{"id":36048,"date":"2015-03-09T08:17:36","date_gmt":"2015-03-09T07:17:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=36048"},"modified":"2015-03-09T08:49:41","modified_gmt":"2015-03-09T07:49:41","slug":"intervento-di-piegiorgio-cattani","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=36048","title":{"rendered":"INTERVENTO DI PIERGIORGIO CATTANI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Detto altrimenti: \u00e2\u20ac\u00a6 al Convegno UPT, 7 marzo 2015 \u00e2\u20ac\u0153Il Trentino cambia passo\u00e2\u20ac\u009d\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 <\/strong>(post 1955)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Post 1955, anno 1955 \u00e2\u20ac\u201c Fiat 600 e Lascia e Raddoppia.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il titolo dell\u00e2\u20ac\u2122intervento? <strong>\u00e2\u20ac\u0153Il Trentino: partiti, societ\u00c3\u00a0 e corpi intermedi\u00e2\u20ac\u009d.<\/strong> Open blog, ovvero blog aperto a tutti. Questa volta \u00e2\u20ac\u0153apro\u00e2\u20ac\u009d il blog al giornalista <strong>Piergiorgio Cattani,<\/strong> e lo faccio \u00e2\u20ac\u0153a sua insaputa\u00e2\u20ac\u009d. Si tratta del suo intervento al convegno di cui sopra, ma a mio avviso ha una portata pre-politica, ultra politica, assolutamente universale, oserei dire <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>\u00e2\u20ac\u0153morale<\/strong><\/span><strong>\u00e2\u20ac\u009d,<\/strong> una lezione di vera \u00e2\u20ac\u0153civilit\u00c3\u00a0 sociale\u00e2\u20ac\u009d che arricchisce tutti, chi fa politica, chi cerca di \u00c2\u00a0attuare politiche effettive, che cerca di dare un contributo serio alla collettivit\u00c3\u00a0, in ogni campo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Morale&#8221; &#8230; dir\u00c3\u00a0 Taluno!? Addirittura &#8220;morale&#8221;? Si, amico Taluno, perch\u00c3\u00a8 le espressioni di Cattani sono espressioni di verit\u00c3\u00a0, onest\u00c3\u00a0, coerenza,\u00c2\u00a0trasparenza e immediata comprensibilit\u00c3\u00a0 e \u00c2\u00a0quindi assolutamente morali. A differenza di altre di altri &#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Inizia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/th5O5AAY41.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-36018\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/th5O5AAY41.jpg\" alt=\"th5O5AAY41\" width=\"212\" height=\"300\" \/><\/a>Ringrazio per prima cosa la segretaria <strong>Donatella Conzatti<\/strong> che mi ha invitato a tenere un intervento per questa giornata di lavoro e approfondimento. \u00c3\u02c6 raro che un partito organizzi questi momenti di dibattito. \u00c2\u00a0Ringrazio tutti i presenti, e in particolare gli eletti nelle istituzioni, a cui questa mia riflessione \u00c3\u00a8 rivolta in modo particolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel preparare l\u00e2\u20ac\u2122intervento avevo fatto una lunga premessa che descriveva gli aspetti positivi del Trentino. L\u00e2\u20ac\u2122autonomia speciale, l\u00e2\u20ac\u2122assetto comunitario della societ\u00c3\u00a0, il desiderio di puntare sulla ricerca e sulla formazione continua, il paesaggio che abbiamo, la laboriosit\u00c3\u00a0 della nostra gente, sono tutti elementi di forza di cui dobbiamo essere fieri.\u00c2\u00a0<strong>Ritengo per\u00c3\u00b2 inutile incensarci e dirci quanto siamo bravi.\u00c2\u00a0<\/strong>La crisi ha colpito anche il Trentino. Pur in presenza di incentivi e di sostegni pubblici di ogni tipo che garantiscono la tenuta dell\u00e2\u20ac\u2122occupazione, il mercato del lavoro \u00c3\u00a8 ancora fermo. La produttivit\u00c3\u00a0 della nostra Provincia sta calando e si colloca al di sotto dei livelli del nord Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ci sono per\u00c3\u00b2 dati che oltrepassano la sfera economica.