{"id":32535,"date":"2014-11-05T15:51:48","date_gmt":"2014-11-05T14:51:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=32535"},"modified":"2014-11-06T06:14:17","modified_gmt":"2014-11-06T05:14:17","slug":"siamo-uomini-o-caporali","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=32535","title":{"rendered":"SIAMO UOMINI O CAPORALI?"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Detto altrimenti , oggi: siamo cittadini o sudditi?\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 <\/strong>\u00c2\u00a0(post 1728 &#8211; Si vedano i miei precedenti post in data 20 giugno, 30 luglio e 8 ottobre 2o14)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\">\u00c2\u00a0(<span style=\"color: #333333;\">Lo so \u00e2\u20ac\u00a6 lo so \u00e2\u20ac\u00a6 i due binomi &#8220;<\/span><strong><span style=\"color: #333333;\">uomini-caporali&#8221; <\/span><\/strong><span style=\"color: #333333;\">e<\/span><strong><span style=\"color: #333333;\"> &#8220;cittadini-sudditi&#8221;<\/span><\/strong><span style=\"color: #333333;\"> non sono esattamente assimilabili (per\u00c3\u00b2, chevvolete, mi \u00c3\u00a8 venuta cos\u00c3\u00ac): infatti, nel primo si contrappongono persone dabbene a persone malvagie (come i caporali del film, non certo quelli veri, per carit\u00c3\u00a0!). Nel secondo caso persone dabbene a persone dabbene.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\">Fra tutti coloro che sulla base delle note in calce avranno individuato con esattezza i soggetti ed i luoghi della favola narrata, sar\u00c3\u00a0 estratta una tessera elettronica a scalare per usufruire della sosta cittadina, del valore di \u00e2\u201a\u00ac30,00).\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Ci\u00c3\u00b2 detto, vi racconto la favola &#8211; indovinello<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Inizia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00e2\u20ac\u0153C\u00e2\u20ac\u2122era una volta, in un bel quartiere cittadino residenziale ai confini della citt\u00c3\u00a0 (1) nel quale non si trovavano esercizi commerciali se non un piccolo bar n\u00c3\u00a9 vi erano pubblici uffici, un bellissimo viale alberato (2) lungo un bel fiume urbano (3) la cui sosta era tutta blu a pagamento, in fondo alla quale vi erano <strong>quindici stalli auto bianchi, a sosta libera<\/strong>. Essi venivano utilizzati dal personale di servizio degli abitanti, dai loro parenti in visita o dalle badanti che si recavano ad assistere gli anziani ivi residenti o che &#8211; con l\u00e2\u20ac\u2122auto &#8211; accompagnavano in quella zona altri anziani &#8211; non cos\u00c3\u00ac abbienti da abitare in quel bel viale &#8211; per farli passeggiare\u00c2\u00a0 sotto quelle piante a fianco del bel fiume.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/WP_20140619_001-168x3001.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-32538\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/WP_20140619_001-168x3001.jpg\" alt=\"WP_20140619_001-168x300[1]\" width=\"168\" height=\"300\" \/><\/a>Un bel giorno, anzi, un brutto giorno, i cittadini videro che alcuni operai stavano collocando cartelli e divieti di sosta, ad indicare che non solo <strong>quei posti auto, ma che quell\u00e2\u20ac\u2122intera parte della strada era privata,<\/strong> ovvero era di una societ\u00c3\u00a0 idroelettrica pubblica (4), e che pertanto ne era interdetto l\u00e2\u20ac\u2122uso da parte della popolazione. <strong>Tutti si stupirono, perch\u00c3\u00a9 strada e posti auto erano stati lasciati alla libera fruizione della popolazione per decenni<\/strong>, e quindi vedere una simile \u00e2\u20ac\u0153rivoluzione\u00e2\u20ac\u009d senza alcun cenno di spiegazione, parve loro un <strong>sopruso, dovuto se non altro, alla assoluta mancanza\u00c2\u00a0di informazione\u00c2\u00a0 di comunicazione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una di quelle persone<\/strong> (5) intese far chiarezza (della serie: \u00e2\u20ac\u0153la citt\u00c3\u00a0 \u00c3\u00a8 anche mia\u00e2\u20ac\u009d) ed opporsi a quel modo di operare top-down\u00c2\u00a0 e scrisse alla stampa ed allo stesso assessore \u00e2\u20ac\u0153competente\u00e2\u20ac\u009d (6). <strong>La risposta che ricevette<\/strong> fu efficiente ma non efficace: infatti gli fu spiegato, dalla societ\u00c3\u00a0 che quell\u00e2\u20ac\u2122area era da sempre di propriet\u00c3\u00a0 di quelle societ\u00c3\u00a0; dal Comune, che l\u00e2\u20ac\u2122assessore comunale stava \u00e2\u20ac\u0153studiando il caso\u00e2\u20ac\u009d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La nostra persona rispose<\/strong> all\u00e2\u20ac\u2122assessore \u00e2\u20ac\u0153competente\u00e2\u20ac\u009d che la legge prevedeva che a fronte di tot stalli blu ve ne dovesse essere una certa percentuale di \u00e2\u20ac\u0153bianchi\u00e2\u20ac\u009d e che il Comune, con il suo comportamento, aveva per decenni dimostrato che la percentuale \u00e2\u20ac\u0153bianca\u00e2\u20ac\u009d da esso stesso valutata necessaria ed idonea, era quella prima usufruibile. Quindi se ne sarebbe dovuto dedurre che il Comune avrebbe dovuto rimpiazzare gli stalli improvvisamente \u00e2\u20ac\u0153dipinti di blu\u00e2\u20ac\u009d (anzi, di giallo, propriet\u00c3\u00a0 privata!) con la sbianchettatura di un ugual numero di suoi (suoi del Comune) stalli blu.