{"id":26184,"date":"2014-02-14T14:22:48","date_gmt":"2014-02-14T13:22:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=26184"},"modified":"2014-02-15T07:22:05","modified_gmt":"2014-02-15T06:22:05","slug":"carla-carloni-mocavero-%e2%80%9cla-donna-che-uccise-il-generale%e2%80%9d-%e2%80%93-ibiskos-ed-risolo-collana-le-protagoniste-2012","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=26184","title":{"rendered":"CARLA CARLONI MOCAVERO, \u00e2\u20ac\u0153La donna che uccise il generale\u00e2\u20ac\u009d \u00e2\u20ac\u201c Ibiskos Ed. Risolo, Collana Le protagoniste, 2012"},"content":{"rendered":"<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: center;\">\n<dl id=\"attachment_26238\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 310px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/TN-11-feb-2014-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-26238\" title=\"TN 11 feb 2014 (2)\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/TN-11-feb-2014-2-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/TN-11-feb-2014-2-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/TN-11-feb-2014-2-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\"><strong>L&#8217;uditorio<\/strong><\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Detto altrimenti: una donna che sfida la storia, una data, un episodio storico, un libro, una riunione, tante riflessioni.<\/strong> (post 1380)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Marted\u00c3\u00ac 11 febbraio 2014. L\u00e2\u20ac\u2122Associazione \u00e2\u20ac\u0153Dante Alighieri\u00e2\u20ac\u009d<\/strong> in Trento ha organizzato la presentazione del libro della Carloni Mocavero. Sala piena, molti in piedi. Copie del libro, esaurite prima della conferenza. Uditorio attentissimo. Sull\u00e2\u20ac\u2122Autrice, sul libro e sulla protagonista dei fatti ivi documentati trovate molte notizie in internet. Ma allora, perch\u00c3\u00a8 questo post?<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: center;\">\n<dl id=\"attachment_26239\" class=\"wp-caption alignleft\" style=\"width: 310px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/TN-11-feb-2014-5.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-26239\" title=\"TN 11 feb 2014 (5)\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/TN-11-feb-2014-5-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/TN-11-feb-2014-5-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/TN-11-feb-2014-5-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\"><strong>La presentatrice Luciana Grilllo (a dx nella foto) e l&#8217;Autrice<\/strong><\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Maria Pasquinelli (Firenze, 16 marzo 1913 \u00e2\u20ac\u201c Bergamo, 3 luglio 2013<\/strong>) \u00c3\u00a8 stata un&#8217;insegnante italiana, aderente al Partito Nazionale Fascista. Laureata in pedagogia ed insegnante, <strong>uccise a rivolverate il trentottenne generale inglese Robin W. M. de Winton a Pola, massima autorit\u00c3\u00a0 alleata nella citt\u00c3\u00a0, la mattina del 10 febbraio 1947<\/strong>, il giorno in cui a Parigi veniva sancito il passaggio dall&#8217;Italia alla Jugoslavia di Fiume, Zara, le isole Lagosta e Pelagosa, l&#8217;alta valle dell&#8217;Isonzo, gran parte del Carso triestino-goriziano e dell&#8217;Istria. La data del trattato \u00c3\u00a8 stata assunta come giorno della memoria per le popolazioni italiane esiliate o uccise nelle foibe.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">La cronaca<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><em>Luned\u00c3\u00ac 10 febbraio 1947a Pola nevischia e tira una brutta bora. La citt\u00c3\u00a0 \u00c3\u00a8 ormai abbandonata, le saracinesche abbassate, le insegne spente, solo qualche gruppo di esuli con i loro carretti colmi di masserizie si avvia verso la motonave che li porter\u00c3\u00a0 non sanno neanche loro dove. Anche i sacerdoti e le suore e solo in ultimo il loro Vescono lasciano la citt\u00c3\u00a0.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Occorre\u00c2\u00a0indicare le antiche vestigia romane, l&#8217;arena, i\u00c2\u00a0 monumenti veneziani con i loro leoni marciani, l\u00e2\u20ac\u2122ampio e possente arsenale costruito dagli Asburgo,\u00c2\u00a0 quando Pola era la sede della loro marina militare, mettendo in rilievo l\u00e2\u20ac\u2122incredibile degrado della citt\u00c3\u00a0 in quegli anni.