{"id":54247,"date":"2017-12-29T06:28:41","date_gmt":"2017-12-29T05:28:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=54247"},"modified":"2017-12-30T15:07:29","modified_gmt":"2017-12-30T14:07:29","slug":"io-un-libro","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=54247","title":{"rendered":"IO, UN LIBRO?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Detto altrimenti: dai blogger, scrivine uno \u00e2\u20ac\u00a6\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 <\/strong>\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 (post 2989)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/download21.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-54255\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/download21.jpg\" alt=\"download\" width=\"182\" height=\"277\" \/><\/a>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alcuni amici mi chiedono perch\u00c3\u00a9 non scrivo un libro<\/strong>. Perch\u00c3\u00a9 no? Perch\u00c3\u00a8 ne ho gi\u00c3\u00a0 scritti due, diamine! Due, direte voi? Si certo, due dico io. Uno \u00c3\u00a8 la somma degli ormai 3000 post pubblicati in 6 anni. L\u00e2\u20ac\u2122altro \u00e2\u20ac\u00a6 la mia vita, quella della mia famiglia, oltre 350 pagine \u00e2\u20ac\u00a6Cosa? Lo volete leggere? No raga, cosa privata \u00c3\u00a8, cosa intima. Comunque, visto che insistete, qualche brano ve lo posso riportare, come ad esempio quello che segue, con il quale ho cercato di capire quale emozione si provi ad imitare i lunghissimi periodi di tale <strong>Marcel Proust<\/strong>. Per ambientare storicamente il brano, tenete presente la mia data di nascita: 3 febbraio 1944. Buona lettura (ma prima prendete fiato per bene!):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inizia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I ricordi pi\u00c3\u00b9 lontani che conservo, ancora vivissimi come il buon sapore di una caramella appena sciolta in bocca, il calore di una stretta di mano, l\u00e2\u20ac\u2122abbraccio di un amico o il bacio dell\u00e2\u20ac\u2122innamorata, sono una lampadina azzurrata che si sforzava con poca convinzione di illuminare, con un effetto a met\u00c3\u00a0 fra l\u00e2\u20ac\u2122oscuramento di una luce e l\u00e2\u20ac\u2122illuminazione di una tenebra, una piccola parte del vano monumentale delle due scale interne del palazzo ove abitavo, una a destra ed una a sinistra, che si snodavano con rampe di una lunghezza tale che avrebbe consentito a noi ragazzi, qualche anno pi\u00c3\u00b9 tardi, di sfidare la sorte nel saltarle con un unico balzo di alcuni metri, illuminate ciascuna, di giorno, dal rispettivo lucernario a vetri, completamente comunicanti al centro dell\u00e2\u20ac\u2122edificio su pianerottoli siti a livello intermedio rispetto a quelli sui quali si affacciavano, dalla nostra parte, formata da una sola ala del palazzo, due appartamenti, e quattro su quelli della scala destra, la quale era quindi al servizio di due ali dell\u00e2\u20ac\u2122edificio, quella centrale e quella destra, e le ante delle persiane, dipinte da babbo di un marrone scuro, con un cerimoniale quasi sacro da quanto era solenne nelle sue decisioni di pennellare ora qua ora l\u00c3\u00a0, di ripassare un parte e non l\u00e2\u20ac\u2122altra, di scostarsi per controllare il risultato da una posizione pi\u00c3\u00b9 confacente, inclinando la testa ora a destra ora a sinistra, e che avrei poi scoperto si sarebbe ripetuto ogni due anni, e nel quale egli svolgeva il ruolo di sacerdote domestico e di maestro, persiane le cui fessure erano state ostruite con carta di giornale che lui stesso vi aveva pressato per rispettare l\u00e2\u20ac\u2122oscuramento notturno e che noi bambini, cio\u00c3\u00a8 io ed il mio fratello Beppe, che aveva tre anni ed era maggiore di me di due, cercavamo di strappare via con le piccole dita curiose, dopo che, una sera, quasi per caso, avevamo scoperto la cosa, non senza essere interrotti nell\u00e2\u20ac\u2122operazione non appena, a nostra volta, venivamo sorpresi dai carabinieri (cio\u00c3\u00a8 da babbo stesso) a collaborare con il nemico alla sconfitta militare del Paese ad opera dei bombardieri alleati, che poi che alleati erano se ci bombardavano?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finisce<\/p>\n<div id=\"attachment_54252\" style=\"width: 286px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/images14.