{"id":56854,"date":"2018-05-01T05:58:01","date_gmt":"2018-05-01T04:58:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=56854"},"modified":"2018-05-01T07:27:46","modified_gmt":"2018-05-01T06:27:46","slug":"venti-barici-e-termici-nellaltogarda-trentino","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=56854","title":{"rendered":"VENTI BARICI E TERMICI NELL\u00e2\u20ac\u2122ALTOGARDA TRENTINO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><strong>Detto altrimenti: nel post precedente vi ha parlato un ciclista, qui un velista <\/strong><\/strong>(post 3155)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00c3\u00a0, perch\u00c3\u00a9 il regime dei venti va conosciuto in entrambe le situazioni. Chiaramente questa conoscenza \u00c3\u00a8 pi\u00c3\u00b9 importante per i velisti, che nel bel mezzo della navigazione non possono \u00e2\u20ac\u0153scendere e andare a ripararsi in un bar\u00e2\u20ac\u009d, come invece pu\u00c3\u00b2 fare il ciclista. Ed allora parliamone un po\u00e2\u20ac\u2122 di \u00e2\u20ac\u02dcsti venti \u00e2\u20ac\u00a6 dal punto di vista del velista nell\u00e2\u20ac\u2122Altogarda Trentino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/images.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-56859\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/images.jpg\" alt=\"images\" width=\"200\" height=\"150\" \/><\/a>I venti barici<\/strong> sono quelli che si generano per differenza di pressione fra aree geografiche anche molto distanti fra di loro. In genere si accompagnano al passaggio di una perturbazione, (che come \u00c3\u00a8 noto transitano sempre da ovest verso est) ed hanno il seguente andamento: all\u00e2\u20ac\u2122inizio della perturbazione, provengono da sud est (al mare si direbbe che si tratta di scirocco). Quindi si dispongono da sud e man mano che la perturbazione avanza (fronte caldo), essi girano da sud ovest e da ovest. Alla fine della perturbazione provengono da nord. Il cielo si schiarisce, ed \u00c3\u00a8 il momento pi\u00c3\u00b9 pericoloso dal punto di vista dell\u00e2\u20ac\u2122esercizio dello sport della vela, in quanto siamo nella cos\u00c3\u00ac detta coda della perturbazione (fronte freddo) che pu\u00c3\u00b2 portare raffiche improvvise anche forti e salti nella direzione del vento. Non lasciatevi ingannare dalla bellezza del panorama e dalla lucentezza dei colori, e siate sempre vigili, riducendo un po\u00e2\u20ac\u2122 la velatura e non rischiando troppo con il surf.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I venti termici<\/strong> sono invece le brezze, cio\u00c3\u00a8 venti che si levano per il differente grado di riscaldamento notturno e diurno della terra e della superficie del lago. Di giorno infatti, la Valle del Sarca, a nord del lago, si scalda di pi\u00c3\u00b9 del lago stesso, e quindi l\u00e2\u20ac\u2122aria calda che genera sale, e richiama dal basso e da sud verso nord, aria, cio\u00c3\u00a8 la famosa Ora. Di notte avviene il contrario, e la terra \u00e2\u20ac\u0153scarica\u00e2\u20ac\u009d aria verso sud. Anche se il nome \u00e2\u20ac\u0153brezza\u00e2\u20ac\u009d richiama arie leggere, essi possono raggiungere facilmente i 30 nodi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E ecco qui alcune indicazioni per misurare la velocit\u00c3\u00a0 del vento<\/strong> (ricordate: in inverno l\u00e2\u20ac\u2122aria \u00c3\u00a8 pi\u00c3\u00b9 fredda, quindi pi\u00c3\u00b9 densa e spinge assai di pi\u00c3\u00b9 di quella