{"id":33446,"date":"2014-12-02T14:12:24","date_gmt":"2014-12-02T13:12:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=33446"},"modified":"2014-12-03T07:23:36","modified_gmt":"2014-12-03T06:23:36","slug":"luigi-sardi-1914-degasperi-e-il-papa","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=33446","title":{"rendered":"LUIGI SARDI: \u00e2\u20ac\u01531914, DEGASPERI E IL PAPA\u00e2\u20ac\u009d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Detto altrimenti: l\u00e2\u20ac\u2122ultimo libro di Luigi Sardi, presentato nel \u00e2\u20ac\u00a6 post precedente, ovvero<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>La Grande Guerra: la Tregua di Natale proposta dal giornalista trentino al Pontefice<\/strong><\/span><\/p>\n<p>(post 1783)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Estratto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/IMG_2596.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-33447\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/IMG_2596-225x300.jpg\" alt=\"IMG_2596\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/IMG_2596-225x300.jpg 225w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/IMG_2596-768x1024.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>E\u00e2\u20ac\u2122 il dicembre del 1914. Si avvicina il Natale e la guerra che, scatenata il 30 luglio doveva durare poche settimane, giusto il tempo per invadere debellandola la Serbia, \u00c3\u00a8 una strage sul fronte occidentale e un massacro in Galizia, dove contro i russi combattono e muoiono migliaia di trentini. <strong>Alcide Degasperi<\/strong> sul giornale \u00e2\u20ac\u0153il Trentino\u00e2\u20ac\u009d scrive che ci si trova di fronte ad<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8221; &#8211; un turbine di follia e di odio, un flagellum iracundiae &#8211; \u00c2\u00a0come ha definito con una parola scultorea la presente guerra Benedetto XV&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giornale, spesso profondamente segnato dalla censura, pubblica solo i bollettini diramati da Vienna e da Berlino e, ogni giorno le liste, sempre pi\u00c3\u00b9 lunghe fino ad occupare quasi tutta la seconda pagina, con i nomi dei morti, dei feriti, dei prigionieri, dei dispersi comunicati dal Ministero della Guerra al Segretariato per i Richiamati che aveva sede al numero 21 di via Roma e aveva il compito, due volte al giorno, di esporre gli elenchi davanti ad una folla silenziosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quei giorni di profonda tristezza, di paura e di mancanza di cibo, i trentini lessero con sorpresa una breve notizia telegrafata da Roma da <strong>Alcide Degasperi<\/strong> e pubblicata nella cronaca cittadina de \u00e2\u20ac\u0153il Trentino\u00e2\u20ac\u009d:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00e2\u20ac\u0153Il Santo Padre ha ricevuto in udienza privata l\u00e2\u20ac\u2122onorevole <strong>Degasperi.<\/strong> Sua Santit\u00c3\u00a0, interessandosi paternamente delle nostre condizioni, impartisce con effusione, la benedizione alle famiglie, alle vedove e agli orfani dei morti in guerra, ai feriti, alle loro famiglie e a quanti soffrono pi\u00c3\u00b9 direttamente le condizioni della guerra. Benedice anche il giornale\u00e2\u20ac\u009d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c2\u00a0e, salvo errori, quello era il primo giornale, e per giunta un quotidiano austriaco, benedetto dal Papa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appunto il giornale annota:<\/p>\n<div id=\"attachment_33448\" style=\"width: 279px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/th74UFGA2T.