<strong>\u00c2\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Come sempre alle otto la nave Toscana si stacca dal molo per portare il carico di esuli verso Trieste: le masserizie, i bauli sono gi\u00c3\u00a0 sul molo sopra la fanghiglia di neve, un vecchio prima di salire si ferma a baciare la terra, mentre le sue spalle sussultano per i singhiozzi. A salutarli, anche questa mattina, una giovane donna, Maria Pasquinelli nel suo cappotto rosso scuro<strong>. <\/strong>Ha gli occhi rossi di chi non ha dormito e la mano destra chiusa nella manica. Saluta i suoi amici, il giornalista Guido Miglio e l\u00e2\u20ac\u2122architetto Gino Pavan.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il primo aveva diretto il giornale \u00e2\u20ac\u0153L\u00e2\u20ac\u2122arena di Pola\u00e2\u20ac\u009d e si accingeva a raggiungere la moglie che insieme alla figlioletta l\u00e2\u20ac\u2122aspettava a Trieste; aveva deciso di lasciare la citt\u00c3\u00a0 quando uno slavo aveva sputato sul lenzuolino di sua figlia che dormiva nella carrozzina.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il secondo, Gino Pavan, aveva partecipato al restauro del tempio di Augusto lesionato dai bombardamenti e Maria era intervenuta come madrina alla cerimonia quando il capitello era stato ricollocato al suo posto. Avevano passato piacevoli momenti insieme, qualche bagno al mare, una mangiata di calamari in trattoria<strong>, <\/strong>la messa ogni domenica dove lei faceva sempre la comunione. Nel salutarla l\u00e2\u20ac\u2122architetto Pavan che diventer\u00c3\u00a0 professore universitario e soprintendente ai Beni Culturali del F.V.G.\u00c2\u00a0 non poteva certo immaginare quello che da l\u00c3\u00ac a qualche ora\u00c2\u00a0 lei avrebbe fatto.\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Partita la nave che Maria P. salut\u00c3\u00b2 con la mano sinistra, visto che la destra era sempre chiusa nella manica, la donna si diresse verso la caserma dove si trovava il quartier generale dell\u00e2\u20ac\u2122esercito inglese che allora reggeva la citt\u00c3\u00a0 di Pola, mentre tutto il resto dell\u00e2\u20ac\u2122Istria era governato dal maresciallo Tito Pola e Trieste costitvano la zona A, retta dal governo militare alleato, il cui futuro era stato a lungo incerto, contesi dall\u00e2\u20ac\u2122Italia e dalla Jugoslavia. Quest\u00e2\u20ac\u2122ultima, sostenuta dall\u00e2\u20ac\u2122URSS, aveva vinto la guerra a fianco degli alleati e rivendicava il suo diritto sull\u00e2\u20ac\u2122Istria, la Dalmazia, la Venezia Giulia, mentre l\u00e2\u20ac\u2122Italia rivendicava l\u00e2\u20ac\u2122italianit\u00c3\u00a0 di quelle terre che dovevano poter scegliere il loro destino come previsto dai trattati.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Dei 32.000 cittadini polesani 28.000 preferirono scegliere la via dell\u00e2\u20ac\u2122esilio ricordando le violenze fatte durante il fascismo, le impiccagioni eseguite dal governo tedesco, i massacri nei quaranta giorni del potere titino e soprattutto la tragedia di Vergarolla, quando sulla spiaggia scoppiarono delle mine mentre si disputava una gara sul mare della sociat\u00c3\u00a0 Pietas Julia. Nessuno nell\u00e2\u20ac\u2122ultimo periodo a difendere gli<\/em><br \/>\n<em>italiani. E\u00e2\u20ac\u2122ormai assodato che un patto segreto tra inglesi e il maresciallo Tito prevedeva la cessione di tutta la Venezia Giulia alla Jugoslavia, anche come tributo per il grande aiuto data dalle truppe jugoslave all\u00e2\u20ac\u2122inizio della guerra contro i tedeschi che bombardavano Londra, mentre gli italiani avevamo domandato l\u00e2\u20ac\u2122onore di\u00c2\u00a0 partecipare a quei bombardamenti.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>E quel 10 febbraio 1947 a Parigi si firma la pace che affida\u00c2\u00a0 Pola agli jugoslavi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c2\u00a0Il generale Robert de Winton (1908-1947) che avrebbe dovuto consegnare in settembre la citt\u00c3\u00a0 alla Jugoslavia giunge alle ore 9.10 in auto alla caserma per passare in rivista la sua guarnigione.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Scende con il suo cagnetto, ha appena salutato la moglie che con il bimbo di tre mesi l\u00e2\u20ac\u2122ha da poco raggiunto a Pola. Ha partecipato allo sbarco in Sicilia,<\/em><br \/>\n<em>allo sbarco in Normandia dove \u00c3\u00a8 stato ferito e dove si \u00c3\u00a8 guadagnato una bella<\/em><br \/>\n<em>medaglia, pensa al ritorno a casa con la sua famiglia, ai giorni tranquilli da passare nella sua terra, anche se sente il dolore della citt\u00c3\u00a0 ormai abbandonata, e soprattutto quella bora lo disturba e lo turba. E non pu\u00c3\u00b2 non sapere che quel giorno si firma la pace, anche perch\u00c3\u00a9 dai pochi presenti parte qualche fischio di disapprovazione.