{"id":56734,"date":"2018-04-25T05:44:25","date_gmt":"2018-04-25T04:44:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=56734"},"modified":"2018-04-29T16:02:51","modified_gmt":"2018-04-29T15:02:51","slug":"25-aprile-la-liberazione-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=56734","title":{"rendered":"25 APRILE LA LIBERAZIONE"},"content":{"rendered":"<p><strong>Detto altrimenti: da Genova al Trentino\u00c2\u00a0<\/strong>\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 (post 3150)<\/p>\n<div id=\"attachment_56736\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/images5.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-56736\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-56736 size-medium\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/images5-300x130.jpg\" alt=\"images\" width=\"300\" height=\"130\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/images5-300x130.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/images5.jpg 340w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-56736\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Genova, Corso Gastaldi. In primo piano la Casa dello Studente, famigerata prigione fascista<\/strong><\/span><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La liberazione. Liberazione da una guerra disastrosa, nella quale ci aveva fatto precipitare il fascismo, alla quale\u00c2\u00a0si era aggiunta una guerra civile altrettanto disastrosa, verso la\u00c2\u00a0quale ci aveva fatto precipitare la casa Savoia. La mia vita: io, classe (3 febbraio) 1944, i primi 30 anni Genova, circa 14 fra Torino e Monza, da 30 in Trentino. Totale 74: i conti tornano. A Genova abitavo nel quartiere di Albaro a ridosso del quale, verso monte, nel quartiere di S. Martino, c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 Corso Gastaldi, sul quale si affaccia la Casa dello Studente, famigerato luogo di torture fasciste. Corso Gastaldi, Corso Aldo Gastaldi. <strong>Aldo Gastaldi<\/strong> (Genova, 17 settembre 1921 \u00e2\u20ac\u201c Desenzano, 21 maggio 1945), il pi\u00c3\u00b9 autorevole, efficiente, amato capo partigiano della zona dell\u00e2\u20ac\u2122entroterra Ligure-Genovese. Nome di battaglia: quello di un torrente \u00e2\u20ac\u0153cittadino\u00e2\u20ac\u009d, poi ingabbiato dall\u00e2\u20ac\u2122asfalto dell\u00e2\u20ac\u2122uomo che ne caus\u00c3\u00b2 la micidiale alluvione dell\u00e2\u20ac\u2122autunno 1970: <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Bisagno.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/download-13.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-56737\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/download-13.jpg\" alt=\"download (1)\" width=\"178\" height=\"283\" \/><\/a>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><strong>Bisagno. <\/strong><\/strong>Sportivo, cattolico, a-partitico. Quando alla liberazione la politica forzava i suoi uomini \u00e2\u20ac\u201c che lo adoravano \u00e2\u20ac\u201c ad iscriversi al PCI, i suoi amici gli suggerirono di creare un distaccamento suo, a-partitico, che tutti lo avrebbero seguito. Bisagno si oppose, perch\u00c3\u00a8, disse \u00e2\u20ac\u0153<em>Se faccio cos\u00c3\u00ac trasformo i miei uomini in ribelli ed annullo i meriti che si sono guadagnati con tanti mesi di\u00c2\u00a0lotta in montagna\u00e2\u20ac\u009d.<\/em> Dopo la fine della guerra, abbarbicato sul tetto di un camion, accompagnava a casa loro, in Trentino, un gruppo di Alpini trentini a testimonianza della loro appartenenza alla Resistenza (alla quale avevano aderito abbandonando la Divisione Alpina Monte Rosa costituita &#8220;spintaneamente&#8221; in Germania) e quindi a garanzia della loro incolumit\u00c3\u00a0. A Desenzano, per una curva improvvisa del mezzo, veniva sbalzato a terra e moriva travolto dalle ruote.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/download-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-56740\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/download-3.jpg\" alt=\"download (3)\" width=\"182\" height=\"276\" \/><\/a>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><strong>La resistenza, la democrazia<\/strong>. <\/strong>Quella di cui oggi godiamo e spesso non valutiamo nemmeno per quello che vale, tanto \u00e2\u20ac\u0153ci siamo abituati\u00e2\u20ac\u009d. Quella che consente al giornalista Alberto Matano di gestire una trasmissione televisiva (\u00e2\u20ac\u0153Sono innocente\u00e2\u20ac\u009d, RAI 3) sui macroscopici errori della magistratura\u00c2\u00a0 e di pubblicare un libro dal\u00c2\u00a0titolo &#8220;Innocenti-\u00c2\u00a0Vite umane segnate dall\u00e2\u20ac\u2122ingiustizia\u00e2\u20ac\u009d. Persone condannate ad anni di carcere perch\u00c3\u00a9 \u00e2\u20ac\u00a6 perch\u00c3\u00a9 la prova calligrafica che li ha salvati \u00c3\u00a8 stata fatta sette anni dopo; perch\u00c3\u00a8 non si sono cercati riscontri seri alle dichiarazioni di un criminale pentito; perch\u00c3\u00a9 \u00e2\u20ac\u00a6 si \u00c3\u00a8 scoperto solo dopo molti anni di carcere che non solo &#8220;non hanno commesso il reato&#8221; ma pi\u00c3\u00b9 spesso addirittura che &#8220;il fatto non sussiste&#8221; (!) &#8230; perch\u00c3\u00a9 &#8230; insomma, leggetevi il libro, ascoltate quella trasmissione TV.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, questo \u00c3\u00a8 il mio modo di celebrare la data del 25 aprile. Il modo di un Genovese trapiantato in Trentino, di un ex Sottotenente di complemento della Brigata Alpina Tridentina che vuole ricordare un suo conterraneo morto mentre stava riportando a casa loro, in Trentino, un gruppo di Alpini Trentini. <strong>Chiss\u00c3\u00a0 se uno di quegli Alpini \u00c3\u00a8 ancora vivo \u00e2\u20ac\u00a6 mi piacerebbe incontrarlo . . .<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andr\u00c3\u00b2 da Trento a Desenzano, cercher\u00c3\u00b2 il punto preciso dell&#8217;incidente mortale e deporr\u00c3\u00b2 un fiore colto qui, nelle montagne del Trentino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>P.S. del 27 aprile:<\/strong>\u00c2\u00a0non posso fare a meno di allegare qui di seguito una nota sulla rappresentazione di Alfonso Masi, Ester D&#8217;amato e Mimmo Iannelli (con la fisarmonica di Luciano Maino), di ieri nella sala Falconetto del Palazzo Geremia in Trento:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Far\u00c3\u00a0-giorno-26-aprile.doc\"><strong>Far\u00c3\u00a0 giorno 26 aprile<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Contenuti e loro rappresentazione veramente toccanti. Bravi gli autori, bravi gli interpreti!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: da Genova al Trentino\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 (post 3150) La liberazione. 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