estiva! Quindi 20 nodi di estate spingono x, in inverno 2 volte x). Un miglio marino corrisponde all\u00e2\u20ac\u2122arco terrestre che sottende, al centro della terra, un angolo di un primo, cio\u00c3\u00a8 di un sessantesimo di grado (in totale come sapete vi sono 360 gradi). Esso misura all\u00e2\u20ac\u2122incirca 1850 metri. Un nodo equivale ad un miglio all\u00e2\u20ac\u2122ora. Quindi se avete nodi e volete passare ai chilometri orari, moltiplicate i nodi per due e detraete il 10%. E\u00e2\u20ac\u2122 un calcolo approssimativo, ma funziona. Per passare dai metri al secondo ai nodi, invece, moltiplicate i metri al secondo per due.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In genere le perturbazioni con i loro venti barici schiacciano le brezze, se di senso opposto alle stesse, ovvero si sommano al loro effetto, se vanno nella loro stessa direzione. Ed ecco i singoli venti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/download-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-56858\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/download-1.jpg\" alt=\"download (1)\" width=\"276\" height=\"183\" \/><\/a>Brezza termica \u00e2\u20ac\u0153di mare<\/em><\/strong><strong><em>\u00e2\u20ac\u009d<\/em><\/strong><em>,<\/em> la famosa Ora (si scrive con la O maiuscola e si pronuncia con la O aperta). Nell\u00e2\u20ac\u2122Alto Garda si contrappone al <em>Vento<\/em>, con la V maiuscola, che \u00c3\u00a8 invece quello che spira da Nord e che localmente non viene chiamato mai <em>tramontana<\/em>). Si alza per effetto del noto meccanismo che fa sorgere tutte le brezze, verso le 11-12 di mattina, e cala verso le 17-18 di sera. Il fenomeno \u00c3\u00a8 rilevante in primavera ed estate, minore in autunno, debole in inverno. L\u00e2\u20ac\u2122intensit\u00c3\u00a0 del vento va dai 10 ai 25-30 nodi. Normalmente \u00c3\u00a8 preavvisata dal formarsi delle nuvole di caldo sul Monte Baldo (i bianchi balloni del Baldo) e da una \u00e2\u20ac\u0153riga scura\u00e2\u20ac\u009d, cio\u00c3\u00a8 dall\u00e2\u20ac\u2122incresparsi dell\u00e2\u20ac\u2122orizzonte del lago verso sud. Si tratta di una brezza regolare, prevedibile, e quindi non pericolosa anche se forte, a meno di trovarsi a ridosso della costa nord del lago, di essere carichi di vele ed inesperti. Spesso porta foschia, talvolta invece \u00c3\u00a8 \u00e2\u20ac\u0153ciara, lustra\u00e2\u20ac\u009d ed allora \u00c3\u00a8 uno spettacolo di colori e bellezza! In genere non la si teme proprio perch\u00c3\u00a9 al contrario la si aspetta, la si desidera: infatti la maggior parte dei velisti viene sul Garda proprio per incontrarla. Quindi non mi soffermo oltre. <strong>Cosa fare<\/strong> in caso di Ora? Godersela tutta!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Brezza termica da nord<\/em><\/strong> (situazione normale). Se viene da nord est, si chiama Sarca ed \u00c3\u00a8 pi\u00c3\u00b9 forte. Da nord ovest, pi\u00c3\u00b9 debole, Balino o Balinot. Sarca e Balino, poco pi\u00c3\u00b9 a sud, si uniscono nel pi\u00c3\u00b9 famoso Peler, detto cos\u00c3\u00ac perch\u00c3\u00a9 a Riva del Garda \u00e2\u20ac\u0153fa il pelo\u00e2\u20ac\u009d all\u00e2\u20ac\u2122acqua, increspandola senza farle fare onda sotto la costa nord. E\u00e2\u20ac\u2122 l\u00e2\u20ac\u2122interfaccia dell\u00e2\u20ac\u2122Ora. Normalmente inizia verso le sei-sette di mattina, aumenta sino alle nove e quindi va a morire intorno alle dieci-undici. La sua intensit\u00c3\u00a0 aumenta