\u00c2\u00a0<\/strong>Recenti studi, come quello dell\u00e2\u20ac\u2122Irvapp guidato dal professor Schizzerotto, descrivono una societ\u00c3\u00a0 bloccata in cui l\u00e2\u20ac\u2122immobilismo prevale su qualsiasi spinta innovativa. Un dato fra tutti: <strong>i giovani trentini si immatricolano molto di meno rispetto a pochi anni fa,<\/strong> e vanno all\u00e2\u20ac\u2122universit\u00c3\u00a0 principalmente quanti provengono da famiglie con un alto livello di istruzione o di ceto sociale elevato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sarebbe molto da dire, per\u00c3\u00b2 in questo intervento io mi concentrer\u00c3\u00b2 sulla struttura del potere in Trentino, sul ruolo dei partiti, della societ\u00c3\u00a0 civile e\u00c2\u00a0 dei corpi intermedi. Vorrei cercare di descrivere i fenomeni, secondo il mio punto di vista ma senza dare giudizi di parte. <strong>Vorrei cercare \u00e2\u20ac\u0153la verit\u00c3\u00a0 effettuale della cosa\u00e2\u20ac\u009d, come direbbe Machiavelli<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Partiamo da un primo dato evidente<\/strong>: <strong>la centralit\u00c3\u00a0 che l\u00e2\u20ac\u2122apparato pubblico riveste in tutti i settori della vita di un residente in Trentino<\/strong>. L\u00e2\u20ac\u2122autonomia\u00c2\u00a0 ha generato un sistema pervasivo in cui, a causa delle numerosissime competenze da gestire, le risorse economiche movimentate sono davvero ingenti per una popolazione di mezzo milione di abitanti. Se facciamo un divertente calcolo dividendo il bilancio della PAT per il numero dei residenti in Trentino scopriamo che la Provincia, solo come entrate, gestisce pi\u00c3\u00b9 di 8600 Euro annui procapite, vale a dire gestisce un Euro all\u00e2\u20ac\u2122ora per i suoi abitanti!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Secondo elemento<\/strong>: <strong>forse inevitabilmente, questo potere economico, questo \u00e2\u20ac\u0153giro d\u00e2\u20ac\u2122affari\u00e2\u20ac\u009d, \u00c3\u00a8 gestito da poche persone<\/strong>. <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Una oligarchia illuminata, non sempre illuminata. La classe dirigente trentina \u00c3\u00a8 composta dalle stesse facce, intercambiabili. A testimonianza di una societ\u00c3\u00a0 bloccata.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Emerge cos\u00c3\u00ac una verit\u00c3\u00a0 scomoda, ma reale. Per qualsiasi cosa devi rivolgerti a qualche sportello pubblico. Spesso trovi la strada giusta secondo le procedure standard. Poi per\u00c3\u00b2, ben presto, ti accorgi quanto sia importante avere un contatto, una persona che conosci, un amico che ti pu\u00c3\u00b2 dare qualche \u00e2\u20ac\u0153dritta\u00e2\u20ac\u009d. Un politico che ti spiana la strada. <strong>In Trentino non puoi fare nulla se non hai qualche aggancio in Provincia.<\/strong> Qualcuno mi dica se non ha mai fatto questo pensiero. Sto parlando di una consuetudine diffusa, perfettamente lecita dal punto di vista giuridico. Nulla di illegale dunque. Le cordate e le amicizie pi\u00c3\u00b9 o meno interessate sono i cardini della struttura del potere in Trentino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Abbiamo ancora l\u00e2\u20ac\u2122idea che la Provincia sia un bancomat, un pozzo di San Patrizio<\/strong> da cui attingere l\u00e2\u20ac\u2122acqua, cio\u00c3\u00a8 i denari, necessaria per i nostri progetti. Sappiamo che le risorse diminuiscono, ma sappiamo che da qualche parte i soldi ci sono ancora. In questo modo l\u00e2\u20ac\u2122imprenditoria privata \u00c3\u00a8 sacrificata. L\u00e2\u20ac\u2122idea del singolo pure, nonostante gli incentivi provinciali alle Startup e cos\u00c3\u00ac via.\u00c2\u00a0<strong>In questo senso quasi tutto ruota intorno agli organi di governo, in modo speciale intorno alla Giunta provinciale<\/strong>, vero luogo dove si gestisce il potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prevalenza degli esecutivi a discapito delle assemblee legislative \u00c3\u00a8 una caratteristica comune in questa fase della democrazia. Non \u00c3\u00a8 certo una nostra peculiarit\u00c3\u00a0. Il problema del Trentino risiede nel fatto che all\u00e2\u20ac\u2122accentramento del potere corrisponde una dote finanziaria cospicua. Riassumendo con uno slogan: <strong>tanto potere e tanti soldi in poche mani<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00c3\u00a8 che gli assessori siano onnipotenti. Non possono arrivare dappertutto, non possono sapere tutto. Di qui il ruolo decisivo dell\u00e2\u20ac\u2122apparato burocratico, dai dirigenti generali fino ai funzionari. In questi anni, a mio avviso, l\u00e2\u20ac\u2122efficienza della burocrazia \u00c3\u00a8 stata sacrificata troppo alle esigenze della politica. In questo siamo in controtendenza: <strong>mentre ovunque prevale la tecnocrazia, da noi forse \u00c3\u00a8 prevalente la politica, intesa per\u00c3\u00b2 non sempre nel senso nobile del termine. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Casi concreti come la questione dei punti nascita o il taglio di 80 milioni di contributi per le opere pubbliche dimostrano la difficolt\u00c3\u00a0 di coniugare aspetti tecnici, contingenze finanziarie e visioni valoriali e prepolitiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Adesso mi sembra importante fare un ulteriore passaggio. <strong>Da che cosa la Giunta trae il suo potere e la sua legittimazione?<\/strong> Ovvio, dal voto popolare. Dall\u00e2\u20ac\u2122elezione diretta del Presidente che poi nomina gli assessori, naturalmente tenendo conto della composizione del consiglio provinciale, a sua volta derivante dal voto popolare. L\u00e2\u20ac\u2122elezione diretta conferisce maggiore autorit\u00c3\u00a0 al Presidente, ma ugualmente il ruolo dei partiti dovrebbe essere determinante. Quando poi c\u00e2\u20ac\u2122erano le \u00e2\u20ac\u0153porte girevoli\u00e2\u20ac\u009d gli assessori erano succubi del Presidente, poich\u00c3\u00a9, in caso di \u00e2\u20ac\u0153licenziamento\u00e2\u20ac\u009d avrebbero perso anche il posto di consigliere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riassumendo. <strong>Una comunit\u00c3\u00a0 con molte risorse come la nostra si deve porre il problema di un \u00e2\u20ac\u0153riequilibrio\u00e2\u20ac\u009d dei poteri: tra esecutivo e legislativo; tra centro e periferia<\/strong>. Fino a ieri abbiamo avuto invece un \u00e2\u20ac\u0153uomo solo al comando\u00e2\u20ac\u009d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quale \u00c3\u00a8 per\u00c3\u00b2 il vero ruolo dei partiti?\u00c2\u00a0<\/strong>Non \u00c3\u00a8 che forse i partiti sono semplicemente contenitori elettorali necessari per mettere i candidati in lista? Poi, con il voto di preferenza, decideranno i cittadini chi\u00c2\u00a0 mandare nel palazzo a gestire la cosa pubblica. Apparentemente un bel sistema.\u00c2\u00a0<strong>La realt\u00c3\u00a0 mi sembra diversa. I partiti sono soltanto coacervi di\u00c2\u00a0 singoli, aggregazioni di singoli incapaci di fare squadra.<\/strong> La dimensione collettiva non esiste quasi pi\u00c3\u00b9, esistono gruppi, cordate, correnti che si costruiscono e si disfano in una notte. In questo senso gli organi di partito, le segreterie, i parlamentini, i convegni non servono a nulla. Servono come specchi per le allodole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli eletti, specialmente quelli che hanno un ruolo amministrativo, poi non hanno tempo di andare al partito: <strong>sono loro a fare politica, in completa autonomia, con le loro scelte quotidiane<\/strong>. Capisco che questo quadro pu\u00c3\u00b2 sembrare troppo estremo. Si dir\u00c3\u00a0 che esistono i momenti di confronto interno, che si cerca di non essere solitari\u00e2\u20ac\u00a6<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre di pi\u00c3\u00b9 per\u00c3\u00b2 l\u00e2\u20ac\u2122individualismo politico si diffonde, mentre i partiti diventano soltanto la strada necessaria per poter ambire a posizioni di potere. In Trentino poi queste posizioni non coincidono sempre con i ruoli apicali delle istituzioni: c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 tutto il sottobosco dei consigli di amministrazione, dei posti degli enti parapubblici, delle societ\u00c3\u00a0 controllate, dei carrozzoni ancora presenti. C\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 chi frequenta per anni un partito solo per essere nominato da qualche parte, per avere qualche denaro in pi\u00c3\u00b9 per far quadrare i propri conti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/thGU8JY1BJ.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-36016\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/thGU8JY1BJ.jpg\" alt=\"thGU8JY1BJ\" width=\"300\" height=\"160\" \/><\/a>I contenuti spariscono<\/strong>. <strong>E chi punta ancora sui contenuti, come la segretaria Conzatti, \u00c3\u00a8 spesso percepito come uno sprovveduto con buona volont\u00c3\u00a0, ma che non capisce come va il mondo. I contenuti veri sono appannaggio esclusivo degli esecutivi. Chi arriva in quella stanza dei bottoni \u00c3\u00a8 a posto. Gli altri diventano comparse.