{"id":58801,"date":"2018-07-27T05:44:09","date_gmt":"2018-07-27T04:44:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=58801"},"modified":"2018-07-27T12:19:04","modified_gmt":"2018-07-27T11:19:04","slug":"un-libro-per-lestate-di-claudio-morelli","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=58801","title":{"rendered":"UN LIBRO PER L\u00e2\u20ac\u2122ESTATE di Claudio Morelli"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u00c2\u00a0<strong>Detto altrimenti: <\/strong><strong>\u00c3\u00a8 il libro al quale mi riferisco che \u00c3\u00a8 di Claudio Morelli. Il<\/strong><strong> post \u00c3\u00a8 mio, una sorta di new-post, un post-lettura, non nel senso di \u00e2\u20ac\u0153dopo la lettura\u00e2\u20ac\u009d bens\u00c3\u00ac nel senso di \u00e2\u20ac\u0153post da leggere\u00e2\u20ac\u009d, come se fosse esso stesso un racconto breve \u00c2\u00a0per l\u00e2\u20ac\u2122estate\u00c2\u00a0&#8230;\u00c2\u00a0<\/strong>\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 (post 3268)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non me ne vorr\u00c3\u00a0 la mia madrina-collega-blogger Mirna Moretti se occupandomi di libri \u00e2\u20ac\u0153invado il suo campo\u00e2\u20ac\u009d di liber-blogger, ma d\u00e2\u20ac\u2122altra parte \u00e2\u20ac\u0153liber\u00e2\u20ac\u009d significa \u00e2\u20ac\u0153libro\u00e2\u20ac\u009d ma anche \u00e2\u20ac\u0153libero\u00e2\u20ac\u009d e quindi mi sento liber di occuparmi di un liber.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/01book-CM.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-58803\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/01book-CM-208x300.jpg\" alt=\"01book CM\" width=\"208\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/01book-CM-208x300.jpg 208w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/01book-CM.jpg 534w\" sizes=\"(max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le fortune non vengono mai sole. L\u00e2\u20ac\u2122ho appena coniato mio questo proverbio, vabb\u00c3\u00a8? Infatti, se andate a leggere fra i recenti miei post le vicende che &#8211; in relazione al fiume Fersina e alla Festa di mezz\u00e2\u20ac\u2122Estate dell\u00e2\u20ac\u2122Accademia delle Muse &#8211; mi hanno portato a conoscere due splendide persone, <strong>Claudio Morelli e Lino Beber <\/strong>(dell&#8217;Associazione Amici della Storia- Pergine, Presidente\u00c2\u00a0Iole\u00c2\u00a0Piva), capirete il perch\u00c3\u00a9 del nuovo proverbio. Ma veniamo al libro. Nel 2015 \u00c3\u00a8 stato presentato a Canezza (<em>Katetsch<\/em>in in tedesco,\u00c2\u00a0<em>Caneza<\/em>\u00c2\u00a0in dialetto trentino, K<em>aneitsch<\/em>\u00c2\u00a0in lingua mochena \u00c3\u00a8 una frazione del comune di Pergine Valsugana) <strong>il libro di Claudio Morelli \u00e2\u20ac\u0153Quando i Mocheni giunsero al mare\u00e2\u20ac\u009d:<\/strong> si tratta di 72 racconti, uno dei quali ha per protagonista il suo grande amico <strong>Lino Beber<\/strong>, coautore con Morelli e Mario Cerato del libro sulla Fersina di cui ai miei recenti citati post. Questo racconto \u00c3\u00a8 relativo ad una vicenda del 1958.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho pensato di offrire direttamente un po\u00e2\u20ac\u2122 di lettura estiva alle mie lettrici ed ai miei lettori anche prima che corrano a comperare questo libro. Ed allora ecco due chicche: <strong>la presentazione<\/strong> dell\u00e2\u20ac\u2122opera a firma di Lino Beber e a seguire <strong>il citato racconto<\/strong> relativo alla vicenda del 1958. Buona lettura estiva!