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-33448\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-33448 size-full\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/th74UFGA2T.jpg\" alt=\"th74UFGA2T\" width=\"269\" height=\"300\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-33448\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">&#8220;&#8230; fate il vostro dovere, a qualunque costo &#8230;&#8221;<\/span><\/strong><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00e2\u20ac\u0153Accogliamo reverenti quest\u00e2\u20ac\u2122atto di paterna sollecitudine che il Capo della Cristianit\u00c3\u00a0 compie verso di noi in quest\u00e2\u20ac\u2122ora solenne e<\/em> <em>stringiamoci con raddoppiato fervore alla Sede di Pietro, dalla quale irradia, anche tra il cozzare dell\u00e2\u20ac\u2122armi, tanto raggio di pace. In particolare ai parenti dei caduti giunga, con la benedizione del Sommo Pontefice, il nostro compianto.\u00e2\u20ac\u009d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Notizia breve per un avvenimento straordinario. Il Papa aveva ricevuto <strong>Degasperi<\/strong> il 18 novembre. I Trentini non sapevano, perch\u00c3\u00a9 non sempre il giornale arrivava in citt\u00c3\u00a0, che il 17 novembre 1914, il giorno prima che <strong>Degasperi<\/strong> fosse ricevuto in Vaticano, l\u00e2\u20ac\u2122 \u00e2\u20ac\u0153Osservatore Romano\u00e2\u20ac\u009d aveva pubblicato una nota nella quale si dichiarava necessaria la neutralit\u00c3\u00a0 dell\u00e2\u20ac\u2122Italia e si ammonivano i cattolici italiani a bandire quei giornali che facevano propaganda all\u00e2\u20ac\u2122intervento in guerra. Nel comunicato sull\u00e2\u20ac\u2122udienza concessa, c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 un preciso accenno politico: appunto la benedizione del giornale che aveva seguito sin dall\u00e2\u20ac\u2122inizio della guerra un indirizzo neutralista e pacifista mentre su tutta la stampa italiana cominciava a risuonare l\u00e2\u20ac\u2122 inno trionfalistico alla guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornato a Trento, <strong>Degasperi,<\/strong> da buon cronista, aveva scritto con il titolo \u00e2\u20ac\u0153Una Sosta a Roma\u00e2\u20ac\u009d alcuni pensieri su quello storico incontro. Ecco<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c2\u00a0<em>\u00e2\u20ac\u0153l\u00e2\u20ac\u2122urbe era quasi deserta. Pochissimi i forestieri che vagano come ombre pensose tra le rovine del Foro o sotto le volte arcane del Palatino. Alla fine del 1914 l\u00e2\u20ac\u2122umanit\u00c3\u00a0 non sente pi\u00c3\u00b9 il linguaggio dei secoli e non scruta i segreti della sua storia millenaria. Il piccone dell\u00e2\u20ac\u2122archeologo si \u00c3\u00a8 arrestato\u00e2\u20ac\u009d, perch\u00c3\u00a9 adesso \u00e2\u20ac\u0153tutta l\u00e2\u20ac\u2122Europa \u00c3\u00a8 un\u00e2\u20ac\u2122immensa rovina, altri palazzi cesarei crollano, altri templi, altre basiliche cadono in polvere\u00e2\u20ac\u009d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attento alla censura che cominciava a diventare ferrea, <strong>Degasperi<\/strong> accenna all\u00e2\u20ac\u2122Europa che crolla come le glorie dell\u00e2\u20ac\u2122antica Roma<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c2\u00a0<em>\u00e2\u20ac\u0153con il tetro spettacolo che ci offre il mondo in quest\u00e2\u20ac\u2122ora d\u00e2\u20ac\u2122orrore\u00e2\u20ac\u009d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/thKH6H5FPW.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-33450\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/thKH6H5FPW.jpg\" alt=\"thKH6H5FPW\" width=\"225\" height=\"300\" \/><\/a><\/em>Il giornalista arrivato dal Trentino gi\u00c3\u00a0 ghermito dalla guerra e dalla fame, in una Roma pronta a precipitarsi nella strage, parla di<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c2\u00a0<em>\u00e2\u20ac\u0153immenso sconforto. Noi finiremo per disperare della nostra generazione, dell\u00e2\u20ac\u2122avvenire, delle sorti dell\u00e2\u20ac\u2122umanit\u00c3\u00a0 e del nostro popolo\u00e2\u20ac\u00a6 Ci sentiamo perduti oggi nel tetro labirinto