{"id":37425,"date":"2015-05-10T05:50:26","date_gmt":"2015-05-10T04:50:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=37425"},"modified":"2015-05-10T12:36:10","modified_gmt":"2015-05-10T11:36:10","slug":"nadia-tinta-di-aria","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=37425","title":{"rendered":"NADIA TINTA DI ARIA"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Detto altrimenti: quando un libro e un\u00e2\u20ac\u2122autrice piacciono, appassionano, \u00e2\u20ac\u0153catturano\u00e2\u20ac\u009d \u00e2\u20ac\u00a6<\/strong> \u00c2\u00a0(post 2045)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/thDIKNM7HV.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-37427\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/thDIKNM7HV.jpg\" alt=\"thDIKNM7HV\" width=\"160\" height=\"160\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/thDIKNM7HV.jpg 160w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/thDIKNM7HV-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 160px) 100vw, 160px\" \/><\/a>\u00e2\u20ac\u0153Io tinta di aria\u00e2\u20ac\u009d \u00c3\u00a8 l\u00e2\u20ac\u2122anagramma del suo nome, del nome di Nadia, Nadia Ioriatti.<\/strong> \u00c2\u00a0Amica di famiglia da poco tempo, come se lo fosse da sempre. Nadia scrive. Scrive su QT-Questo Trentino, scrive racconti, scrive libri. Uno di questi ha gi\u00c3\u00a0 trovato ospitalit\u00c3\u00a0 sul mio blog, in occasione della sua presentazione da parte di <strong>Don Marcello Farina<\/strong> (V. post del 5 e 28 febbraio e del 5 marzo). Al riguardo, senza nulla togliere a quello di Nadia, mi permetto di dire che da quel momento, le letture assolutamente da non perdere sono due: il libro di Nadia ed il commento di Marcello (riportato integralmente in uno dei miei post).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<div id=\"attachment_37428\" style=\"width: 170px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/thJUII7EN3.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-37428\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-37428\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/thJUII7EN3.jpg\" alt=\"La Nadia &quot;raccontata&quot;\" width=\"160\" height=\"160\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/thJUII7EN3.jpg 160w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/thJUII7EN3-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 160px) 100vw, 160px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-37428\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>La Nadia &#8220;raccontata&#8221;<\/strong><\/span><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma tant\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 \u00e2\u20ac\u00a6 ora \u00e2\u20ac\u0153siamo reclamati\u00e2\u20ac\u009d da altre sedi per altre presentazioni \u00e2\u20ac\u00a6 Dico siamo perch\u00c3\u00a9 Nadia \u00c3\u00a8 \u00e2\u20ac\u0153nostra\u00e2\u20ac\u009d amica, \u00e2\u20ac\u0153una di noi\u00e2\u20ac\u009d, e noi siamo \u00e2\u20ac\u0153orgogliosamente sui amici\u00e2\u20ac\u009d. Nadia, fonte di una umanit\u00c3\u00a0 e di una spiritualit\u00c3\u00a0 difficile da raccontare \u00e2\u20ac\u201c come ha scritto Marcello \u00e2\u20ac\u201c ha presenziato, venerd\u00c3\u00ac scorso, ad una ulteriore presentazione del suo libro, fatta da Maria Teresa (per le lettrici che non mi conoscono di persona, da Maria Teresa Perasso, mia moglie).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/IMG_3095.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-37429\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/IMG_3095-300x225.jpg\" alt=\"IMG_3095\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/IMG_3095-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/IMG_3095-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ci ha accolti la Biblioteca Comunale, presso la Sala G.M. Spaur nell\u00e2\u20ac\u2122omonimo palazzo in Piazza delle Erbe a Mezzolombardo, <\/strong>il saluto della bibliotecaria Nadia (omonima di Nadia) e di un Assessore uscente candidata sindaco (ne ometto il nome per legge, perch\u00c3\u00a9 oggi che scrivo \u00e2\u20ac\u00a6 si vota!). Prima di riportare l\u00e2\u20ac\u2122intervento di maria Teresa, vi segnalo le prossime presentazioni del libro di Nadia:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>19 maggio 2015, ore 20,30 \u00e2\u20ac\u201c Lavis, (probabilmente presso la) Biblioteca Comunale, presenta Don Marcello Farina.