro con una loro presenza scritta, con un diario, con guide storico-artistiche, con pubblicazioni scientifiche.<\/p>\n<p><strong>La famiglia J\u00c3\u00bclg \u00e2\u20ac\u00a6Tedeschi in terra italiana o Italiani di lingua tedesca?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una famiglia quella degli J\u00c3\u00bclg con due anime, una tedesca, l\u00e2\u20ac\u2122altra italiana. J\u00c3\u00bclg e Spath da un lato, i Clementi dall\u00e2\u20ac\u2122altro, imparentate tra di loro: Austria e Germania da una parte, Veneto e Trentino dall\u00e2\u20ac\u2122altra. Osmosi di storie, destini, come spesso succede nelle regioni di confine. In mezzo c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 un matrimonio che li unisce. ll libro risale agli antenati di Lavis, i fratelli Clementi, Luigi, Giuseppe, Elisabetta e Carlo, una famiglia in cui batte un cuore italiano, ma che al tempo stesso \u00c3\u00a8 devota all\u00e2\u20ac\u2122Austria.<\/p>\n<p><strong>I Clementi \u00e2\u20ac\u00a6 sicuramente Italiani o no?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Direi Veneti-Trentini. Il nome Clementi \u00c3\u00a8 ben noto a chi si occupa di storia trentina, ed \u00c3\u00a8 legato in particolare alla figura del giudice Carlo Clementi, che \u00c3\u00a8 stata recuperata qualche anno fa, in occasione dei 150 anni dell\u00e2\u20ac\u2122Unit\u00c3\u00a0 d\u00e2\u20ac\u2122Italia, dal <strong>Lavisano<\/strong> \u00c2\u00a0<strong>Andrea Casna<\/strong> in alcuni suoi interventi sull\u00e2\u20ac\u2122Adige e sulla rivista online \u00e2\u20ac\u0153La Lavisana\u00e2\u20ac\u009d. Carlo, che studia ad Innsbruck, diventa giudice distrettuale a Pergine e rappresenta la sua terra nell\u00e2\u20ac\u2122Assemblea costituente di Vienna e Kremsier con i suoi scritti dar\u00c3\u00a0 un intenso contributo al desiderio di autonomia del Trentino meridionale. Il libro presenta un suo illuminante scritto.<br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\"><strong>A Lavis una lapide sulla facciata di Casa Clementi ricorda la tragica fine del fratello di Carlo, Giuseppe, medico chirurgo che studia a Graz e opera a Segonzano. Muore nel carcere di Mantova nel 1855.<\/strong><\/span><br \/>\nIl capitolo a loro dedicato ne delinea questa <strong>duplice anima: tra il Kaiser e Mazzini<\/strong>. Carlo e prima di lui il padre studiano a Innsbruck, sono valenti funzionari dell\u00e2\u20ac\u2122amministrazione asburgica. Carlo Clementi aveva sposato una <strong>Carolina Bederlunger<\/strong>, di una facoltosa famiglia di Innsbruck e quindi i suoi rapporti col Tirolo erano ben saldi. Nonostante tutto vedr\u00c3\u00a0 i problemi della Monarchia e <strong>sosterr\u00c3\u00a0 l\u00e2\u20ac\u2122idea che il Tirolo meridionale dovesse avere un peso maggiore all\u00e2\u20ac\u2122interno della Dieta tirolese.<\/strong> Una questione annosa, secolare, che si identifica con la storia stessa del Trentino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Intreccio di famiglie, intreccio di storie, da cui nasce la Storia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si, certo. Bernhard J\u00c3\u00bclg decide di scrivere la storia degli avi materni e noi abbiamo ricostruito le vicende dei fratelli Clementi e le abbiamo avvicinate alla ricostruzione romanzata, scoprendovi naturalmente numerose somiglianze e corrispondenze, pur nella trasfigurazione letteraria. Bernhard Julg non ha scritto un romanzo storico, ma una storia di famiglia sullo sfondo di un passato, che ha sconvolto i destini dei protagonisti, come un vero e proprio colpo di vento.<br \/>\nL\u00e2\u20ac\u2122investigazione del passato della sua famiglia, che lo scrittore fa servendosi delle fonti storiche a sua disposizione, trova forma e struttura nel romanzo incompiuto <strong>\u00e2\u20ac\u0153Kudewah\u00e2\u20ac\u009d , parola tutta inventata e che si trova sulla copertina del libro: \u00c3\u00a8 una storpiatura dal francese \u00e2\u20ac\u0153coup de vent\u00e2\u20ac\u009d,<\/strong> il colpo di vento, immagine simbolica per quello che la Storia fa, e che ha dato il nome a questo libro.<\/p>\n<p><strong>In quali ambienti culturali si sviluppa la vicenda?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel libro abbiamo indagato anche i rapporti con l\u00e2\u20ac\u2122ambiente culturale del suo tempo e soprattutto del primo Novecento, gli anni in cui si concentra la prima produzione di Bernhard J\u00c3\u00bclg. compie gli studi al ginnasio di Trento dove insegna suo padre Karl e studia letteratura italiana e francese a Innsbruck. A Innsbruck, dove il nonno, lo ricordo, era stato professore di lettere classiche e di linguistica comparata, e dove aveva studiato anche suo padre Karl, si avvicina alla <strong>rivista \u00e2\u20ac\u0153Der Brenner\u00e2\u20ac\u009d,<\/strong> su cui pubblica i primi racconti e poesie. Conosce cos\u00c3\u00ac <strong>Ludwig von Ficker,<\/strong> grande intellettuale tirolese e nel 1910 fondatore del \u00e2\u20ac\u0153Brenner\u00e2\u20ac\u009d, una rivista che voleva essere una voce nuova nel panorama letterario dei tempi e sulla quale scrissero intellettuali del tempo come <strong>Carl Dallago o Karl Kraus.