di un\u00e2\u20ac\u2122umanit\u00c3\u00a0 sconvolta e travolta dall\u00e2\u20ac\u2122odio. Ma per fortuna dell\u00e2\u20ac\u2122umanit\u00c3\u00a0, discesi dal Campidoglio, noi possiamo salire ancora al Vaticano\u00e2\u20ac\u009d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con semplicit\u00c3\u00a0 di linguaggio e con abilit\u00c3\u00a0 diplomatica, sottolinea quello spunto che poteva fermare la grande strage:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00e2\u20ac\u0153E senza incarico, senza autorizzazione, ma anche senza presunzione alcuna, e per una colleganza spontanea e naturale colle fibre pi\u00c3\u00b9 intime del nostro popolo, io mi sono sentito l\u00e2\u20ac\u2122interprete di tutte le nostre anime, specie di quelle che soffrono pi\u00c3\u00b9 crudelmente e l\u00e2\u20ac\u2122ho detto al Vicario di Cristo, al Padre comune, a chi rappresenta nella sede apostolica il Principe della pace\u00e2\u20ac\u009d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco l\u00e2\u20ac\u2122articolo che poteva segnare una svolta nella storia dell\u00e2\u20ac\u2122Europa raccontare le molte parole di conforto che gli disse il Papa, ripetere quanto Benedetto XV aveva gi\u00c3\u00a0 esternato attorno alla guerra nelle sue lettere e nelle sue encicliche, lo sforzo della diplomazia vaticana trasmesso in quelle sedi dei governi in guerra dove era andata smarrita la ragione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appunto <strong>Degasperi<\/strong> dopo aver suggerito al Pontefice di preparare il messaggio di pace, descrive Benedetto XV mentre s\u00e2\u20ac\u2122accinge a scrivere quella supplica subito trasmessa alle cancellerie degli stati travolti dalla guerra, quella nota che li invitava a sedersi al tavolo della tregua. E sul giornale si legge:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00e2\u20ac\u0153La figura del Papa, esile e bianca sullo sfondo damascato della sua biblioteca si agita nervosamente sotto il tormento di un desiderio vivissimo e si curva, sporgendo innanzi il viso attento, quasi a scrutare nelle tenebre d\u00e2\u20ac\u2122Europa, lo spazio aperto che gli permette di levare alta la fiaccola trionfatrice della pace\u00e2\u20ac\u009d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quelle frasi erano un invito a continuare sul tema pacifista e a seguire Benedetto XV, profeta inerme fra le grandi potenze in armi, l\u00e2\u20ac\u2122uomo che definir\u00c3\u00a0 la guerra \u00e2\u20ac\u0153inutile strage, flagello dell\u00e2\u20ac\u2122ira di Dio, suicidio dell\u00e2\u20ac\u2122Europa civile fatta ospedale ed ossario\u00e2\u20ac\u009d: Il Papa stava per cominciare la sua campagna diplomatica nel nome della pace e per tenere il Regno d\u00e2\u20ac\u2122Italia fuori dal conflitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c2\u00a0Non aveva dubbi <strong>Degasperi<\/strong> quando scriveva:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c2\u00a0<em>\u00e2\u20ac\u0153Benedetto XV \u00c3\u00a8 certamente il Papa che la Provvidenza ha messo a cavallo di due epoche. E quando lascerete Roma non vi sentirete pi\u00c3\u00b9 soli. Altre terre, altri templi potranno crollare, altri fari estinguersi per la violenza della bufera. Ma lass\u00c3\u00b9 in alto sfolgorer\u00c3\u00a0 ancora sul mondo umiliato il faro del Vaticano. Fortunati noi se la nostra generazione potr\u00c3\u00a0 ancora assistere al rinnovarsi di codesta vecchia Europa e al rifiorire di una nuova vita sulle rovine.