{"id":37987,"date":"2015-06-13T06:20:40","date_gmt":"2015-06-13T05:20:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=37987"},"modified":"2015-06-16T16:29:58","modified_gmt":"2015-06-16T15:29:58","slug":"trentino-book-festival-andrea-nicolussi-golo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=37987","title":{"rendered":"TRENTINO BOOK FESTIVAL: ANDREA NICOLUSSI GOLO"},"content":{"rendered":"<p><strong>Detto altrimenti: il libro nella tempesta &#8230; e nei temporali \u00e2\u20ac\u00a6\u00c2\u00a0<\/strong>\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 (post 2082)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/WP_20150613_002.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-37990\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/WP_20150613_002-168x300.jpg\" alt=\"WP_20150613_002\" width=\"168\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/WP_20150613_002-168x300.jpg 168w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/WP_20150613_002-575x1024.jpg 575w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/WP_20150613_002.jpg 1456w\" sizes=\"(max-width: 168px) 100vw, 168px\" \/><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Caldonazzo, cald \u00e2\u20ac\u00a6 kalt \u00e2\u20ac\u00a6 freddo?<\/strong> Come Caldaro-Kaltern forse, chiss\u00c3\u00a0? Tanti anni fa ci passai per scalare in bicicletta la Keiserjaegerweg, alias il \u00e2\u20ac\u0153Menador\u00e2\u20ac\u009d, splendida strada militare austriaca. L\u00e2\u20ac\u2122Austria, l\u00e2\u20ac\u2122Impero \u00e2\u20ac\u00a6 Ero salito anche per vedere l\u00e2\u20ac\u2122abez del prinzep, l\u00e2\u20ac\u2122abete del principe, quasi una piccola sequoia. Ma questa \u00c3\u00a8 un\u00e2\u20ac\u2122altra storia. \u00c2\u00a0Ieri con amici, una scrittrice, <strong>Nadia Ioriatti (cfr. i vari post qui nel blog sulla sua opera &#8220;Io tinta di aria&#8221;<\/strong>) a visitare il Festival del libro. Fra un temporale e l\u00e2\u20ac\u2122altro. Gi\u00c3\u00a0, il tempo non \u00c3\u00a8 clemente in questi giorni. Peccato. Ci siamo andati \u00e2\u20ac\u0153mirati\u00e2\u20ac\u009d, per ascoltare la presentazione di un libro, <strong>\u00e2\u20ac\u0153Diritto di Memoria\u00e2\u20ac\u009d di Andrea Nicolussi Golo, <\/strong>scrittore Cimbro di Luserna, presentazione da parte del giornalista <strong>Carlo Martinelli,<\/strong> amico e \u00e2\u20ac\u0153presentatore\u00e2\u20ac\u009d anche di Nadia. Ecco, questa \u00c3\u00a8 l\u00e2\u20ac\u2122anteprima. Ora possiamo iniziare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Andrea e il suo libro.<\/strong> Non \u00c3\u00a8 facile per me, blogger despecializzato di Trentoblog, cercare (\/pretendere?) di \u00e2\u20ac\u0153sostituirmi all\u00e2\u20ac\u2122insostituibile\u00e2\u20ac\u009d specializzatissima bookblogger <strong>Mirna Moretti<\/strong> (<a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\">www.trentoblog.it\/mirnamoretti<\/a>) che non era presente alla serata. E poi non \u00c3\u00a8 facile per chiunque parlare di un libro che non si \u00c3\u00a8 letto e di un autore che si \u00c3\u00a8 conosciuto solo poche ore prima e per una sola ora. Ma tant\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 \u00e2\u20ac\u00a6 preferisco rischiare e scrivere \u00e2\u20ac\u0153a caldo\u00e2\u20ac\u009d \u00c2\u00a0piuttosto che rimandare a quando fra qualche giorno avr\u00c3\u00b2 letto il libro. Da un libro puoi iniziare a conoscere l\u00e2\u20ac\u2122Autore; dalla conoscenza dell\u00e2\u20ac\u2122Autore puoi dire di iniziare a conoscerne il libro: e quest\u00e2\u20ac\u2122ultimo \u00c3\u00a8 il mio caso. All\u00e2\u20ac\u2122Autore, dunque!<\/p>\n<div id=\"attachment_37991\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/WP_20150612_004.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-37991\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-37991 size-medium\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/WP_20150612_004-300x168.jpg\" alt=\"WP_20150612_004\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/WP_20150612_004-300x168.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/WP_20150612_004-1024x575.