<\/strong><br \/>\n<strong>Il Forschungsinstitut\/Centro Studi Brenner-Archiv di Innsbruck<\/strong>, che ha collaborato a questo libro conserva una parte del lascito dello scrittore e anche alcuni materiali fotografici entrati nel libro.<\/p>\n<p><strong>Carla, ci parli un po\u00e2\u20ac\u2122 della \u00e2\u20ac\u0153casa\u00e2\u20ac\u009d, cio\u00c3\u00a8 della villa Eggen &#8211; Malfatti &#8211; Clementi &#8211; J\u00c3\u00bclg<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Volentieri. Una parte di questo libro \u00c3\u00a8 dedicata alla Villa, \u00c3\u00a8 la casa quindi che diventa protagonista. Lo abbiamo fatto con un articolo in cui abbiamo provato a ricostruirne la storia e tramite delle immagini che ne documentano la bellezza, sommessa e riservata, prima e dopo il restauro, con le fotografie di un tempo e quello di oggi. Dalla casa al territorio circostante. E quindi la proposta di un percorso a piedi sulla collina del Calisio, un percorso che BJ conosceva bene perch\u00c3\u00a9 portava a case di amici e famiglie, <strong>i Seiser, i Disertori di Moi\u00c3\u00a0 o i Videsott di Maderno, che con gli J\u00c3\u00bclg erano in ottimi rapporti di vicinato e non solo ma di vera e profonda amicizia.<\/strong><br \/>\nLo ho commentato <strong><span style=\"color: #ff0000;\">Roberto Festi, raccontando qualcosa delle residenze rustico-signorili che sorgono lungo il tracciato che da Villa Clementi va a Martignano o che scende a Cognola e a Ponte Alto. Un\u00e2\u20ac\u2122occasione per chi avr\u00c3\u00a0 voglia di passeggiare guardando il territorio con occhi diversi.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>Quando accade che Villa Malfatti divent\u00c3\u00b2 Villa Clementi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella storia della casa una data importante \u00c3\u00a8 il 1836. Il <strong>conte Girolamo Malfatti<\/strong> vende la casa al giudice Carlo Clementi. Il conte Girolamo Malfatti fa parte dell\u00e2\u20ac\u2122illuminata borghesia trentina, \u00c3\u00a8 amante dell\u00e2\u20ac\u2122arte, massone, amico del <strong>podest\u00c3\u00a0 Giovanelli e di Simone Consolati<\/strong>. D\u00c3\u00a0 l\u00e2\u20ac\u2122incarico a <strong>Francesco Hayez<\/strong> di dipingere la <strong>Venere che scherza con le due colombe<\/strong>, un quadro splendido e famoso, <strong>ora al MART di Rovereto<\/strong>. e che dipinge lo sfondo del suo quadro ispirandosi forse allo sfondo montuoso che si avvista dal giardino di Villa Clementi.<br \/>\nLa casa \u00c3\u00a8 stata un momento di ispirazione per alcune novelle e poesie di Bernahrd J\u00c3\u00bclg: gli affreschi di alcuni ambienti, il giardino, la strada imperiale che si apre davanti al grande cancello e la trifora che orna la facciata alquanto disadorna, quasi severa e che le d\u00c3\u00a0 un carattere inconfondibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/IMG_18911.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-23807\" title=\"IMG_1891\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/IMG_18911-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/IMG_18911-225x300.jpg 225w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/IMG_18911-768x1024.jpg 768w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/IMG_18911.jpg 1296w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Grazie, Carla, e \u00e2\u20ac\u00a6 vorr\u00c3\u00a0 perdonare le imprecisioni di un blogger che nel post precedente non ha certo saputo cogliere in pieno l\u00e2\u20ac\u2122essenza del Suo messaggio: infatti se l\u00e2\u20ac\u2122avere assistito alla Sua presentazione ha rappresentato un ascolto interessantissimo, inatteso, devo dire che ho incontrato una certa difficolt\u00c3\u00a0 a fare una sintesi per un post \u00e2\u20ac\u00a6 soprattutto da parte mia, blogger impreparato \u00e2\u20ac\u00a6 Sono quindi certo che i miei lettori trarranno da queste righe uno stimolo maggiore alla lettura del Suo lavoro, che rappresenta un importante arricchimento della consapevolezza locale di come sia sorta la nostra Autonomia di Confine, e di come ancora oggi essa possa e debba e d\u00e2\u20ac\u2122esempio per altri e non oggetto di superficiali ed antistoriche recriminazioni.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00e2\u20ac\u0153II vento della Storia \u00e2\u20ac\u201c Ritratti di famiglia a Villa Clementi\u00e2\u20ac\u009d, a cura di Carla Festi e Nicolao Merker, Ed. Stampalith Snc, Via S. Pio X, 59 \u00e2\u20ac\u201c I 38122 Trento TN \u00e2\u20ac\u201c info.stampalith@stampalith.it \u00e2\u20ac\u201c www.stampalith.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: il resoconto di cui al post precedente non mi ha soddisfatto. Ed allora \u00e2\u20ac\u00a6 Carla Festi \u00e2\u20ac\u00a6 ed [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[4,2142,399],"tags":[526,4384,4371,4380,4383,4374,4376,4385,4375],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23785"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=23785"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/23785\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=23785"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=23785"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=23785"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}