{"id":5159,"date":"2012-05-26T18:52:08","date_gmt":"2012-05-26T17:52:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=5159"},"modified":"2013-10-20T06:46:22","modified_gmt":"2013-10-20T05:46:22","slug":"borghesia-e-ceto-medio","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=5159","title":{"rendered":"BORGHESIA E CETO MEDIO"},"content":{"rendered":"<p><strong>Detto altrimenti: la scomparsa di due pilastri sociali<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_5249\" style=\"width: 170px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/thumbnailCAMA1Q8H1.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-5249\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-5249\" title=\"thumbnailCAMA1Q8H\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/thumbnailCAMA1Q8H1.jpg\" alt=\"\" width=\"160\" height=\"156\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-5249\" class=\"wp-caption-text\">Giuseppe De Rita<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Professor Giuseppe De Rita (Censis)<\/strong> individua buona parte delle cause della nostra attuale crisi socio-politica-economica nella <strong>scomparsa della borghesia<\/strong>, ove con questo termine individua una classe di persone colte, cresciute ed educate alla missione del Servizio alla collettivit\u00c3\u00a0 e ad esso dedicatesi non per motivazioni economiche bens\u00c3\u00ac per puro spirito di servizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si \u00c3\u00a8 arrivati a ci\u00c3\u00b2? Non voglio ragionare sul processo che ci ha condotti a questa situazione, bens\u00c3\u00ac mi soffermer\u00c3\u00b2 sulla situazione attuale, sul dato istantaneo quindi, non \u00e2\u20ac\u0153di periodo\u00e2\u20ac\u009d. Oggi ad avviso di molti di noi, il numero dei parlamentari \u00c3\u00a8 troppo elevato. Essi poi sono troppo pagati. Ci\u00c3\u00b2 genera una enorme massa di candidati \u00e2\u20ac\u0153aspiranti, prima, e di parlamentari \u00e2\u20ac\u0153disponibili\u00e2\u20ac\u009d, poi, spinti soprattutto dal richiamo dello stipendio e della pensione facile, preoccupati soprattutto del raggiungimento di questi traguardi (che si ottengono con 35 mesi \u00e2\u20ac\u201c mesi &#8211; di &#8230; onorato servizio) , costi quel che costi, anche se si tratta di votare a favore o contro un provvedimento che non si \u00c3\u00a8 nemmeno letto, anche se si confonde il deficit di bilancio con l\u00e2\u20ac\u2122indebitamento, anche se non si conosce il livello dell\u00e2\u20ac\u2122indebitamento pubblico o il significato del termine \u00e2\u20ac\u0153esodato\u00e2\u20ac\u009d.<\/p>\n<p><strong>Ed allora, cosa fare? Proviamo a ipotizzare alcuni possibili interventi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1. Investire molto di pi\u00c3\u00b9 sulla scuola, sulla cultura, sulla formazione civile e sociale dei cittadini;<br \/>\n2. ridurre di molto il numero dei parlamentari (si consideri che in Italia siamo 60 milioni di abitanti ed abbiamo 315 senatori e 630 deputati. In USA sono in 300 milioni ed hanno 100 senatorie 435 deputati!);<br \/>\n3. fare in modo che gli emolumenti di chi governa e delle assemblee legislative non siano decisi dagli stessi interessati;<br \/>\n4. ridurre comunque i loro emolumenti, ma non tanto da non consentire anche a chi ricco non \u00c3\u00a8 di partecipare attivamente alla Politica;<br \/>\n5. rivedere i regolamenti parlamentari, al fine di verificare la effettiva partecipazione attiva di ogni parlamentare alla vita pubblica alla quale lui stesso, volontariamente, si \u00c3\u00a8 dedicato, mettendo in relazione presenze, attivit\u00c3\u00a0 e remunerazione;<br \/>\n6. in applicazione del principio della separazione dei poteri, se un parlamentare \u00c3\u00a8 chiamato al governo, si dimetta dal ruolo di parlamentare;<br \/>\n7. limitare fortemente l\u00e2\u20ac\u2122attivit\u00c3\u00a0 legislativa del Governo affinch\u00c3\u00a8 il Parlamento