{"id":26235,"date":"2014-02-15T09:51:32","date_gmt":"2014-02-15T08:51:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=26235"},"modified":"2014-02-20T14:35:35","modified_gmt":"2014-02-20T13:35:35","slug":"14-febbraio-2014-assemblea-fiab-amici-della-bicicletta-trento","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=26235","title":{"rendered":"14 FEBBRAIO 2014 &#8211; ASSEMBLEA FIAB-AMICI DELLA BICICLETTA TRENTO"},"content":{"rendered":"<p><strong>Detto altrimenti: \u00e2\u20ac\u0153l\u00e2\u20ac\u2122importante \u00c3\u00a8 partecipare\u00e2\u20ac\u009d<\/strong> (post 1381)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FIAB, FEDERAZIONE ITALIANA AMICI DELLA BICICLETTA<\/strong>. Un\u00e2\u20ac\u2122 Associazione di amici. Amici fra di loro. Amici della bicicletta. A Trento, fondata 30 anni da <strong>Roberto de Bernardis.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">(due post fa, al post n. 1379, \u00c2\u00a0trovate la storia di Fiab Trento)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/thCA5TA29H.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-26272\" title=\"thCA5TA29H\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/thCA5TA29H.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"248\" \/><\/a>L\u00e2\u20ac\u2122annuale Assemblea della FIAB Trento di ieri, 14 febbraio 2014, ha registrato una foltissima partecipazione di soci:<\/strong> ben 54 hanno affollato la saletta della sede di Via Coni Zugna 9. Un terzo in rappresentanza dei vecchi iscritti e ben due terzi di nuove matricole! Un doppio successo, se consideriamo che i partecipanti sono solo una piccola frazione degli iscritti totali (la cui reiscrizione \u00c3\u00a8 in corso) e che siamo solo ai primissimi giorni di apertura delle iscrizioni (e delle reiscrizioni)! Fra l\u00e2\u20ac\u2122altro si \u00c3\u00a8 rinnovato il Consiglio Direttivo e si \u00c3\u00a8 definito il programma di massima per il 2014: bici, cultura, ambiente, socializzazione, rispetto per la natura e per tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ed io mi sono chiesto come meglio celebrare questo avvenimento. Ecco, ho pensato di farlo riprendendo un mio vecchio post \u00e2\u20ac\u00a6 quello del 28 febbraio 2012 nel quale scrivevo:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inizia<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: center;\">\n<dl id=\"attachment_26261\" class=\"wp-caption alignleft\" style=\"width: 310px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/thCAXZJT0G.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-26261\" title=\"thCAXZJT0G\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/thCAXZJT0G.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"207\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\"><strong>Olanda: quando si dice &#8220;tante&#8221; &#8230;<\/strong><\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u00e2\u20ac\u2122Olanda \u00c3\u00a8 il paese con il pi\u00c3\u00b9 alto numero di ciclisti nel mondo<\/strong>, ed \u00c3\u00a8 anche il posto pi\u00c3\u00b9 sicuro per andare in bicicletta. Questo \u00c3\u00a8 in gran parte dovuto alle perfette infrastrutture ciclabili presenti in tutto il Paese. Come sono riusciti gli Olandesi a costruire questa rete ciclabile di qualit\u00c3\u00a0? Alcuni, fra i quali anche molti Olandesi, pensano che questa rete sua sempre esistita. Ci\u00c3\u00b2 \u00c3\u00a8 vero solo in parte. Infatti, alcune piste ciclabili esistono da sempre, ma erano completamente diverse da come sono oggi. Strette, malamente asfaltate, pericolose ed interrotte da incroci fra di loro. D\u00e2\u20ac\u2122altra parte, all\u00e2\u20ac\u2122inizio, le piste ciclabili non erano davvero necessarie: infatti le biciclette erano di gran lunga le \u00e2\u20ac\u0153padrone quasi incontrastate della strada\u00e2\u20ac\u009d, rispetto alla scarsa dimensione del restante tipo di traffico.<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: center;\">\n<dl id=\"attachment_26262\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 310px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/thCA7LLRMK.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-26262\" title=\"thCA7LLRMK\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/thCA7LLRMK.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\"><strong>&#8230; in citt\u00c3\u00a0<\/strong><\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dopo la seconda guerra mondiale tutto cambi\u00c3\u00b2.