{"id":34887,"date":"2015-01-15T17:06:42","date_gmt":"2015-01-15T16:06:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=34887"},"modified":"2015-01-15T17:06:42","modified_gmt":"2015-01-15T16:06:42","slug":"un-altro-post-altrui-questa-volta-di-gianfranco-peterlini","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=34887","title":{"rendered":"UN ALTRO \u00e2\u20ac\u0153POST ALTRUI\u00e2\u20ac\u009d, QUESTA VOLTA DI GIANFRANCO PETERLINI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Detto altrimenti: raga, si \u00c3\u00a8 sparsa la voce! Stanno arrivando contributi \u00e2\u20ac\u0153altrui\u00e2\u20ac\u009d per la pubblicazione nel mio \u00e2\u20ac\u0153open blog\u00e2\u20ac\u009d. Questa segnalazione del lettore Gianfranco mi affascina, perch\u00c3\u00a9 io sono assolutamente convinto che \u00e2\u20ac\u0153le parole sono pietre\u00e2\u20ac\u009d, come scriveva Don Lorenzo Milani<\/strong> \u00e2\u20ac\u00a6 (post 1877)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Inizio del \u00e2\u20ac\u0153post altrui\u00e2\u20ac\u009d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/th4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-34889\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/th4.jpg\" alt=\"th[4]\" width=\"224\" height=\"300\" \/><\/a>Noam Chomsky <\/strong>(foto a lato)\u00c2\u00a0padre della creativit\u00c3\u00a0 del linguaggio, definito dal New York Times \u00e2\u20ac\u0153il pi\u00c3\u00b9 grande intellettuale vivente\u00e2\u20ac\u009d, spiega attraverso dieci regole come sia possibile mistificare la realt\u00c3\u00a0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La necessaria premessa \u00c3\u00a8 che i pi\u00c3\u00b9 grandi mezzi di comunicazione sono nelle mani dei grandi potentati economico-finanziari, interessati a filtrare solo determinati messaggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1) <strong>La strategia della distrazione,<\/strong> fondamentale, per le grandi lobby di potere, al fine di mantenere l\u00e2\u20ac\u2122attenzione del pubblico concentrata su argomenti poco importanti, cos\u00c3\u00ac da portare il comune cittadino ad interessarsi a fatti in realt\u00c3\u00a0 insignificanti. Per esempio, l\u00e2\u20ac\u2122esasperata concentrazione su alcuni fatti di cronaca (Bruno Vespa \u00c3\u00a9 un maestro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2) <strong>Il principio del problema-soluzione-problema<\/strong>: si inventa a tavolino un problema, per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Un esempio? Mettere in ansia la popolazione dando risalto all\u00e2\u20ac\u2122esistenza di epidemie, come la febbre aviaria creando ingiustificato allarmismo, con l\u00e2\u20ac\u2122obiettivo di vendere farmaci che altrimenti resterebbero inutilizzati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3) <strong>La strategia della gradualit\u00c3\u00a0.<\/strong> Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E\u00e2\u20ac\u2122 in questo modo che condizioni socio-economiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: stato minimo, privatizzazioni, precariet\u00c3\u00a0, flessibilit\u00c3\u00a0, disoccupazione in massa, salari che non garantivano pi\u00c3\u00b9 redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4) <strong>La strategia del differimento.<\/strong> Un altro modo per far accettare una decisione impopolare \u00c3\u00a8 quella di presentarla come \u00e2\u20ac\u0153dolorosa e necessaria\u00e2\u20ac\u009d, ottenendo l\u00e2\u20ac\u2122accettazione pubblica, al momento, per un\u00e2\u20ac\u2122applicazione futura. Parlare continuamente dello spread per far accettare le \u00e2\u20ac\u0153necessarie\u00e2\u20ac\u009d misure di austerit\u00c3\u00a0 come se non esistesse una politica economica diversa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5) <strong>Rivolgersi al pubblico come se si parlasse ad un bambin<\/strong>o. Pi\u00c3\u00b9 si cerca di ingannare lo spettatore, pi\u00c3\u00b9 si tende ad usare un tono infantile. Per esempio, diversi programmi delle trasmissioni generaliste. Il motivo? Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni, in base alla suggestionabilit\u00c3\u00a0, lei tender\u00c3\u00a0 ad una risposta probabilmente sprovvista di senso critico, come un bambino di 12 anni appunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6) <strong>Puntare sull\u00e2\u20ac\u2122aspetto emotivo molto pi\u00c3\u00b9 che sulla riflessione.<\/strong> L\u00e2\u20ac\u2122emozione, infatti, spesso manda in tilt la parte razionale dell\u00e2\u20ac\u2122individuo, rendendolo pi\u00c3\u00b9 facilmente influenzabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7) <strong>Mantenere il pubblico nell\u00e2\u20ac\u2122ignoranza e nella mediocrit\u00c3\u00a0.<\/strong> Pochi, per esempio, conoscono cosa sia il gruppo di Bilderberg e la Commissione Trilaterale. E molti continueranno ad ignorarlo, a meno che non si rivolgano direttamente ad Internet.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8) <strong>Imporre modelli di comportamento.<\/strong> Controllare individui omologati \u00c3\u00a9 molto pi\u00c3\u00b9 facile che gestire individui pensanti. I modelli imposti dalla pubblicit\u00c3\u00a0 sono funzionali a questo progetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">9) <strong>L\u00e2\u20ac\u2122autocolpevolizzazione.<\/strong> Si tende, in pratica, a far credere all\u00e2\u20ac\u2122individuo che egli stesso sia l\u00e2\u20ac\u2122unica causa dei propri insuccessi e della propria disgrazia. Cos\u00c3\u00ac invece di suscitare la ribellione contro un sistema economico che l\u00e2\u20ac\u2122ha ridotto ai margini, l\u00e2\u20ac\u2122individuo si sottostima, si svaluta e addirittura, si autoflagella. I giovani, per esempio, che non trovano lavoro sono stati definiti di volta in volta, \u00e2\u20ac\u0153sfigati\u00e2\u20ac\u009d, choosy\u00e2\u20ac\u009d, bamboccioni\u00e2\u20ac\u009d. In pratica, \u00c3\u00a9 colpa loro se non trovano lavoro, non del sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">10) <strong>I\u00c2\u00a0media puntano a conoscere gli individui pi\u00c3\u00b9 di quanto essi stessi si conoscano<\/strong> (mediante sondaggi, studi comportamentali, operazioni di feed back scientificamente programmate senza che l\u00e2\u20ac\u2122utente-lettore-spettatore ne sappia nulla). Ci\u00c3\u00b2 significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un gran potere sul pubblico, maggiore di quello che lo stesso cittadino esercita su s\u00c3\u00a9 stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fine del post altrui<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: raga, si \u00c3\u00a8 sparsa la voce! 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