\u00e2\u20ac\u009d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per <strong>l\u00e2\u20ac\u2122uomo politico trentino<\/strong> \u00c3\u00a8 la figura del Pontefice a svettare sulle macerie dell\u00e2\u20ac\u2122Europa in quel tardo autunno. Giacomo della Chiesa eletto il 3 settembre al soglio pontificio, nella sua prima enciclica \u00e2\u20ac\u0153Ad beatissimi Apostolorum principis\u00e2\u20ac\u009d resa pubblica il primo novembre, individua le cause della guerra nella scomparsa della saggezza cristiana dalle pratiche degli stati, condanna i nazionalismi, l\u00e2\u20ac\u2122odio di razza nella convinzione che pi\u00c3\u00b9 che dai confini, i popoli sono divisi dai rancori. Il Pontefice non si limita alle enunciazioni dottrinali, ma mobilita la chiesa, fin dove \u00c3\u00a8 possibile, negli aiuti ai civili, ai prigionieri, ai feriti e la richiesta della tregua natalizia suggerita da Degasperi \u00c3\u00a8 probabilmente l\u00e2\u20ac\u2122iniziativa pi\u00c3\u00b9 forte della prima fase del pontificato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Trentini sentirono parlare per la prima volta della \u00e2\u20ac\u0153Tregua di Natale\u00e2\u20ac\u009d il 18 dicembre con il lunghissimo articolo intitolato \u00e2\u20ac\u0153La parola dell\u00e2\u20ac\u2122amore\u00e2\u20ac\u009d. Ecco, <strong>Degasperi<\/strong> non ha dubbi. In un\u00e2\u20ac\u2122 Europa dove si era inutilmente parlato di fratellanza politica,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c2\u00a0<em>\u00e2\u20ac\u0153gli odii di razza sono portati al parossismo. Pi\u00c3\u00b9 che da confini, i popoli sono divisi da rancori. In seno ad una stessa nazione e fra le mura di una citt\u00c3\u00a0 ardono di livore le classi dei cittadini. L\u00e2\u20ac\u2122enciclica Ad Beatissimis suggerisce all\u00e2\u20ac\u2122umanit\u00c3\u00a0 di amarsi vicendevolmente<\/em> <em>secondo la carit\u00c3\u00a0 di Cristo. Questo sar\u00c3\u00a0 sempre il nostro obiettivo, l\u00e2\u20ac\u2122impresa speciale del pontificato. E la proposta della tregua natalizia \u00c3\u00a8 una solenne manifestazione. Se fosse almeno celebrata con una sosta delle armi la festa in cui gli angeli congiunsero l\u00e2\u20ac\u2122augurio di pace agli uomini di buona volont\u00c3\u00a0 con l\u00e2\u20ac\u2122Osanna a Dio nell\u00e2\u20ac\u2122alto dei cieli! Il tentativo fruttificher\u00c3\u00a0. Il Papa con questa offerta nelle mani si presenta ai potenti\u00e2\u20ac\u009d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c2\u00a0Ecco si delinea <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>la Tregua di Natale proposta dal giornalista trentino al Pontefice.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u00e2\u20ac\u2122articolo non venne toccato dalla censura; a Vienna si era capito che la guerra era ben diversa rispetto a quelle combattute fino a quel momento. Pi\u00c3\u00b9 lunga. Pi\u00c3\u00b9 sanguinosa. Pi\u00c3\u00b9 costosa che coinvolgeva gli uomini al fronte, ma anche quanti erano lontanissimi dalla linea del fuoco. Si era pensato di finirla prima di Natale. Ci si era accorti che poteva durare anni. Adesso si sperava nella tregua, in un cessate il fuoco che poteva anche diventare pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 una data: il 24 dicembre del 1914, la vigilia del primo Natale di quella guerra scoppiata cinque mesi prima. Poteva essere il giorno della pace, ma c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 l\u00e2\u20ac\u2122amarissimo articolo de \u00e2\u20ac\u0153Il Trentino\u00e2\u20ac\u009d intitolato \u00e2\u20ac\u0153Natale 1914\u00e2\u20ac\u009d ad infrangere la speranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c2\u00a0<em>\u00e2\u20ac\u0153Pareva che nella festa della pace e dell\u00e2\u20ac\u2122Amore tutti dovessero smettere gli odii e ritornare ai propri focolari. La nostra generazione aveva sempre celebrato la ricorrenza attorno al ceppo ed all\u00e2\u20ac\u2122idillio pastorale del presepio\u00e2\u20ac\u009d. Invece la guerra continua feroce e la pace \u00c3\u00a8 sempre pi\u00c3\u00b9 lontana. Non c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 stata la tregua. Non c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 stata la pace e il 24 dicembre Degasperi scrive sfidando la censura e la possibile accusa