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-54252\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-54252 size-full\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/images14.jpg\" alt=\"images\" width=\"276\" height=\"183\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-54252\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 Via Rodi<\/strong><\/span><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La casa in questione:<\/strong> un appartamento al terzo piano di un palazzo con ascensore, vista mare, in Via Rodi 10 interno 11 scala sinistra a Genova, quartiere la collina di Albaro, a 2 km dal mare. Tre corpi, noi si stava in quello di sinistra, separato dagli altri due dal grande vano scale doppie: le scale di destra servivano due corpi. La bomba &#8220;alleata&#8221; aveva colpito il corpo di destra (che c\u00e2\u20ac\u00a6!). Fra il secondo e il terzo corpo, all\u00e2\u20ac\u2122esterno, un portone \u00e2\u20ac\u0153finto\u00e2\u20ac\u009d per garantire la simmetria della costruzione. Sul portone \u00e2\u20ac\u0153vero\u00e2\u20ac\u009d, il nostro, una scritta: \u00e2\u20ac\u0153Labor omnia vincit\u00e2\u20ac\u009d (sar\u00c3\u00a0 pur vero \u00e2\u20ac\u00a6 cheppalle per\u00c3\u00b2!). L\u00e2\u20ac\u2122ascensore, un Otis: le porte esterne in ferro battito, quelle interne a doppie antine vetrate: roba d\u00e2\u20ac\u2122altri tempi, appunto! Riscaldamento\u00c2\u00a0 non ce n&#8217;era. Lo misero dopo, con i tubi a vista e poich\u00c3\u00a9 i soffitti erano alti tre metri, io sperimentai le mie prime scalate!<\/p>\n<p><strong>Ed ora una mia poesiola<\/strong> sulla mia citt\u00c3\u00a0 d\u00e2\u20ac\u2122origine, quella d\u00e2\u20ac\u2122allora:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00c2\u00a0<strong>Ricordo di Genova<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pensavi ad un mondo inventato<\/p>\n<p>ed alto volava il pensiero<\/p>\n<p>che prima era tuo.<\/p>\n<p>Il corpo restava seduto<\/p>\n<p>davanti ad un libro di scuola<\/p>\n<p>e dentro di te<\/p>\n<p>esplodeva la gioia<\/p>\n<p>per quella tua fuga segreta.<\/p>\n<p>Ricordi? Ti vedi?<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/download-22.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-54261\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/download-22.jpg\" alt=\"download (2)\" width=\"277\" height=\"182\" \/><\/a>La penna tormenti coi denti<\/p>\n<p>di legno e l\u00e2\u20ac\u2122inchiostro ti sporca le dita.<\/p>\n<p>La guardi segnare con tratti azzurrini<\/p>\n<p>la coltre di neve<\/p>\n<p>del bianco quaderno.<\/p>\n<p>Raccolto nel caldo d\u00e2\u20ac\u2122un\u00e2\u20ac\u2122unica stanza<\/p>\n<p>da un cielo segnato dai graffi<\/p>\n<p>dell\u00e2\u20ac\u2122ombra nascente<\/p>\n<p>da piccola luce sospesa ad un filo ritorto<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/images-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-54257\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/images-1.jpg\" alt=\"images (1)\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a>amica discende la voce<\/p>\n<p>del vecchio apparecchio sonoro.<\/p>\n<p>Conservi da giorni<\/p>\n<p>la carta stagnola del cioccolatino<\/p>\n<p>e credi che possa brillare<\/p>\n<p>da sola<\/p>\n<p>nel buio che attende silente l\u00e2\u20ac\u2122evento<\/p>\n<p>appena al di fuori dell\u00e2\u20ac\u2122uscio<\/p>\n<p>di questa cucina.<\/p>\n<p>Ti vesti, vai fuori.<\/p>\n<p>C\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 buio in inverno, fa freddo.<\/p>\n<p>Tu, speri che piova.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/download-31.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-54263\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/download-31.jpg\" alt=\"download (3)\" width=\"279\" height=\"181\" \/><\/a>Ti piace che lavi le strade, i palazzi<\/p>\n<p>che spazzi la costa<\/p>\n<p>quell\u00e2\u20ac\u2122acqua che il vento impetuoso<\/p>\n<p>solleva ancor prima<\/p>\n<p>che baci la terra.<\/p>\n<p>Ti piace vedervi riflesse<\/p>\n<p>le luci stradali ed i fari.<\/p>\n<p>Il tram \u00c3\u00a8 stracolmo:<\/p>\n<p>tu resti schiacciato ad un vetro<\/p>\n<p>e soffi il calore del corpo<\/p>\n<p>sui molti colori dei neon<\/p>\n<p>che adornan fuggenti il tuo finestrino<\/p>\n<p>a Natale.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/download-110.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-54259\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/download-110.jpg\" alt=\"download (1)\" width=\"279\" height=\"181\" \/><\/a>E dalle sbandate<\/p>\n<p>dal peso che ondeggia del corpo,<\/p>\n<p>del tram che ora scende ora sale<\/p>\n<p>conosci l\u00e2\u20ac\u2122intero percorso.<\/p>\n<p>E\u00e2\u20ac\u2122 tua la citt\u00c3\u00a0 che ti parla<\/p>\n<p>e suo il ricordo che scrivi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ciao, Zena!<\/strong><\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: dai blogger, scrivine uno \u00e2\u20ac\u00a6\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 \u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 (post 2989) . 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