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-37991\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Carlo, Andrea, il Lettore<\/span><\/strong><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Andrea parla con voce sommessa<\/strong>\u00c2\u00a0e se ne scusa, un sottotono che \u00e2\u20ac\u0153persuade\u00e2\u20ac\u009d con la stessa dieresi su quel \u00e2\u20ac\u0153persuade\u00e2\u20ac\u009d al pari di quella del \u00e2\u20ac\u0153persuade\u00e2\u20ac\u009d della voce dell\u00e2\u20ac\u2122Ora di Barga. Un voce che conquista senza avere bisogno degli alti volumi, di essere amplificata e per questo a maggior ragione apprezzabile e apprezzata. La riprova? Un uditorio immobile, silenzioso, attento nonostante il temporale che roteava sul telone teso in un tentativo di \u00c2\u00a0protezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dice \u00e2\u20ac\u00a6 sono figlio di contadini,<\/strong> anche se mio padre faceva il muratore. Avevamo tre vacche, supporto all\u00e2\u20ac\u2122alimentazione di sei figli. A Luserna, terra Cimbra. <strong>Martinelli lo provoca: sei Cimbro? Italiano?<\/strong> Andrea si dichiara 100% Italiano, 100% Cimbro, 100% di cultura tedesca etc..\u00c2\u00a0<strong>Cimbro che scrive in una lingua straniera,<\/strong> l\u00e2\u20ac\u2122italiano, visto che l\u00e2\u20ac\u2122ha imparata dai sei anni in su, quando invece usualmente termina, per i bambini, il periodo di apprendimento della lingua madre.<\/p>\n<div id=\"attachment_38035\" style=\"width: 205px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/20140808_1313081.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-38035\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-38035 size-medium\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/20140808_1313081-195x300.jpg\" alt=\"20140808_131308\" width=\"195\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/20140808_1313081-195x300.jpg 195w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/20140808_1313081.jpg 478w\" sizes=\"(max-width: 195px) 100vw, 195px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-38035\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Con una foto del 2014 ho voluto &#8220;copiare&#8221; quella della copertina del libro (pista ciclabile verso Carisolo)<\/span><\/strong><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Andrea non reclama per s\u00c3\u00a8 alcuna \u00e2\u20ac\u0153identit\u00c3\u00a0\u00e2\u20ac\u009d bens\u00c3\u00ac solo una \u00e2\u20ac\u0153appartenenza\u00e2\u20ac\u009d<\/strong> fatta di una cultura \u00e2\u20ac\u0153comune a\u00e2\u20ac\u009d, ovvero di un insieme condiviso di conoscenze, storia, abitudini, tradizioni concrete, vissute giorno per giorno, e non di un sentirsi \u00e2\u20ac\u0153identico\u00e2\u20ac\u009d (ecco l\u00e2\u20ac\u2122identit\u00c3\u00a0) ad altri ma solo per una pericolosa ed escludente definizione. Una <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>\u00e2\u20ac\u0153<span style=\"text-decoration: underline;\">appartenenza\u00e2\u20ac\u009d ad un gruppo che pratica l\u00e2\u20ac\u2122accoglienza<\/span><\/strong><span style=\"text-decoration: underline;\"> <strong>dell\u00e2\u20ac\u2122Altro<\/strong><\/span><\/span> e <span style=\"text-decoration: underline; color: #ff0000;\"><strong>non una \u00e2\u20ac\u0153identit\u00c3\u00a0\u00e2\u20ac\u009d che si chiude all\u00e2\u20ac\u2122altro in quanto non-identico<\/strong><\/span>. A questo punto Andrea racconta come sua mamma accoglieva e rifocillava il vagabondo che ogni anno transitava da Luserna, un vagabondo che cantava un suo inno personale al <strong>Generale Diaz<\/strong> in casa di chi ne aveva subito le bombe. Ma tutto ci\u00c3\u00b2 non impediva l\u00e2\u20ac\u2122accoglienza. Da Diaz \u00e2\u20ac\u201c il riparatore dei danni del suo predecessore &#8211; \u00c2\u00a0Andrea risale a <strong>Cadorna<\/strong>, il \u00e2\u20ac\u0153macellaio della prima guerra mondiale\u00e2\u20ac\u009d (queste sono parole mie, n.d.r.), il riesumatore della terribile legge della \u00e2\u20ac\u0153decimazione\u00e2\u20ac\u009d (parole sue, n.d.r.) ed alla prima guerra mondiale in genere, madre di tutte le guerre successive (concordo pienamente, n.d.r.) ed alla \u00e2\u20ac\u0153fuga dalla guerra\u00e2\u20ac\u009d di Zeno, il protagonista, che emigra in Sud America.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Milano, Piazzale Cadorna, fermata MM &#8220;Cadorna&#8221;: ma per favore &#8230; cambiate quella intitolazione! Intitoliamo tutto a Diaz, che non si merita certo di essere ricordato principalmente per gli orrori della scuola di Genova!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<div id=\"attachment_37992\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/WP_20150612_001.