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>l momento di formazione delle liste elettorali \u00c3\u00a8 il culmine della funzione di un partito<\/strong>. Anche in questo caso per\u00c3\u00b2 i criteri di selezione riguardano il consenso personale del possibile candidato oppure quella parte di societ\u00c3\u00a0 che pu\u00c3\u00b2 rappresentare: il mondo del turismo, dell\u00e2\u20ac\u2122associazionismo di categoria, dello sport, degli agricoltori, della scuola, delle cooperative sociali, degli infermieri, dei portatori di handicap\u00e2\u20ac\u00a6<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oppure infine si cerca chi rappresenti un determinato territorio, come per esempio un sindaco. Certamente finisce in lista anche chi ha fatto gavetta nel partito ma, quando si contano le preferenze per davvero, il suo nome inesorabilmente si piazza agli ultimi posti. Impossibile analizzare e valutare le capacit\u00c3\u00a0 dei consiglieri o degli assessori uscenti che si ricandidano: tutti hanno fatto sempre e comunque bene, una pacca sulle spalle e via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I partiti cercano di fare le liste pi\u00c3\u00b9 forti possibili, non pensando a presupposti ideali o valoriali oppure alla coerenza con una presunta impostazione ideologica del partito. <strong>Le liste sono formate da candidati eterogenei, a volte molto distanti tra di loro pure dal punto di vista programmatico, portatori di variegati interessi difficilmente componibili all\u00e2\u20ac\u2122interno del partito stesso<\/strong>. Di qui i problemi di tenuta dei gruppi consigliari stessi: come si vede dalla cronaca quotidiana, ogni eletto sembra fare gioco a s\u00c3\u00a9, ignorando spesso di far parte di una squadra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giungiamo cos\u00c3\u00ac ad un altro aspetto fondamentale: <strong>la nettissima dicotomia tra gli eletti nelle istituzioni e gli organi del partito di riferimento.<\/strong> Non solo: la divisione \u00c3\u00a8 molto profonda tra i rappresentanti dell\u00e2\u20ac\u2122esecutivo e quelli del legislativo. Se a Roma il governo ormai procede abitualmente attraverso lo strumento dei decreti leggi, qui da noi la Giunta legittimamente esercita il suo potere quasi in modo autarchico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non \u00c3\u00a8 finita. Se i consiglieri provinciali si lamentano di non essere stati avvertiti dagli assessori dei provvedimenti in agenda, gli stessi assessori si infastidiscono perch\u00c3\u00a9 i colleghi di Giunta sottopongono al voto le delibere di competenza senza per\u00c3\u00b2 averne parlato prima con nessuno. Addirittura a volte si ha la percezione che la Giunta approvi provvedimenti elaborati altrove, in qualche oscuro direttorio. Tuttavia io non sopporto le teorie complottiste\u00c2\u00a0 e lascio perdere queste tesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c2\u00a0<strong>Cosa fanno i partiti nei periodi in cui non ci sono elezioni?<\/strong> Si dir\u00c3\u00a0 che in Italia ci sono sempre elezioni. Ma in Trentino, almeno per il Consiglio provinciale, si vota ogni cinque anni. Che fanno allora i partiti? La risposta pi\u00c3\u00b9 semplice \u00e2\u20ac\u201c e credo quella pi\u00c3\u00b9 spontanea per un cittadino comune \u00e2\u20ac\u201c la sappiamo tutti: <strong>i partiti litigano al loro interno, si dividono, adottano nuove formule, cambiano nome, faticano terribilmente a parlare di cose concrete<\/strong>. E quando appare qualche contenuto vero ecco che esso scompare quasi subito, annegato nel mare dei distinguo e delle polemiche. Mai una volta che si parli dell\u00e2\u20ac\u2122effettivo operato degli eletti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando poi si vuole svuotare un partito di solito nascono le associazioni culturali. Queste associazioni, per natura \u00e2\u20ac\u0153trasversali\u00e2\u20ac\u009d, si presentano come portatrici di un \u00e2\u20ac\u0153contributo di idee\u00e2\u20ac\u009d, non alternativo alle forze politiche di riferimento. In realt\u00c3\u00a0 queste associazioni corrodono ulteriormente il ruolo dei partiti che rischiano di non contare pi\u00c3\u00b9 nulla. La storia dimostra che <strong>le associazioni sono un modo per reiterare le cordate, per restare vicini al potere, da dove magari ci si \u00c3\u00a8 momentaneamente allontanati<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00c3\u00b2 deriva dal \u00e2\u20ac\u0153peccato