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>20 maggio 2015, ore 20,00 (aperitivo) ed ore 20,30, Vezzano, Foyer del Teatro Valle dei laghi, presenta Maria Teresa Perasso.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Premessa importante:<\/strong> la relazione di Maria Teresa \u00c3\u00a8 stata impreziosita da numerosi interventi &#8220;in diretta&#8221; di Nadia, parole spontanee e quindi ancora pi\u00c3\u00b9 belle, le quali ci hanno mostrato come la sua &#8220;bella scrittura&#8221; sia \u00c2\u00a0lo specchio autentico della sua bella interiorit\u00c3\u00a0. Parole le sue che io ho registrato, devo solo trovare il tempo di sbobinarle &#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ed ecco stralci della presentazione di Maria Teresa<\/strong>. Scrivo \u00e2\u20ac\u0153stralci\u00e2\u20ac\u009d a bella posta, in quanto in teoria dovrei riportare anche i brani letti estratti di volta in volta dal libro. Non lo faccio per solleticare il vostro interesse a procurarvi il libro!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Inizia<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Mezz.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-37433\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Mezz-300x225.jpg\" alt=\"Mezz\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Mezz-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Mezz.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nadia Ioriatti<\/strong> \u00c3\u00a8 trentina, ha due figli ed ha lavorato 35 anni in Provincia come funzionario amministrativo occupandosi di argomenti assai \u00e2\u20ac\u0153freddi\u00e2\u20ac\u009d rispetto alla sua sensibilit\u00c3\u00a0. Grande lettrice, \u00c3\u00a8 anche scrittrice e collabora da dieci anni alla rivista <strong>Questo Trentino<\/strong> con racconti mensili. Molte persone, apprezzando le sue pagine, l\u00e2\u20ac\u2122hanno esortata e convinta a pubblicare questo libro <strong><em>Io, tinta di aria<\/em><\/strong> che \u00c3\u00a8 uscito nel novembre 2013 ed \u00c3\u00a8 stato ristampato nei primi mesi di quest\u00e2\u20ac\u2122anno perch\u00c3\u00a9 esaurito e tuttora molto richiesto. \u00c3\u02c6 un libro cos\u00c3\u00ac bello, che il sacerdote filosofo don Marcello Farina \u00e2\u20ac\u201c che molti di voi sicuramente conoscono \u00e2\u20ac\u201c nel presentarlo ha detto testualmente di non essere \u00e2\u20ac\u0153<em>all\u00e2\u20ac\u2122altezza di percepire tutta la ricchezza in esso contenuta<\/em>\u00e2\u20ac\u009d! Il volume porta una preziosa prefazione di <strong>Piergiorgio Cattani<\/strong> ed ha avuto diverse lusinghiere recensioni su Questo Trentino e su quotidiani locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi ve ne parler\u00c3\u00b2 io che mi chiamo Maria Teresa Perasso, sono un\u00e2\u20ac\u2122insegnante di lettere ormai in pensione, ma soprattutto mi considero un\u00e2\u20ac\u2122amica di Nadia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>IO, TINTA DI ARIA<\/em> \u00c3\u00a8 un libro cos\u00c3\u00ac bello, che si legge volentieri e si ha voglia di rileggerlo. Del resto, la struttura scandita in brevi racconti ne facilita lettura e rilettura. Sono infatti 30 racconti \u00e2\u20ac\u201c che don Farina ha definito <em>corsivi esistenziali<\/em> \u00e2\u20ac\u201c legati dal filo dell\u00e2\u20ac\u2122autobiografia (ma non solo, come vedremo) che ricostruiscono la vita di Nadia con le sue esperienze intense, soprattutto per la difficile prova della malattia, come avete sentito all\u00e2\u20ac\u2122inizio e diremo ancora. Troviamo riferimenti all\u00e2\u20ac\u2122infanzia, con gli affetti pi\u00c3\u00b9 cari tra i quali spicca il padre, all\u00e2\u20ac\u2122adolescenza e via via fino al passato pi\u00c3\u00b9 recente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Maria-T.