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La presentazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/libro-MC-Trentino01122015.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-58808\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/libro-MC-Trentino01122015-300x166.jpg\" alt=\"libro MC Trentino01122015\" width=\"300\" height=\"166\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/libro-MC-Trentino01122015-300x166.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/libro-MC-Trentino01122015.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><em>Con gioia ho accolto l\u00e2\u20ac\u2122invito del mio caro amico e coscritto Claudio di scrivere due righe di prefazione alla sua raccolta di racconti ambientati nella sua \u00e2\u20ac\u0153Valle incantata\u00e2\u20ac\u009d e a spasso per il mondo; protagonisti delle sue divagazioni sono i suoi cari, le sue passioni, il suo ambiente in un \u00e2\u20ac\u0153amarcord\u00e2\u20ac\u009d che la penna di \u00e2\u20ac\u0153Claudicans\u00e2\u20ac\u009d, come lo chiam\u00c3\u00b2 un giorno un suo professore delle magistrali, rende piacevole e stuzzicante.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 La parola \u00e2\u20ac\u0153mito\u00e2\u20ac\u009d (= \u00ce\u00bc\u00cf\u008d\u00ce\u00b8\u00ce\u00bf\u00cf\u201a) per i greci indicava un racconto, una fiaba. Le favole di Esopo con attori principali gli animali (l\u00e2\u20ac\u2122astuta volpe, il leone, l\u00e2\u20ac\u2122agnello, il corvo\u00e2\u20ac\u00a6) terminano tutte con \u00e2\u20ac\u0153la favola insegna che\u00e2\u20ac\u009d, la famosa \u00e2\u20ac\u0153morale della fiaba\u00e2\u20ac\u009d e nei racconti di Claudio ritrovo l\u00e2\u20ac\u2122antico modo di insegnare la magia della vita.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 Nel suo favoleggiare emergono i suoi cari, la mamma Amalia e il pap\u00c3\u00a0 Albino, i fratelli don Marco e Silvano, la sorella Clara, il suo paese, il cane Sofia e la capra Lela, alcuni personaggi dello sport e della musica, la televisione, le feste, i maccheroni invece della solita polenta, gli avvenimenti di storia locale, lo sbarco sulla luna, l\u00e2\u20ac\u2122eclissi di sole, il \u00e2\u20ac\u0153Vittorioso\u00e2\u20ac\u009d del 1960, la bicicletta da corsa, la Fersina amica-nemica, l\u00e2\u20ac\u2122amore. Claudio ricorda che abita nella casa che un tempo era la caserma dei carabinieri e la sua cameretta era la cella dove tenevano per una notte il ladro e il malfattore.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 Claudio ama definirsi \u00e2\u20ac\u0153mocheno bianco\u00e2\u20ac\u009d per differenziarsi dai Mocheni che parlano l\u00e2\u20ac\u2122antico dialetto bavarese e nel suo racconto che d\u00c3\u00a0 il titolo alla raccolta delle sue divagazioni emerge l\u00e2\u20ac\u2122aria di mutazione che, \u00e2\u20ac\u0153quando i Mocheni giunsero al mare\u00e2\u20ac\u009d, introdussero nel loro stile di vita.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 \u00e2\u20ac\u01530 tempora, o mores\u00e2\u20ac\u009d tuonava Cicerone nelle sue orazioni contro Verre e contro Catilina e possiamo tradurre: \u00e2\u20ac\u0153cambiano i tempi, mutano i costumi\u00e2\u20ac\u009d e Claudio, che non \u00c3\u00a8 solo uno scrittore, ma prima di tutto un poeta, osserva e descrive il mutare del corso dei tempi e la sua penna scorre veloce e arguta a descrivere avvenimenti e sentimenti.