{"id":61497,"date":"2018-11-30T08:30:12","date_gmt":"2018-11-30T07:30:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=61497"},"modified":"2018-12-01T09:04:55","modified_gmt":"2018-12-01T08:04:55","slug":"61497","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=61497","title":{"rendered":"ALEIDA GUEVARA MARCH IN TRENTINO"},"content":{"rendered":"<p><strong>Detto altrimenti: la figlia del Che, oggi medico pediatra a l\u2019Havana (Cuba)<\/strong>\u00a0\u00a0 (post 3415)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/download-112.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-61505\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/download-112.jpg\" alt=\"download (1)\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dove, quando, come, perch\u00e9? Dai che trovate ogni risposta nel post \u201cProssimi eventi\u201d. Io prendo lo spunto dalla sua visita in Trentino e da un particolare ritratto del \u201cChe\u201d per parlare di Pace, anzi, per far parlare di Pace il mio amico <strong>Lino Beber,<\/strong> dell\u2019associazione Amici della Storia di Pergine Valsugana. Qui a fianco <strong>Lino Beber con l&#8217;amico collega scrittore e poeta\u00a0 Claudio Morelli.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Perch\u00e9 Ernesto Guevara \u00e8 stato chiamato il \u201cChe\u201d? Sono stati i cubani a dargli il nomignolo \u201cChe\u201d, per la sua abitudine di intercalare le frasi con questa tipica espressione argentina. In Argentina \u201c<\/em><em>che\u201d <\/em><em>si usa colloquialmente per richiamare l\u2019attenzione: \u201centendiste, che?\u201d, per esempio, vuol dire \u201chai capito\u201d? Como estas che? Come stai, dai &#8230; Lo ha raccontato lo stesso Fidel Castro nel suo libro \u201c <a href=\"http:\/\/www.librimondadori.it\/libri\/io-e-il-che-fidel-castro\"><em>Io e il Che\u201d <\/em><\/a>(Mondadori): \u00abAll\u2019inizio era Ernesto. Da argentino aveva l\u2019abitudine di rivolgersi agli altri con la locuzione\u201d <\/em><em>che\u201d<\/em><em>, e cos\u00ec iniziammo a chiamarlo noi cubani\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/69-Che-gru.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-61499\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/69-Che-gru-225x300.jpg\" alt=\"69 Che gru\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/69-Che-gru-225x300.jpg 225w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/69-Che-gru.jpg 576w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Scrive Lino Beber:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Inizia<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carissimo Riccardo, ti allego un singolare lavoro di origami (= l\u2019arte di piegare la carta) dove una origamista italiana con l\u2019aiuto della sua mamma piegando con la carta migliaia di piccole gru, uccello simbolo della pace, ha realizzato questo volto del \u201cChe\u201d e sotto spiegato il motivo delle gru, che ho appreso <strong>l\u2019anno scorso nel mio viaggio in Giappone.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Memoriale-della-Pace.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-61501\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Memoriale-della-Pace-300x224.jpg\" alt=\"Memoriale della Pace\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Memoriale-della-Pace-300x224.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Memoriale-della-Pace.jpg 442w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>24 aprile 2017<\/strong>: con \u201ctreno proiettile\u201d da Okayama partiamo per <strong>Hiroshima<\/strong> (1.200.000 abitanti), dove al mattino visitiamo il <strong>Parco della Pace e il Museo della Bomba Atomica<\/strong>. Nel Parco della Pace si trova il Memoriale della Pace, patrimonio UNESCO dal 1996: l\u2019edificio, progettato dall&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Architetto\">architetto<\/a> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Repubblica_Ceca\">ceco<\/a> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Jan_Letzel\">Jan Letzel<\/a> e destinato a ospitare la fiera commerciale della <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Prefettura_di_Hiroshima\">prefettura di Hiroshima<\/a>, fu ultimato nel mese di aprile del <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1915\">1915<\/a> e fu sempre utilizzato a scopi commerciali. Il 6 agosto <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1945\">1945<\/a> l&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bombardamento_atomico_di_Hiroshima_e_Nagasaki\">esplosione nucleare<\/a> avvenne a pochissima distanza dall&#8217;edificio con <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ipocentro\">ipocentro<\/a> a soli 150 metri e fu la struttura pi\u00f9 vicina fra quelle che resistettero alla bomba. La costruzione rimane nello stesso stato in cui si trovava subito dopo l&#8217;attacco atomico ed \u00e8 oggi utilizzata come un monito a favore dell&#8217;eliminazione di ogni <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Arma_nucleare\">arsenale nucleare<\/a> e un simbolo di speranza e <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pace\">pace<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Monumento-alla-Bambina-Sadako-e-le-gru-origami.