-e-Nadia.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-37431\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Maria-T.-e-Nadia-300x225.jpg\" alt=\"Maria T. e Nadia\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Maria-T.-e-Nadia-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Maria-T.-e-Nadia.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Quello che caratterizza molto questo libro e lo rende cos\u00c3\u00ac bello ed avvincente \u00c3\u00a8 di certo il <strong>contenuto,<\/strong> ossia lo svolgersi degli avvenimenti raccontati pagina per pagina (vicende anche dure, temi anche forti), e parallelamente il <strong>linguaggio<\/strong> che Nadia usa. Voglio dire che ci troviamo frequentemente davanti ad espressioni assai originali, che colpiscono al pari dei fatti narrati e che non raramente arrivano ad essere poetiche. Quindi chi si immerge in queste pagine viene catturato dal racconto degli avvenimenti e nello stesso tempo rimane colpito dalla ricchezza linguistica, dalle <strong>personalissime immagini espressive<\/strong> di cui la narrazione \u00c3\u00a8 nutrita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Provo a fare qualche esempio&#8230;<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">In <em>Premaman<\/em> leggiamo&#8230;(p. 53): qui il classico vestito premaman \u00c3\u00a8 visto con la metafora del <em>chador<\/em>, immagine di chiusura e di oppressione di fronte a cui i liberi pancioni rotondi esprimono libert\u00c3\u00a0 e gioia.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">In <em>Giardino d\u00e2\u20ac\u2122inverno<\/em> troviamo una bellissima immagine&#8230; (p. 74): trovo molto bella e soprattutto spiritosa la metafora della digestione.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">E c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 un momento molto intenso a Villa Rosa, che Nadia frequenta per fisioterapia. Dice di se stessa che si \u00c3\u00a8 <em>indurita per non far traboccare l\u00e2\u20ac\u2122emotivit\u00c3\u00a0<\/em>. Ma ad un certo punto&#8230; ( p. 88). Ancora una bella metafora: la diga che si rompe perch\u00c3\u00a9 c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 una forza grandissima che la fa crollare.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo bellissimo <strong>libro prevalentemente autobiografico<\/strong> il discorso spesso si allarga, va al di l\u00c3\u00a0 della vita vissuta da Nadia in prima persona e allora troviamo anche momenti corali, soprattutto quando Nadia parla della casa in cui viveva da bambina. Qui il discorso si allarga davvero e quella strada in cui la sua casa si trovava, che \u00c3\u00a8 via Chini a Trento, diventa il simbolo di un confine tra due mondi diversi: da una parte la zona residenziale borghese, dall\u00e2\u20ac\u2122altra quella operaia. Nadia, abitando su questo confine, ha conosciuto presto i contrasti e le ipocrisie che le differenze generavano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sia in riferimento a questo contesto, sia a proposito di altro, in queste pagine troviamo <strong>pennellate efficaci<\/strong> che svelano la variegata realt\u00c3\u00a0 intorno alla vita dell\u00e2\u20ac\u2122autrice e di conseguenza i pensieri e le riflessioni che dalla realt\u00c3\u00a0 vissuta ella ricava. Trovo molto bello un breve brano che parla semplicemente di finestre e biancheria stesa, ma che Nadia con la sua sensibilit\u00c3\u00a0 prende a spunto per una serie di osservazioni molto azzeccate ed anche \u00e2\u20ac\u0153gustose\u00e2\u20ac\u009d (p. 83). A volte in queste pagine si arriva persino a <strong>considerazioni che hanno un valore