{"id":33040,"date":"2014-11-21T14:23:07","date_gmt":"2014-11-21T13:23:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=33040"},"modified":"2014-11-30T16:09:59","modified_gmt":"2014-11-30T15:09:59","slug":"incontri-20-fabio-pipinato","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=33040","title":{"rendered":"INCONTRI &#8211; 24)  FABIO PIPINATO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Riprendo il post oggi, 26 novembre, subito dopo la conferenza stampa sui due premi ricevuti dai due progetti a sud e a nord del monte Kenja (vedi in coda a questo stesso post)<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>Detto altrimenti: Trentino, dal Trentino per l\u00e2\u20ac\u2122Africa<\/strong>\u00c2\u00a0 (post 1762)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Persona mi incuriosiva. Anzi, mi interessa. Un poco schiva ma piena di contenuti. Infatti, amiche lettrici e amici lettori dei miei post, almeno questo me lo riconoscerete \u00e2\u20ac\u00a6 e cio\u00c3\u00a8 che sono circondato \u00e2\u20ac\u201c bont\u00c3\u00a0 e merito loro, non di certo mio! \u00e2\u20ac\u201c da Persone di valore (la lettera \u00e2\u20ac\u0153P\u00e2\u20ac\u009d maiuscola non \u00c3\u00a8 utilizzata a caso).<\/p>\n<div id=\"attachment_33041\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_2528.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-33041\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-33041 size-medium\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_2528-300x225.jpg\" alt=\"IMG_2528\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_2528-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_2528-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-33041\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Fabio Pipinato<\/strong><\/span><\/p><\/div>\n<p><span style=\"color: #000080;\"><em><strong>Fabio, nato a \u00e2\u20ac\u00a6 etc.?<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono del \u00e2\u20ac\u212263, nato a Padova \u00e2\u20ac\u0153ma\u00e2\u20ac\u009d (si dice cos\u00c3\u00ac, vero?) residente a Trento da molti anni; \u00e2\u20ac\u0153ma\u00e2\u20ac\u009d sposato con una Trentina, <strong>Paola Martinelli<\/strong>. Fra le altre cose \u00e2\u20ac\u201c per inciso \u00e2\u20ac\u201c sono stato il fidioterapista del tuo carissimo e purtroppo compianto amico <strong>Ruggero Polito \u00e2\u20ac\u00a6<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000080;\"><em><strong>Ruggero, una mancanza incolmabile \u00e2\u20ac\u00a6 ma veniamo a noi. Di cos\u00e2\u20ac\u2122altro ti occupi?<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u00e2\u20ac\u2122et\u00c3\u00a0 di venti anni, di cooperazione internazionale. Ho iniziato nella <span style=\"color: #000000;\"><strong>Repubblica Centroafricana <\/strong>dove ho conosciuto la mia\u00c2\u00a0 futura moglie. Insieme ci siamo trasferiti in <strong>Ruanda<\/strong> \u00e2\u20ac\u00a6<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000080;\"><em><strong>Ruanda? In che periodo \u00e2\u20ac\u00a6 mica al tempo della strage dei Tutzi ad opera degli Hutu (di cui alla terribile rappresentazione del film Hotel Ruanda, n.d.r)?<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E invece si, proprio negli anni \u00e2\u20ac\u212293 \u00e2\u20ac\u201c \u00e2\u20ac\u212294. La strage \u00c3\u00a8 del \u00e2\u20ac\u212294: un milione di trucidati. Mia moglie ha poi testimoniato e raccontato quanto si \u00c3\u00a8 vissuto in quel tremendo periodo al regista del film <strong>Terry George<\/strong>, compreso il salvataggio di alcuni cani domestici europei prima che di alcuni bambini Tutsi, poi salvati da noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000080;\"><em><strong>Terribile \u00e2\u20ac\u00a6 potremo parlarne e scriverne in altra specifica occasione. Altre tappe del tuo percorso?<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_33057\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/thDHKGPLX4.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-33057\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-33057\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/thDHKGPLX4.jpg\" alt=\"Il Premio Nobel Wangari Maathai\" width=\"300\" height=\"233\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-33057\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Il Premio Nobel per la pace \u00c2\u00a0Wangari Maathai<\/strong><\/span><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 2001 al 2004, sempre con ONG, in <span style=\"color: #000000;\"><strong>Kenya.