{"id":62545,"date":"2019-01-08T10:36:36","date_gmt":"2019-01-08T09:36:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=62545"},"modified":"2019-01-09T16:50:03","modified_gmt":"2019-01-09T15:50:03","slug":"accademia-delle-muse-26","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=62545","title":{"rendered":"ACCADEMIA DELLE MUSE"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Detto altrimenti: seratona del 7 gennaio\n2019<\/strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp; (post 3471)<\/p>\n\n\n\n<p>Chi bene incomincia &#8230; e noi dell\u2019Accademia abbiamo incominciato benissimo! Gi\u00e0, il primo evento dell\u2019Anno 2019 \u00e8 stato un Evento con la E maiuscola! Sentiamo un po\u2019: che ne dite \u2013 nella prima parte della serata &#8211; del concerto per pianoforte (<strong>Cristina<\/strong>) e voci (<strong>Giovanna<\/strong> contralto, <strong>Letizia<\/strong> soprano) <strong>Stabat Mater di Giovanni Battista Pergoles<\/strong>i? \u00a0Tre mesi di prove e lavoro intenso per regalarci questa emozione di un superconcerto privato, come erano quelli che si eseguivano al tempo del Pergolesi! L\u2019esecuzione musicale e canora \u00e8 stata preceduta dalla lettura da parte di <strong>Stefano <\/strong>della presentazione del\u2019Autore e della sua opera: <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img loading=\"lazy\" width=\"300\" height=\"225\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/IMG_4893-Copia-1-300x225.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-62553\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/IMG_4893-Copia-1-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/IMG_4893-Copia-1.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>&#8220;<em>Giovanni Battista Draghi detto Pergolesi \u00e8 stato un organista, violinista e compositore di opere e musica sacra dell&#8217;epoca barocca. Nacque a Jesi in provincia d&#8217;Ancona nel 1710. La famiglia era originaria di Pergola, in provincia di Pesaro-Urbino, cos\u00ec divenne nota come i Pergolesi. Giovanni Battista ebbe una giovinezza relativamente agiata, ma perse i genitori precocemente, oltre a due fratelli e una sorella. Fece i primi studi di organo e violino nella citt\u00e0 natale, durante i quali mostr\u00f2 notevole talento. All&#8217;et\u00e0 di quindici anni fu ammesso nel celebre Conservatorio dei Poveri di Ges\u00f9 Cristo a Napoli, dove studi\u00f2 composizione e si diplom\u00f2 a 21 anni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img loading=\"lazy\" width=\"300\" height=\"225\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/IMG_4895-Copia-300x225.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-62548\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/IMG_4895-Copia-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/IMG_4895-Copia.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>La sua opera pi\u00f9 conosciuta e ancora oggi regolarmente inserita nei programmi dei maggiori teatri mondiali \u00e8 La serva padrona, un breve intermezzo buffo in due atti. Questa composizione, di carattere allegro e scanzonato e non priva di malizia, rappresenta situazioni e personaggi caricaturali ma realistici, vicini a quelli della tradizionale commedia dell&#8217;arte. Dal punto di vista compositivo rappresenta uno tra i primi esempi della naturale evoluzione del linguaggio musicale barocco precedente. La sua musica apparentemente spontanea e fresca, riflette la societ\u00e0 napoletana, venata da uno stile popolare, in cui sono alternativamente presenti motivi spagnoli e scene comiche, cos\u00ec come sentimentali e eroiche.&nbsp; <\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img loading=\"lazy\" width=\"214\" height=\"235\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/PERGOLESI.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-62555\"\/><figcaption><em><strong>GB Pergolesi<\/strong><\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>Alla fine del 1735 le condizioni di salute di Pergolesi peggiorarono, si ammal\u00f2 di tubercolosi e decise di ritirarsi a Pozzuoli, dove si riteneva ci fosse un clima salubre e poteva contare sull&#8217;asilo e l&#8217;assistenza medica del locale convento dei cappuccini. Nei suoi ultimi mesi di vita compose quelli che sono considerati il suo lascito pi\u00f9 importante nell&#8217;ambito della musica sacra: si tratta del Salve Regina del 1736&nbsp; e del coevo Stabat Mater per orchestra d&#8217; archi, soprano e contralto.&nbsp; Il testo latino dello Stabat \u00e8 stato composto da Jacopone da Todi: la prima parte \u00e8 una meditazione sul dolore di Maria durante la crocifissione di Ges\u00f9, la seconda invece \u00e8 un&#8217;invocazione in cui l&#8217;orante chiede di poter partecipare allo stesso dolore che Maria ha provato durante la passione del suo Figlio. Afflitto fin dall&#8217;infanzia da seri problemi di salute &#8211; si ritiene fosse affetto da spina bifida o da poliomielite &#8211; Pergolesi mor\u00ec di tubercolosi a soli 26 anni, nel 1736, nel convento dei cappuccini di Pozzuoli.