{"id":46223,"date":"2016-12-07T05:55:48","date_gmt":"2016-12-07T04:55:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=46223"},"modified":"2020-04-20T12:38:18","modified_gmt":"2020-04-20T11:38:18","slug":"incontri-prof-michele-andreaus","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=46223","title":{"rendered":"INCONTRI: PROF. MICHELE ANDREAUS"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/download-3-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-67850\" width=\"92\" height=\"138\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>6 dicembre 2011 &#8211;\u00a08 dicembre 2019, &#8220;Post dell&#8217;ottavo anno&#8221;<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Per l&#8217;occasione, il mio regalo di Natale alle mie lettrici ed ai miei lettori \u00e8 riportare nelle prime posizioni un&#8217;intervista di tre anni fa, quella al <strong>Professor Michele Andreaus.<\/strong> A ci\u00f2 sono stato indotto anche dalla lettura del libro di <strong>Pier Luigi Celli<\/strong>, che recentemente ho pi\u00f9 volte citato nei miei post. Buon Natale a tutte e a tutti!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>&#8220;Post del quinquennio&#8221; della mia attivit\u00e0\u00a0 di blogger\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>6 dicembre 2011 &#8211; 6 dicembre 2016<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Detto altrimenti: il mio regalo di Natale alle lettrici ed ai lettori\u00a0 di queste &#8220;sudate carte elettroniche&#8221;&#8230;<\/strong> (post 2573)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_4239.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-46225\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_4239-300x225.jpg\" alt=\"img_4239\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_4239-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_4239-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Riprendo qui una prassi che avevo trascurato da un po&#8217; di tempo, arricchendo innanzi tutto me stesso e quindi voi, mie lettrici e miei lettori, della esperienza di Persone assai qualificate. Mia &#8220;vittima&#8221; questa volta, \u00e8\u00a0<strong>Michele Andreaus, Professore Universit\u00e0\u00a0 di Trento in Economia Aziendale<\/strong> e attivo in presidenze e consigli di amministrazione di pubblico interesse.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Professore, grazie per avere accettato l&#8217;invito di Trentoblog. Sa, ho tratto lo spunto per l&#8217;intervista da quella Sua lettera a l\u00ec&#8217;Adige del 17 novembre scorso, l\u00e0\u00a0 dove Lei parla del <strong>lavoro di squadra anche in politica:<\/strong> lavoro di squadra, per me che vengo da una vita passata a dirigere SpA, significa tre cose: funzionigramma pi\u00f9 che organigramma; crescita dei colleghi (non li chiamo dipendenti); loro motivazione: uno dei principali fattori della produzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Certamente. In ogni organizzazione chi occupa posizioni di responsabilit\u00e0\u00a0 dovrebbe avere doti di leadership, che devono comprendere la <span style=\"color: #ff0000;\">capacit\u00e0\u00a0 di motivare le persone<\/span>. Vale nelle aziende come nello sport, nel pubblico e nel privato. Motivare vuol dire essere innanzitutto autorevoli, ma senza mettere in difficolt\u00e0\u00a0 l&#8217;interlocutore. A volte si confonde autorevolezza con autorit\u00e0. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; morto il Presidente. Si assume un fattorino,\u00a0 a indicare la progressione interna nella formazione del personale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Si e e no. Oggi meno che in passato. La rivoluzione tecnologica e organizzativa in atto ha accorciato le carriere, spariscono i quadri intermedi e quindi le possibilit\u00e0\u00a0 di carriera. Non si investe nel vivaio, se non nelle multinazionali, e poi si cerca di pescare fuori. Basti vedere che oggi la Federazione della Cooperazione si \u00e8 rivolta ad Egon Zehnder per trovare il nuovo direttore: vuol dire che negli ultimi 15 anni all&#8217;interno del movimento non \u00e8 cresciuto nessuno. <span style=\"color: #ff0000;\">Non \u00e8 di per s\u00e8 un male andare all&#8217;esterno, ma quando ci\u00f2 \u00e8\u00a0 sistematico, rischia di essere patologico.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Programmazione nelle SpA, pluriennale scorrevole. In politica? Al massimo fino alle successive elezioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Certamente. Ormai si tende a governare con il sondaggio della mattina. Politica da un lato priva di visione e prospettiva, dall&#8217;altro l&#8217;esigenza di mantenere un consenso tutti i giorni. Elezioni politiche, regionali, comunali, quasi ogni anno c&#8217;\u00e8 una verifica. Gli elettori stessi puniscono la prospettiva. <span style=\"color: #ff0000;\">Il benessere della Germania di oggi \u00e8 legato alle riforme fatte da Schroeder<\/span> nei primi anni 2000, questo lo riconoscono tutti. Ma <span style=\"color: #ff0000;\">quelle riforme non solo gli sono costate il posto, ma il suo partito, la SPD, ha perso il 15% e non l&#8217;ha pi\u00f9 riconquistato.