{"id":25593,"date":"2014-01-27T23:57:10","date_gmt":"2014-01-27T22:57:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=25593"},"modified":"2014-01-28T23:19:40","modified_gmt":"2014-01-28T22:19:40","slug":"io-e-il-terrorismo-%e2%80%93-seconda-puntata","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=25593","title":{"rendered":"IO E IL TERRORISMO \u00e2\u20ac\u201c Seconda puntata"},"content":{"rendered":"<p><strong>Detto altrimenti: la prima puntata? Il 15 gennaio scorso.<\/strong> (post 1330)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questa sera ho assistito alla prima puntata del \u00e2\u20ac\u0153L\u00e2\u20ac\u2122Ingegnere\u00e2\u20ac\u009d (Fiat, n.d.r.).<\/strong> Torino anni \u00e2\u20ac\u212270. Io ero a Torino, dirigente responsabile della Finanza Italia della Stet. Questa sera, su un altro canale, <strong>la storia di SIP-Telecom<\/strong>. Ho scelto lo sceneggiato. Tuttavia, una coincidenza, una provocazione \u00c2\u00a0troppo forte per me: ed ecco un post!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ero amico di quegli ingegneri,<\/strong> di quelli che vivevano sotto scorta, la cui scorta preavvisava la portineria qualche minuto prima di arrivare sotto casa, perch\u00c3\u00a9 qualcuno aprisse cancelli e portoni, perch\u00c3\u00a9 non ci fossero tempi \u00e2\u20ac\u0153morti\u00e2\u20ac\u009d a disposizione dei terroristi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alcuni dei nostri interlocutori bancari, nostri della Stet intendo, furono gambizzati<\/strong> (Dr. Astarita, Chemical bank Milano, se non ricordo male \u00e2\u20ac\u00a6). Al mio ufficio \u00e2\u20ac\u00a6 primo piano in Via Bertola 28, angolo Via Barbaroux, furono messi i vetri antiproiettile. Sotto le mie finestre pass\u00c3\u00b2 la marcia dei 40.000 colletti bianchi, per manifestare contro ogni forma di violenza. A mio fratello ingegnere alla SIT Siemens di Milano arrivarono minacce. Ricordi sfumati \u00e2\u20ac\u00a6 ricordo che dopo un certo periodo di \u00e2\u20ac\u0153pausa\u00e2\u20ac\u009d venne ucciso un ingegnere (Italtel?) che si occupava dei semafori intelligenti \u00e2\u20ac\u00a6<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cosa penso oggi rivedendo tutto ci\u00c3\u00b2?<\/strong> Che noi, in Stet Torino, stavamo lavorando per mandare avanti un gruppo industriale la cui maggiore societ\u00c3\u00a0 (la SIP) era quotata in borsa, come noi, la Holding, del resto. Anche quando le tariffe SIP vennero \u00e2\u20ac\u0153bloccate\u00e2\u20ac\u009d per oltre un anno, quando il denaro ara al 15%-20% (tasso nominale annuo, costo effettivo anche il 35%), quando c\u00e2\u20ac\u2122era stretta creditizia e valutaria. Consapevoli &#8230; fino a che punto? O troppo occupati &#8211; almeo io &#8211; per essere tali &#8230; Infatti,\u00c2\u00a0nei mesi che avrebbero potuto precedere il crollo delle istituzioni, da parte di molti <em>\u00e2\u20ac\u0153<span style=\"text-decoration: underline;\">si assiste al venir meno della consapevolezza di ci\u00c3\u00b2 che sta accadendo<\/span>\u00e2\u20ac\u009d<\/em> (sempre a pag. 94 del libro che cito poco pi\u00c3\u00b9 avanti).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E quegli ingegneri \u00e2\u20ac\u00a6 io li conoscevo benissimo:<\/strong> padri di famiglia, 12 ore e pi\u00c3\u00b9 al giorno di lavoro, ben pagate, s\u00e2\u20ac\u2122intende, ma che vita \u00e2\u20ac\u00a6 quale vita \u00e2\u20ac\u00a6 era vita quella? E non mi riferisco solo al molto lavoro, ma alla mente, si, alla loro mente che era occupata solo dal lavoro, anche quando ci trovavamo sulle piste a sciare. E il terrorismo? Ragazzi. Manovrati da chi? Lo sapremo mai?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E oggi?<\/strong> Per nostra fortuna la societ\u00c3\u00a0 \u00c3\u00a8 almeno in parte maturata, certe tendenze criminali si sono esaurite \u00e2\u20ac\u00a6 tuttavia mi \u00c3\u00a8 venuta da fare una riflessione. Sto leggendo un libro, anzi, un Libro, con la L maiuscola, se lo merita<span style=\"color: #000000;\">: <strong>\u00e2\u20ac\u0153I conti con la Storia \u00e2\u20ac\u201c Per capire il nostro tempo\u00e2\u20ac\u009d di Paolo Mieli (Rizzoli).<\/strong> A pagina 94, una sottolineatura (oltre alle tante altre) mi ha attratto. \u00e2\u20ac\u0153\u00e2\u20ac\u00a6<strong><em><span style=\"text-decoration: underline;\"> l\u00e2\u20ac\u2122ipotesi che la rivoluzione non sia la causa, bens\u00c3\u00ac la conseguenza del collasso del sistema (democratico, n.d.r.) per occupare lo spazio lasciato vuoto dalle Istituzioni<\/span>\u00e2\u20ac\u009d.<\/em><\/strong> Ecco, se questo ragionamento ha un qualche fondamento storico (e ce l\u00e2\u20ac\u2122ha, come lo testimonia il crollo della Russia di Nicola II\u00c2\u00b0:dell\u00e2\u20ac\u2122Austria-Ungheria di Carlo d\u00e2\u20ac\u2122Asburgo e la Germania di Guglielmo II\u00c2\u00b0 &#8211; op. citata, pag. 91), be\u00e2\u20ac\u2122 \u00e2\u20ac\u00a6 in questo caso a maggior ragione <strong>non ci resta che difendere le nostre Istituzioni, ad iniziare dalla Magistratura. E non ci resta che cercare di migliorare le altre. Per migliorare l&#8217;intero sistema sociale. <span style=\"color: #ff0000;\">Questa deve essere la vera rivoluzione: non lasciare pi\u00c3\u00b9 spazio al terrore, alla paura &#8230; della mancanza di futuro. Soprattutto nei giovani.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: la prima puntata? Il 15 gennaio scorso. 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