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-37992\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-37992 size-medium\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/WP_20150612_001-300x168.jpg\" alt=\"WP_20150612_001\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/WP_20150612_001-300x168.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/WP_20150612_001-1024x575.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-37992\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>No, thanks: people love paper. Me too!<\/strong><\/span><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Carlo incalza: parola parlata o scritta?<\/strong> \u00c2\u00a0\u00e2\u20ac\u0153Le parole sono pietre\u00e2\u20ac\u009d firmato Don Milani (citazione mia, n.d.r.), ma quali parole, quelle parlate o quelle scritte? E Andrea accetta questo nuovo confronto. Oggi si legge e si scrive di pi\u00c3\u00b9 d\u00e2\u20ac\u2122un tempo, dice, ma soprattutto posta elettronica, scritti elettronici, parole scritte che puoi modificare in ogni momento. Quindi, forse, maggior valore ha la parola parlata oppure quella \u00e2\u20ac\u0153scritta che resta\u00e2\u20ac\u009d, quella \u00e2\u20ac\u0153sui libri\u00e2\u20ac\u009d. \u00e2\u20ac\u0153Il libro \u00c3\u00a8 morto viva il libro\u00e2\u20ac\u009d si legge in una mostra di disegni a favore del libro di carta <em>(concedetemi un inciso personale: io non riesco, non voglio, non desidero passare dal libro di carta all\u00e2\u20ac\u2122E-book).<\/em> Ma \u00e2\u20ac\u00a6 incalza, Carlo, per chi si scrive? E Andrea: io? Per me, non certo per il mondo! E\u00e2\u20ac\u2122 vero, dico io, per se stessi e per chi vuole essere se stesso, con onest\u00c3\u00a0, per chi, ad esempio, nell\u00e2\u20ac\u2122emigrante Zeno, persona \u00e2\u20ac\u0153nostra\u00e2\u20ac\u009d vede gli immigrati di oggi. Noi ieri come loro oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Zeno, uomo povero, <\/strong>non poveretto, specifica Andrea: &#8220;poveretto&#8221; \u00c3\u00a8 un insulto; &#8220;povero&#8221; \u00c3\u00a8 la semplice constatazione di una situazione economica. Zeno, chiss\u00c3\u00a0 perch\u00c3\u00a9 quel nome \u00e2\u20ac\u00a6 \u00c2\u00a0mi chiedo &#8230; forse per \u00e2\u20ac\u0153La coscienza di Zeno\u00e2\u20ac\u009d (Italo Svevo), ecco cosa mi viene in mente, un altro romanzo, una autobiografia, personaggi e storie diverse ma con un unico filo conduttore: alla fine \u00c2\u00a0la previsione di una catastrofe, la guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Zeno che rientra in patria su un transatlantico felliniano<\/strong>, lui che scopre lo stesso quadrilatero dell&#8217;Orsa Maggiore che ammirava dal suo paesello nat\u00c3\u00aco, mentre i passeggeri della prima classe sono distratti, \u00c2\u00a0affaccendati a consumare lussi superflui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E la p\u00c3\u00acetas<\/strong> (attenti all&#8217;accento, sulla &#8220;i&#8221;, per favore), ovvero il rispetto degli Altri e soprattutto degli Dei &#8211; questa era infatti la p\u00c3\u00acetas romana, talvolta oggi erroneamente tradotta con &#8220;piet\u00c3\u00a0&#8221; &#8211; la p\u00c3\u00acetas traspare dalle parole scritte del libro e lette dal lettore e dalla parole parlate dell&#8217;Autore, solo che agli Dei ha sostituito un solo Dio, quello che invita ad accogliere e ed amare il prossimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per concludere: legger\u00c3\u00b2 volentieri questo libro sull\u00e2\u20ac\u2122appartenenza, l\u00e2\u20ac\u2122accoglienza e contro la guerra.<\/strong> La copia che ho acquistato ha una dedica dell\u00e2\u20ac\u2122Autore: \u00e2\u20ac\u0153A Riccardo, con gratitudine\u00e2\u20ac\u009d. Dice\u00e2\u20ac\u00a6 sai, come posso scrivere \u00e2\u20ac\u0153con stima\u00e2\u20ac\u009d per una persona che non conosco \u00e2\u20ac\u00a6 hai ragione, Andrea! E quella gratidudine anticipata spero di meritarmela a posteriori. Non tanto per la pubblicazione del post, che anch\u00e2\u20ac\u2122io scrivo innanzi tutto per me stesso. Quanto piuttosto per i suoi contenuti, ovvero nella misura in cui io non abbia appena scritto su Zeno e Andrea corbellerie troppo evidenti. Ma ve l\u00e2\u20ac\u2122avevo detto: <strong>preferisco in ogni caso scrivere eventuali corbellerie a caldo piuttosto che dotte e pretenziose \u00c2\u00a0riflessioni a freddo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: il libro nella tempesta &#8230; e nei temporali \u00e2\u20ac\u00a6\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 (post 2082) . . 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