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si dice che in Italia non si progetta bene perch\u00e8 non si \u00e8 sicuri del finanziamento e non si finanzia perch\u00e8 non si \u00e8 sicuri di una buona progettazione &#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Secondo me un buon progetto trova i finanziamenti. Semmai vedo un problema di cultura del finanziamento. Si tende spesso a considerare il finanziatore non come un partner con il quale fare un percorso, ma come un partner occasionale, con una certa superficialit\u00e0\u00a0 nel rapporto. Inoltre si lavora sempre poco sui mezzi propri e ci si indispettisce se il finanziatore esterno non copre il 100% del fabbisogno. Tendenzialmente le banche hanno sbagliato prima a farlo, non oggi a pretendere un po&#8217; di condivisione del rischio.<\/strong><\/p>\n<p>Potere e responsabilit\u00e0 , caratteristiche sempre unite o anche divise?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il potere dovrebbe essere innanzitutto responsabilit\u00e0\u00a0 di usare questo potere per realizzare un progetto. Invece spesso il progetto manca e rimane il potere fine a se stesso, molto pi\u00f9 facile da gestire e forse anche gratificante quando manca appunto il progetto. Il potere \u00e8 troppo spesso visto come punto di arrivo e non come punto di partenza per fare.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Taluno dice che le fasi della programmazione sono entusiasmo, perplessit\u00e0, ritorno alla realt\u00e0, ricerca del colpevole, punizione dell&#8217;innocente, lode ad estranei &#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Non generalizzerei. Semmai il problema \u00e8 che spesso si pianifica male. Il business plan non \u00e8 un passaggio per stressare il progetto e verificarne la solidit\u00e0, ma per trasformare in numeri il sogno. Poi c&#8217;\u00e8 il risveglio.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Economia e Politica: Se \u00e8 vero che il primo obiettivo di una SpA non \u00e8 pi\u00f9 solo e\/o principalmente l&#8217;utile economico, perch\u00e8 si dice che la politica \u00e8 un&#8217;altra cosa&#8230; che mica le si possono applicare i criteri dell&#8217;economia delle SpA?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/ciampi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-46230\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/ciampi-133x150.jpg\" alt=\"ciampi\" width=\"133\" height=\"150\" \/><\/a>Perch\u00e8 ormai la politica \u00e8sempre pi\u00f9 lontana dalla razionalit\u00e0\u00a0 e il compromesso ha prevalso. Ma questo si lega alla gestione del potere: non \u00e8 importante fare, ma avere il potere e quindi su questo altare si generano compromessi sempre pi\u00f9 lontani dalla via pi\u00f9 breve. E il compromesso quasi mai \u00e8 al rialzo ma sempre al ribasso. Forse <span style=\"color: #ff0000;\">l&#8217;unico compromesso al rialzo che io ricordi \u00e8 stata l&#8217;elezione di Ciampi a Presidente della Repubblica.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(Paolo Mieli, nel suo libro &#8220;I conti con la Storia&#8221;, divide i compromessi in utili, necessari, positivi da un lato e sordidi\u00a0dall&#8217;altro, n.d.r. 8.12.19)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Governare solo con i fondi non impegnati ovvero con pochi fondi. Ma non \u00e8 possibile per legge sbloccare ci\u00f2 che \u00e8 stato bloccato per legge e rivedere l&#8217;ordine delle priorit\u00e0 ?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma questo vorrebbe dire fare delle scelte, ma per farlo bisogna avere un progetto che va al di l\u00e0 come detto, della mera gestione del potere. Nel momento in cui faccio una scelta, anche piccola, scontento qualcuno. Quindi o si sta fermi, o si procede con <span style=\"color: #ff0000;\">tagli lineari, che sono la negazione della Politica:<\/span>\u00a0il non volere o potere decidere.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vasi non comunicanti, gestioni separate, privilegi consolidati, leggi eccezione: tutto ci\u00f2 \u00e8 non-democrazia finanziaria ed economica<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Non direi, o non necessariamente. Tutte le leggi devono rispettare la Costituzione, poi ci sono dei passaggi che richiedono tempi e contesti pi\u00f9 certi. Semmai la gestione della Costituzione ha visto negli ultimi anni una prevalenza dell&#8217;iniziativa nel Governo, che ha, di fatto, esautorato il Parlamento. Ma lo stesso vale per <span style=\"color: #ff0000;\">il nostro Consiglio Provinciale, che non legifera di fatto pi\u00f9.