{"id":54989,"date":"2018-01-26T16:51:27","date_gmt":"2018-01-26T15:51:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=54989"},"modified":"2018-01-29T19:28:21","modified_gmt":"2018-01-29T18:28:21","slug":"il-mio-giornale-3","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=54989","title":{"rendered":"IL MIO GIORNALE 3"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">(a seguito dei due recenti post &#8220;Il mio giornale 1 e 2&#8221;)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><strong><span style=\"line-height: 105%; font-family: 'Arial',sans-serif; font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\">Detto altrimenti: <\/span><\/span><\/strong><span style=\"line-height: 105%; font-family: 'Arial',sans-serif; font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Il simbolo di un partito, da elemento di unione a fattore di divisio<\/strong>ne (post 3047)<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">Oggi ho inviato questa lettera ai tre quotidiani locali:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">Inizia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"line-height: 105%; font-family: 'Arial',sans-serif; font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\">D.C. lascia l\u00e2\u20ac\u2122&#8230; Lo lascia dopo esserne stata segretaria, averne raddoppiato il numero degli iscritti, averne azzerato il debito. Lo lascia dopo avere reintrodotto la democrazia reale al suo interno e soprattutto dopo <span style=\"text-decoration: underline;\">avere riavvicinato molta gente alla Politica.<\/span> Lo lascia perch\u00c3\u00a9 la sua azione di Persona nuova e di Donna che \u00e2\u20ac\u0153pretendeva\u00e2\u20ac\u009d di fare Politica non poteva essere accettata dalla casta dei politici a vita e al maschile. D. C., come tanti altri, si era riconosciuta nel simbolo &#8230; e non solo in quello grafico, ma in ci\u00c3\u00b2 che esso rappresentava. Simbolo che come tutti i simboli non appartiene a nessuno singolarmente bens\u00c3\u00ac collettivamente a tutti coloro che vi si identificano. Ora, bene evidenzia <strong>Gustavo Zagrebelsky<\/strong> nel suo prezioso libro <strong>\u00e2\u20ac\u0153Simboli al potere\u00e2\u20ac\u009d,<\/strong> quando taluno \u00e2\u20ac\u201c foss\u00e2\u20ac\u2122anche il suo stesso ideatore \u00e2\u20ac\u201c vuole far diventare un simbolo sua propriet\u00c3\u00a0 privata, esso da elemento di unione diventa fattore di divisione. Cos\u00c3\u00ac \u00c3\u00a8 accaduto per il simbolo &#8230;, sin da quando gli si \u00c3\u00a8 voluto affiancare il simbolo \u00e2\u20ac\u0153&#8230;\/2\u00e2\u20ac\u009d come strumento per iniziare a (ri)farne una propriet\u00c3\u00a0 privata. Ed ecco la prima divisione: \u00e2\u20ac\u0153io &#8230;\/2&#8243;, &#8220;tu &#8230;\/1\u00e2\u20ac\u009d. Adesso \u00c3\u00a8 maturata la seconda divisione, anzi una lacerazione: esce dall\u00e2\u20ac\u2122&#8230; una Persona che lo aveva amato, che aveva investito tanto tempo e denaro (sottratti alla sua professione e alla sua famiglia), che aveva dedicato autentica passione in quell\u00e2\u20ac\u2122idea e che aveva conseguito importanti risultati. <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Risultati, si noti, in favore di tutta la Politica: quelli contro l\u00e2\u20ac\u2122antipolitica<\/span>.<\/strong> D. C. esce e con lei tanti altri, ognuno per la sua strada.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"line-height: 105%; font-family: 'Arial',sans-serif; font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\">Peccato. Peccato perch\u00c3\u00a9 immaginate quale diverso successo avrebbe avuto l\u00e2\u20ac\u2122Idea &#8230; e l\u00e2\u20ac\u2122intera Politica se la vecchia guardia &#8230; avesse accettato di sostenere chi aveva vinto al congresso; se costoro avessero accettato di contribuire con la propria esperienza alla vitalit\u00c3\u00a0 di una generazione pi\u00c3\u00b9 giovane, di un genere diverso (il femminile) portatrice di idee nuove, pi\u00c3\u00b9 aggiornate, di una democrazia pi\u00c3\u00b9 vera e soprattutto fondata sulla libera e autonoma maturazione del pensiero di ognuno, non pi\u00c3\u00b9 a rimorchio dell\u00e2\u20ac\u2122 <em>ipse dixit<\/em> di turno. Peccato.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"line-height: 105%; font-family: 'Arial',sans-serif; font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\">Si obietta che all\u00e2\u20ac\u2122interno dell\u00e2\u20ac\u2122&#8230; (residuo, n.d.r.) vi \u00c3\u00a8 unanimit\u00c3\u00a0 nel valutare questa uscita. Ebbene, io diffido dell\u00e2\u20ac\u2122unanimit\u00c3\u00a0, dei grandi numeri, se non altro perch\u00c3\u00a9 \u00e2\u20ac\u201c per dirla con il Premio Nobel \u00c2\u00a0<strong>Josif Brodskij (\u00e2\u20ac\u0153Il canto del pendolo\u00e2\u20ac\u009d),<\/strong> <em>\u00e2\u20ac\u0153all\u00e2\u20ac\u2122interno dei grandi numeri pi\u00c3\u00b9 facilmente pu\u00c3\u00b2 nascondersi il male\u00e2\u20ac\u009d<\/em>. Oggi l\u00e2\u20ac\u2122UPT (residuo) pu\u00c3\u00b2 celebrare una vera e propria sconfitta, non una vittoria.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finisce<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(a seguito dei due recenti post &#8220;Il mio giornale 1 e 2&#8221;) Detto altrimenti: Il simbolo di un partito, da [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[438,3],"tags":[706,9580,7415,7501,540,7417,7432],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54989"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=54989"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54989\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=54989"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=54989"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=54989"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}