di disfattismo: \u00e2\u20ac\u0153Quando ci si \u00c3\u00a8 rovesciato addosso questo terribile uragano ed il corso normale della nostra vita venne spezzato dalla violenza della bufera, appena rimessi dal primo stordimento dicevamo tutti, pazienza, facciamoci coraggio, sar\u00c3\u00a0 per poco: al pi\u00c3\u00b9 tardi a Natale la guerra sar\u00c3\u00a0 finita. Invece la guerra non \u00c3\u00a8 ancora finita e la pace \u00c3\u00a8 lontana. Milioni di uomini stanno ancora nelle trincee e spiano il momento propizio per mandarsi l\u00e2\u20ac\u2122un l\u00e2\u20ac\u2122altro una palla omicida nel cuore, milioni di uomini guardano in faccia alla morte, come se il Redentore non fosse ancora nato. Migliaia dei nostri bravi soldati rinnovano ogni mattina \u00e2\u20ac\u201c quando riprende il sibilo degli shrapnel e il martellare delle mitragliatrici \u00e2\u20ac\u201c il sacrificio della loro giovane esistenza, migliaia giacciono negli ospedali dispersi e lontani, centinaia e centinaia agognano invano in mezzo ai geli della Siberia il sorriso del nostro cielo e della nostra patria e molti altri ancora sono morti in terra straniera senza l\u00e2\u20ac\u2122ultimo saluto, senza l\u00e2\u20ac\u2122ultima palata di terra di casa, senza l\u00e2\u20ac\u2122ultimo requiem\u00e2\u20ac\u009d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00e2\u20ac\u0153Che faremo noi quest\u00e2\u20ac\u2122anno intorno a codesti deserti focolari del Natale, in cui il tizzone stesso pare faccia eco gemendo ai nostri lamenti e la fiamma va strisciando bassa e fumosa, quasi senta anch\u00e2\u20ac\u2122essa l\u00e2\u20ac\u2122incubo che pesa sugli animi?\u00e2\u20ac\u009d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La censura ha tagliato solo una riga di quello che \u00c3\u00a8 un inno alla pace, una sfida \u00e2\u20ac\u0153all\u00e2\u20ac\u2122orribile tromba della guerra\u00e2\u20ac\u009d, un articolo che riferendosi alle stelle \u00e2\u20ac\u0153a cui guardano in questo momento i nostri cari pensando ai loro figlioletti, alle loro spose, alle loro mamme\u00e2\u20ac\u009d spiega:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c2\u00a0<em>\u00e2\u20ac\u0153Ed oggi, a Natale dell\u00e2\u20ac\u2122insanguinato 1914, ci pare di comprendere pi\u00c3\u00b9 che mai il misterioso linguaggio\u00e2\u20ac\u00a6 e mentre un mondo di artifici, di menzogne e di odio ci crolla d\u00e2\u20ac\u2122attorno, noi sentiamo che la loro luce fatta pi\u00c3\u00b9 vicina, risplende su di noi, divenuti pi\u00c3\u00b9 poveri e pi\u00c3\u00b9 umili, come sul nudo paesaggio di Betlemme. Il Papa aveva proposto una tregua, ma alcuni potenti della terra non l\u00e2\u20ac\u2122hanno voluta\u00e2\u20ac\u009d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00e2\u20ac\u0153Quando volgerai al tuo mezzo, o notte di Natale, noi tutti guarderemo alle tue stelle vivide che splendono sulle trincee come sui focolari, sugli ospedali e sulla poca terra di sepoltura e sentiremo rinnovarsi in noi indissolubile il vincolo dell\u00e2\u20ac\u2122amore che ci lega ai nostri cari. Poi il nostro palpito si allargher\u00c3\u00a0 ancora pi\u00c3\u00b9, comprendendo tutti gli uomini, anche quelli che si chiamano nemici\u00e2\u20ac\u009d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u00e2\u20ac\u2122 dicembre. Sul Trentino si \u00c3\u00a8 abbattuta una bufera di vento e neve. Gelo in Galizia, tormente sui Carpazi dove i rifornimenti arrivano a fatica e si muore assiderati perch\u00c3\u00a9 di notte il termometro scende a 35 gradi sotto lo zero e dove si \u00c3\u00a8 persa la speranza di una guerra breve. Il giornale \u00e2\u20ac\u0153il Trentino\u00e2\u20ac\u009d d\u00c3\u00a0 molto spazio alla \u00e2\u20ac\u0153Tregua di Dio\u00e2\u20ac\u009d perch\u00c3\u00a9 in attesa del Natale, il Papa ha disposto dei sondaggi nella speranza di concludere almeno una sospensione dei combattimenti. Sul