universale,<\/strong> ossia che sono valide per tutti, in ogni tempo e in ogni luogo. A questo proposito dico subito che, anche al di l\u00c3\u00a0 dell\u00e2\u20ac\u2122autobiografia, l\u00e2\u20ac\u2122autrice ci regala talora alcuni camm\u00c3\u00a9i e ne \u00c3\u00a8 un esempio la figura di <em>Carletto, il fam\u00c3\u00a8i<\/em>, ossia il famiglio, il servo di casa. Era una figura tipica della societ\u00c3\u00a0 contadina fino alla prima met\u00c3\u00a0 del \u00e2\u20ac\u02dc900. Carletto \u00c3\u00a8 un personaggio mite, buono, struggente, che si ammala invecchiando nella casa dei \u00e2\u20ac\u0153padroni\u00e2\u20ac\u009d amato come un figlio e cha d\u00c3\u00a0 l\u00e2\u20ac\u2122occasione a Nadia per dire che <em>non contano solo i legami di sangue nella vita<\/em>: questa \u00c3\u00a8 un\u00e2\u20ac\u2122affermazione di valore universale, come dicevo prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Della sua infanzia Nadia rivela molte cose belle, a partire dal suo nome: Nadia appunto, che deriva dal russo <em>Nadezhda<\/em> e significa <em>speranza<\/em>, ovvero \u00e2\u20ac\u0153Nadia\u00e2\u20ac\u009d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Biblioteca-Mezzolombardo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-37438\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Biblioteca-Mezzolombardo-300x225.jpg\" alt=\"Biblioteca Mezzolombardo\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Biblioteca-Mezzolombardo-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Biblioteca-Mezzolombardo.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Del suo vissuto di bambina ricorda intensamente <strong>il padre Aldo,<\/strong> che ha un posto importantissimo nella sua vita e nel suo cuore. Al padre \u00c3\u00a8 dedicato interamente il racconto <em>Croci<\/em>, in cui veniamo a sapere che egli fu internato a Mauthausen. Torn\u00c3\u00b2 cos\u00c3\u00ac mal ridotto che i familiari non lo riconobbero finch\u00c3\u00a9 non parl\u00c3\u00b2, con una ferita di 10 cm alla caviglia che si vedeva bene, mentre&#8230; \u00e2\u20ac\u0153<em>quelle dell\u00e2\u20ac\u2122anima non si vedevano<\/em>\u00e2\u20ac\u009d, dice Nadia e aggiunge \u00e2\u20ac\u0153<em>ucciso dentro, perch\u00c3\u00a9 non si pu\u00c3\u00b2 mai sfuggire a un campo di sterminio<\/em>\u00e2\u20ac\u009d, anche se si ha la fortuna di tornare a casa (p. 29 e 31). In molti altri racconti la figura del padre torna, riemerge, continua ad essere una presenza intensa per Nadia, che da piccolina si addormentava&#8230; sentite come (p. 75): \u00e2\u20ac\u0153<em>Mi prendeva in braccio, appoggiavo la testa sulla sua spalla, lui lentamente contava uno&#8230; due&#8230; al tre gi\u00c3\u00a0 dormivo. Sono certa di non essermi mai pi\u00c3\u00b9 sentita cos\u00c3\u00ac: abbandonata ma protetta<\/em>\u00e2\u20ac\u009d. Un amore grandissimo dunque, tanto che dopo la sua morte i ricordi legati a lui (p. 76) \u00e2\u20ac\u0153<em>&#8230;fanno ancora un gran male. Un dolore naturale e buono che non voglio passi o si diluisca con il tempo<\/em>\u00e2\u20ac\u009d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tornando all\u00e2\u20ac\u2122infanzia e poi all\u00e2\u20ac\u2122adolescenza<\/strong> Nadia ci racconta di incertezze, insicurezze, sensi di colpa &#8230; anche talora per atteggiamenti e parole da parte degli adulti\u00e2\u20ac\u201c insegnanti compresi! \u00e2\u20ac\u201c (tranne il pap\u00c3\u00a0) &#8230; atteggiamenti che oggi farebbero inorridire non solo gli esperti di pedagogia, ma qualunque persona di buon senso. Ma Nadia ci racconta tutto cos\u00c3\u00ac bene e troviamo episodi che strappano persino il sorriso:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>17 la confessione<\/li>\n<li>26 il disegno<\/li>\n<li>38 il mancato invito alla festa<\/li>\n<li>40 lavare i piatti<\/li>\n<li>45 ginocchia da calciatore \u00e2\u20ac\u0153<em>ci sono cose che nell\u00e2\u20ac\u2122adolescenza lasciano un segno dal quale non ci si rialza pi\u00c3\u00b9<\/em>\u00e2\u20ac\u009d (= valore universale)<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La giovinezza<\/strong> \u00c3\u00a8 presto contrassegnata dal <strong>matrimonio,<\/strong> di cui Nadia parla definendolo <em>matrimonio mosso<\/em>&#8230; non solo per il mare agitato in viaggio di nozze&#8230; Ma pur nelle difficolt\u00c3\u00a0 affrontate, sono stupende, come tutto del resto, le pagine dedicate alla nascita dei figli: un maschietto, seguito pochi anni dopo da una bimba, amatissimi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/IMG_3094.