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/WP_20140624_001-300x1681.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-32539\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/WP_20140624_001-300x1681.jpg\" alt=\"WP_20140624_001-300x168[1]\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a>Dopo mesi di silenzio e successive insistenze<\/strong> anche scritte da parte del citato cittadino, l\u00e2\u20ac\u2122assessore rispose che <em>\u00e2\u20ac\u0153entro breve sarebbero stati messi a disposizione dl pubblico un certo numero di stalli bianchi a disco orario\u00e2\u20ac\u009d.<\/em> Il cittadino protest\u00c3\u00b2 perch\u00c3\u00a9 avrebbe voluto il ripristino, nelle adiacenti aree comunali con stalli blu a pagamento, di un ugual numero di stalli bianchi non a disco orario. Se non altro, ormai, per una questione di principio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/th41.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-32540\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/th41.jpg\" alt=\"th4[1]\" width=\"300\" height=\"201\" \/><\/a>Passarono alcuni mesi. Non successe nulla.<\/strong> L\u00e2\u20ac\u2122interessato cerc\u00c3\u00b2 quanto meno di capire quale avrebbe potuto essere stato ragionamento del Comune, il quale era azionista indiretto di quella societ\u00c3\u00a0 pubblica che trasformala l\u00e2\u20ac\u2122acqua in energia elettrica. Infatti la societ\u00c3\u00a0 stava andando benissimo: e ci\u00c3\u00b2 grazie alle cospicue piogge dell\u00e2\u20ac\u2122estate, che avevano incrementato la produzione di energia idroelettrica del 40%, per cui essa avrebbe potuto distribuire dividenti ben maggiori del mancato rendimento derivante dalla eliminazione della tariffazione oraria sugli stalli blu di cui l\u00e2\u20ac\u2122interessato reclamava la \u00e2\u20ac\u0153sbianchettatura\u00e2\u20ac\u009d. Ma evidentemente non era cos\u00c3\u00ac. Forse, si disse l\u00e2\u20ac\u2122interessato, quelle somme erano state attribuite come premio di rendimento agli amministratori ed alla dirigenza della societ\u00c3\u00a0 per aver essi danzato una\u00c2\u00a0 efficace \u00c2\u00a0danza della pioggia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alla fine l\u00e2\u20ac\u2122interessato decise:<\/strong> avrebbe scritto ancora una volta alla stampa locale, dopo avere inviato al citato assessore copia della presente favola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>O m\u00c3\u00b9zos del\u00c3\u00b2i oti (diceva tale Esopo), la favola insegna che<\/strong> talvolta gli amministratori pubblici non si sentono incaricati dai cittadini di gestire la loro (loro dei cittadini) citt\u00c3\u00a0, ma incaricati dalla politica di gestire i cittadini come sudditi\u00e2\u20ac\u009d.<\/p>\n<p>Finisce<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\">Note da utilizzare per la partecipazione al concorso a premi:<\/span><\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\">capoluogo di provincia di una regione con due capoluoghi, di cui l\u00e2\u20ac\u2122altro \u00c3\u00a8 Bolzano<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">viale intitolato ad una grande citt\u00c3\u00a0 di mare italiana al confine con la Slovenia<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">fiume che scende dalla Valle dei Mocheni<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">societ\u00c3\u00a0 avente nel nome quello dei monti tipici della regione e del precedente monopolista idroelettrico pubblico<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">un blogger \u00e2\u20ac\u00a6<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">iniziali del suo nome e cognome: \u00e2\u20ac\u0153M. M.\u00e2\u20ac\u009d<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">quello cittadino con competenze sull\u00e2\u20ac\u2122ambiente e sulla mobilit\u00c3\u00a0<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Detto altrimenti , oggi: siamo cittadini o sudditi?\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 \u00c2\u00a0(post 1728 &#8211; Si vedano i miei precedenti post in data [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[5,746,1905],"tags":[5774,5715,5871,5485,5617,662],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32535"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=32535"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32535\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=32535"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=32535"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=32535"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}