{"id":4801,"date":"2012-05-18T15:57:21","date_gmt":"2012-05-18T14:57:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=4801"},"modified":"2022-12-08T21:40:16","modified_gmt":"2022-12-08T20:40:16","slug":"incontri-17-gianfranco-peterlini-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=4801","title":{"rendered":"INCONTRI GIANFRANCO PETERLINI, personaggio trentino"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n<p><strong>Detto altrimenti: Faber est suae unisquisqe fortunae, ciascuno \u00e8\u00a8 artefice della propria sorte, e tu, Gianfranco, puoi ben dirlo per come hai ottimamente costruito\u00a0 la tua vita!<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_4889\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/thumbnailCA3T44AB.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4889\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-4889\" title=\"thumbnailCA3T44AB\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/thumbnailCA3T44AB.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4889\" class=\"wp-caption-text\">Ala di Stura (To), paese piemontese-franco-provenzale<\/p><\/div>\n<p><strong>Gianfranco, quando e dove sei nato?<\/strong><br \/>Sono nato ad <strong>Ala di Stura (To)<\/strong> nel 1943 da genitori Trentini. Alla fine della guerra mio padre, di professione forestale, fu trasferito ad <strong>Egna (Neumarkt) in provincia di Bolzano.<\/strong> Abitavamo nel quartiere tedesco ed io mi integrai subito tanto che imparai rapidamente il loro dialetto.<\/p>\n<p><strong>La tua prima infanzia?<\/strong><br \/>Con i miei compagni di lingua tedesca, al contrario di quanto potrebbe sembrare, ebbi sempre un rapporto amichevole e mai, che io ricordi, fra noi vi furono screzi. Oltre al dialetto tedesco imparai ad amare la natura e, con loro, figli di contadini, la bellezza di una vita nella natura. Da mio padre poi imparai i nomi delle piante, la conoscenza dei funghi e la commestibilit\u00c3\u00a0 di alcune erbe e tante, tante altre cose. A scuola perfezionai la lingua tedesca. Mia madre mi insegn\u00f2 a cucinare, passione che mi \u00e8 rimasta tutt&#8217;oggi. Posso ben affermare che la mia infanzia fu molto proficua rispetto al quello che poi sarebbe stato il prosieguo della mia vita.<\/p>\n<div id=\"attachment_4891\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?attachment_id=4891\" rel=\"attachment wp-att-4891\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4891\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-4891\" title=\"thumbnailCAQ333E0\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/thumbnailCAQ333E01.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4891\" class=\"wp-caption-text\">Egna<\/p><\/div>\n<p><strong>Giovinezza, giovinezza<\/strong><br \/>Nel 1955 ci trasferimmo a <strong>Pergine Valsugana<\/strong> (Tn) fino al 1963 anno in cui, stante una certa insofferenza verso gli studi dentro casa e dentro scuola, mi condusse ad arruolarmi nel corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza. Tale decisione venne dettata anche dalla volont\u00e0\u00a0 di crescere autonomamente e di scoprire ed interpretare da solo un altro modo di vivere, diverso da quello familiare, che pure tanto mi aveva dato.<br \/>Arruolatomi, venni inviato a <strong>Trieste<\/strong> per un corso di istruzione durato un anno. Alla fine del corso mi destinarono a<strong> Napoli<\/strong> . Non me l&#8217;aspettavo. All&#8217;inizio ci rimasi male ma poi la bella citt\u00e0\u00a0 si fece amare, molto presto direi: anche perch\u00e8 ebbi subito sentore del calore della gente e del rispetto verso la divisa che indossavo.<br \/>Nel frattempo nel contesto dei momenti difficili e della necessit\u00e0\u00a0 di combattere il terrorismo altoatesino con personale scelto (conoscevo il tedesco), dal Ministero dell&#8217;Interno mi fu proposto di partecipare ad un corso di addestramento antiterrorismo a <strong>Padova.<\/strong> Correva l&#8217;anno 1965. La mia vita ebbe una svolta, ma non per il corso di addestramento.<\/p>\n<p><strong>Gianfranco, insomma, cosa successe di cos\u00ec importante?