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>La democrazia economica esiste? Se ne pu\u00f2 parlare in questi termini?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dovrebbe esistere, ma con le regole particolari dell&#8217;economia, che richiedono certezze e razionalit\u00e0. La democrazia in economia secondo me dovrebbe partire innanzitutto dalla trasparenza e dal rispetto degli stakeholder, a sua volta basato sul rispetto dei valori dichiarati, che devono creare un&#8217;aspettativa di comportamento. A monte bisogna confrontarsi sul <span style=\"color: #ff0000;\">ruolo dell&#8217;economia, che non \u00e8 fine a se stessa, ma strumento per il benessere dell&#8217;uomo.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi \u00e8 il padrone dell&#8217;Italia, l&#8217;UE come grida ai quattro venti taluno o le istituzioni internazionali che ci vogliono in forma cos\u00ec possiamo continuare a pagare loro gli interessi sul debito pubblico?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il padrone dell&#8217;Italia siamo noi stessi, ma abbiamo delegato questo ruolo a una classe politica complessivamente debole. Le regole europee le facciamo noi, se poi mandiamo le Zanicchi di turno a rappresentarci, non \u00e8 colpa della UE, ma nostra. Poi <span style=\"color: #ff0000;\">gli stati membri, tutti, si guardano bene dal delegare decisioni e ruolo a Bruxelles, salvo poi criticare l&#8217;Europa che non fa.<\/span> Da ultimo, tutti i politici danno la colpa a Bruxelles di tutto quello che non va e si intestano il merito di quello che va. Alla lunga la percezione dell&#8217;Europa ne risente e nasce l&#8217;antieuropeismo.<\/strong><\/p>\n<p>Governo tecnico, per me non \u00e8 quello non eletto\u00a0 ma quello &#8220;eletto o meno&#8221; che, stretto dai vincoli finanziari, non pu\u00f2 fare una politica degna di questo nome.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma <span style=\"color: #ff0000;\">noi abbiamo deciso di non toccare nulla, non fare riforme,<\/span> non investire, lasciarci trasportare dalla corrente, ma ora siamo nella palude. E nel tempo abbiamo sopperito alla mancanza di produttivit\u00e0\u00a0 con l&#8217;incremento del debito pubblico. E&#8217; chiaro che un contesto debole, un debito che cresce crea le condizioni per un intervento sempre pi\u00f9 incisivo del finanziatore, \u00e8 nell&#8217;ordine naturale delle cose. Possiamo farne a meno? Del finanziatore no, del suo commissariamento si, a condizione di apparire e di essere un paese serio, che si d\u00e0\u00a0 da fare per restare al passo. La narrazione va bene per motivare, ma poi non basta.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una domanda un poco pi\u00f9 politica: la democrazia \u00e8 da sempre un sistema imperfetto e comunque il migliore fra tutti i sistemi. La semplificazione \u00e8 a mio avviso un tentativo di migliorarla. La complicazione, le eccezioni, tutti i &#8220;tranne che&#8221; sono non-democrazia: dimmi se semplifichi o complichi e ti dir\u00f2 chi sei<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/trump.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-46232\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/trump-150x150.jpg\" alt=\"trump\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><span style=\"color: #ff0000;\">Non ci sono alternative alla democrazia<\/span>. Ormai per\u00f2 si tende a parlare alla pancia ed \u00e8 passato il messaggio che un conto \u00e8 quello che si dice prima delle elezioni, dove vince quello che la spara pi\u00f9 grossa e l&#8217;importante \u00e8 agire sulla pancia, poi si vede. A volte l&#8217;esito \u00e8 devastante. Basti vedere con la Brexit: chi ha perso non aveva il piano B, chi ha vinto sperava di non vincere e ora non sanno che fare. <span style=\"color: #ff0000;\">Trump \u00e8 stato eletto da coloro che saranno i primi a pagarne il conto.<\/span> Questo \u00e8 il vero male della democrazia: non si vende un progetto, ma le tecniche del voto sono molto simili a quelle del venditore di utensili di cucina alla fiera di S. Lucia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vincolo di mandato, assente in parlamento. Necessario o meno che fosse, non si potrebbe iniziare anche solo abolendo il voto segreto?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sulla carta il vincolo di mandato potrebbe essere una camicia di forza. Perch\u00e8 dovremmo avere un esercito di parlamentari che devono solo ubbidire? Poi l&#8217;assenza del vincolo di mandato ha creato comportamenti a dir poco opportunistici. Semmai \u00e8<span style=\"color: #ff0000;\">\u00a0venuto meno completamente il ruolo dei partiti<\/span> e il vedere i partiti come luogo di decantazione e condivisione delle decisioni da prendere (e da non prendere).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si dice: elezione diretta dei cittadini: ma la nostra Costituzione prevede la funzione dei partiti politici per fare sintesi dei tot capita tot sententiae.