{"id":55223,"date":"2018-02-10T08:08:45","date_gmt":"2018-02-10T07:08:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=55223"},"modified":"2018-02-13T14:28:50","modified_gmt":"2018-02-13T13:28:50","slug":"alessandro-haber","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=55223","title":{"rendered":"ALESSANDRO HABER \u00e2\u20ac\u00a6"},"content":{"rendered":"<p><strong>Detto altrimenti: \u00e2\u20ac\u00a6 al Teatro Sociale di Trento a mettere in scena\u00c2\u00a0 \u00e2\u20ac\u0153IL PADRE\u00e2\u20ac\u009d<\/strong>\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 (post 3063)<\/p>\n<div id=\"attachment_55229\" style=\"width: 263px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/download5.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-55229\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-55229 size-full\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/download5.jpg\" alt=\"download\" width=\"253\" height=\"199\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-55229\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 Haber nel ciclone &#8230;<\/strong><\/span><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Haber,<\/strong> un Attore, uno strano cognome, quasi tedesco che senza quell\u00e2\u20ac\u2122 \u00e2\u20ac\u0153H\u00e2\u20ac\u009d sarebbe \u00e2\u20ac\u0153aber\u00e2\u20ac\u009d, cio\u00c3\u00a8 \u00e2\u20ac\u0153ma\u00e2\u20ac\u009d. Attore cinematografico (chi non ricorda l\u00e2\u20ac\u2122impresario delle ballerine di flamenco ne \u00e2\u20ac\u0153Il ciclone\u00e2\u20ac\u009d di Pieraccioni, del 1996?) \u00e2\u20ac\u0153ma\u00e2\u20ac\u009d (ecco quell\u00e2\u20ac\u2122 aber!) anche di Teatro: \u00e2\u20ac\u0153Non ho mai saltato una stagione teatrale\u00e2\u20ac\u009d, afferma. \u00c2\u00a0E allora, se le cose stanno cos\u00c3\u00ac &#8230; Attore di Teatro \u00e2\u20ac\u0153ma\u00e2\u20ac\u009d anche di Cinema? Glielo chieder\u00c3\u00b2. Oggi ha 71 anni \u00e2\u20ac\u0153<em>ben portati e se mi taglio la barba, 61!\u00e2\u20ac\u009d<\/em> Nel \u00e2\u20ac\u212296 erano solo 49 anni reali. Ben portati anche quelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Trento, il \u00e2\u20ac\u0153Sociale\u00e2\u20ac\u009d, il suo foyer.<\/strong> Qui gli Attori &#8211; con il coordinamento di\u00c2\u00a0 Francesca Lorandini &#8211; incontrano il pubblico prima e dopo le loro rappresentazioni. Ingresso gratuito anche se non hai acquistato o non acquisterai il biglietto dello spettacolo. Ne vale la pena (di acquistare il biglietto e anche di salire al foyer). Si sale (in ascensore) all\u00e2\u20ac\u2122ultimo piano, indi una rampa metallica e ci si ritrova in una sala \u00e2\u20ac\u0153sotto tetto travi a vista\u00e2\u20ac\u009d ricavata sopra l\u00e2\u20ac\u2122alta volta del teatro stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/images2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-55227\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/images2.jpg\" alt=\"images\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a>\u00e2\u20ac\u0153Il Padre\u00e2\u20ac\u009d, <em>pi\u00c3\u00a8ce<\/em> teatrale di Florian Zeller.<\/strong> Sull\u00e2\u20ac\u2122autore e il suo lavoro trovate molto in internet, \u00c3\u00a8 inutile che io scopiazzi qui qualche passaggio. Piuttosto mi permetto di sottoporre all\u00e2\u20ac\u2122attenzione delle lettrici e dei lettori alcune considerazioni maturate nel corso dell\u00e2\u20ac\u2122incontro con gli attori, ieri pomeriggio, quando abbiamo incontrato Alessandro Haber, David Sebasti, Daniela Scarlatti, Ilaria Genatiempo, Riccardo Floris. Assente giustificata <strong>Lucrezia Lante Della Rovere.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Le mie considerazioni<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>L\u00e2\u20ac\u2122Attore e il personaggio.<\/strong> Il personaggio \u00c3\u00a8 la rappresentazione di una Persona. E\u00e2\u20ac\u2122 una Persona. L\u00e2\u20ac\u2122Attore \u00e2\u20ac\u0153guarda\u00e2\u20ac\u009d, \u00e2\u20ac\u0153vede\u00e2\u20ac\u009d, \u00e2\u20ac\u0153studia\u00e2\u20ac\u009d i tanti Personaggi, i tanti \u00e2\u20ac\u0153Altri\u00e2\u20ac\u009d, il modo di essere di tanti \u00e2\u20ac\u0153Altri\u00e2\u20ac\u009d. E matura come Attore e come Persona lui stesso. E qui non posso fare a meno di citare <strong>Emmanuel L\u00c3\u00a9vinas<\/strong>, il filosofo del Volto: \u00e2\u20ac\u0153<em>Il volto dell\u00e2\u20ac\u2122Altro ti guarda, si aspetta una risposta da te\u00e2\u20ac\u009d<\/em>. <strong>E l\u00e2\u20ac\u2122Attore d\u00c3\u00a0 questa risposta: la d\u00c3\u00a0 al personaggio, al suo Autore, a se stesso, a noi spettatori.