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Quando con la sua divisa e le sue medaglie il generale inizia la rivista alle truppe schierate, Maria Pasquinelli (di seguito nominata M.P.) esce dal portone della vicina casa dove si \u00c3\u00a8 nascosta, si avvicina alle spalle del generale e finalmente tira fuori dalla manica destra la mano con la pistola per sparare. De Winton si gira<\/em><br \/>\n<em>meravigliato per capire chi lo sta colpendo, e solo al secondo sparo cerca rifugio all\u00e2\u20ac\u2122interno della caserma. Troppo tardi, cade a terra. Parte un\u00e2\u20ac\u2122 altra pallottola che ferisce lievemente un soldato.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La donna si era immaginata una pronta risposta dei soldati schierati, non sapendo non immaginando che le loro armi fossero scariche e anche lei meravigliata non sa pi\u00c3\u00b9 cosa fare.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un soldato uscito dalla caserma imbracciando un fucile avanza con molta\u00c2\u00a0 circospezione e, solo quando Maria deposita\u00c2\u00a0 a terra la pistola, lui le si avvicina.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Le troveranno in tasca una lettera dove spiega di aver sparato a De Winton in quanto lui aveva la sfortuna di rappresentare i grandi che firmavano il Trattato di Parigi con il quale si consegnava l\u00e2\u20ac\u2122Istria e la Dalmazia alla Jugoslavia. Sicura di essere uccisa<\/em><br \/>\n<em>voleva avere la certezza che tutti conoscessero le motivazioni del suo atto.<\/em><br \/>\n<em>Del resto quella stessa mattina aveva affidato a uno sconosciuto due lettere identiche da impostare a Trieste per le Associazioni degli Esuli. E&#8217; molto probabile che uell&#8217;atto dovesse costituire parte di un progetto molto pi\u00c3\u00b9 grande che in realt\u00c3\u00a0 abort\u00c3\u00ac come viene riportato in seguito.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Coprifuoco a Pola, le spoglie di De Winton attraversano l\u00e2\u20ac\u2122Istria, passano la notte a Trieste e infine vengono trasferite dal Castello di Miramare e in fine al cimitero di Adagliacco, sempre scortate da un seguito di soldati con la fascia nera al braccio. Funerale con rappresentanti di tutti i paesi, anche italiani e una banda militare scozzese lo accompagna con la su musica alla tomba. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Trasferimento della M.P. a Trieste in nave. Detenzione\u00c2\u00a0 a Trieste e suo diario di Spalato dove dissotterra i resti dei suoi colleghi docenti nella scuola locale \u00c2\u00a0e delle sue avventure in Africa quando da crocerossina si traveste da uomo per raggiungere i soldati al fronte.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il processo, le pressioni dei governi alleati sulla decisione della corte per evitarle la morte. Carcere a Perugia e poi a Firenze Processo Borghese\u00c2\u00a0 \u00c2\u00a0Legami con i partigiani della &#8220;Osoppo&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La grazia <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La sua vita e il suo silenzio a Brescia e poi a Bergamo dove si ritira con la sorella Tina e dove le allieve della scuola di Milano la andavano spesso a trovare<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Maria Pasquinelli \u00c3\u00a8 morta in aprile 2013 all\u00e2\u20ac\u2122et\u00c3\u00a0 di cento anni, sempre ricordata dagli esuli.\u00c2\u00a0 Forse usciranno altre carte, tanto pi\u00c3\u00b9 che tra i documenti recentemente\u00c2\u00a0 resi<\/em><br \/>\n<em>pubblici \u00c2\u00a0in Inghilterra\u00c2\u00a0 e riportati nel saggio si trova la lettera di una\u00c2\u00a0 spia italiana nella quale si comunica agli alleati\u00c2\u00a0 che la Pasquinelli si stava esercitando nella<\/em><br \/>\n<em>palestra della scuola di Pola per uccidere il loro generale. Ma nessuno se ne preoccup\u00c3\u00b2. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Molto probabilmente il suo non \u00c3\u00a8 l&#8217;atto i un\u00e2\u20ac\u2122 invasata ma parte di un piano non portato a termine. Il silenzio che ha ircondato tutti questi avvenimenti \u00c3\u00a8 stato voluto per evitare quella guerra ivile che in Italia era molto probabile.<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00c2\u00a0<\/strong><\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: center;\">\n<dl id=\"attachment_26241\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 310px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/TN-11-feb-2014-6.