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/gaber.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-46233\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/gaber.jpg\" alt=\"gaber\" width=\"194\" height=\"256\" \/><\/a>Appunto, ma ora <span style=\"color: #ff0000;\">i partiti sono tutti pi\u00f9 o meno liste elettorali dei singoli.<\/span> <span style=\"color: #ff0000;\">Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 una democrazia partecipata, ma c&#8217;\u00e8 il leaderismo<\/span>. Siamo partiti noi con Berlusconi, ora mi pare lo stiano ahim\u00e8 seguendo in molti. Rimane la Germania, dove la CDU-CSU, SPDE sono partiti veri, che discutono, anche con il primo ministro e rappresentano gli iscritti e i simpatizzanti, che vi partecipano. La democrazia diretta dovrebbe partire dalla partecipazione, con un pensiero all&#8217;indimenticato <span style=\"color: #ff0000;\">Gaber: la libert\u00e0 \u00e8 partecipazione<\/span>. Oggi chi cerca di dare il suo contributo \u00e8 spesso visto con disturbo, quindi direi che c&#8217;\u00e8 meno libert\u00e0 , almeno in questo senso.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/kessler.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-46231\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/kessler.jpg\" alt=\"kessler\" width=\"219\" height=\"231\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Kessler: io ho fatto il suo Direttore in ISA per tre anni. Vabb\u00e8 che aveva alle spalle un partito forte, ma l&#8217;uomo aveva idee, le sapeva portare avanti: oggi mi pare che gli sforzi siano di galleggiare nonostante la frammentazione dei partiti il che non lascia spazio a pensieri seri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quello che dicevo prima: potere fine a se stesso e punto di arrivo e non punto di partenza. Oggi Kessler non potrebbe fare quello che ha fatto, ma <span style=\"color: #ff0000;\">il confronto con chi lo cita, spesso a sproposito, \u00e8 spesso imbarazzante.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Don Guetti aveva individuato il concetto di Bene Comune: quello alla cui realizzazione contribuiscono tutti sin dall&#8217;inizio, non il bene goduto dalla collettivit\u00e0\u00a0 che \u00e8 un bene pubblico o collettivo. Ecco, in questo senso la Politica dovrebbe essere un Bene Comune, e non dei soliti noti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Certamente. Non abbiamo stimoli a partecipare, ci limitiamo ad un post su Facebook, ma poi deleghiamo completamente quello che ci dovrebbe spettare.<\/strong><\/p>\n<p>Ultima domanda: largo ai giovani o &#8220;larghi&#8221; ai giovani?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Domanda complessa. Non deve esserci il luogo comune che il giovane \u00e8 sempre meglio del vecchio. Troppo spesso <span style=\"color: #ff0000;\">il giovane viene fatto crescere non per merito, ma per fedelt\u00e0.<\/span> E&#8217; un po&#8217; come se il vecchio leone scegliesse lui il giovane cui affidare il branco, in cambio di qualche cosa. Invece il giovane deve crescere per merito ed essere messo in condizione di osare, anche sfidando il vecchio leone per prenderne il posto. I congressi di partito fino agli anni &#8217;70 erano spesso cruenti, talvolta i vecchi leader finivano nella polvere e ne nascevano di nuovi. I leader politici di oggi sono quasi tutti nati in quegli anni. In azienda il discorso \u00e8 simile. Investire sui giovani vuol anche dire metterli in condizione di poter sbagliare e di imparare dagli errori.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, Professore, credo di avere approfittato anche troppo della Sua disponibilit\u00e0 . Ho classificato questa intervista in quattro distinte &#8220;categorie blog&#8221;: cultura, economia, democrazia, politica.\u00a0 La ringrazio anche da parte del mio pubblico di lettrici e lettori e da parte loro, di tutta la redazione di Trentoblog e mia Le auguro Buon Natale!<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">THE END<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>6 dicembre 2011 &#8211;\u00a08 dicembre 2019, &#8220;Post dell&#8217;ottavo anno&#8221; Per l&#8217;occasione, il mio regalo di Natale alle mie lettrici ed [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[225,746,7,3],"tags":[7827],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46223"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=46223"}],"version-history":[{"count":24,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46223\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":74082,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46223\/revisions\/74082"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=46223"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=46223"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=46223"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}