si riappropri della sua funzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ceto Medio,<\/strong> chi era costui, scriverebbe oggi <strong>Alessandro Manzoni<\/strong>? <strong>Uno, nessuno, centomila<\/strong>, per dirla con <strong>Luigi Pirandello<\/strong>? Il Ceto Medio (d\u00e2\u20ac\u2122ora innanzi per brevit\u00c3\u00a0 chiamato anche CM), \u00c3\u00a8 stato la meta, l\u00e2\u20ac\u2122obiettivo della maggior parte degli Italiani. All\u00e2\u20ac\u2122inizio del secolo scorso non si aveva nulla e si aspirava ai \u00e2\u20ac\u0153beni del CM\u00e2\u20ac\u009d: uno stipendio fisso (le famose mille lire al mese), una casetta, il frigorifero, la TV, la Seicento, le vacanze al mare, etc. e poi via via, sempre pi\u00c3\u00b9 in su, senza sconfinare nell\u00e2\u20ac\u2122area dei capitalisti. Un male? No di certo, <strong>il CM consumava e risparmiava e l\u00e2\u20ac\u2122industria produceva<\/strong>. Ma nel frattempo il giocattolo si \u00c3\u00a8 rotto. Taluno dice: perch\u00c3\u00a9 vivevamo al di sopra delle nostre possibilit\u00c3\u00a0. Ma chi viveva in tal modo? A nessun operaio \u00c3\u00a8 stata regalato il televisore, la Seicento, la casa, etc.. mentre a un certo numero di persone sono stati riservati volumi di beni e di denaro ben superiori a quanto ciascuno di questi privilegiati potesse mai consumare, stimolando quindi la produzione, etc.. Sta di fatto che <strong>il seguente mix:<\/strong> globalizzazione (il computer sul quale sto scrivendo \u00c3\u00a8 un ex IBM stato fabbricato in Cina!); concentrazione della ricchezza su poche persone, a livelli centro americani; livello insopportabile del debito pubblico; sperpero del denaro pubblico; evasione ed elusione fiscale etc., <strong>ha generato<\/strong> minore lavoro, maggiori tasse, minori consumi, minore produzione e cos\u00c3\u00ac via. Da qui, la tendenziale scomparsa del CM, quindi dei consumi, quindi della produzione quindi dell\u00e2\u20ac\u2122occupazione, quindi delle entrate fiscali, quindi l\u00e2\u20ac\u2122impossibilit\u00c3\u00a0 di abbattere il debito pubblico etc..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Che fare? Io mi permetto di suggerire<\/strong>: siamo tutti pi\u00c3\u00b9 curiosi, pi\u00c3\u00b9 analitici, pi\u00c3\u00b9 critici, pi\u00c3\u00b9 esigenti e rigorosi verso noi stessi e verso gli altri, pi\u00c3\u00b9 attenti alla relazione fra causa ed effetto e leggiamoci un libro: \u00e2\u20ac\u0153Meno e meglio. Decrescere per progredire\u00e2\u20ac\u009d di Maurizio Pallante, Bruno Mondadori Editore. Dopo che l\u00e2\u20ac\u2122avremo letto, ne potremo discutere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Altri, nel breve termine, pi\u00c3\u00b9 concretamente di me, propongono<\/strong> <strong>l\u00e2\u20ac\u2122emissione da parte dello Stato di un prestito irredimibile con un rendimento del 5%<\/strong>. Cio\u00c3\u00a8, chi ha un capitale invbestito in titoli di stato, lo trasforma in una rendita interessante, e quando rivuole il suo capitale, va a vendere i suoi nuovi irredimibili titoli in borsa. Lo Stato sarebbe esonerato dall\u00e2\u20ac\u2122obbligo della restituzione del capitale. <strong>Di questo abbiamo gi\u00c3\u00a0 parlato in un post precedente pubblicato il 30 aprile 2102.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: la scomparsa di due pilastri sociali Il Professor Giuseppe De Rita (Censis) individua buona parte delle cause della [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[231,3,1],"tags":[851,855,187,854,853,852],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5159"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5159"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5159\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5159"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5159"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5159"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}