{"id":45370,"date":"2016-11-06T07:48:54","date_gmt":"2016-11-06T06:48:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=45370"},"modified":"2016-11-07T07:24:47","modified_gmt":"2016-11-07T06:24:47","slug":"simboli-al-potere-o-potere-sui-simboli","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=45370","title":{"rendered":"SIMBOLI AL POTERE O POTERE SUI SIMBOLI?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Detto altrimenti: il simbolo, da bene individuale a bene collettivo<\/strong>\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 (post 2511)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/images1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-45374\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/images1-300x150.jpg\" alt=\"images\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/images1-300x150.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/images1.jpg 318w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il simbolo: un\u00e2\u20ac\u2122idea, una bandiera, un nome di una associazione, di un partito politico \u00e2\u20ac\u00a6 \u00c3\u00a8 un po\u00e2\u20ac\u2122 come una poesia: non appartiene a chi l\u00e2\u20ac\u2122ha scritta, ma a tutti coloro che la leggono. Questo vale anche per un libro: esso nasce quando viene letto, non quando viene \u00e2\u20ac\u0153semplicemente\u00e2\u20ac\u009d scritto. <strong>Ogni simbolo riunisce tutti coloro che vi si riconoscono:<\/strong> i sostenitori della stessa squadra di calcio, i lettori dello stesso libro, gli associati alla stessa Associazione musicale, gli ex allievi della stessa Universit\u00c3\u00a0, etc.. Infatti tutti costoro si sentono uniti dal simbolo, se ne sentono comproprietari. Simbolo come elemento di unione, quindi. Simbolo al potere, il \u00e2\u20ac\u0153potere di riunire\u00e2\u20ac\u009d chi vi si riconosce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Lo stesso vale per un partito politico<\/strong> simboleggiato da una sigla, un\u00e2\u20ac\u2122idea, un modo di raccogliere e fare sintesi delle istanze dei titolari della democrazia: i cittadini, fonte di ogni politica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma \u00e2\u20ac\u00a6 quale \u00c3\u00a8 la \u00e2\u20ac\u0153durata\u00e2\u20ac\u009d, la \u00e2\u20ac\u0153vita\u00e2\u20ac\u009d di ogni simbolo come elemento di unione?<\/strong> Esso pu\u00c3\u00b2 cessare di esistere per morte naturale, ad esempio per sua mancata utilizzazione: gli ex universitari di cui sopra di fatto smettono di incontrarsi, il libro di essere letto. In questo caso possiamo parlare di estinzione naturale. Tuttavia esiste anche <strong>l\u00e2\u20ac\u2122 \u00e2\u20ac\u0153uccisione\u00e2\u20ac\u009d del simbolo<\/strong>, che avviene attraverso la sua <strong>sostanziale trasformazione da elemento di unione in fattore di divisione e di guerra<\/strong>. Ci\u00c3\u00b2 accade quando qualcuno \u00e2\u20ac\u201c fosse anche il suo ideatore e creatore &#8211; vuole impadronirsi in modo esclusivo di un bene \u00e2\u20ac\u201c il simbolo appunto \u00e2\u20ac\u201c che ormai \u00c3\u00a8 comune a molte persone. Ecco, in questo caso, il \u00e2\u20ac\u0153potere sul simbolo\u00e2\u20ac\u009d genera una ribellione da parte di chi si sente ingiustamente derubato di un valore che ormai era anche suo. Ed \u00c3\u00a8 la divisione, la guerra fra i vecchi comproprietari ed il nuovo unico suo &#8220;rapinatore&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/images-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-45377\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/images-1.jpg\" alt=\"images-1\" width=\"188\" height=\"267\" \/><\/a>Vi \u00c3\u00a8 poi la \u00e2\u20ac\u0153variante aziendale del simbolo\u00e2\u20ac\u009d.<\/strong> Prendiamo una SpA. Il capo coinvolge, informa i collaboratori (che non chiama dipendenti), ne cura la formazione professionale e la crescita, attribuisce loro potere e responsabilit\u00c3\u00a0, li rende consapevoli del funzionamento complessivo della societ\u00c3\u00a0. In una parola: li motiva, in quanto <strong>ogni collaboratore sente la societ\u00c3\u00a0 in cui lavora come cosa propria.<\/strong> Ci\u00c3\u00b2 rende pi\u00c3\u00b9 forte la societ\u00c3\u00a0 e ne garantisce la vita anche se e quando quel capo, un vero capo, dovesse venire a mancare. Al contrario un altro \u00e2\u20ac\u0153capo\u00e2\u20ac\u009d azienda <em>(scrivo \u00e2\u20ac\u0153capo\u00e2\u20ac\u009d virgolettato, perch\u00c3\u00a9 vero capo costui non \u00c3\u00a8)<\/em> non motiva i propri \u00e2\u20ac\u0153dipendenti\u00e2\u20ac\u009d (&#8230; v. sopra), non si preoccupa della propria successione: dopo di me il diluvio, mi sono reso indispensabile. I \u00e2\u20ac\u0153dipendenti\u00e2\u20ac\u009d vivono male questa situazione, la societ\u00c3\u00a0 \u00c3\u00a8 a rischio, ricattata da quel \u00e2\u20ac\u0153capo\u00e2\u20ac\u009d che la vuole fare <strong>\u00e2\u20ac\u0153tutta e solo di sua propriet\u00c3\u00a0\u00e2\u20ac\u009d. Ed ecco <span style=\"color: #ff0000;\">la rapina<\/span>, la frattura, la divisione fra quel \u00e2\u20ac\u0153capo\u00e2\u20ac\u009d e tutti gli altri.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>.<a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/download6.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-45376\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/download6.jpg\" alt=\"download\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Variante musicale.<\/strong> Proviamo ad immaginare un Mozart, un Piovani, un Piazzolla, i quali, dopo avere composto le loro meraviglie musicali e dopo che le stesse siano state pi\u00c3\u00b9 volte rappresentate pubblicamente, improvvisamente decidessero che le loro ulteriori esecuzioni avrebbero dovuto essere riservate solo a loro stessi e a pochi intimi. Ne sarebbe derivata la sollevazione di tutti coloro che si sarebbero sentiti privati di un bene che ormai consideravano anche proprio: la loro contrapposizione ai \u00e2\u20ac\u0153rapinatori\u00c2\u00a0del simbolo\u00e2\u20ac\u009d.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Buona Musica a tutte e a tutti! E buoni simboli, s&#8217;intende!<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">P.S. lessico familiare, della famiglia delle mie lettrici e dei miei lettori: bene individuale, quello che appartiene ad una sola persona. Bene collettivo, pubblico, quello che appartiene a molte persone, alla collettivit\u00c3\u00a0. Bene Comune, quello &#8220;costruito&#8221;, &#8220;realizzato&#8221; con il contributo\u00c2\u00a0di tutti. Ecco,<strong> l&#8217;evoluzione della specie dei simboli:\u00c2\u00a0da bene individuale a bene collettivo a Bene Comune. <span style=\"color: #ff0000;\">La loro regressione? Da Bene Comune a propriet\u00c3\u00a0 privata.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: il simbolo, da bene individuale a bene collettivo\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 (post 2511) Il simbolo: un\u00e2\u20ac\u2122idea, una bandiera, un nome di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[5,5230,3],"tags":[7758,7759,7417,7416,7432],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45370"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=45370"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/45370\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=45370"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=45370"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=45370"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}