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-37432\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/IMG_3094-300x225.jpg\" alt=\"IMG_3094\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/IMG_3094-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/IMG_3094-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>E poi&#8230; arriva la malattia!<\/strong> La malattia che si \u00c3\u00a8 fatta presto sentire ma non presto riconoscere, per cui \u00c3\u00a8 passato &#8230; (p. 62) <em>un lustro di sospetti, false diagnosi, pareri contrastanti, esami innocui, altri dolorosissimi che vissi come sospesa&#8230; intanto facevo la superdonna: figli, lavoro in Provincia, casa da gestire e nessun ascolto del mio corpo, alle sue grida di gabbiano mutilato<\/em>. Questo \u00c3\u00a8 un momento intenso, intensissimo e Nadia ce lo racconta in tutta la sua durezza, ma anche con queste parole cos\u00c3\u00ac belle, poetiche, quando dice <em>&#8230;il mio corpo, le sue grida di gabbiano mutilato<\/em>. \u00c3\u02c6 una metafora intensa e molto bella, qui c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 davvero poesia, come in molti altri passaggi di questo libro che, non mi stancher\u00c3\u00b2 mai di dirlo, \u00c3\u00a8 stupendo anche per le parole che Nadia sceglie di usare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque attesa, sospensione&#8230; finch\u00c3\u00a9 si arriva ad una data precisa: otto marzo! Anche qui, nel dramma durissimo che ormai sta per rivelarsi, Nadia ci accompagna con espressioni intense e poetiche: \u00e2\u20ac\u0153<em>Quel mattino Milano svela un intimo grigio antracite e autoreggenti che fasciano l\u00e2\u20ac\u2122aria<\/em>\u00e2\u20ac\u009d. \u00c3\u02c6 un paesaggio-stato d\u00e2\u20ac\u2122animo: il grigiore della citt\u00c3\u00a0 accompagna la tensione di chi va da un medico importante per sentire la diagnosi. \u00c3\u02c6 un grigiore che pare preannunciare la notizia forte che Nadia ricever\u00c3\u00a0 quel giorno (p. 64). Dunque, la sentenza \u00c3\u00a8 inappellabile, la vita cambia, tutto appare da un punto di vista diverso. E Nadia ne parla, lascia che noi lettori entriamo e sappiamo, capiamo, vediamo come lei si pone di fronte a questa realt\u00c3\u00a0 ormai definita, senza pi\u00c3\u00b9 dubbi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Mezzol.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-37434\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Mezzol-225x300.jpg\" alt=\"Mezzol\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Mezzol-225x300.jpg 225w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Mezzol.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>\u00c3\u02c6 sorprendente (e lo dice anche Cattani nella prefazione) <strong>il realismo di Nadia,<\/strong> che ci racconta i fatti esattamente come sono e non tralascia nulla, nemmeno la sua rabbia quando esprime con chiarezza quello che ha dentro e lo fa senza vittimismo, perch\u00c3\u00a9 quello sarebbe un atteggiamento di chi come vittima si abbandona, si lascia andare. No, qui c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 assolutamente una reazione forte, senza mezzi termini, con parole esplicite: (p. 90) \u00e2\u20ac\u0153<em>Sicuramente non sono degna di rientrare fra i tanti eroi delle malattie degenerative&#8230; andate a quel paese tutti voi alla ricerca di esempi e di eroi. Trovatevelo