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 Claudio per alcuni anni \u00c3\u00a8 stato un buon ciclista dilettante, continuando la sua attivit\u00c3\u00a0 di sportivo durante il periodo di leva militare presso il centro sportivo sempre con buoni risultati, tanto da essere tentato di continuare la carriera sportiva, come l\u00e2\u20ac\u2122amico Marcello Osler. In quel periodo, avendo superato il concorso magistrale, fu chiamato per iniziare la sua carriera di maestro e, appese al chiodo le due ruote, scelse la vita di maestro elementare che ha svolto con diligenza in varie scuole della valle dei Mocheni e poi nel Perginese. Tutti i suoi scolari ricordano con simpatia e affetto il maestro Claudio. La sua scelta di passare dalla bicicletta all\u00e2\u20ac\u2122arte dell\u00e2\u20ac\u2122educatore \u00c3\u00a8 stata sicuramente indovinata e la sua grande passione per la poesia e per la letteratura si esprime ora nella sua produzione di scrittore, poeta, commediografo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 Italo Calvino ha detto che \u00e2\u20ac\u0153la poesia \u00c3\u00a8 l\u00e2\u20ac\u2122arte di far entrare il mare in un bicchiere\u00e2\u20ac\u009d e Claudio nelle sue \u00e2\u20ac\u0153scorciatoie e raccontini di una vita in folle\u00e2\u20ac\u009d \u00c3\u00a8 riuscito nell\u00e2\u20ac\u2122impresa e chiudo citando le sue ultime righe dove scrive: \u00e2\u20ac\u0153Sono nato e vissuto in mezzo alle montagne, fra le pietre e i dossi, al cospetto di picchi e selve ventose, eppure mai sono stato attratto dalle vette e dalla passione dell\u00e2\u20ac\u2122arrampicare e del salire in alto; pi\u00c3\u00b9 forte \u00c3\u00a8 sempre stato il richiamo dell\u00e2\u20ac\u2122acqua, un inconscio desiderio dell\u00e2\u20ac\u2122amnios materno o forse soltanto la tendenza a essere Nessuno, come Ulisse, pur se per questo pi\u00c3\u00b9 che l\u00e2\u20ac\u2122acqua della Fersina, ci vorrebbe il mare\u00e2\u20ac\u009d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il racconto: \u00e2\u20ac\u0153Il viaggio\u00e2\u20ac\u009d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Era una Roma familiare, quasi paesana: il sole d\u00e2\u20ac\u2122agosto la rendeva sonnolenta e bellissima nel fervore allegro di un dopoguerra pieno di promesse e futuro, non ancora travolta dal traffico caotico e dall\u00e2\u20ac\u2122arroganza del boom economico. Papa Pacelli, Pio XII, nella residenza estiva di Castel Gandolfo viveva i suoi ultimi giorni di Regno e la citt\u00c3\u00a0 si stava preparando alle Olimpiadi che si sarebbero svolte due anni dopo.<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_58814\" style=\"width: 224px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/08b-LinoDarioGiuseppe1958.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-58814\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-58814 size-medium\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/08b-LinoDarioGiuseppe1958-214x300.jpg\" alt=\"08b LinoDarioGiuseppe1958\" width=\"214\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/08b-LinoDarioGiuseppe1958-214x300.jpg 214w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/08b-LinoDarioGiuseppe1958-731x1024.jpg 731w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/08b-LinoDarioGiuseppe1958.