da Riva a Torbole e da Nord a Sud, per cui sotto costa si pu\u00c3\u00b2 scegliere l\u00e2\u20ac\u2122intensit\u00c3\u00a0 con la quale cimentarsi. Verso Sud genera onda. Pu\u00c3\u00b2 essere pericolosa per i surfisti il raffreddamento dell\u00e2\u20ac\u2122acqua del lago che genera anche in estate (vi sono stati casi di assideramento in luglio) e per l\u00e2\u20ac\u2122onda (versio sud), che pu\u00c3\u00b2 spaventare velisti inesperti o sorpresi da questo comportamento marino del lago. Esistono comunque ridossi sicuri come Baia di Sogno e Garda, o quasi sicuri come Limone. <strong>Cosa fare?<\/strong> Non usare lo spi, terzarolare, planare allegramente verso sud, eventualmente evitare strambate (abbattute) e fare il rebecchino, non avvicinarsi troppo alla costa, divertirsi un sacco e tornare a casa con l\u00e2\u20ac\u2122Ora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/download-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-56857\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/download-2.jpg\" alt=\"download (2)\" width=\"276\" height=\"183\" \/><\/a>Vento barico \u00e2\u20ac\u0153regolare\u00e2\u20ac\u009d<\/em><\/strong> (situazione frequente). Causato da differenze di pressione. Trae la sua origine da zone ad alta pressione molto a Nord, e pu\u00c3\u00b2 durare anche tre giorni di seguito, soprattutto in inverno dopo una nevicata sul Brenta ed in Paganella. Di mattina all\u00e2\u20ac\u2122effetto barico si somma l\u00e2\u20ac\u2122effetto termico. Intensit\u00c3\u00a0 crescente da Riva a Torbole e da Nord verso Sud. Pu\u00c3\u00b2 arrivare a 40-45 nodi di velocit\u00c3\u00a0 (Centomiglia 1996 e Trofeo Gorla 1998). Onda formata a Sud. Pericoloso per i surfisti anche in estate soprattutto per il freddo (ci sono stati casi di morte per assideramento in piena estate). Esso non lascia spazio all\u00e2\u20ac\u2122Ora. E\u00e2\u20ac\u2122 prevedibile, ma \u00c3\u00a8 pi\u00c3\u00b9 pericoloso del precedente per la durata prolungata sino a sera. <strong>Cosa fare?<\/strong> Uscire terzarolati, niente genoa o spi. Per i surfisti: rientrare alla base.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Vento barico \u00e2\u20ac\u0153a tradimento<\/em><\/strong><strong><em>\u00e2\u20ac\u009d<\/em><\/strong> (situazione rara). Si alza quando si \u00c3\u00a8 gi\u00c3\u00a0 levata l\u00e2\u20ac\u2122Ora e la schiaccia. Il 29.3.97 (XV\u00c2\u00b0 Meeting Internazionale del Garda) era gradualmente calato il Vento e si stava formando l\u00e2\u20ac\u2122Ora. Tuttavia l\u00e2\u20ac\u2122Ora non si \u00c3\u00a8 rinforzata, dietro la sua classica riga scura \u00c3\u00a8 ricomparsa a sud una zona di lago chiara e a Nord, cio\u00c3\u00a8 vicino alla spiaggia trentina, si \u00c3\u00a8 formata sull\u00e2\u20ac\u2122acqua una anomala riga scura (attenzione, ecco l\u00e2\u20ac\u2122anomalia!). Si sono quindi levati 25-30 nodi di Vento. E\u00e2\u20ac\u2122 <strong>freddo<\/strong>, non sempre prevedibile. <strong>Cosa fare?