altrove un eroe, ho gi\u00c3\u00a0 dato abbastanza&#8230; rivendico il diritto al lamento<\/em>\u00e2\u20ac\u009d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono davvero tante le osservazioni che si possono fare su questo bel libro e penso che chi di voi lo legger\u00c3\u00a0 potr\u00c3\u00a0 assaporare, a seconda della propria sensibilit\u00c3\u00a0, un aspetto o l\u00e2\u20ac\u2122altro. Non volendo leggere troppi altri passi per non togliere il piacere della scoperta (ma <strong>il libro \u00c3\u00a8 una miniera<\/strong>, pi\u00c3\u00b9 si legge e pi\u00c3\u00b9 si trova), mi limito a citare alcuni degli argomenti importanti, dove si trovano espressi quei valori universali di cui ho gi\u00c3\u00a0 detto e che vanno dai temi che possono apparire spiccioli, come pu\u00c3\u00b2 essere quello dell\u00e2\u20ac\u2122enur\u00c3\u00a8si notturna dei bambini, ad altri che appartengono a sfere pi\u00c3\u00b9 impegnative: la Giornata della memoria, il tempo, che \u00c3\u00a8 <em>indispensabile per sanare ferite, allontanare ricordi amari, cristallizzare i dolori ed estrarne saggezza<\/em>, lentezza e nuovo Rinascimento <em>che liberi le persone dal ruolo passivo nella crescita economica<\/em> (anche a questo proposito Nadia si riferisce al padre, che <em>camminava con passo lento, piano e sicuro tra i boschi<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non mancano in questo libro momenti che, pur legati al dramma, sono connotati da <strong>pensieri positivi, addirittura a volte da ottimismo, o anche autoironia ed umorismo:<\/strong> segni di grande intelligenza, di mentalit\u00c3\u00a0 comunque positiva, di rifiuto di lasciarsi andare al vittimismo, come dicevamo prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad esempio una notte di mezza estate, quando tutto il parentado era in vacanza, Nadia viene assalita da nausea, oppressione sul petto, difficolt\u00c3\u00a0 di respiro. Forse inconsciamente vuole fare prove generali di soccorso, perch\u00c3\u00a9 \u00e2\u20ac\u201c dice lei con un\u00e2\u20ac\u2122immagine bellissima e ancora una volta poetica \u00e2\u20ac\u201c <em>la solitudine estiva passa attraverso porte disabitate, s\u00e2\u20ac\u2122insinua tra gli spazi vuoti<\/em>. E arriva un medico&#8230; ( p. 81).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nadia si dichiara agnostica, ma si trova a fare un viaggio a Lourdes e ne trae un\u00e2\u20ac\u2122esperienza spirituale intensa&#8230;<\/strong> (p. 97).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi piace chiudere con una frase che pure \u00c3\u00a8 a conclusione di uno di questi <em>corsivi esistenziali<\/em>, in cui Nadia parla del suo essere arrivata sempre troppo presto o troppo tardi agli appuntamenti del destino&#8230; (p. 68).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finisce<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Ed io &#8230; che altro dire se non &#8220;leggete questo libro&#8221;? Leggerlo \u00c3\u00a8 come ricevere un grande dono: una iniezione di umanit\u00c3\u00a0 e anche, sia pure &#8220;a insaputa dell&#8217;autrice&#8221; , di profondissima spiritualit\u00c3\u00a0.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: quando un libro e un\u00e2\u20ac\u2122autrice piacciono, appassionano, \u00e2\u20ac\u0153catturano\u00e2\u20ac\u009d \u00e2\u20ac\u00a6 \u00c2\u00a0(post 2045) \u00e2\u20ac\u0153Io tinta di aria\u00e2\u20ac\u009d \u00c3\u00a8 l\u00e2\u20ac\u2122anagramma del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[2142],"tags":[977,6372,978,6328,6736,6429,6737],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37425"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=37425"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37425\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=37425"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=37425"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=37425"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}