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-58814\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 Lino, Dario e Giuseppe Beber<\/strong><\/span><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Per Lino, otto anni, Roma era un premio senza prezzo, un viaggio nell\u00e2\u20ac\u2122altrove e nel mito, il primo allontanarsi dalle montagne di Trento. La zia Agnese, maestra illuminata, organizz\u00c3\u00b2 il tutto a dovere: partenza in treno assieme ai nipoti, i fratelli Dario ventenne, Giuseppe adolescente e Lino, ancora un bambino. Le prime emozioni gi\u00c3\u00a0 da subito: oltre il finestrino del treno campagne e citt\u00c3\u00a0, l\u00e2\u20ac\u2122Italia concreta che si materializzava uscendo dal sussidiario e dagli atlanti. E poi lei, la fata morgana, la Roma dei Papi e dei Cesari, il punto d\u00e2\u20ac\u2122arrivo di tutte le strade. Con la zia a spiegare per bene, la visita ai monumenti pi\u00c3\u00b9 celebri con negli occhi i capolavori sublimi. Lino, pi\u00c3\u00b9 di tutto, rimase abbagliato dalla magnificenza e dalle armoniche geometrie del Vaticano, affascinato e conquistato da una Chiesa trionfante e solenne. E gi\u00c3\u00a0 nel suo futuro si prefigurava il fratello pi\u00c3\u00b9 grande con la tiara pontificia, l\u00e2\u20ac\u2122altro fratello avvolto dalle porpore cardinalizie; lui invece, pi\u00c3\u00b9 modestamente, si immaginava vestito con l\u00e2\u20ac\u2122abito michelangiolesco delle guardie svizzere. Ecco: il suo sogno divenne subito quello di far parte degli alabardati difensori del romano pontefice. Grande fu la delusione quando venne a sapere che la \u00e2\u20ac\u0153conditio sine qua non\u00e2\u20ac\u009d per diventare guardia svizzera era quella di esser nato in un posto ben preciso della Confederazione elvetica.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Furono giorni che riempirono la mente e il cuore. Ma una visita a Roma non \u00c3\u00a8 tale se non si \u00c3\u00a8 visto il Papa, che non era, come si diceva, in citt\u00c3\u00a0, ma a Castel Gandolfo. La zia allora organizz\u00c3\u00b2 la sortita \u00e2\u20ac\u0153extra moenia\u00e2\u20ac\u009d in modo da poter vedere il successore di Pietro e ricevere la Sua benedizione. Era per\u00c3\u00b2 una trasferta impegnativa e faticosa che richiedeva una consapevolezza da adulti. E cos\u00c3\u00ac si pens\u00c3\u00b2 di evitare a Lino una giornata che sarebbe potuta risultare, per lui bambino, noiosa e non sufficientemente interessante. E cos\u00c3\u00ac mentre la zia e i fratelli si recarono a Castel Gandolfo, Lino venne parcheggiato al giardino zoologico con la raccomandazione di non allontanarsi da l\u00c3\u00ac e di passare il tempo, in attesa del loro ritorno, a osservare i vari animali. E Lino l\u00c3\u00ac rimase tutto il giorno, da solo, ad ammirare gli animali pi\u00c3\u00b9 esotici e strani, ammaliato dai pi\u00c3\u00b9 diversi versi, dai canti e dai sibili. Quando all\u00e2\u20ac\u2122imbrunire la zia e i fratelli passarono a riprenderlo, lo trovarono euforico: capace di imitare il salto del canguro come il passo del gorilla, lo strisciare del boa e il volo del condor.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Quello che al giorno d\u00e2\u20ac\u2122oggi sarebbe etichettato come abbandono di un minore, in quella Roma fine anni Cinquanta, fu invece un episodio che ci d\u00c3\u00a0 la misura di una vivibilit\u00c3\u00a0 e di un equilibrio civile ormai definitivamente perduti. Anche grazie a quel fantastico giorno da solo allo zoo, il ricordo di quel suo primo viaggio a Roma, \u00c3\u00a8 rimasto a Lino, diventato nel frattempo gran viaggiatore del mondo, come uno dei momenti pi\u00c3\u00b9 cari, come una sortita nel sogno e nell\u00e2\u20ac\u2122assenza di tempo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fine &#8211; Buone letture estive a tutte e a tutti!<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c2\u00a0Detto altrimenti: \u00c3\u00a8 il libro al quale mi riferisco che \u00c3\u00a8 di Claudio Morelli. 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