giornale, Degasperi non nasconde la convinzione che la tregua di Natale potr\u00c3\u00a0 sfociare nella pace mentre in tutta Europa la \u00e2\u20ac\u0153Treve de Dieu\u00e2\u20ac\u009d rafforza il pensiero pacifista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le voci di pace sono raccolte anche dal \u00e2\u20ac\u0153Ruskoie Slovo\u00e2\u20ac\u009d. Sul giornale russo si legge: \u00e2\u20ac\u0153La guerra contro la Germania e l\u00e2\u20ac\u2122 Austria ha per la Russia scarso interesse. La Russia vorrebbe approfittare del primo momento favorevole per concludere una pace onorevole contemporaneamente alla Francia e alla Serbia. Soltanto per l\u00e2\u20ac\u2122 Inghilterra la prosecuzione della guerra \u00c3\u00a8 questione vitale\u00e2\u20ac\u009d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era l\u00e2\u20ac\u2122alba del 24 dicembre e sulle Fiandre era cessata la pioggia che mista a neve cadeva da giorni. Il freddo era intenso e nelle trincee, fango, ghiaccio, pulci, cimici, pidocchi, granate, dissenteria, topi grossi come gatti, migliaia di corpi insepolti, assalti alla baionetta, filo spinato, le mitragliatrici, i bombardamenti \u00e2\u20ac\u0153tambureggianti\u00e2\u20ac\u009d, avevano creato l\u00e2\u20ac\u2122inferno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La leggenda racconta che sul parapetto di una trincea tedesca si vide brillare una candela, poi un\u00e2\u20ac\u2122altra e un\u00e2\u20ac\u2122altra ancora. Dall\u00e2\u20ac\u2122altra parte dei reticolati gli inglesi pensano che quelle luci servono per inquadrare i tiri delle artiglierie, ma invece degli inni di battaglia scanditi dalle trombe, come accadeva prima di ogni attacco, si ode un canto lieve e melanconico che pare salire verso il cielo, quell\u00e2\u20ac\u2122inconfondibile \u00e2\u20ac\u0153Stille Nacht\u00e2\u20ac\u009d che si canta ad ogni Natale. Prima una voce sola, poi cantato con forza da tutta la compagnia che presidia un tratto di trincea. Gli inglesi rispondono con un \u00e2\u20ac\u0153merry Christmas\u00e2\u20ac\u009d, un soldato inglese viene fuori dalla trincea disarmato e con le mani in alto. Anche un fante germanico si leva in piedi, scavalca il parapetto, cammina lento fra i reticolati. Anche lui \u00c3\u00a8 disarmato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c2\u00a0E\u00e2\u20ac\u2122 la tregua di Natale. Nella notte, dall\u00e2\u20ac\u2122una e dall\u00e2\u20ac\u2122altra trincea si era gridato di non sparare e il cielo era stato solcato dai razzi illuminanti che, cadendo appesi ai paracadute, sembrano tante stelle di Betlemme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I soldati di un reggimento di fanteria della Vesfalia si sono procurati alcuni piccoli abeti e li hanno adornati con candele, poi li hanno issati sui parapetti delle trincee mentre centinaia di uomini intonano gli antichi canti del Natale tedesco. E\u00e2\u20ac\u2122 il miracolo del fronte occidentale, il miracolo del Natale raccontato, senza la mano della censura, da \u00e2\u20ac\u0153il Trentino\u00e2\u20ac\u009d che aveva ripreso la lettera di un soldato inglese pubblicata su un giornale di Londra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00e2\u20ac\u0153Alla vigilia di Natale i tedeschi pensavano alla festa dell\u00e2\u20ac\u2122indomani e ci gridarono di non sparare fino a Capodanno. Poich\u00c3\u00a9 tutto era calmo, uscimmo fuori dalle trincee e ci mettemmo a passeggiare su e gi\u00c3\u00b9, giocando anche una partita di football. Quando fummo stanchi di quel gioco oltrepassammo le nostre linee dirigendoci verso i tedeschi\u00e2\u20ac\u00a6 anche i tedeschi facevano come noi. Essi dovevano essere senza dubbio inermi e cos\u00c3\u00ac ci siamo avvicinati loro tanto, che cinque di noi e cinque di essi si incontrarono e si misero a chiacchierare. Quasi tutti i tedeschi parlavano inglese e molti inglesi parlavano