<\/strong> Paola si \u00c3\u00a8 occupata di un\u00c2\u00a0 progetto sanitario; io della forestazione e soprattutto della deforestazione. A quest\u00e2\u20ac\u2122ultimo riguardo, nel 2001 <em>testimonial<\/em> del mio progetto \u00c3\u00a8 stata la <strong>Dottoressa Wangari Maathai,<\/strong> la quale nel 2004 ha ricevuto, prima donna in assoluto, il <strong>premio Nobel per la pace.<\/strong> La Maathai conosceva molto del Trentino, delle sue foreste, del suo Corpo di Guardie Forestali, della<\/span> nostra \u00e2\u20ac\u0153Festa dell\u00e2\u20ac\u2122albero\u00e2\u20ac\u009d etc.. Ora, poich\u00c3\u00a9 il paese era uscito da una dittatura che aveva deforestato per vendere il legname alle multinazionali, lei si poneva l\u00e2\u20ac\u2122obiettivo opposto e mi chiese un progetto nel settore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000080;\"><em><strong>E la tua risposta fu \u00e2\u20ac\u00a6<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Creai il progetto <strong>\u00e2\u20ac\u0153Tree is life\u00e2\u20ac\u009d,<\/strong> <span style=\"color: #000000;\">albero \u00c3\u00a8 vita per deforestare di meno. Esso fu finanziato dalla <strong>Provincia Autonoma di Trento (Governatore Lorenzo Dellai)<\/strong>.<\/span> In questo ambito, nacque prima il progetto e poi la realizzazione della \u00e2\u20ac\u0153stufa incubatrice\u00e2\u20ac\u009d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000080;\"><em><strong>Di che si tratta?<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/th91.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-33042\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/th91-300x229.jpg\" alt=\"th[9]\" width=\"300\" height=\"229\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/th91-300x229.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/th91.jpg 593w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Di una stufa per cucinare, scaldarsi e covare le uova, di prossimo adattamento quale incubatrice o per neonati prematuri,<\/span> <\/strong>la quale consuma meno legna e produce meno fumo. Il progetto \u00c3\u00a8 sostenuto da <strong>IPSIA<\/strong> \u00e2\u20ac\u201c Istituto Pace Sviluppo Innovazione ACLI del Trentino e dalla <strong>Fondazione Fontana<\/strong>, una ONLUS di Padova con sede anche a Trento e finanziato dalla Provincia Autonoma di Trento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c2\u00a0<\/strong>La stufa ha vinto in Kenya il <strong>Green Innovation Award<\/strong> (premio per l&#8217;innovazione verde). E&#8217; stata la \u00e2\u20ac\u0153first lady\u00e2\u20ac\u009d del Kenya Ms. <strong>Margaret Kenyatta<\/strong> a consegnare il premio nelle mani del direttore del progetto \u00e2\u20ac\u0153Tree is Life\u00e2\u20ac\u009d <strong>Thomas Gichuru<\/strong> che ha costruito di persona le prime stufe a olle copiando quelle che scaldano le case delle Alpi italiane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invitata ad un exp\u00c3\u00b2 delle <strong>Nazioni Unite<\/strong> sar\u00c3\u00a0 presentata in Italia in un <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>convegno che avr\u00c3\u00a0 luogo in Vaticano il prossimo 4 dicembre, alla presenza di Papa Francesco.<\/strong><\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_33043\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/foto.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-33043\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-33043 size-medium\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/foto-300x225.jpg\" alt=\"foto\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/foto-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/foto-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-33043\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Lo staff trentino di Fabio: da sinistra, Andrea Lepore, Elisabetta Gardumi, Marinella Seidita, Gigi Moser, Gianni Ferrari, Marta Fontanari<\/strong><\/span><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La motivazione del premio \u00c3\u00a8 che si tratta di un&#8217;innovazione semplice come l&#8217;uovo di colombo.