<\/strong><br \/>Eccomi! Nei pochi mesi di permanenza a Napoli, in un&#8217;occasione troppo lunga da raccontare ma quasi romanzesca, conobbi la mia attuale moglie, una giovane e bella ragazza di soli 18 anni <strong>Maria Rosa (Rosetta).<\/strong> La bellezza, la grazia, la timidezza, la simpatia che ispirava ed il suo viso radioso mi colpirono immediatamente . Il mio amore per lei era ed \u00e8 cos\u00ec grande che maledissi il giorno in cui il Ministero mi comunic\u00f2 l&#8217;atteso trasferimento. Mi ripromisi di rivederla presto e cos\u00ec fu. Partii per Padova con la promessa che ci saremmo rivisti presto. Feci la spola Padova &#8211; Napoli diverse volte, puoi ben capire!<\/p>\n<div id=\"attachment_4897\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?attachment_id=4897\" rel=\"attachment wp-att-4897\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4897\" loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-4897\" title=\"thumbnailCAJME81X\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/thumbnailCAJME81X1-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4897\" class=\"wp-caption-text\">Andreas Hofer di S. Leonardo V.P., eroe locale della resistenza contro Napoleone<\/p><\/div>\n<p><strong>E dopo il corso, dove ti mandarono?<\/strong><br \/>Fui destinato a <strong>S. Leonardo in Val Passiria<\/strong> con il compito di interprete nei servizi di squadriglia. Il nostro compito era ricercare e catturare i terroristi che operavano nelle montagne e vallate. In particolare <strong>Georg Klotz<\/strong> che ufficialmente risiedeva nel vicino paese di Valtina. Tuttavia il mio pensiero era sempre per la mia Rosetta, tal che lo stesso anno su mia espressa richiesta ritornai a Napoli. L&#8217;8 gennaio 1966 ci sposammo. Tuttavia il Ministero degli Interni non si scord\u00f2\u00a0 di me ed alcuni mesi dopo mi invi\u00f2 nuovamente a <strong>Bolzano<\/strong> presso la Compagnia Alpina Antiterrorismo, con gli stessi compiti della volta precedente. Rosetta venne con me e con me vag\u00f2 per l&#8221;Alto Adige da Bolzano a <strong>S.Candido e a Campo Tures in Val Aurina.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Bei posti, non c&#8217;\u00e8 dire! Ma ti pagavano anche il bel soggiorno?<\/strong><br \/>Dai, che il lavoro era duro! Il 20 febbraio 1967 <strong>nacque a Rovereto mio figlio Candido<\/strong> e pure lui condivise il peregrinare dei genotori. La gioia di essere divenuto padre era immensa e compensava la vita dura alla quale il servizio mi chiamava, insieme ai miei colleghi.<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/thumbnailCASIY0FN.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-4900\" title=\"thumbnailCASIY0FN\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/thumbnailCASIY0FN-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/thumbnailCASIY0FN-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/thumbnailCASIY0FN.jpg 199w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>Dunque tuo figlio Candido \u00e8\u00a0 un acquario, come me. Ma parlaci un po&#8217; della vostra vita dura.<\/strong><br \/>La vita dura dei distaccamenti, il continuo pericolo di agguati, le morti di giovani carabinieri, finanzieri e militari dell&#8217;esercito sconvolsero la nostra vita e fecero indurire il nostro cuore. Imparai a non avere paura. Una vita cos\u00ec reclusa dalle regole del servizio tuttavia non ci imped\u00ec di avere anche relazioni amichevoli con i contadini dei masi situati nei pressi del confine austriaco. Venimmo solitamente accettati con piacere. Non ci comportammo mai con arroganza. Ricordo, in particolare, un amichevole rapporto con <strong>Albert, un ristoratore di Prato alla Drava. Anche la proprietaria dell&#8217;albergo Bolognese di S. Candido<\/strong> si prodig\u00f2 ad aiutarci: dopo aver ospitato Rosetta nel suo albergo ci affitt\u00f2 la mansarda nel centro del paese.<\/p>\n<p><strong>Ma nel frattempo, la politica si era mossa, o ricordo male?<\/strong><br \/>Si, era il 1969, ed M.