<\/strong> <span style=\"color: #000000;\">Ecco, di questo avrei voluto parlare brevemente con Alessandro. Alla fine del suo intervento, quando si stava uscendo, mi sono avvicinato a lui insieme ad altre cinque o sei persone con analogo\u00c2\u00a0desiderio, ma l\u00e2\u20ac\u2122Attore \u00c3\u00a8 stato monopolizzato da una di queste, una signora (che evidentemente Signora non era) che lo ha intrattenuto a lungo, troppo a lungo, ignorando che vi erano Altri in attesa (le lettere maiuscole e minuscole non sono utilizzate a caso). Evvabb\u00c3\u00a8 \u00e2\u20ac\u00a6<\/span><\/li>\n<li><strong>La Musica e la Prosa<\/strong>. Io ho abbonamenti alla Musica e al Teatro. Amo la Musica che scrivo sempre con la lettera maiuscola, ne sono affascinato, l\u00e2\u20ac\u2122 \u00e2\u20ac\u0153aiuto\u00e2\u20ac\u009d nel senso che sono tesoriere dell\u00e2\u20ac\u2122Associazione Amici della Musica di Riva del Garda; seguo l\u00e2\u20ac\u2122orchestra Haydn, \u00e2\u20ac\u00a6 aber\u00e2\u20ac\u00a6 ma. Ma cosa? Ma sono solo un musicofilo non un musicologo, per via della mancanza di una maturata cultura musicale di base. Quella cultura che invece in parte ho \u00e2\u20ac\u201c grazie agli studi classici fatti \u00e2\u20ac\u201c in materia di prosa, di poesia, di letteratura in genere. E questo substrato culturale mi aiuta a \u00e2\u20ac\u0153dialogare\u00e2\u20ac\u009d meglio con il Teatro di Prosa, pi\u00c3\u00b9 di quanto non riesca a fare con il Teatro della Musica. Un esempio? L\u00e2\u20ac\u2122altra sera concerto della Haydn: Schubert e Brahms. Compreso e gustato il primo, faticosamente cercato di capire il secondo (ma ci arriver\u00c3\u00b2, vedrete \u00e2\u20ac\u00a6 prima o poi ci arriver\u00c3\u00b2). Ma torniamo la &#8220;Padre&#8221;.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: center;\">Le considerazioni di \u00c2\u00a0\u00e2\u20ac\u00a6<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>\u00e2\u20ac\u00a6 di Alessandro<\/strong>. \u00e2\u20ac\u0153In ogni sport, in ogni lavoro, in ogni attivit\u00c3\u00a0 se ti senti male, se sei stanco \u00e2\u20ac\u00a6 ti prendi un giorno di riposo. Nella nostra arte no: si recita anche con la febbre, anche se \u00c3\u00a8 mancato tuo padre mentre \u00e2\u20ac\u0153giravi\u00e2\u20ac\u009d una scena in Libia (io) o se ti \u00c3\u00a8 mancata la mamma (Lucrezia).<\/li>\n<li><strong>\u00e2\u20ac\u00a6 di Alessandro.<\/strong> Cinema e teatro, due \u00e2\u20ac\u0153cose\u00e2\u20ac\u009d diverse. Cinema: si gira la scena, magari pi\u00c3\u00b9 volte, ma poi\u00c2\u00a0 ci\u00c3\u00b2 che viene proiettato \u00c3\u00a8 sempre la stessa ripresa, quella \u00e2\u20ac\u0153<em>buona la prima, la terza \u00e2\u20ac\u00a6 \u00e2\u20ac\u0153<\/em> ovvero quella che il regista ha scelto, quella che il montatore ha adattato, quella inserita nell\u00e2\u20ac\u2122edizione definitiva. L\u00e2\u20ac\u2122Attore si rivede da spettatore e pu\u00c3\u00b2 osservare <em>\u00e2\u20ac\u0153che s\u00c3\u00ac, va bene, per\u00c3\u00b2, ripensandoci, avrei potuto fare un po\u00e2\u20ac\u2122 diversamente, calcare di meno, di pi\u00c3\u00b9 un aspetto\u00e2\u20ac\u009d.<\/em> Nel teatro no, ogni rappresentazione \u00c3\u00a8 un \u00e2\u20ac\u0153film\u00e2\u20ac\u009d nuovo, una nuova interpretazione del personaggio, della scena: l\u00e2\u20ac\u2122Attore e il personaggio maturano ogni volta.<\/li>\n<li><strong>\u00e2\u20ac\u00a6 di una delle attrici presenti<\/strong> (mi scuser\u00c3\u00a0 se non ho compreso chi fra le\u00c2\u00a0 presenti stava parlando, ma ero seduto in posizione arretrata). Siamo stati invitati ad andare a teatro anche se il titolo dell\u00e2\u20ac\u2122opera, il suo autore e gli interpreti non sono (ancora) conosciuti. Condivido pienamente. Infatti il Teatro deve nascere, crescere, vivere e non morire con i suoi Attori\/Autori del momento. <em>Panta rei,<\/em> tutto scorre, diceva quel tale, ed anche nel Teatro, come nel Lavoro, nella Politica, nella Vita, a fronte di chi matura ci deve essere spazio per chi germoglia.