<\/strong> Gli Olandesi dovettero ricostruire il Paese e divennero incredibilmente ricchi. Dal 1948 al 1962 il reddito medio aument\u00c3\u00b2 del 44% e nel 1970 l\u00e2\u20ac\u2122aumento tocc\u00c3\u00b2 l\u00e2\u20ac\u2122impressionante incremento del 222%. La gente poteva ormai permettersi beni di lusso e soprattutto dal 1957 in poi le auto in circolazione aumentarono moltissimo in citt\u00c3\u00a0 che non erano state pensate per accogliere automobili. Cos\u00c3\u00ac, molti edifici vennero demoliti per far spazio per le automobili. Anche alcune vecchie infrastrutture ciclabili vennero rimosse. Le piazze vennero trasformate in parcheggi e i nuovi insediamenti vennero serviti da strade larghissime adatte al traffico a motore. Le distanze quotidiane percorse crebbero dai 3,9 Km del 1957 ai 23,2 Km del 1975. Ma questo \u00e2\u20ac\u0153progresso\u00e2\u20ac\u009d ebbe un costo terribile: il ciclismo venne ignorato diminuendo del 6% all\u00e2\u20ac\u2122anno e nel solo 1971 ci furono bel 3.000 morti. Pi\u00c3\u00b9 di 400 di essi furono bambini sotto i 14 anni d\u00e2\u20ac\u2122et\u00c3\u00a0.<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: center;\">\n<dl id=\"attachment_26263\" class=\"wp-caption alignleft\" style=\"width: 310px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/thCAW0QTMF.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-26263\" title=\"thCAW0QTMF\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/thCAW0QTMF.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\"><strong>Fuori citt\u00c3\u00a0 &#8230;<\/strong><\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La strage dei bambini port\u00c3\u00b2 la gente nelle piazze a protestare:<\/strong> \u00e2\u20ac\u0153Fermate la strage dei bambini\u00e2\u20ac\u009d si gridava chiedendo strade pi\u00c3\u00b9 sicure per loro, per i pedoni e per i ciclisti. Questa richiesta venne ascoltata, soprattutto quando nel 1973 la prima crisi petrolifera blocc\u00c3\u00b2 il paese. L\u00e2\u20ac\u2122allora primo ministro olandese disse alla gente che quella crisi avrebbe cambiato la vita, che si dovevano cambiare abitudini per essere meno dipendenti dall\u00e2\u20ac\u2122energia petrolifera e che tutto ci\u00c3\u00b2 sarebbe stato possibile senza ridurre il livello della qualit\u00c3\u00a0 della vita. Inoltre, le domeniche a piedi per risparmiare il greggio ricordavano alle persone come apparivano le citt\u00c3\u00a0 senza auto in circolazione. In questo periodo vennero pedonalizzati i primi centri storici, ma le proteste continuarono.<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: center;\">\n<dl id=\"attachment_26264\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 310px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/thCA8E4527.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-26264\" title=\"thCA8E4527\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/thCA8E4527.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"202\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\"><strong>&#8230; anche con la neve &#8230;<\/strong><\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La motorizzazione di massa infatti continuava a uccideva le persone, le citt\u00c3\u00a0, l\u00e2\u20ac\u2122ambiente<\/strong>. A quel punto, imponenti biciclettate pubbliche in tutte le citt\u00c3\u00a0 olandesi e proteste anche nei centri minori a sostegno della bicicletta crearono una consapevolezza che alla fine modific\u00c3\u00b2 il modo di pensare i trasporti. A met\u00c3\u00a0 degli anni \u00e2\u20ac\u02dc70 si cominciarono sperimentare percorsi ciclabili a Tilburg e a L\u00e2\u20ac\u2122Aja. In una visione retrospettiva, essi rappresentano l\u00e2\u20ac\u2122inizio della nuova rete ciclabile del Paese. L\u00e2\u20ac\u2122uso della bicicletta crebbe in misura esponenziale, a l\u00e2\u20ac\u2122Aja sino a + 60% e a Tilbur sino a + 75%. \u00e2\u20ac\u0153Costruite e arriveranno\u00e2\u20ac\u009d era il motto che si rivel\u00c3\u00b2 vero in Olanda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi il ciclismo in Olanda \u00c3\u00a8 una componente primaria ed integrante della politica della mobilit\u00c3\u00a0 e la piazza, un tempo asfaltata, sulla quale avevano manifestato i ciclisti, oggi \u00c3\u00a8 un gran prato verde, diventato il logo della citt\u00c3\u00a0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finisce<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Che ne dite? Non sarebbe il caso di imitare gli Olandesi?<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: \u00e2\u20ac\u0153l\u00e2\u20ac\u2122importante \u00c3\u00a8 partecipare\u00e2\u20ac\u009d (post 1381) FIAB, FEDERAZIONE ITALIANA AMICI DELLA BICICLETTA. Un\u00e2\u20ac\u2122 Associazione di amici. 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