originale\u00e2\u20ac\u009d di cui parlavo all\u00e2\u20ac\u2122inizio: quello di dover per forza essere contigui al potere per poter fare le cose. Chi ha vissuto pi\u00c3\u00b9 o meno in modo parassita alle spalle del pubblico, non pu\u00c3\u00b2 fare altro che riciclarsi. O tentare di farlo. Poi ovviamente tutto \u00c3\u00a8 ammantato di parolone, di citazioni dotte, di frasette evocative. Ma la sostanza non si dice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorrei per\u00c3\u00b2 sottolineare che questa tendenza \u00c3\u00a8 strutturale, non deriva cio\u00c3\u00a8 soltanto dalla volont\u00c3\u00a0 dei protagonisti o dalle contingenze del momento, bens\u00c3\u00ac dalla logica stessa con cui si articola l\u00e2\u20ac\u2122esercizio del potere.<\/p>\n<p>Sto arrivando alle conclusioni di questo mio intervento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come si pu\u00c3\u00b2 allora influire sulla cosa pubblica?<\/strong> Il problema della nostra autonomia sta proprio in questa domanda. Sfiduciati dai partiti, ma consci di dover star vicino in qualche modo al potere, i cittadini si organizzano in quelli che possono essere definiti come \u00e2\u20ac\u0153corpi intermedi\u00e2\u20ac\u009d: associazioni culturali o di categoria, gruppi di pressione, soggetti portatori di particolari interessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essi testimoniano la vitalit\u00c3\u00a0 della societ\u00c3\u00a0 trentina, ma pure un intrinseco rischio di frammentazione. Siamo davanti ad un insieme di corporazioni che assediano il Palazzo per riuscire a contare qualcosa, a raggiungere quell\u00e2\u20ac\u2122assessore da cui si spera di poter lucrare qualcosa. Tutto questo, occorre ribadirlo, \u00c3\u00a8 perfettamente lecito, ma pericoloso per la democrazia. <strong>Rischiamo di cadere in un sistema corporativo in cui gli interessi divergenti diventano difficilmente componibili. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un quadro troppo nero? Tuttavia se vogliamo aprire una nuova fase dell\u00e2\u20ac\u2122autonomia, dobbiamo partire da questi problemi. Hanno pi\u00c3\u00b9 potere di condizionamento i gruppi di interesse rispetto ai partiti che, stando alla Costituzione, dovrebbero invece essere i canali privilegiati per consentire ai cittadini di dire la propria, di partecipare, di incidere sulla cosa pubblica. I partiti invece sono sostituiti ormai percepiti come entit\u00c3\u00a0 residuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riassumendo. Bisogna riflettere sul ruolo dei partiti nella formazione, selezione e ricambio della classe dirigente. In secondo luogo occorre trovare la modalit\u00c3\u00a0 per un reale controllo e una puntuale verifica delle politiche pubbliche. \u00c3\u02c6 necessario sapere se i soldi che sono stati elargiti o investiti hanno prodotto quanto era stato previsto.<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0<strong>Che fare allora? Pensare a una diversa articolazione della struttura del potere?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Personalmente, in vista della scelta del candidato a Presidente della Giunta per la coalizione del centro sinistra autonomista per le elezioni 2013, avevo sostenuto con forza l\u00e2\u20ac\u2122importanza delle primarie per aprire ai cittadini la possibilit\u00c3\u00a0 di scelta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le primarie<\/strong> si sono effettivamente svolte, ma nella maniera sbagliata: ogni partito della coalizione aveva proposto un candidato, segno che la divisione tra i partiti restava. Il candidato era dunque espressione del partito, non di una determinata idea, di un programma alternativo. A guardare bene i tre candidati principali \u00e2\u20ac\u201c tutti assessori della Giunta uscente \u00e2\u20ac\u201c non presentavano differenze, almeno visibili ai cittadini. E cos\u00c3\u00ac ha vinto chi \u00c3\u00a8 riuscito a mobilitare pi\u00c3\u00b9 massicciamente i simpatizzanti del suo partito. Le primarie sono state dunque un derby alla fine di poco interesse.\u00c2\u00a0<strong>Ugualmente primarie aperte, da definire per legge, come avviene in altre regioni italiane, potrebbero essere una soluzione. Cos\u00c3\u00ac i cittadini avrebbero voce in capitolo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u00c2\u00a0<\/strong>I partiti per\u00c3\u00b2 devono cambiare. Le alternative sono due.