<\/strong> In molte famiglie di contadini kenioti sono state allestite nuove stufe in terra cotta con all&#8217;interno\u00c2\u00a0pietre refrattarie per il risparmio energetico. Esse sono costruite su di una intelaiatura di legno e rivestite di fango e terra rossa, la terra rossa dell\u00e2\u20ac\u2122Africa ricca di ferro la quale trattiene e trasmette molto bene il calore. Costo unitario, al massimo \u00e2\u201a\u00ac20,00 il che rappresenta una cifra comunque elevata per i kenioti ma infima per le industrie occidentali che non sono interessate ad un business cos\u00c3\u00ac \u00e2\u20ac\u0153povero\u00e2\u20ac\u009d il quale \u00e2\u20ac\u201c quindi \u00e2\u20ac\u201c non rsischia di essere da loro monopolizzato e strumentalizzato.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">Le stufe permettono di <span style=\"text-decoration: underline;\">risparmiare pi\u00c3\u00b9 di un terzo della legna<\/span> delle normali cucine.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Inoltre <span style=\"text-decoration: underline;\">tolgono gran parte del fumo<\/span> dalle cucine delle povere baracche africane: via il fumo e via anche le conseguenti malattie respiratorie.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Inoltre, l&#8217;aver alzato i fuochi dal pavimento <span style=\"text-decoration: underline;\">salva la schiena a chi cucina<\/span> in quanto era prima costretto a sollevare pentole da terra; altra cosa \u00c3\u00a8 sollevarle da 60-70 cm da terra.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Ma vi \u00c3\u00a8 un ulteriore vantaggio: infatti queste stufe, nelle quali l\u00e2\u20ac\u2122alimentazione della legna avviene fa una fessura orizzontale posizionata nella parte superiore\/anteriore della piccola struttura, presentano, a livello pavimento, la cavit\u00c3\u00a0 tipica delle stufe a olle costruite nelle nostre montagne. Qui sotto vengono deposte <span style=\"text-decoration: underline;\">le uova da cova<\/span> al posto della legna da seccare o delle scarpe da asciugare: le uova si schiudono ed i piccoli pulcini possono trovare del mangime in un ambiente estremamente pulito, caldo, secco e buio, senza l&#8217;oltraggio di un lampada accecante come nelle nostre incubatrici industriali. <strong>Ad onor del vero a mettere per la prima volta le uova sotto la stufa non \u00c3\u00a8 stato un centro studi ma \u00e2\u20ac\u201c casualmente e per errore &#8211; un bambino keniota!<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<div id=\"attachment_33054\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_2532.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-33054\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-33054 size-medium\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_2532-300x225.jpg\" alt=\"1) Incubatrice - 2) Recinto interno - 3) Recinto esterno - 4) Alimentazione combustibile - 5) Fornelli - 6) Parete della capanna\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_2532-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_2532-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-33054\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">1) Incubatrice &#8211; 2) Recinto interno &#8211; 3) Recinto esterno &#8211; 4) Alimentazione combustibile &#8211; 5) Fornelli &#8211; 6) Parete della capanna<\/span><\/strong><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cavit\u00c3\u00a0 ove si schiudono le uova viene tenuta quasi quotidianamente pulita dal contadino per prevenire malattie per i neo nati pulcini. In questa cavit\u00c3\u00a0 i pulcini rimangono la prima settimana di vita. Viene loro dato sia mangime adeguato che acqua. La stufa, poi, comunica con un piccolo recinto protetto delle dimensioni della stufa stessa. Qui vi si crea \u00c2\u00a0la temperatura essendo detto recinto-gabbia all&#8217;interno dell&#8217;abitazione e contigua alla stufa. I pulcini possono quindi crescere indisturbati ed al sicuro. Escono dalla cavit\u00c3\u00a0 per passare al primo recinto a partire dalla seconda settimana di vita e con il passare dei giorni si allontanano sempre pi\u00c3\u00b9 dalla stufa prendendo confidenza con il nuovo ambiente protetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<div id=\"attachment_33061\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/th92.