{"id":33143,"date":"2014-11-25T14:13:46","date_gmt":"2014-11-25T13:13:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=33143"},"modified":"2014-11-29T14:39:20","modified_gmt":"2014-11-29T13:39:20","slug":"edipo-re","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=33143","title":{"rendered":"EDIPO RE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Detto altrimenti: gruppo di lettura dei classici \u00e2\u20ac\u0153Maria Lia Guardini\u00e2\u20ac\u009d presso la Biblioteca Comunale di Trento\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0<\/strong> (post 1766)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La prof ci raccomanda:<\/strong> nel leggere un testo teatrale occorre mettere in funzione la \u00e2\u20ac\u0153cinematografia mentale\u00e2\u20ac\u009d ed inoltre, in questo caso, tenere presente il modo nel quale gli antichi Greci assistevano alle rappresentazioni teatrali: dalla mattina in poi, a finire, tre tragedie ed un dramma satiresco. La gente si portava da mangiare, negli intervalli si riuniva in gruppetti chiaccherava, commentava, etc..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>.<a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/th10.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-33146\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/th10.jpg\" alt=\"th[10]\" width=\"300\" height=\"265\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La trama?<\/strong> Chi non la conosce, la trova quanto meno in internet: Edipo, re, scoprir\u00c3\u00a0 di avere ucciso il padre (per una banale lite di precedenza stradale, sic!) e di essersi congiunto con la madre. La madre-moglie si impicca, lui si acceca. <strong>Pier Paolo Pasolini<\/strong> ne ha tratto un film (1967).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sofocle. Edipo re.<\/strong> Tragedia rappresentata per la prima volta nel 411. Nel 414 c\u00e2\u20ac\u2122era stato il disastro della spedizione ateniese in Sicilia. Gli oracoli, interrogati, erano stati propizi, e invece \u00e2\u20ac\u00a6. Nel 404 finir\u00c3\u00a0 la lunga \u00e2\u20ac\u0153guerra totale\u00e2\u20ac\u009d \u00c2\u00a0del Peloponneso con la sconfitta di Atene, la distruzione delle sue mura, la consegna della sua flotta, l\u00e2\u20ac\u2122imposizione del governo dei trenta tiranni, la guerra civile. Questo l\u00e2\u20ac\u2122ambito, questo il clima. Fino alle successive egemonie: di Tebe, di Filippo il macedone, dei Romani. Punto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sofocle prende le mosse dal mito<\/strong>, da una sorta di coperchio che nasconde la realt\u00c3\u00a0 e lo fa ponendo Edipo in una situazione paradossale: tutti, spettatori compresi, conoscono la verit\u00c3\u00a0. Lui no. Lui \u00c3\u00a8 lo strumento innocente del fato del caso \u00e2\u20ac\u00a6 innocente fino a quando non decide di potersi arrogare il potere di autopunirsi, accecandosi. <strong>Questo Sofocle non lo approva,<\/strong> a questo punto Sofocle non lo difende pi\u00c3\u00b9. Perch\u00c3\u00a8 questa tragedia? nel \u00e2\u20ac\u0153programma di sala\u00e2\u20ac\u009d datato 411, <strong>per dire che la tragedia \u00e2\u20ac\u0153\u00c3\u00a8 rappresentata\u00e2\u20ac\u009d si usa il termine \u00e2\u20ac\u0153didaskein\u00e2\u20ac\u009d,<\/strong> che vuol dire \u00e2\u20ac\u0153insegnare\u00e2\u20ac\u009d. E il \u00e2\u20ac\u0153maestro\u00e2\u20ac\u009d \u00c3\u00a8 solo Sofocle, che\u00c2\u00a0 era l\u00e2\u20ac\u2122autore e il regista di un insieme di parole, musiche (il coro) e azione. A lui, del resto si\u00c2\u00a0 \u00c3\u00a8 rifatto qualche anno dopo tale Wagner, maestro nella tri-rappresentazione di parola, musica e azione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli dei, gli oracoli, chi li interroga,<\/strong> nel caso della spedizione siciliana, hanno indotto in errore\u00c2\u00a0 il governo di Atene. Anche l\u00e2\u20ac\u2122oracolo di Delfi interrogato da Edipo era stato ambiguo: \u00e2\u20ac\u0153<strong>Di chi sei figlio? Tu ucciderai tuo padre e ti unirai con tua madre\u00e2\u20ac\u009d.