tedesco\u00e2\u20ac\u009d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I soldati si scambiarono sigarette, tabacco, conserva, marmellata, scatolette di carne. \u00e2\u20ac\u0153Dopo il rancio, quasi tutti i nostri soldati uscirono dalle trincee e trovammo che anche i tedeschi si erano avanzati in grande numero. Ne risult\u00c3\u00b2 una folla enorme di uomini che si scambiavano sigarette e piccoli doni, che insieme seppellivano i corpi nelle fosse che tutti scavavano. Alcuni ufficiali presero delle fotografie mentre noi stavamo seduti sul terreno\u00e2\u20ac\u009d e quelle immagini testimoniano le ore straordinarie dell\u00e2\u20ac\u2122unica tregua che vi fu sul fronte dell\u00e2\u20ac\u2122Ovest.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul fronte occidentale le macchine fotografiche hanno fissato i volti dei soldati della tregua di Natale. Visi severi ma sereni, giovani uomini intabarrati, i tedeschi con il loro elmetto chiodato, la sigaretta fra le labbra, il bricco del caff\u00c3\u00a8 in mano. Tutti sono disarmati, tedeschi e inglesi sono uno accanto all\u00e2\u20ac\u2122altro per la pi\u00c3\u00b9 classica delle immagini: la foto di gruppo, una massa di uomini che ha deposto le armi, che crede e vuole la tregua, persone che invece di scannarsi, si scambiano doni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In attesa del Natale, nel Regno Unito si era raccolta una somma enorme che aveva permesso di preparare oltre 350 mila scatolette d\u00e2\u20ac\u2122ottone finemente decorate nelle quali si misero i regali: sigarette, sigari, un accendino, tabacco, dolci, cioccolato, una fotografia della giovane principessa Mary e un biglietto d\u00e2\u20ac\u2122auguri scritto dal re con la frase: \u00e2\u20ac\u0153Che Dio vi protetta e vi riporti a casa sani e salvi\u00e2\u20ac\u009d. Un felice quanto improbabile augurio: fino a quel momento gli inglesi caduti sul campo di battaglia erano quasi 200 mila. Poi in prima linea arrivarono altri pacchi: biscotti, jam, marmellata, sardine, beef cubes, il Christmas pudding e sapone. Ecco, quei doni vengono consegnati ai tedeschi che ricambiano con salciccia, pipe, piccoli fornelletti da campo che funzionano con tavolette di resina e petrolio, pile tascabili e barattoli di miele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti i soldati avevano lasciato le trincee, quei budelli scavati nella terra che venivano abbandonati solo negli assalti notturni e si trovavano nella terra di nessuno, tedeschi e inglesi a camminare assieme e attorno ai corpi dei caduti che giacciono l\u00c3\u00ac, da settimane, sui quali la brina sembra stendere un bianco lenzuolo, i militi destinati a restare ignoti per l\u00e2\u20ac\u2122eternit\u00c3\u00a0 e che, secondo la tradizione, solo Dio conosce per nome.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quella notte di Natale, nelle trincee delle Fiandre dove non era arrivato l\u00e2\u20ac\u2122appello di Papa Benedetto XV, era accaduto qualche cosa di veramente diverso. La tregua era a portata di mano perch\u00c3\u00a9 era voluta dal popolo in armi, da uomini che insieme stavano seppellendo centinaia di corpi, i loro commilitoni morti inutilmente. Nelle retrovie i generali informati di quanto stava accadendo, gridarono al tradimento, invocarono fucilazioni immediate, corti marziali. Ma conoscevano l\u00e2\u20ac\u2122appello del Pontefice, erano incerti, attendevano istruzioni dai rispettivi governi. Che tardavano ad arrivare. La voce del Pontefice era forte, i vertici politici avevano capito l\u00e2\u20ac\u2122immensit\u00c3\u00a0 del disastro, i costi dell\u00e2\u20ac\u2122industria, la tragedia delle carneficine. Tentennavano, forse erano pronti alla tregua ma i generali dicevano di avere nelle casseforti piani per la battaglia necessaria per la vittoria finale e alla fine prevale la guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul fronte delle Fiandre i soldati inglesi e tedeschi vennero richiamati brutalmente nelle loro linee, minacciati di venire sterminati dalle artiglierie pronte a sparare sulla terra di nessuno e sulle proprie trincee. I soldati vennero trasferiti ad altri reparti, ingoiati nella massa di eserciti sterminati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un anelito di pace, l\u00e2\u20ac\u2122ultimo, arriva dalle pagine de \u00e2\u20ac\u0153il Trentino\u00e2\u20ac\u009d. In Galizia 247 soldati tutti trentini hanno scritto una lettera pubblica dal giornale. Applaudono le parole di Benedetto XV, soprattutto quel \u00e2\u20ac\u0153bisogna amare tutti gli uomini come Ges\u00c3\u00b9 Cristo insegn\u00c3\u00b2 e fece senza distinzioni n\u00c3\u00a9 di lingua n\u00c3\u00a9 di classe sociale, nel vero vincolo della fraternit\u00c3\u00a0\u00e2\u20ac\u009d. E\u00e2\u20ac\u2122 una lettera breve; sono le firme che la rendono lunghissima. Sono i soldati trentini devoti alla Chiesa e fedeli all\u00e2\u20ac\u2122Imperatore che lanciano il loro appello. Non possono essere n\u00c3\u00a9 processati, n\u00c3\u00a9 fucilati, neppure puniti. Nell\u00e2\u20ac\u2122inverno della Galizia, di fronte alla massa dei russi che attaccano senza posa, serve ogni uomo, ogni fucile e a Trento, l\u00e2\u20ac\u2122autorit\u00c3\u00a0 militare non pu\u00c3\u00b2 prendersela con <strong>Degasperi<\/strong> perch\u00c3\u00a9 lui ha raccolto la parola del Pontefice che in Austria era sacra. In verit\u00c3\u00a0, per gli strateghi, una tregua sarebbe stata utile per riordinare le file dell\u00e2\u20ac\u2122esercito, decimate sia sul fronte russo che su quello serbo. Ma nessun generale osava dirlo apertamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul giornale di <strong>Degasperi<\/strong> le forbici della censura cancellarono il commento alla lettera firmata dai 247 trentini che dalle trincee della Galizia invocavano la pace. Le cancellerie si limitarono a garantire al Pontefice il rimpatrio di quei prigionieri cos\u00c3\u00ac mutilati da essere inutili alle armi e dei malati di tubercolosi e la guerra riprese pi\u00c3\u00b9 violenta di prima; i soldati che avevano firmato la lettera nella speranza della pace, vennero disseminati in altre zone del fronte e cos\u00c3\u00ac l\u00e2\u20ac\u2122 idea della tregua spar\u00c3\u00ac. Era l\u00e2\u20ac\u2122alba del 1915. L\u00e2\u20ac\u2122inutile strage continuava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Firmato: Luigi Sardi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Che dire? Bravo Luigi, bravo! E noi, oggi &#8230; oggi siamo di nuovo in guerra, in una guerra &#8220;a rate, a capitoli&#8221; come l&#8217;ha definita Papa Francesco, in una guerra nella quale si uccide soprattutto e prima chi non la pensa come te, poi &#8211; se avanza tempo &#8211; il soldato &#8220;nemico&#8221;. In una guerra nella quale si uccide con la fame, le malattie, la deforestazione, gli investimenti in armamenti, le inaccettabili disuguaglianze sociali, le gigantesche accumulazioni di ricchezza, le speculazioni finanziarie per accumulare miliardi e \u00c2\u00a0miliardi con i quali poi comperare &#8230; cosa? Il nulla rimasto.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: l\u00e2\u20ac\u2122ultimo libro di Luigi Sardi, presentato nel \u00e2\u20ac\u00a6 post precedente, ovvero La Grande Guerra: la Tregua di Natale [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[6055,6052,52,6054,1129,6053],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33446"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33446"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33446\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33446"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33446"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33446"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}