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-26241\" title=\"TN 11 feb 2014 (6)\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/TN-11-feb-2014-6-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/TN-11-feb-2014-6-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/TN-11-feb-2014-6-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\"><strong>La Lettrice Postal e l&#8217;Autrice<\/strong><\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00c3\u00a9 un libro su questo episodio? L&#8217;intenzione \u00c3\u00a8 dichiarata in apertura, e riguarda proprio la possibilit\u00c3\u00a0 di guardare da un punto di vista diverso un&#8217;azione che \u00c3\u00a8 condannabile, come qualsiasi omicidio, ma che in altre occasioni ha suscitato anche condivisione, tanto da restare impressa quale gesto eroico nella memoria collettiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma allora, perch\u00c3\u00a9 questo post su un \u00e2\u20ac\u0153saggio\u00e2\u20ac\u009d<\/strong> scritto da una donna sulla vita di una donna? Non certo per fare del revisionismo ma per trarre una conclusione: la Storia va esaminata da tutti i punti di vista e la guerra non risolve nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una donna \u00e2\u20ac\u00a6 sola?<\/strong> Con precise idee politiche che per\u00c3\u00b2 dopo la condanna a morte convertita in ergastolo, poi liberata dopo 15 anni, non ha mai pi\u00c3\u00b9 propugnato alcuna fede politica.<br \/>\nUna donna, sola? Che ha \u00e2\u20ac\u0153trovato\u00e2\u20ac\u009d la pistola a Milano, che si \u00c3\u00a8 esercitata d usarla all\u00e2\u20ac\u2122interno di una palestra \u00e2\u20ac\u00a6 tutto da sola?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Molte le considerazioni emerse nella discussione seguita alla presentazione dell\u00e2\u20ac\u2122opera:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/TN-11-feb-2014-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-26242\" title=\"TN 11 feb 2014 (1)\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/TN-11-feb-2014-1-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/TN-11-feb-2014-1-225x300.jpg 225w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/TN-11-feb-2014-1-768x1024.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>il silenzio postumo della Storia ufficiale sul momento storico.<br \/>\nIl rischio che \u00e2\u20ac\u0153scoppiata la pace\u00e2\u20ac\u009d, scoppiasse una guerra civile.<br \/>\nL\u00e2\u20ac\u2122obbligo morale, sollecitato all\u00e2\u20ac\u2122epoca da Gaetano Salvemini, di non ratificare un accordo internazionale cos\u00c3\u00ac umiliante.<br \/>\nIl ritardo nella effettuazione del plebiscito.<br \/>\nLe pre-violenze fasciste e le successive violenze dei \u00e2\u20ac\u0153Titini\u00e2\u20ac\u009d.<br \/>\nL\u00e2\u20ac\u2122indifferenza USA.<br \/>\nIl cinismo GB.<br \/>\nLa mancanza di una interscambiabilit\u00c3\u00a0 fra la perdita dell\u00e2\u20ac\u2122Istria-Dalmazia e la eventuale cessione dell\u00e2\u20ac\u2122Alto Adige (ma questa \u00c3\u00a8 un\u00e2\u20ac\u2122altra storia).<br \/>\nL\u00e2\u20ac\u2122etichettatura (italiana) di \u00e2\u20ac\u0153fascisti\u00e2\u20ac\u009d per tutti i profughi sopravvissuti alla stragi titine \u00e2\u20ac\u00a6<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Molti i libri citati dal pubblico a supporto delle tesi sostenute nel corso degli interventi:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dichiarazioni, articoli e saggi di Gaetano Salvemini.<br \/>\n\u00e2\u20ac\u0153Con il vento nei capelli Vita di una donna palestinese\u00e2\u20ac\u009d, di Salem Salwa a testimonianza del comportamento inglese contro i palestinesi.<br \/>\n\u00e2\u20ac\u0153I conti con la Storia\u00e2\u20ac\u009d, di Paolo Mieli, per una conoscenza della storia da tutti i punti di vista.<br \/>\n\u00e2\u20ac\u0153Le origini del fascismo\u00e2\u20ac\u009d in Italia, lezioni di Harward, di Gaetano Salvemini.<br \/>\n\u00e2\u20ac\u0153Il rogo nel porto di Boris Pahor\u00e2\u20ac\u009d, circa le violenze fasciste a danno della popolazione slava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u00e2\u20ac\u2122Autrice ha lavorato otto anni alla stesura del saggio.<\/strong> Non \u00c3\u00a8 un grosso libro, no, non \u00c3\u00a8 big, bens\u00c3\u00ac it is a great book! Un importante saggio storico, su un frammento significativo e poco conosciuto della nostra Storia. Non per fare revisionismo, No,\u00c2\u00a0per conoscerla tutta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;uditorio Detto altrimenti: una donna che sfida la storia, una data, un episodio storico, un libro, una riunione, tante riflessioni. 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