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-33061\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-33061 size-medium\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/th92-300x225.jpg\" alt=\"th[9]\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/th92-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/th92-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-33061\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Modello con alimentazione separata<\/strong><\/span><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo primo recinto con rete a maglia stretta interno alla casa ed adiacente la cucina \u00c3\u00a8 possibile solo in Africa e non certo in Europa ove le diverse legislazioni ne vieterebbero l&#8217;allevamento per motivi di igiene, sicurezza, etc.. Trattandosi spesso di abitazioni-baracca, tramite una fessura sulla parete in legno il primo recinto \u00c3\u00a8 collegato ad un secondo recinto, esterno alla capanna, ove i piccoli polli possono tentare lo sbalzo di temperatura e di umidit\u00c3\u00a0. Questo secondo recinto ha una rete di ferro anche a pavimento onde evitare incursioni di animali predatori. Il raccordo tra queste tre semplici unit\u00c3\u00a0: sottoforno, recinto interno e recinto esterno con relativa gradazione di temperatura costituiscono l&#8217;innovazione che ha permesso allo staff di Tree is Life in Kenya di vincere il <strong>Green Innovation Award<\/strong>. Trattasi di una modalit\u00c3\u00a0 molto semplice di allevamento ma, nel contempo, molto efficace. Ora si sta differenziando anche con quaglie ed altri uccelli da cova.<\/p>\n<div id=\"attachment_33165\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_2551.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-33165\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-33165 size-medium\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_2551-300x225.jpg\" alt=\"IMG_2551\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_2551-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_2551-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-33165\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>I tempi; 10 gg sotto la stufa, un mese nel primo scomparto; un mese nel secondo; poi nel cortile; poi &#8220;sopra&#8221; la stufa (in pentola!)<\/strong><\/span><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questa modalit\u00c3\u00a0 si viene a risparmiare un terzo di legna dentro la stufa; due terzi di fumo dentro la cucina con il vantaggio di avere, nel contempo, un terzo di pollame \/ carne bianca in pi\u00c3\u00b9 da mettere un domani &#8220;sopra&#8221; la stufa. Le galline nate in queste condizioni protette sono di gran lunga pi\u00c3\u00b9 forti e sane delle loro coetanee che nascono liberamente nei cortili delle baracche africane e che inoltre spesso diventano facile preda di altri animali. Infatti esse crescono sotto l&#8217;occhio del fattore, della massaia che si accorgono subito se una \u00c3\u00a8 malata o \u00c3\u00a8 debilitata. In cucina, inoltre, cadono sulla gabbia gli avanzi alimentari abituando i pulcini a cibo diversificato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trattasi di un allevamento che si realizza a bassissimo costo e senza la necessit\u00c3\u00a0 di corrente elettrica per cui \u00c3\u00a8 accessibile ai pi\u00c3\u00b9. In tutta l&#8217;Africa v&#8217;\u00c3\u00a8 una capanna, una cucina ed un focolare. Basta alzare il focolare sfruttando il calore sia verso l&#8217;alto per cucinare le pietanze e sia verso il basso per la cova delle uova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le famiglie che hanno sperimentato la \u00e2\u20ac\u0153stufa che cova\u00e2\u20ac\u009d hanno avuto un&#8217;addizionale di reddito di un quarto di stipendio circa. Un uovo da cova, infatti, costa meno di un euro (0,90 Kshs). Se un contadino acquista un uovo potr\u00c3\u00a0 rivendere il pulcino dopo un mese a 2,5 euro. L&#8217;utile netto, tolte le spese di mangime ed ammortamento stufa, \u00c3\u00a8 di 1 euro per pulcino. Moltiplichiamo il tutto per 50, tante quante le uova che stanno sotto una stufa domestica, e vedremo che l&#8217;utile per il contadino sar\u00c3\u00a0 di 50 euro al mese. Non male, in quanto il reddito medio delle famiglie contadine che vivono per lo pi\u00c3\u00b9 di autoproduzione \u00c3\u00a8 di 150 euro al mese. E, grazie alla stufa, passerebbero subito a 200 euro al mese.