<\/strong> <span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\"><em><strong>Ambiguit\u00c3\u00a0 \u00e2\u20ac\u0153politica\u00e2\u20ac\u009d dell\u00e2\u20ac\u2122oracolo<\/strong><\/em><\/span><span style=\"color: #ff0000;\"><em><strong>:<\/strong><\/em><\/span> Edipo fa di tutto per sfuggire al fato ma&#8230; ci casca in pieno. Morale? L\u00e2\u20ac\u2122antropocentrismo (socratico) \u00c3\u00a8 un antropocentrismo limitato, condizionato da limiti esterni, a differenza di quello del superuomo novecentesco. Un Sofocle poi &#8230; un pessimista che non si fida degli oracoli: sar\u00c3\u00a0 l\u00e2\u20ac\u2122uomo\u00c2\u00a0 a sue spese, che deve scoprire la verit\u00c3\u00a0!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A me, personalmente, piace vederci un ridimensionamento della <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>credibilit\u00c3\u00a0<\/strong><\/span> degli oracoli (di tutti i tempi! N.d.r.) che avevano dato vincitrice Atene su Siracusa 20 a 1 e soprattutto quella <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>degli uomini<\/strong> <\/span>che a quegli oracoli avevano ciecamente creduto. <strong>Lo stesso Edipo, del resto, dimostra e dichiara di non tenere in gran conto le profezie degli oracoli.<\/strong> Tuttavia esse, talvolta, c\u00e2\u20ac\u2122azzeccano, quindi se ne deduce che esse non sono attendibili! <span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\"><em><strong>Il mito, gli oracoli &#8220;politici&#8221; portatori di una verit\u00c3\u00a0 elastica che\u00c2\u00a0 viene adattata\u00c2\u00a0(dal caso, per carit\u00c3\u00a0 &#8230; non dall&#8217;uomo!) <\/strong><\/em><\/span><\/span><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\"><em><strong>\u00c2\u00a0alla storia che si sta\u00c2\u00a0raccontando!<\/strong><\/em><\/span><\/span>. Edipo stesso, scoperta la sua origine incerta, afferma \u00e2\u20ac\u0153Io sono figlio del caso\u00e2\u20ac\u009d. Tukon, il caso, per caso \u00e2\u20ac\u00a6 e poi <strong>\u00e2\u20ac\u0153Io mi sono fatto da solo, quello che ho lo devo solo a me stesso\u00e2\u20ac\u009d. E invece \u00e2\u20ac\u00a6<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella lettura del testo appaiono quasi \u00e2\u20ac\u0153saltabili\u00e2\u20ac\u009d i vari interventi del coro: in Sofocle essi sono il commento al tutto, che coincide con il pensiero dell\u00e2\u20ac\u2122autore (In Eschilo al contrario rappresentano il modo di pensare collettivo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Et de hoc satis<\/em> \u00e2\u20ac\u00a6 fino ai\u00c2\u00a0 prossimi appuntamenti:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">9 dicembre 2014: Seneca, \u00e2\u20ac\u0153Edipo\u00e2\u20ac\u009d<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">13 gennaio 2015: Sofocle, \u00e2\u20ac\u0153Edipo a Colono\u00e2\u20ac\u009d.<\/li>\n<\/ul>\n<p>.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: gruppo di lettura dei classici \u00e2\u20ac\u0153Maria Lia Guardini\u00e2\u20ac\u009d presso la Biblioteca Comunale di Trento\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 (post 1766) La prof [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[480],"tags":[623,6000,424,5153],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33143"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33143"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33143\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33143"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33143"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33143"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}