{"id":53273,"date":"2017-11-17T08:28:40","date_gmt":"2017-11-17T07:28:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=53273"},"modified":"2017-11-21T09:49:26","modified_gmt":"2017-11-21T08:49:26","slug":"lavoro","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=53273","title":{"rendered":"LAVORO 1"},"content":{"rendered":"<p><strong>Detto altrimenti: il lavoro, un problema bifronte<\/strong>\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 (post 2925)<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\">La mancanza di lavoro. Primo problema. Ma oggi voglio cercare di ragionare sul secondo problema, quello del \u00e2\u20ac\u00a6<\/li>\n<li>\u00e2\u20ac\u00a6 senso del lavoro.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Il lavoro ha un doppio senso: il senso trascendente e il senso immanente<\/span>. <\/strong>\u00c2\u00a0Mi spiego. Spesso di un\u00e2\u20ac\u2122azione ci chiediamo \u00e2\u20ac\u0153Che senso ha fare \u00e2\u20ac\u00a6?\u00e2\u20ac\u009d. Ecco, che senso ha fare quel tale lavoro? Innanzi tutto ha un <strong>senso trascendente:<\/strong> lo faccio perch\u00c3\u00a9 <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>\u00e2\u20ac\u0153con quanto deriva dal\u00c2\u00a0 mio lavoro<\/strong>\u00e2\u20ac\u009d<\/span> a fine mese mi pagano ed io posso pagare l\u00e2\u20ac\u2122affitto, il mutuo, sostenere la mia famiglia, concedermi qualche svago, etc\u00e2\u20ac\u00a6 Fino a qui niente di male, anzi \u00e2\u20ac\u00a6 lavoro perch\u00c3\u00a9 ho uno scopo, un obiettivo da raggiungere.<\/p>\n<div id=\"attachment_52401\" style=\"width: 194px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/images8.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-52401\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-52401 size-full\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/images8.jpg\" alt=\"images\" width=\"184\" height=\"274\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-52401\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Un traguardo semplicemente &#8220;non ancora&#8221; raggiunto!<\/span><\/strong><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non basta. <strong>A fianco del senso trascendente deve esistere anche un senso immanente:<\/strong> lavoro perch\u00c3\u00a9 <strong><span style=\"color: #ff0000;\">\u00e2\u20ac\u0153nel mio lavoro, durante il mio lavorare\u00e2\u20ac\u009d<\/span><\/strong> realizzo qualcosa di utile, di duraturo, di significativo per me e per gli altri \u00e2\u20ac\u00a6 perch\u00c3\u00a9 il mio lavoro \u00c3\u00a8 frutto dell\u00e2\u20ac\u2122intelligenza, dell\u00e2\u20ac\u2122ingegno, della creativit\u00c3\u00a0 \u00e2\u20ac\u00a6 poche o tante che siano queste doti in me.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orbene, <strong>la fame di lavoro ti fa ricercare e accettare un lavoro qualsiasi<\/strong>, purch\u00c3\u00a8 sia in grado di dare un senso trascendente alla tua vita (v. sopra). Tuttavia se dopo ti viene a mancare il senso immanente, tu lavori di malavoglia e vivi male. Ecco \u00e2\u20ac\u00a6 vengo all\u00e2\u20ac\u2122oggi. <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>La nostra \u00e2\u20ac\u0153economia del lavoro\u00e2\u20ac\u009d, la nostra \u00e2\u20ac\u0153globalizzazione\u00e2\u20ac\u009d, il nostro \u00e2\u20ac\u0153libero mercato\u00e2\u20ac\u009d, la nostra \u00e2\u20ac\u0153automazione computerizzata\u00e2\u20ac\u009d troppo spesso uccidono il senso immanente. E chi lavora vive male.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/images12.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-53294\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/images12-150x150.jpg\" alt=\"images\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Ricordo. 