{"id":24074,"date":"2013-12-20T09:39:42","date_gmt":"2013-12-20T08:39:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=24074"},"modified":"2013-12-22T14:59:48","modified_gmt":"2013-12-22T13:59:48","slug":"natale-in-polonia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=24074","title":{"rendered":"NATALE IN POLONIA &#8211; 12 &#8211;"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Una domenica doppiamente diversa<\/strong><\/span> (post 1214)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/thCAF7OOR7.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-24120\" title=\"thCAF7OOR7\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/thCAF7OOR7.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a>Polonia<\/strong>\u00e2\u20ac\u00a6, terra poco conosciuta. <strong>Una sua citt\u00c3\u00a0, Bialystok (\u00e2\u20ac\u0153Bianco pend\u00c3\u00aco\u00e2\u20ac\u009d),<\/strong> ancora di meno. La citt\u00c3\u00a0 emerge dal buio delle campagne che percorriamo, veloci, con un\u00e2\u20ac\u2122auto distratta. Siamo a trenta chilometri dal confine con la <strong>Bielorussia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E\u00e2\u20ac\u2122 domenica. Andiamo a Messa. In cattedrale.<\/strong> La Chiesa \u00c3\u00a8 stracolma. Gente di ogni et\u00c3\u00a0 si accalca con oltre mezz\u00e2\u20ac\u2122ora di anticipo rispetto all\u00e2\u20ac\u2122inizio della Funzione. In fondo alla chiesa due ragazze sono inginocchiate, una in mezzo alla navata, l\u00e2\u20ac\u2122altra ai suoi lati, fra la gente che passa loro accanto, imperterrite, concentrate nella preghiera, con le ginocchia sul freddo marmo del pavimento, immobili, quasi fossero sole. Mi vergogno quasi di violare la loro esigenza di spiritualit\u00c3\u00a0 con la mia presenza. Le due file di panche sono molto distanziate. Lo spazio viene riempito dai bambini che fra un anno celebreranno loro Prima Comunione. Noi troviamo posto alle loro spalle. In piedi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le luci dell\u00e2\u20ac\u2122altare si accendono solo pochi minuti prima dell\u00e2\u20ac\u2122inizio della Messa<\/strong>, come ricordavo di aver visto fare 60 anni fa, quando, bambino, assistevo alla Messa nella campagna toscana, nel paesello dei nonni: per non sprecare energia elettrica. Dietro l\u00e2\u20ac\u2122altare alcuni bassorilievi dorati scintillano quasi d\u00e2\u20ac\u2122oriente sotto la luce improvvisa. Giallo e rosso i colori dominanti. In una navata laterale la Madonna della Carit\u00c3\u00a0, veneratissima da queste parti, al pari della pi\u00c3\u00b9 conosciuta Madonna Nera. Solo una minoranza dispone di una panca o di una sedia. Al momento della Consacrazione tutti si inginocchiano sul pavimento: Riceviamo cos\u00c3\u00ac, semplicemente, la Comunione. Cerco di seguire la Messa basandomi sulla scansione delle preghiere, sui tempi del rito, non certo sulle parole del Celebrante. Mi scambio il segno della pace \u00e2\u20ac\u0153in polacco\u00e2\u20ac\u009d. Chiss\u00c3\u00a0 se avranno capito che sono straniero. Chiss\u00c3\u00a0 poi se questo \u00c3\u00a8 importante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Avverto un\u00e2\u20ac\u2122attenzione diversa da parte dei fedeli.<\/strong> Maggiore che non da noi. Forse perch\u00c3\u00a9 la citt\u00c3\u00a0 non offre tutte le distrazioni delle nostre citt\u00c3\u00a0, forse perch\u00c3\u00a9 qui si vive con minore fretta, forse semplicemente perch\u00c3\u00a9 la Fede \u00c3\u00a8 pi\u00c3\u00b9 viva. Il volto della gente\u00e2\u20ac\u00a6, ecco ci\u00c3\u00b2 che maggiormente mi ha colpito: l\u00e2\u20ac\u2122intensit\u00c3\u00a0 dei volti, uomini, donne, anziani, giovani, bambini\u00e2\u20ac\u00a6., tutti con la stessa concentrazione sul Mistero al quale stanno assistendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esco. Poco pi\u00c3\u00b9 in l\u00c3\u00a0, dal lato opposto della strada, c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 la <strong>Chiesa Ortodossa<\/strong>. Entro. Qui i fedeli si fanno il segno della Croce con le sole due dita indice e medio della mano destra. La partecipazione \u00c3\u00a8 la stessa. Sia numerica che di attenzione. Vorrei anch\u00e2\u20ac\u2122io far la fila come gli altri per andar a baciare il Crocifisso che il Celebrante offre ai fedeli come i nostri Sacerdoti offrono la Comunione. Poi esito\u00e2\u20ac\u00a6, rinuncio\u00e2\u20ac\u00a6, chiss\u00c3\u00a0 perch\u00c3\u00a9\u00e2\u20ac\u00a6 Peccato \u00e2\u20ac\u00a6<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Viaggio di ritorno in Italia. Fra due voli, ho qualche ora di tempo libero <span style=\"color: #ff0000;\">a Vienna. Visito la cattedrale<\/span>. <span style=\"color: #ff0000;\">E\u00e2\u20ac\u2122 bellissima. Piena di turisti. Una domenica. Doppiamente diversa.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una domenica doppiamente diversa (post 1214) Polonia\u00e2\u20ac\u00a6, terra poco conosciuta. Una sua citt\u00c3\u00a0, Bialystok (\u00e2\u20ac\u0153Bianco pend\u00c3\u00aco\u00e2\u20ac\u009d), ancora di meno. 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