&amp; M., <strong>Magnago e Moro<\/strong> si incontrarono e gli agguati terroristici diminuirono. Colsi l&#8217;occasione per chiedere il trasferimento a <strong>Napoli.<\/strong> Negli anni passati fra Napoli, Padova e Alto Adige capii che dovevo darmi da fare per la mia carriera e quindi dedicai il mio tempo libero allo studio. Partecipai al concorso interno per sottufficiali e lo vinsi.<\/p>\n<p><strong>E dopo gli anni del terrorismo altoatesino, vivesti altre situazioni pericolose?<\/strong><br \/>Durante il corso di cui ti dicevo, durato un anno, l&#8217;Italia fu percorsa dai vari moti insurrezionali: cito quelli di <strong>Reggio Calabria e dell&#8217;Aquila<\/strong>. Noi giovani sottufficiali fummo inviati sul campo al comando di ancor pi\u00f9 giovani agenti dei reparti di Roma, Vibo Valentia, Padova, Bari e Napoli. Non ho parole per descrivere la brutalit\u00e0 di quelle situazioni. Tuttavia la vita ci riservava anche momenti di allegria allietata da cene fra colleghi e amici. Nel 1971 fui trasferito alla scuola allievi di <strong>Peschiera del Garda<\/strong>, dove diressi la sezione parco veicoli. Fummo coinvolti con gli allievi di polizia nella vigilanza a Milano e Brescia delle sedi strategiche a seguito delle note stragi. Nell&#8217;attentato alla questura di <strong>Milano<\/strong> nel 1973 persi un amico e collega <strong>Federico Masarin<\/strong>. <strong>Il 30 maggio 1972 nacque mia figlia Antonella e fu felicit\u00e0\u00a0 immensa.<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_4885\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4885\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4885\" title=\"P0003399\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/P00033996-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/P00033996-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/P00033996-1024x685.jpg 1024w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/P00033996.jpg 1792w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-4885\" class=\"wp-caption-text\">Maria Rosa e Gianfranco, oggi<\/p><\/div>\n<p><strong>Ma in Trentino, quando ci sei tornato<\/strong>?<br \/>Nel 1974 ottenni il trasferimento a Rovereto, dove diressi la sezione di Polizia Giudiziaria del Commissariato fino al 1982 quando, con il grado di Ispettore Capo, diressi la sezione di Polizia Giudiziaria del Tribunale di Rovereto. Nel corso di questi anni mi dedicai, assieme ai miei collaboratori, alla prevenzione dei reati e in particolare allo spaccio degli stupefacenti. Mi dedicai anche al recupero di tossicodipendenti e con orgoglio posso ora dire che alcuni di loro, quasi irriducibili, furono invece recuperati a vita normale. Ancora adesso quando incontro alcuni di loro mi fermano e mi ringraziano. Sono adulti ed hanno figli. Purtroppo non tutti sono usciti dal tunnel e altri hanno trovato la morte per overdose o AIDS. La mia collaborazione con i magistrati del Tribunale, della Procura della Repubblica di Rovereto e della Pretura di Riva del Garda era gradita tanto che ora posso considerarmi amico del <strong>Presidente Emerito del Tribunale dott. comm.Ruggero Polito e del giudice dott. Pietro Chiaro<\/strong>. Ricordo con dolore la morte del <strong>Procuratore della Repubblica dott. Paolo\u00a0 Castellano. Anche l&#8217;allora Giudice Istruttore dott. Giuseppe Maria Fontana<\/strong>, ora sostituto Procuratore Generale presso il tribunale di Trento, ebbe per me una particolare affezione e lo ricordo con vero piacere. Un particolare indimenticabile mi sovviene spesso allorquando il dott. Castellano mi chiese\u00a0 perch\u00e8 la legge si chiama legge. Al mio silenzio disse pperch\u00e8 \u00e8 stata\u00a0 fatta per essere letta. Divenne la lezione pi\u00f9 importante.<br \/>Oltre alla famiglia e al lavoro dedicai il tempo allo studio che mi permise di superare l&#8217;esame parauniversitario per ispettore, basato sul diritto civile, penale, processuale penale, amministrativo, pubblico e privato, nonch\u00e8 su elementi di medicina legale. Devo il mio successo anche a due insigni docenti, i magistrati, Dott. Chiaro\u00a0 e dott. Fontana. Nel 1991 la mia carriera in polizia si poteva dire esaurita, nel senso che stante l&#8217;et\u00e0\u00a0 e la carriera gi\u00e0\u00a0 fatta, difficilmente avrei potuto progredire ulteriormente. Quindi decisi di cambiare mestiere.