50 anni fa. Il mio primo lavoro. In banca, una grande, grande banca. Io, liceo classico e laurea in giurisprudenza. Mi sento dire dal capufficio: \u00e2\u20ac\u0153Dottore, mi meraviglio di lei, la fiche \u00c3\u00a8 gi\u00c3\u00a0 a quadro\u00e2\u20ac\u009d (quel tale intendeva dire che il foglio contabile era gi\u00c3\u00a0 stato registrato nella contabilit\u00c3\u00a0 della banca). A me che chiedevo cosa significassero quelle parole che non riuscivo a capire, il capufficio rispose: \u00e2\u20ac\u0153Lei non \u00c3\u00a8 pagato per capire, ma per lavorare\u00e2\u20ac\u009d. Dopo qualche tempo andai alla Direzione Centrale della mia banca e ottenni di essere inserito nel gruppo (ristretto) dei dipendenti \u00e2\u20ac\u0153in istruzione sul lavoro\u00e2\u20ac\u009d. Dieci filiali diverse in tre anni. Appresi tutti i servizi. Appena fui ben preparato, diedi le dimissioni e dopo due anni ero Dirigente Capo della Finanza Operativa della Direzione Finanziaria della maggiore societ\u00c3\u00a0 finanziaria italiana con uno stipendio multiplo di quello bancario d&#8217;origine. Grazie anche a quella grande banca.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/download21.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-53389\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/download21.jpg\" alt=\"download\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/download21.jpg 225w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/download21-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">50 anni fa. Oggi una cosa simile non sarebbe possibile. Per cambiare lavoro oggi dovrei dedicarmi &#8211; oltre che alla mia preparazione professionale &#8211; anche e soprattutto al <strong>\u00e2\u20ac\u0153lavoro della ricerca di un nuovo lavoro<\/strong>\u00e2\u20ac\u009d, ovvero dovrei licenziarmi ed essere in grado di mantenermi per tot mesi\/anni mentre frequento convegni, party, riunioni, ovvero mentre tesso una rete di relazioni. Il che per chi ha una famiglia e non vive di rendita \u00c3\u00a8 troppo rischioso. E allora?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E allora <strong>ecco il messaggio che da queste righe lancio \u00c3\u00a8 duplice:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1) per i tanti capiufficio, dirigenti, \u00e2\u20ac\u0153capi\u00e2\u20ac\u009d in genere di societ\u00c3\u00a0, di strutture, di Persone<\/strong> (la lettera majuscola non \u00c3\u00a8 utilizzata a caso): voi siete responsabili di riuscire a motivare le Persone che vi sono affidate le quali devono poter essere liete di venire a lavorare. Una Persona motivata lavora meglio, \u00c3\u00a8 felice, rende di pi\u00c3\u00b9 per l\u00e2\u20ac\u2122azienda. Ecco, se io fossi il vostro super-capo, ove riscontrassi questa vostra capacit\u00c3\u00a0, vi premierei. Ove non la riscontrassi, vi licenzierei in tronco, perch\u00c3\u00a9 dilapidate il primo, maggior fattore della produzione che non \u00c3\u00a8 il \u00e2\u20ac\u0153lavoro comunque\u00e2\u20ac\u009d n\u00c3\u00a9 il \u00e2\u20ac\u0153denaro comunque\u00e2\u20ac\u009d, bens\u00c3\u00ac la Motivazione delle Persone Lavoratrici (le lettere maiuscole \u00e2\u20ac\u00a6 v. sopra). Per non parlare del capitale potenziale umano che distruggete &#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2) per le Persone che hanno un lavoro senza senso immanente<\/strong>:\u00c2\u00a0allargate il vostro ambito a tutta la giornata e ricercate al suo interno il senso immanente della giornata. \u00c2\u00a0Dopo tutto le ore di non-lavoro sono in numero maggiore delle ore-lavoro, anche se non siamo ai livelli individuati da Tommaso Moro (San Tommaso Moro) nella sua &#8220;Utopia&#8221;, di sei ore lavorative al giorno. Cosa? Mi dite che \u00c3\u00a8 un&#8217;utopia, una cosa irrealizzabile? No, amici, l&#8217;utopia \u00c3\u00a8 un traguardo semplicemente non ancora raggiunto! Coraggio!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>P.S.: si narra un aneddoto.<\/strong> Il Gran Capo Contabile di una grandissima societ\u00c3\u00a0\u00c2\u00a0\u00c3\u00a8 da una vita in quella posizione, depositario dei pi\u00c3\u00b9 grandi segreti dei bilanci, rigorosissimo e assai esigente nei confronti dei dipendenti. Ogni mattina, come prima azione del giorno, apre il cassetto di destra della sua scrivania, vi getta lo sguardo, lo richiude ed inizia il suo complesso lavoro. Muore. I suoi dipendenti, ansiosi di scoprire l&#8217;arcano, aprono quel cassetto. Dentro, un foglio: &#8220;Dare a sinistra, avere a destra&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: il lavoro, un problema bifronte\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 (post 2925) La mancanza di lavoro. Primo problema. 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