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il partito stile anni \u00e2\u20ac\u212270:<\/strong> sezioni, partecipazione di massa, idee, ma anche segreterie che facevano saltare i governi, giochi di corrente\u00e2\u20ac\u00a6 In pratica per\u00c3\u00b2 i partiti avevano la prevalenza sulle istituzioni. Era la segreteria della DC a decidere chi dovesse fare il primo ministro. Mi sembra per\u00c3\u00b2 che questo modello sia definitivamente tramontato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dall\u00e2\u20ac\u2122altro lato il partito \u00e2\u20ac\u0153all\u00e2\u20ac\u2122americana\u00e2\u20ac\u009d, alla Renzi<\/strong> in cui il segretario \u00c3\u00a8 anche il massimo rappresentante dell\u00e2\u20ac\u2122esecutivo. Una volta aborrivo questa idea di partito, ma adesso sto cambiando idea. Con questo modello<strong> forse chi gestisce il potere al massimo livello pu\u00c3\u00b2 essere condizionato democraticamente all\u00e2\u20ac\u2122interno del suo partito<\/strong>. Come \u00c3\u00a8 ovvio, questi modelli sono un\u00e2\u20ac\u2122astrazione, ma credo valga la pena porre al dibattito questa questione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/thZJYOE93B.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-36052\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/thZJYOE93B-150x150.jpg\" alt=\"thZJYOE93B\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Penso che le sollecitazioni di Lorenzo Dellai vadano considerate molto attentamente. La nostra autonomia deve partire da una riforma dei partiti, non pi\u00c3\u00b9 visti come il modo per raggiungere posizioni di potere, ma come gli strumenti per aiutare e controllare chi \u00c3\u00a8 al potere.<\/strong> La cosa peggiore sarebbe rimanere fermi. Se i partiti vengono superati da movimenti o associazioni carismatiche di cui non si sanno i ruoli veri e quindi le responsabilit\u00c3\u00a0, rimarremo sempre in una giungla priva di luce e di trasparenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Infine i corpi intermedi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se vogliamo declinare la nostra autonomia come una scelta consapevole, dobbiamo trovare il modo di valorizzare in pieno la societ\u00c3\u00a0 civile. Inventare un luogo permanente di consultazione, in cui i politici siano obbligati a presentarsi e a discutere con le istanze dei cittadini. Il futuro si progetta anche in questo modo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie per l\u00e2\u20ac\u2122attenzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Finisce<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che dire? Io mi permetto di condividere in toto, specificando che <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>di mio ci ho messo solo il colore rosso di due passaggi, quelli che mi hanno maggiormente appassionato.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><span style=\"color: #000000;\">Una sola sottolineatura tutta e solo mia: <span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">c<\/span><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">hi a parole<\/span><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\"> invita<\/span><\/span> a riformare i partiti da strumenti peer conquistare poltrone a strumenti per aiutare e controllare gli eletti, dice le stesse cose che <span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">Donatella Conzatti di fatto<\/span><\/span> sta attuando E allora, perch\u00c3\u00a8 &#8230; ?<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>\u00c2\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: \u00e2\u20ac\u00a6 al Convegno UPT, 7 marzo 2015 \u00e2\u20ac\u0153Il Trentino cambia passo\u00e2\u20ac\u009d\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 (post 1955) Post 1955, anno 1955 \u00e2\u20ac\u201c [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[5,3],"tags":[5372,6509,6512,863,6511],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36048"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=36048"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36048\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=36048"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=36048"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=36048"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}