<\/p>\n<div id=\"attachment_33168\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/donne-Kenja.png\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-33168\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-33168\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/donne-Kenja-300x224.png\" alt=\"Premiate dalla FAO\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/donne-Kenja-300x224.png 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/donne-Kenja.png 779w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-33168\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Premiate dalla FAO<\/strong><\/span><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sono soprattutto le donne africane,<\/strong> costrette quotidianamente a percorrere diversi chilometri a piedi per procurare legna per preparare il pranzo ad aver apprezzato questo progetto. \u00c2\u00a0Esse infatti non cucinano pi\u00c3\u00b9 curve ed in ambienti molto fumosi. E non \u00c3\u00a8 un caso che il progetto sia stato apprezzato dal <strong>Governo del Kenya<\/strong>, dal Vaticano e da <strong>UNwomen delle Nazioni Unite per le donne)<\/strong> ed esposto nel mese di ottobre presso un exp\u00c3\u00b2 internazionale a Nairobi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Il 4 dicembre prossimo il progetto verr\u00c3\u00a0 presentato a Roma, in Vaticano<\/strong><\/span>, nell&#8217;ambito di un convegno sull&#8217;economia domestica all&#8217;interno di un momento promosso dalla <strong>FOCSIV \u00e2\u20ac\u201c Federazione Organizzazioni Cristiane Servizio Internazionale Volontario<\/strong> che vedr\u00c3\u00a0 <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Papa Francesco<\/strong><\/span> parlare di cooperazione internazionale ed economia domestica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000080;\"><em><strong>Incredibile! Multa paucis \u00e2\u20ac\u00a6 grandi risultati con investimenti minimi. E quante stufe sono state realizzate sino ad oggi?<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c2\u00a0Ne sono in funzione circa 3.000, tutte autocostruite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c2\u00a0<span style=\"color: #000080;\"><em><strong>Fabio, questo progetto ti sta assorbendo molto \u00e2\u20ac\u00a6 oppure hai qualche altra sorpresa per \u00e2\u20ac\u0153sorprendeci\u00e2\u20ac\u009d?<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Be\u00e2\u20ac\u2122 \u00e2\u20ac\u00a6 visto che me lo chiedi \u00e2\u20ac\u00a6 <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>mercoled\u00c3\u00ac prossimo 26 novembre 2014 alle ore 11,00 presso la sede ACLI di Via Roma a Trento,<\/strong><\/span> al IV piano sui terr\u00c3\u00a0 una conferenza stampa per illustrare un altro mio progetto, realizzato a nord del monte Kenia (le stufe sono state create a sud della montagna): <span style=\"color: #000000;\"><strong>Un progetto per la realizzazione e conservazione di marmellate, premiato proprio questo mese dalla FAO e dal Governo del Kenia come il \u00e2\u20ac\u0153miglior progetto agroalimentare dell\u00e2\u20ac\u2122anno\u00e2\u20ac\u009d.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000080;\"><em><strong>Fabio, ma tu \u00e2\u20ac\u00a6 che passaporto hai?<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne ho due: italiano e keniota<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000080;\"><em><strong>Ma ti senti cittadino di \u00e2\u20ac\u00a6<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000080;\"><em><strong>Grazie, Fabio. Ho finito. Da blogger dico che questa intervista arricchisce e nobilita molto il mio blog: e te ne ringrazio. Da persona \u00e2\u20ac\u00a6 spero che molti la leggano perch\u00c3\u00a9 si tratta di una testimonianza arricchente e che\u00c2\u00a0 stimola tutti noi a fare di pi\u00c3\u00b9 per gli Altri: e te ne ringrazio.<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">A seguito della conferenza stampa del 26.11.2014<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_25461.