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-61500\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Monumento-alla-Bambina-Sadako-e-le-gru-origami-300x226.jpg\" alt=\"Monumento alla Bambina Sadako e le gru origami\" width=\"300\" height=\"226\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Monumento-alla-Bambina-Sadako-e-le-gru-origami-300x226.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Monumento-alla-Bambina-Sadako-e-le-gru-origami.jpg 438w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nel parco c\u2019\u00e8 il <strong>monumento della bambina giapponese Sadako Sasaki<\/strong>, nata a Hiroshima il 7 gennaio 1943. La piccola Sadako si trovava a casa, a circa 1700 metri di distanza dal luogo dell&#8217;esplosione; lo spostamento d&#8217;aria la scaravent\u00f2 fuori dalla finestra. Sua madre corse a cercarla, e la trov\u00f2 illesa poco lontano dalla sua abitazione, nei pressi del Ponte Misasa. Crescendo, Sadako divenne forte e atletica, ma nel 1954, mentre si stava allenando per un&#8217;importante gara di corsa, fu colta da vertigini e cadde a terra. Le fu diagnosticata una grave forma di leucemia che la port\u00f2 a morte a 12 anni il 25 ottobre 1955. Una leggenda giapponese racconta che chi potr\u00e0 piegare 1000 gru di origami vedr\u00e0 il suo sogno fatto realt\u00e0. Mentre la piccola Sadako era in ospedale, la sua amica Chizucho le spieg\u00f2 che se desiderava qualcosa con molta forza piegando 1000 gru di carta, il suo sogno sarebbe diventato realt\u00e0. E lei aveva un sogno: correre di nuovo. Chizucho le regal\u00f2 la prima gru fatta da lei con una bella carta dorata. Sadako durante i 14 mesi trascorsi in ospedale us\u00f2 la carta dei medicinali e tutte quelle che trovava in giro e fece 644 gru di\u00a0origami. Purtroppo, la malattia fu pi\u00f9 veloce e Sadako non ebbe il tempo di finire le 1000 gru. I suoi amici, per renderle omaggio, completarono il lavoro che lei aveva iniziato, con la speranza che nel mondo non ci fossero pi\u00f9 guerre. Dopo la sua morte, i suoi amici e compagni di scuola pubblicarono una raccolta di lettere al fine di raccogliere fondi per costruire un monumento in memoria sua e degli altri bambini morti in seguito alla bomba atomica di Hiroshima. Nel 1958 il monumento con la statua di Sadako mentre tende una gru d\u2019oro verso il cielo fu collocato nel <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Parco_del_Memoriale_della_Pace&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Parco del Memoriale della Pace<\/a>. Ai piedi della statua, una targa reca incisa la frase: \u201cQuesto \u00e8 il tuo pianto. La nostra preghiera. Pace nel mondo\u201d. Questa storia fece il giro del mondo e la gru divent\u00f2 un simbolo di pace. Da allora, arrivano a Hiroshima migliaia di gru di carta da tutto il pianeta perch\u00e9 i bambini della citt\u00e0, ogni 6 di agosto, possano appenderle al monumento di Sadako, con la speranza di trasmettere questo messaggio a tutto il mondo. Hiroshima \u00e8 oggi una citt\u00e0 dell\u2019industria navale e automobilistica (Mazda), della pesca (acciughe e ostriche) e della coltivazione degli agrumi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Finisce<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/download30.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-61506\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/download30.jpg\" alt=\"download\" width=\"194\" height=\"260\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie Lino di questo ennesimo bel regalo, dal &#8220;Che&#8221; al Giappone in favore della Pace oggi cos\u00ec minacciata da un numero sempre maggiore di incoscienti palestrati senza cervello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">P.S.: Lino Beber, medico in pensione dell&#8217;Ospedale di Borgo Valsugana, grandissimo viaggiatore, animatore dell&#8217;Associazione Amici della Storia di Pergine e &#8211; da ultimo &#8211; autore insieme a Mario Cerato e Claudio Morelli dello splendido volume &#8220;La Fersina, antica Signora della Valle&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"line-height: 105%; font-family: 'Arial',sans-serif; font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"line-height: 105%; font-family: 'Arial',sans-serif; font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"line-height: 105%; font-family: 'Arial',sans-serif; font-size: 12pt;\"><span style=\"color: #000000;\">.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: la figlia del Che, oggi medico pediatra a l\u2019Havana (Cuba)\u00a0\u00a0 (post 3415) . 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