{"id":43201,"date":"2016-05-17T15:08:22","date_gmt":"2016-05-17T14:08:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=43201"},"modified":"2016-05-19T05:51:54","modified_gmt":"2016-05-19T04:51:54","slug":"i-classici-greci-e-latini-a-trento","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=43201","title":{"rendered":"I CLASSICI GRECI (E LATINI) A TRENTO"},"content":{"rendered":"<p><strong>Detto Altrimenti? Ci siamo ritrovati come di consueto a ripassare i classici (questa volta greci) presso la Biblioteca Comunale di Trento \u00e2\u20ac\u00a6\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0<\/strong>\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 (post 2384)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00e2\u20ac\u00a6 con la Prof (\u00e2\u20ac\u0153Prof\u00e2\u20ac\u009d senza puntino) Maria Lia Guardini. Ultima giornata dell\u00e2\u20ac\u2122 \u00e2\u20ac\u0153anno scolastico\u00e2\u20ac\u009d. Si riprende a ottobre. Oggi abbiamo iniziato con il ricevere i compiti per le vacanze.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Obbligatori<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Leggere<\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/thL094ADL6.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-43207\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/thL094ADL6.jpg\" alt=\"thL094ADL6\" width=\"300\" height=\"139\" \/><\/a>Dell\u00e2\u20ac\u2122 Anonimo (pseudo) Omero (ovvero non si sa chi sia stato): <strong>\u00e2\u20ac\u0153Batracomiomachia\u00e2\u20ac\u009d<\/strong> la guerra fra i topi e le rane. Si tratta di tre canti per un totale di circa 75 sestine il che significa circa 450 versi (reperibile in internet. Traduzione di un giovane studentello: tale Giacomo Leopardi). L\u00e2\u20ac\u2122autore \u00e2\u20ac\u201c sconosciuto &#8211; conosce e \u00e2\u20ac\u0153lavora\u00e2\u20ac\u009d bene il prodotto letterario altrui e si diverte a rovesciare ironicamente il poema epico, con una tempestivit\u00c3\u00a0 insolita rispetto al prodotto originale.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Facoltativi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Rileggere<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Uccelli,<\/strong> di Aristofane, in previsione di un lavoro che si svolger\u00c3\u00a0 presso la Biblioteca: letture di passi di Utopia, con Paolo Ghezzi.<\/li>\n<li>l\u00e2\u20ac\u2122<strong>Edipo<\/strong> di Sofocle e quindi &#8230;<\/li>\n<\/ul>\n<p>&#8230;<span style=\"text-decoration: underline;\"> Leggere<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">\u00c2\u00a0<a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/thEQV2HCJW.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-43205\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/thEQV2HCJW.jpg\" alt=\"thEQV2HCJW\" width=\"100\" height=\"137\" \/><\/a><strong>\u00e2\u20ac\u0153Il Dio Kurt\u00e2\u20ac\u009d di Alberto Moravia<\/strong> (reperibile nella raccolta \u00e2\u20ac\u0153Teatro\u00e2\u20ac\u009d, 2 volumi Bompiani). Si tratta, quella di Moravia, di una ripresa di una tragedia antica, a dimostrazione della inadeguatezza del \u00e2\u20ac\u02dc900 \u00e2\u20ac\u201c secolo ispirato a \u00e2\u20ac\u0153valori\u00e2\u20ac\u009d borghesi cio\u00c3\u00a8 molto relativi \u00e2\u20ac\u201c a produrre il genere tragico. Lo stesso era accaduto nell\u00e2\u20ac\u2122antica Grecia alla fine della (cosiddetta, n.d.r.) Repubblica Ateniese, quando la cultura \u00e2\u20ac\u0153vir\u00c3\u00b2\u00e2\u20ac\u009d verso la \u00e2\u20ac\u0153civilt\u00c3\u00a0\u00e2\u20ac\u009d borghese dell\u00e2\u20ac\u2122et\u00c3\u00a0 ellenistica.<\/li>\n<li>\u00e2\u20ac\u0153<strong>La lunga notte di Medea\u00e2\u20ac\u009d<\/strong> di Corrado Alvaro.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">\u00e2\u20ac\u0153<strong>Emma B vedova Giocasta<\/strong>\u00e2\u20ac\u009d e \u00e2\u20ac\u0153<strong>Alcesti di Samuele<\/strong>\u00e2\u20ac\u009d di Alberto Savinio (riferiti al periodo delle leggi raziali).