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img loading=\"lazy\" width=\"300\" height=\"225\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/IMG_4896-300x225.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-62549\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/IMG_4896-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/IMG_4896.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>Completato, secondo una tradizione della quale non \u00e8 possibile appurare l\u2019attendibilit\u00e0, il giorno stesso della morte, lo Stabat Mater \u00e8 probabilmente l\u2019ultima opera del Pergolesi che, quasi presago della triste fine che lo attendeva, cerc\u00f2 di portare a termine questo lavoro per assolvere all&#8217;obbligo morale che sentiva verso il committente, che lo aveva gi\u00e0 pagato. Infatti i Cavalieri della Vergine de\u2019 dolori della Confraternita di San Luigi al Palazzo glielo avevano commissionato perch\u00e8 avevano deciso di sostituire il vecchio Stabat Mater di Alessandro Scarlatti, che era stato eseguito ininterrottamente per circa vent\u2019anni e che era loro venuto a noia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img loading=\"lazy\" width=\"300\" height=\"225\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/IMG_4897-300x225.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-62550\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/IMG_4897-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/IMG_4897.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>Nonostante le sue condizioni di salute peggiorassero di giorno in giorno, Pergolesi, con straordinaria professionalit\u00e0, si dedic\u00f2 alla composizione dello Stabat dall\u2019alba alla sera, con la sola interruzione del pranzo, indebolendo ancor di pi\u00f9 la sua salute malferma. Nell\u2019autografo della partitura, conservato presso la biblioteca del Monastero di Montecassino, \u00e8 possibile rilevare una certa fretta di concludere da parte di Pergolesi che si dimentic\u00f2 di stendere alcune parti e nell\u2019ultima pagina scrisse Finis Laus Deo.<br> Dal punto di vista formale quasi tutti i brani dello Stabat Mater presentano la classica struttura bipartita dell\u2019aria da chiesa. Le ardite dissonanze, novit\u00e0 per la musica dell&#8217;epoca, esaltano la commossa meditazione sulla passione di Cristo.<br> Pubblicato nel 1749 a Londra, lo Stabat Mater conobbe, per\u00f2, una fortuna piuttosto contrastata, in quanto se, da una parte, \u00e8 stata la partitura pi\u00f9 ristampata in tutto il Settecento, dall\u2019altra \u00e8 stata anche pesantemente stroncata: gli si contestava di aver musicato un testo sacro con una musica di carattere lirico e profaneggiante.  Nonostante questi giudizi discordanti lo Stabat Mater fu eseguito per tutto il Settecento e Paisiello, che lo interpret\u00f2 in molte occasioni, intorno al 1810,&nbsp; decise di stendere in partitura una versione per un organico pi\u00f9 ampio. Ancora oggi quest&#8217;opera \u00e8 eseguita comunemente, soprattutto a cavallo del periodo pasquale e non \u00e8 raro ascoltarne adattamenti o brani all&#8217;interno delle colonne sonore di film e spot pubblicitari: ricordiamo Chocolat, Il senso di Smilla per la neve, Farinelli voce regina, Amadeus&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Standig\novation finale! Indi si \u00e8 passati all\u2019intermezzo eno-gastro-(astro)nomico,\nricco delle prelibatezze preparare dalle nostre Signore.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img loading=\"lazy\" width=\"300\" height=\"225\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/IMG_4899-Copia-300x225.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-62551\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/IMG_4899-Copia-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/IMG_4899-Copia.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Seconda parte della serata: Silvia Rosati, psicologa. Ci ha presentato la sua interessante relazione \u201cSperanza di pace dopo il conflitto\u201d<\/strong>, una sintetica illustrazione dei danni che le guerre infliggono non solo al corpo ma anche alla mente di chi le ha vissute, la loro strutturazione, i coinvolgimenti esterni, i possibili migliori approcci per la loro cura. E dopo la guerra, la pace, anzi, la Pace, un Bene Comune che \u00e8 \u201cComune\u201d in quanto \u201cdeve essere realizzato in comune, cio\u00e8 con l\u2019apporto di tutti, sin dall\u2019inizio\u201d, una Pace frutto di relazioni.,amicizie, comunicazione, confronti, scambi culturali: proprio come si fa in Accademia, dice Silvia, piccolo esempio di arricchimento reciproco, con buona Pace di tutti!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il nostro prossimo Evento? Dai che lo trovate indicato nel post \u201cProssimi eventi\u201d!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Buona Accademia a tutte e a tutti!<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: seratona del 7 gennaio 2019&nbsp;&nbsp;&nbsp; (post 3471) Chi bene incomincia &#8230; e noi dell\u2019Accademia abbiamo incominciato benissimo! 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