<\/p>\n<p><strong>E cosa ti sei inventato?<\/strong><br \/>Ebbi l&#8217;occasione di conoscere un agente di assicurazioni che mi propose una collaborazione. Mi dimisi dalla Polizia di Stato e iniziai una nuova professione. Nel 1992 decisi di aprire una mia agenzia assicurativa con l&#8217;aiuto insostituibile di Rosetta. Lavorammo alacremente e con soddisfazione ottenemmo ottimi risultati anche con la collaborazione della nostra impiegata e amica <strong>Luciana.<\/strong> Nel 2004, finita anche questa esperienza agenziale, volli mantenere l&#8217;iscrizione all&#8217;albo per poter dare il mio contributo di esperienza con consulenze mirate. La mia professione continua come nonno di ben cinque meravigliosi bambini nati fra il 2005 e il 2008: Silvia <strong>e Federico figli di Antonella. Beatrice, Matilde e Riccardo figli di Candido<\/strong>. La felicit\u00e0 che ci donano \u00e8 indescrivibile e la loro presenza allontana da me qualsiasi dolore.<\/p>\n<div id=\"attachment_4887\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4887\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4887\" title=\"IMG_3980\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/IMG_39804-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/IMG_39804-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/IMG_39804.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-4887\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;allegra Brigata<\/p><\/div>\n<p><strong>Nipotini va bene, ma dei tuoi figli Antonella e Candido, cosa mi dici?<\/strong><br \/>Come si dice, i miei gioielli! <strong>Candido,<\/strong> laureato in economia e commercio alla Cattolica di Milano, dopo esperienze all&#8217;estero lavora al Gruppo Fiat di Torino in qualit\u00e0\u00a0 di direttore del settore innovazione e sviluppo. Da <strong>Caterina<\/strong>, sua moglie, laureata a Trento in lingue, ha avuto Beatrice (sette anni), i gemelli Riccardo e Matilde (quattro anni). Per accudire ai tre figli ha lasciato il lavoro come dirigente presso il gruppo Toyota di Bruxelles. <strong>Antonella<\/strong> laureata a Trento in giurisprudenza ha un suo studio di consulenza del lavoro ben avviato. E&#8217; sposata con <strong>Marco<\/strong>, laureato in biologia a Padova, il quale \u00e8 informatore scientifico Ospedaliero responsabile territoriale del Trentino A.A. per conto del gruppo farmaceutico Pfizer. Hanno due figli Silvia (sette anni) e Federico (cinque anni).<\/p>\n<p><strong>Puoi ben esserne orgoglioso! Ed ora una conclusione per \u00e2\u20ac\u00a6 concludere<\/strong><br \/>Una sola? No, due! La prima: la vita serba sempre delle sorprese belle e brutte. Bisogna essere in grado di viverle e superarle tutte. La seconda: sono nato in Piemonte ma non capisco un&#8217;acca di piemontese.<\/p>\n<p><strong>Ma va che parluma piemuntes ,\u00a0 fa i stess, va bin parei, mons\u00f9 (prima lezione di dialetto piemontese). Grazie Gianfranco, costruttore di molte vite: la tua, quella di tua moglie, dei tuoi figli ed ora co- costruttore di quella dei tuoi nipotini!<\/strong><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: Faber est suae unisquisqe fortunae, ciascuno \u00e8\u00a8 artefice della propria sorte, e tu, Gianfranco, puoi ben dirlo per [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4801"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4801"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4801\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":82777,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4801\/revisions\/82777"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4801"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4801"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4801"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}