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-33156\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_25461-300x225.jpg\" alt=\"IMG_2546\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_25461-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_25461-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Presso la sede Acli, Via Roma 57, ore 11,00, quarto piano. Presenti per il Comune Andrea Robol, per la Provincia Autonoma di Trento Luciano Rocchetti, sono stati presentati alla stampa i due progetti premiati: il forno di cui sopra (realizzato a sud del monte Kenja ad oggi in 3.000 esemplari) e il progetto premiato dalla FAO come il &#8220;miglior progetto di trasformazione agroalimentare&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispetto a quanto gi\u00c3\u00a0 detto, del primo progetto aggiungo:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_2537.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-33157\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_2537-300x225.jpg\" alt=\"IMG_2537\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_2537-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_2537-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>i forni sono facilmente deteriorabili ma altrettanto facilmente manutenzionabili\u00c2\u00a0 a mano;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Il bambino che per primo &#8211; sia pure involontariamente &#8211; ha utilizzato i forno come incubatrici si chiama Kamau;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Il 4 dicembre p.v., dopo la presentazione a Papa Francesco, alle ore 15,00 a Roma si terr\u00c3\u00a0 un Convegno presieduto dal Vice Ministro Andrea Olivero, gi\u00c3\u00a0 Presidente Nazionale Acli;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">la deforestazione per uso riscaldamento e cucina aumenta molto di pi\u00c3\u00b9 di quella per usi industriali;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">il modellino qui a fianco \u00c3\u00a8 stato realizzato da Gianni Gecele.<\/li>\n<\/ul>\n<div id=\"attachment_33158\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_2549.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-33158\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-33158\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_2549-225x300.jpg\" alt=\"Gianni Gecele\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_2549-225x300.jpg 225w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/IMG_2549-768x1024.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-33158\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Gianni Gecele<\/strong><\/span><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispetto al secondo progetto:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">a lavorarvi sono le sole donne (l&#8217;uomo non lavora!);<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">il processo produttivo arriva fino al confezionamento;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">i prodotti (marmellate, t\u00c3\u00a8, carcad\u00c3\u00a8, camomilla, etc.) alimentano la catena Mandacar\u00c3\u00b9 &#8211; commercio equo e solidale;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">il premio FAO ricevuto non \u00c3\u00a8 accompagnato da denaro (come il primo progetto di cui sopra) ma abilita all0accesso ai bandi FAO.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">I rappresentanti delle Pubbliche Amministrazioni hanno espresso i complimenti ad IPSIA e ai realizzatori delle due iniziative premiate, evidenziando come<\/p>\n<ul>\n<li>buone idee<\/li>\n<li>capacit\u00c3\u00a0 di mettersi in rete<\/li>\n<li>capacit\u00c3\u00a0 di informare e comunicare<\/li>\n<li>capacit\u00c3\u00a0 di realizzare multa paucis<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">possano sortire grandi risultati che fra l&#8217;altro contribuiscono &#8211; ala diffusione di un&#8217;immagine ottima del Trentino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riprendo il post oggi, 26 novembre, subito dopo la conferenza stampa sui due premi ricevuti dai due progetti a sud [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[5,697],"tags":[3731,5976,5982,5983,5972,5988,5975,5986,5985,5977,5974,863,5978,5984,5987,5973,2423,5981,5990,5980,5989,5979],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33040"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33040"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33040\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33040"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33040"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33040"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}