<\/strong> Quando vi accorgete che l\u00e2\u20ac\u2122Ora, dopo essersi formata tende a scomparire e che il vento gira da Nord (la sequenza normale \u00c3\u00a8 invece contraria, cio\u00c3\u00a8 vento da nord che gira da sud!), non aspettate di averlo addosso: ammainate subito spinnaker e genoa, issate il fiocco e terzarolate prua al vento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Foen<\/em><\/strong> (situazione molto rara). Vento caldo, prevedibile attraverso i bollettini meteo. E\u00e2\u20ac\u2122 un vento da nord ma <strong>caldo<\/strong>, di ricaduta, che si forma dopo avere scaricato pioggia o neve sulle Alpi. Si \u00c3\u00a8 formato con la stessa metodologia del caso precedente il 6 aprile 1997 (Fraglia Cup), dalle due alle quattro del pomeriggio. Intensit\u00c3\u00a0 40 nodi. All\u00e2\u20ac\u2122inizio le barche pi\u00c3\u00b9 vicine a Torbole procedevano di bolina verso Sud (con l\u00e2\u20ac\u2122Ora che stava morendo subito dopo essersi formata) ed io che ero pi\u00c3\u00b9 a sud di un miglio, all\u00e2\u20ac\u2122altezza di Capo Tempesta, procedevo di bolina verso nord. Sul Fun avevo l\u00e2\u20ac\u2122equipaggio al completo: fiocco olimpico, due mani di terzaroli, randa parzialmente sventata, barca molto sbandata. <strong>Cosa fare?<\/strong> Vedi caso precedente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Bora<\/em><\/strong> (situazione rara). Localmente di chiama <em>Vineza<\/em> (Venezia). Sul Garda arriva da Sud, anche alle nove di mattina (XII\u00c2\u00b0 Meeting Internazionale del Garda, marzo 1995, 30 nodi; 30 aprile 2018, 25 nodi). E\u00e2\u20ac\u2122 un Vento freddo ed alle dieci di mattina inizia a sommarsi all\u00e2\u20ac\u2122effetto termico dell\u00e2\u20ac\u2122Ora. Normalmente arriva nella stagione fredda, quando sono fuori pochissime barche e probabilmente nessun surfista, per cui non fa danni. Tuttavia essa pu\u00c3\u00b2 arrivare anche nel corso di una bella giornata estiva anche se il caso non \u00c3\u00a8 frequente. La luminosit\u00c3\u00a0 \u00c3\u00a8 particolarmente accentuata. Si vede arrivare la Vineza sull\u00e2\u20ac\u2122acqua, nettissima, con il suo fronte di schiuma bianca che avanza assai velocemente come una improvvisa marea (Olimpic Garda, marzo 1996). E\u00e2\u20ac\u2122 questo il caso che vi lascia il minor tempo a disposizione. Per la velatura, vedi i casi precedenti. <strong>Cosa fare?<\/strong> Comportarsi come nei due casi precedenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Fronte freddo dopo una ampia perturbazione estiva<\/em><\/strong> (situazione molto rara): cielo tipico da coda della perturbazione, azzurrissimo con nuvole bianche luminosissime. Lago splendente di argento piombo accecante. Caratteristica del vento: raffiche non solo sotto la costa Nord ma anche verso il centro-sud del lago con salti di direzione notevoli. <strong>Cosa fare?<\/strong> Ammainate lo spinnaker ed impugnate una buona macchina fotografica!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Ponale<\/em><\/strong><strong>.<\/strong> Vento di caduta, circoscritto alla zona sottostante la valletta del torrente Ponale, due miglia a sud di Riva del Garda, lato bresciano. Si genera quando sulla montagna c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 o c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 stato un temporale (locale, estivo, circoscritto). Il Ponale si apre a raggiera, pu\u00c3\u00b2 aiutare a vincere o a perdere una regata, non lo giudico pericoloso perch\u00c3\u00a9 al massimo vi fa scuffiare, ma comunque vi sospinge fuori della zona della sua influenza. Durante la Fraglia Cup 1998 ho vinto una regata proprio andando a cacciarmi dentro la \u00e2\u20ac\u0153zona Ponale\u00e2\u20ac\u009d a vele ridotte (due mani e fiocco olimpico), mentre altre barche, troppo invelate, sventavano fermandosi. Altro caso: mattina del 7 agosto 1999 regata delle vele latine a Riva del Garda, 60 nodi all\u00e2\u20ac\u2122improvviso, visibilit\u00c3\u00a0 dieci metri, il tutto per cinque minuti\u00e2\u20ac\u00a6quanto basta. <strong>Cosa fare?