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Insomma, le rappresentazioni teatrali sono due:<\/strong> una in teatro (e qui deve acquistare il biglietto) ed una nel foyer (gratuita): ma se fai un esame di coscienza, vedrai che quel biglietto devi acquistarlo! Diceva quel tale: <em>\u00e2\u20ac\u0153Se ho pochi soldi, mi compro libri. Con quel che resta, cibo<\/em>\u00e2\u20ac\u009d. Lo stesso a mio avviso vale per il Teatro. Domani andr\u00c3\u00b2 ad assistere alla rappresentazione. <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Calato il sipario, andr\u00c3\u00b2 a cercare Alessandro e gli segnaler\u00c3\u00b2 questo mio post, chiedendogli di farmi l\u00e2\u20ac\u2122onore di un suo commento.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Riprendo ora, domenica 11 febbraio sera, dopo avere assistito alla rappresentazione pomeridiana.<\/strong><\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_55260\" style=\"width: 284px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/images3.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-55260\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-55260 size-full\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/images3.jpg\" alt=\"images\" width=\"274\" height=\"184\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-55260\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Il &#8220;padre&#8221; con la figlia Anna (Lucrezia Lante Della Rovere)<\/strong><\/span><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non voglio togliere nulla agli altri Attori &#8230;\u00c2\u00a0mi perdoneranno se io, semplice blogger-non-critico-teatrale, vile-meccanico-ex manager-di-SpA mi limito a scrivere qualche riga solo su Alessandro Haber (certo \u00c3\u00a8 che la sua prestazione \u00c3\u00a8 valida anche per il loro ottimo apporto!). Detto questo, Haber recita con le parole e ugualmente con i silenzi, si esprime con il corpo, <strong>cattura<\/strong> <strong>l&#8217;uditorio che applaude spesso e soprattutto con i suoi assoluti silenzi.<\/strong> La materia \u00c3\u00a8 tremendamente seria (l&#8217;Alzheimer),\u00c2\u00a0il copione semplice se vogliamo, ma la drammaturgia &#8211; assolutamente moderna- e <strong>la recitazione di Haber, di Lucrezia e dei loro colleghi<\/strong> di scena riempiono\u00c2\u00a0questi &#8220;vuoti voluti&#8221;. <em>Multa paucis<\/em>, dicevano i Latini, e qui una testimonianza di ci\u00c3\u00b2: abbiamo ricevuto <em>molto dal poco<\/em> (cos\u00c3\u00ac mi piace tradurre quelle parole), grazie all&#8217;Autore, alla Regia, agli Attori ed al tema trattato. Il teatro era pieno, pieno in un pomeriggio di sole trentino, il che gi\u00c3\u00a0 la dice lunga. Dicevo dal &#8220;poco&#8221; &#8230; poco si fa per dire: non \u00c3\u00a8 certo &#8220;poco&#8221; l&#8217;idea, il testo, la decisione di rappresentarlo, il successo della rappresentazione. Una sfida che\u00c2\u00a0tutti gli &#8220;Au-Attori&#8221; hanno voluto raccogliere e saputo vincere. Alla grande.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\">Dopo il lunghissimo applauso finale, scappo su per le scale: i palchi, i camerini. Chiedo: &#8220;S\u00c3\u00ac viene subito, \u00c3\u00a8 molto rapido nel vestirsi&#8221;. Esce, lo saluto, un breve <em>&#8220;complimenti, sa, sono un blogger di Trentoblog &#8230;\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0ho gi\u00c3\u00a0 pubblicato un post a seguito della presentazione, questa sera lo integro, grazie, questo \u00c3\u00a8 il mio biglietto&#8221;.<\/em> Poche parole e via. Via per non ripetere l&#8217;errore della signora che nel post-presentazione (v. sopra) lo aveva monopolizzato. <strong><span style=\"color: #ff0000;\">Scusami Ale e grazie se mi scrivi due righe di commento a queste mie sudate carte elettroniche!<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c2\u00a0<em>Il Padre&#8221;, di Florian Zeller &#8211; Presentato da Goldenart Production &#8211; Regia\u00c2\u00a0Piero Maccarinelli &#8211; Musiche Antonio Di Pofi &#8211; Costumi Alessandro Lai &#8211; Scene Gianluca Amodio &#8211; Luci Umile Vainieri &#8211; blogpost\u00c2\u00a0 Riccardo Lucatti.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: \u00e2\u20ac\u00a6 al Teatro Sociale di Trento a mettere in scena\u00c2\u00a0 \u00e2\u20ac\u0153IL PADRE\u00e2\u20ac\u009d\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 (post 3063) . 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