<\/li>\n<li>La mia<em> compagna di banco<\/em> Emma suggerisce la lettura di \u00e2\u20ac\u0153<strong>Danubio<\/strong>\u00e2\u20ac\u009d di Claudio Magris e di \u00e2\u20ac\u0153<strong>Verde acqua. La radura<\/strong>\u00e2\u20ac\u009d di Marisa Madieri.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Vedere<\/span><\/p>\n<p>Il film \u00e2\u20ac\u0153<strong>Edipo re<\/strong>\u00e2\u20ac\u009d di Pierpaolo Pasolini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Adempiuto a questo doveroso passaggio, siamo entrati <em>in corpore vivo<\/em> \u00e2\u20ac\u00a6. Nel post del 3 maggio scorso (rileggetelo, dai \u00e2\u20ac\u00a6) avevo anticipato che oggi avremmo parlato di Tirteo, Archiloco e Saffo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dell\u00e2\u20ac\u2122opera di <strong>Tirteo<\/strong>, autore di elegie parenetiche (inneggianti alla guerra) possediamo alcuni frammenti. In lui \u00c3\u00a8 presente la tradizione omerica ma sotto un diverso angolo visuale: non esistono \u00e2\u20ac\u0153singoli eroi assoluti da sempre coraggiosi\u00e2\u20ac\u009d ma schiere di combattenti che il coraggio devono farselo venire e devono conservarlo fino all\u00e2\u20ac\u2122estremo. <strong>Cambia anche la tecnica della battaglia:<\/strong> non pi\u00c3\u00b9 duelli ma schiera contro schiera, scontro di \u00e2\u20ac\u0153insiemi\u00e2\u20ac\u009d, di militari (cittadini) organizzati. <strong>Da qui e dell\u00e2\u20ac\u2122evolversi dell\u00e2\u20ac\u2122economia nascono i germi della \u00e2\u20ac\u0153polis\u00e2\u20ac\u009d,<\/strong> ovvero della Citt\u00c3\u00a0 Stato (a me pare di potere fare un parallelo \u00e2\u20ac\u201c e cos\u00c3\u00ac si pu\u00c3\u00b2 dire &#8211; con il passaggio dalle signorie medievali all\u00e2\u20ac\u2122Et\u00c3\u00a0 dei Comuni e con le repubbliche marinare &#8211; io sono genovese di nascita &#8211; laddove ognuno contribuiva con denari o anche personalmente all\u00e2\u20ac\u2122organizzazione militare della sua citt\u00c3\u00a0).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Archiloco:<\/strong> l\u00e2\u20ac\u2122amore viene dal cielo, \u00c3\u00a8 un regalo degli dei. Le sue elegie sono piene di formule omeriche. Dico \u00e2\u20ac\u0153formule\u00e2\u20ac\u009d intendendo \u00e2\u20ac\u0153espressioni letterarie\u00e2\u20ac\u009d: infatti i poemi omerici sono per questi autori una sorta di \u00e2\u20ac\u0153formulario\u00e2\u20ac\u009d al quale attingere, anche se con significati diversi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Saffo:<\/strong> donna energica, consapevole, ribelle, emancipata: la cosa pi\u00c3\u00b9 bella? Non le schiere dei cavalieri o dei fanti, non una flotta ma \u00e2\u20ac\u0153ci\u00c3\u00b2 che si ama\u00e2\u20ac\u009d. Anche in lei si vede Omero, ma anche qui diversamente significativo: Elena, ad esempio, \u00c3\u00a8 vista solo come una donna pazza d\u00e2\u20ac\u2122amore che abbandona marito e figlia. Anche per Saffo l\u00e2\u20ac\u2122amore \u00c3\u00a8 un dono degli dei, non un qualcosa che matura dall\u00e2\u20ac\u2122interno di ogni persona (come per Ettore e Andromaca). In lei troviamo i paesaggi, le contraddizioni dell\u00e2\u20ac\u2122 <em>odi et amo<\/em> di Catullo (&#8220;<em>Eros, dolceamaro<\/em>&#8220;), di un Catullo che ritroviamo nel frammento 117 D \u00e2\u20ac\u0153<em>Come il giacinto che i pastori pestano per i monti, e a terra il fiore purpureo e sanguigno<\/em>\u00e2\u20ac\u009d, l\u00c3\u00a0 dove Catullo canta \u00e2\u20ac\u0153 \u00e2\u20ac\u00a6 <em>e non si volti pi\u00c3\u00b9 indietro a guardare il mio amore che giace a terra come un fiore sradicato dall\u00e2\u20ac\u2122aratro\u00c2\u00a0al bordo del campo\u00e2\u20ac\u009d<\/em>. Vi \u00c3\u00a8 anche in lei il <em>non omnis moriar<\/em> di Orazio: il poeta sopravvive alla propria morte attraverso la sia poesia. Per il resto, una grande amatrice.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Ciao, ragazzi, per oggi mi pare che possa bastare, non credete?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u00c2\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto Altrimenti? 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