<\/strong> Utilizzarlo, come faccio io od evitarlo (basta allontanarsi un poco dalla zona). Tuttavia il 7 agosto scorso ho ammainato le vele, e di corsa! In questo caso l\u00e2\u20ac\u2122importante \u00c3\u00a8 non essere vicini alla costa, non prendersi una bomata in testa e non cadere in acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vele Latine sotto Ponale!<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riva del Garda, 7 agosto 1999: tutto avrebbe sconsigliato l\u00e2\u20ac\u2122uscita. Gi\u00c3\u00a0 dal giorno prima infatti la costa era stata assalita da inconsuete folate di aria eccessivamente calda, che attraversavano la zona di lago prospiciente la citt\u00c3\u00a0 secondo canali ben definiti. La mattina del 7 agosto il cielo \u00c3\u00a8 cupo, il temporale \u00e2\u20ac\u0153gira\u00e2\u20ac\u009d dietro i 1600 metri della cima della Rocchetta. Il lago \u00c3\u00a8 deserto: nessun turista si \u00c3\u00a8 azzardato ad uscire. Tuttavia la regata delle Vele Latine organizzata con la collaborazione della Fraglia Vela Riva \u00c3\u00a8 troppo importante per rinunciarvi! E poi si tratta di gente del posto, preparata e buona conoscitrice dei segreti del Lago, che se la sarebbe cavata comunque. Quindi si parte. Dodici barche al via. La pi\u00c3\u00b9 grande una barca in legno, d\u00e2\u20ac\u2122epoca, di dieci metri, con randa, controranda e due fiocchi: uno spettacolo! La pi\u00c3\u00b9 piccola un dinghy, timonato dall\u00e2\u20ac\u2122amico Paolo Matteotti. Vento debole da Sud, quasi un\u00e2\u20ac\u2122<em>Oresella<\/em> (debole Ora). Parte benissimo, in boa e con mure a sinistra, l\u00e2\u20ac\u2122amico olimpionico Gianni Torboli, al timone di una lancia con fiocco e randa col picco. Io seguo la regata con il mio FUN. Sono solo a bordo. Espongo fiocco e randa piena, tengo le vele \u00e2\u20ac\u0153morbide\u00e2\u20ac\u009d, cio\u00c3\u00a8 poco cazzate, e timono da sottovento per sbandare un po\u00e2\u20ac\u2122 la barca ed aiutarle a prendere forma. Siamo in prossimit\u00c3\u00a0 della prima boa di bolina. Gianni vira e si appresta alla poppa. Il cielo \u00c3\u00a8 sempre pi\u00c3\u00b9 buio, il vento sempre pi\u00c3\u00b9 debole. A Riva accendono le luci stradali! Intorno, sulle montagne, le saette colpiscono le vette con sempre maggiore frequenza. Mi rivolgo a Luigi Armellini detto il \u00e2\u20ac\u0153Babbo\u00e2\u20ac\u009d che sta sulla pilotina, nei pressi della boa: \u00e2\u20ac\u0153Babbo, qui si prepara una sventolata!\u00e2\u20ac\u009d gli dico. Annuisce preoccupato\u00e2\u20ac\u00a6 Indosso la cerata ed il giubbotto di salvataggio, chiudo il tambuccio del Fun. Ho la prua rivolta verso Torbole. Per caso, con la coda dell\u00e2\u20ac\u2122occhio sinistro vedo avanzare colonne di aria e spuma bianca alte cinque-dieci metri. In un secondo la sventolata mi \u00c3\u00a8 addosso. E\u00e2\u20ac\u2122 come essere investiti dallo spostamento d\u00e2\u20ac\u2122aria di un\u00e2\u20ac\u2122esplosione. Impressionante infatti \u00c3\u00a8 la velocit\u00c3\u00a0 e la forza con la quale l\u00e2\u20ac\u2122aria \u00c3\u00a8 stata letteralmente sparata gi\u00c3\u00b9 dalla Valle del Ponale. La visibilit\u00c3\u00a0 scende a cinque metri. Il Fun si sdraia sul lato sinistro. La sola preoccupazione che ho \u00c3\u00a8 per i fulmini e per i danni che potrebbe subire la barca. Lasco le vele (il fiocco sbatte, speriamo che non si strappi!). Lego il boma alla draglia. Ammaino la randa. Faccio lavorare il fiocco, al lasco, verso Torbole (credo). Il Fun avanza a cinque nodi. Velocit\u00c3\u00a0 del vento rilevata nel Porto S. Niccol\u00c3\u00b2 di Riva: 60 nodi. Dopo alcuni minuti il vento cessa. La costa torna visibile, e con lei le altre barche, ferme, con le vele ammainate. Piove. Ci contiamo, rassicuriamo le due pilotine della Fraglia e quella dei Carabinieri. Tutto bene quel che finisce bene, soprattutto se ad uscire in barca sono persone del posto, regatanti ed allenate. Ma se si fossero trovati in acqua turisti non altrettanto preparati? Concludo con una proposta: dotare la costa dell\u00e2\u20ac\u2122Alto Garda Trentino di un sistema di segnalazioni a lampi colorati che preavvisino i naviganti dell\u00e2\u20ac\u2122approssimarsi delle \u00e2\u20ac\u0153Ponalate\u00e2\u20ac\u009d, del Foen, della Vinessa (\u00e2\u20ac\u0153Venezia\u00e2\u20ac\u009d, cio\u00c3\u00a8 bora) e dei mini cicloni estivi. Incidere su targhette in ottone le relative \u00e2\u20ac\u0153istruzioni per l\u00e2\u20ac\u2122interpretazione dei segnali\u00e2\u20ac\u009d, ed applicarle sulle barche date a noleggio. Il sistema \u00c3\u00a8 adottato sul Lago di Prien, in Baviera, a vantaggio dei numerosi turisti che remano e veleggiano su quelle acque.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Mini ciclone estivo<\/em><\/strong><strong>.<\/strong> Si forma con la stessa tecnica dei veri cicloni asiatici, in caso di forte surriscaldamento dell\u00e2\u20ac\u2122acqua. Si crea una colonna di aria calda ascendente che si invortica come una vera tromba d\u00e2\u20ac\u2122aria. Pi\u00c3\u00b9 probabile a fine agosto, si verifica una volta ogni due anni circa. Dura una decina di minuti. A terra sradica alberi e solleva catamarani. A mio avviso \u00c3\u00a8 assai meno pericoloso per le barche in navigazione, purch\u00c3\u00a8 non siano sotto costa e siano a secco di vele. <strong>Cosa fare?<\/strong> Quando avvertite troppo caldo, una strana elettricit\u00c3\u00a0 nell\u00e2\u20ac\u2122aria, una forte umidit\u00c3\u00a0, una calma irreale, quando il cielo \u00c3\u00a8 cupo pur essendo sereno\u00e2\u20ac\u00a6be\u00e2\u20ac\u2122 allora ammainate tutte le vele, accendete il motore, mandate donne e bambini sottocoperta, indossate il giubbotto e allontanatevi dalla costa. In pochi minuti tutto sar\u00c3\u00a0 passato senza danni a cose e persone. Direi che i pericoli maggiori in questo caso li corre chi \u00c3\u00a8 sulla terra ferma in quanto rischia di essere colpito da piante divelte o da oggetti fatti volare per l\u00e2\u20ac\u2122aria, non chi \u00c3\u00a8 in mezzo al lago.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">FINE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Buon Vento a tutti, Velisti e ciclisti!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: nel post precedente vi ha parlato un ciclista, qui un velista (post 3155) Gi\u00c3\u00a0, perch\u00c3\u00a9 il regime dei [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[364],"tags":[9080,9081],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56854"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=56854"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56854\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=56854"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=56854"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=56854"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}