{"id":66176,"date":"2019-07-27T05:44:56","date_gmt":"2019-07-27T04:44:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=66176"},"modified":"2019-07-30T08:16:27","modified_gmt":"2019-07-30T07:16:27","slug":"%ef%bb%bfpostaltrui-di-lorenzo-tosa-anzi-allinsaputa-di-altrui","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=66176","title":{"rendered":"\ufeffPOSTALTRUI DI LORENZO TOSA, ANZI &#8230; ALL\u2019INSAPUTA DI \u201cALTRUI\u201d!"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Detto altrimenti: contro\nil razzismo val la pena di copiare &#8230;<\/strong> (post 3627)<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\"><strong>Scrive Lorenzo Tosa:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Inizia<\/p>\n\n\n\n<p>Frecciabianca, all\u2019altezza\ndi Campiglia, una tranquilla serata di luglio. Delle urla forti e indistinte\nirrompono nel tuo vagone. \u00c8 difficile capire a chi appartengono e a chi sono\nrivolte. Poi alzi lo sguardo, metti a fuoco e vedi un uomo sulla quarantina\nportata male, occhiali dalla montatura spessa e indosso la pettorina del\nservizio di pulizia. Man mano che si avvicina, anche la voce si fa pi\u00f9 nitida.\nOra capisci bene cosa dice: \u201cNegra di m\u2026 Tornatene al tuo paese\u201d. \u201cDevi levarti\nda qui, schifosa, lascia il posto a chi paga il biglietto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" width=\"244\" height=\"207\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/download-10.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-66180\"\/><figcaption><em><strong>La terra d&#8217;origine della ragazza, il Mali<\/strong><\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Di fronte a lui \u2013 ora la vedi bene \u2013 c\u2019\u00e8 una ragazza di 23 anni\ndel Mali. Una splendida ragazza, in evidente stato di shock. Prova a\ndifendersi, gli urla con una strana mescolanza di accenti, tra italiano,\nfrancese e toscano stretto: \u201cRazzista!\u201d \u201cFascista!\u201d. E l\u2019uomo \u2013 se cos\u00ec volete\nchiamarlo \u2013 l\u2019uomo esplode: \u201cMa quale fascista. Zitta, negra, che c\u2019avete tre\nstrade e le abbiamo costruite noi nel \u201839\u201d. Gi\u00e0. Lui che \u201cfascista\u201d non \u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>A quel punto \u00e8 impossibile\nfar finta di niente, anche perch\u00e9 nessuno si \u00e8 mosso di un millimetro: ognuno\nseduto sulle proprie poltroncine con un Ipad in mano, un paio di cuffie nelle\norecchie e uno sguardo di compiaciuta indifferenza, come se quella cosa, in\nfondo, non li riguardasse. E che, tutto sommato, finalmente c\u2019\u00e8 qualcuno che\ndice le cose come stanno e difende \u201cgli italiani onesti e perbene\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ti alzi in piedi e corri verso l\u2019uomo, che nel frattempo ha\nalzato persino la voce ed \u00e8 a un centimetro dalla ragazza. Pensi che possa\naddirittura metterle le mani addosso, allora ti metti in mezzo, lo allontani,\nlo guardi negli occhi. E dentro vedi qualcosa che non avresti mai immaginato.\nVedi il vuoto. Non c\u2019\u00e8 nulla in quello sguardo, solo rabbia cieca, senza un\nsenso n\u00e9 una direzione, caricata da chiss\u00e0 quante migliaia di voci sentite,\ncommenti letti, discorsi fatti, dichiarazioni ascoltate sui social o in tv ed\nesplose di colpo in un pomeriggio di mezza estate.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 il vuoto in quegli occhi. E fa paura. \u201cE\nlei che cosa vuole?\u201d chiede. \u201cVoglio, anzi pretendo, che non si permetta mai\npi\u00f9 di rivolgersi cos\u00ec a questa ragazza \u2013 rispondo -. Lei ha una divisa,\nrappresenta il treno, le ferrovie italiane, questo paese. Si vergogni e chieda\nscusa\u201d. \u201cLei mi ha dato del fascista\u201d, dice indicando la ragazza. \u201cE ha fatto\nbene \u2013 rispondi -. \u00c8 esattamente quello che sta dimostrando di essere\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>E, in quel momento succede un\u2019altra cosa che\nnon avevi previsto. Accade che abbassa lo sguardo, di colpo sembra aver\ncambiato atteggiamento. \u201cOk, tutto a posto \u2013 dice -. Non \u00e8 successo nulla\u201d.\n\u201cNulla \u00e8 a posto. Mi hai dato della negra di m\u2026\u201d, interviene lei alle tue\nspalle. \u201cE tu stai zitta, non vedi che sto parlando con lui!\u201d. Il tono ora \u00e8 di\nnuovo alto. \u201cLui\u201d, nel suo delirio, significa italiano. Connazionale. Uno dei nostri.\nEcco quello che tu sei per lui. E, mentre li fissi entrambi, per qualche\nsecondo, non riesci a non sentirti umanamente, moralmente, mentalmente, con\nogni muscolo o nervo del tuo corpo, infinitamente pi\u00f9 vicino a lei che a lui.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel momento, su quel vagone in corsa da\nqualche parte per la campagna toscana, per la prima volta forse nella tua vita\nti senti straniero in Italia. Se lui \u00e8 l\u2019italiano e lei la straniera, allora\nsei straniero anche tu. E mai, prima d\u2019ora, \u00e8 stato cos\u00ec disperatamente chiaro.\nL\u2019uomo a quel punto si placa, ma \u00e8 tardi. Il controllore \u00e8 stato richiamato\ndalle urla e ha allertato il capotreno. Pretendi che non finisca l\u00ec. E sei\nfortunato, perch\u00e9 il capotreno \u00e8 un uomo perbene. Ha lo sguardo di chi ne ha\nviste tante, troppe, ma non \u00e8 tipo disposto a tollerare. Lo obbliga a scusarsi.\nA suo nome e a nome del treno. In un mondo normale non finirebbe qui, ma basta\nuno sguardo tra te e il capotreno per capire che \u00e8 meglio per lei se tutto\nquanto resta l\u00ec. Con tante scuse e nessun rapporto o segnalazione. Perch\u00e9 \u00e8\nprobabile che, tra i due, una volta che si va a scavare, sia lei quella che ha\npi\u00f9 da perdere. Non \u00e8 giusto, ma \u00e8 meglio cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei ti ringrazia, ti abbraccia, ti dice che\nnon sa come sdebitarsi, e che, anche volendo, non saprebbe come fare. Ed \u00e8\nstrano, perch\u00e9 sei tu che in quel momento vorresti scusarti con lei per quello\nche ha sub\u00ecto, per quella violenza inaudita, per il silenzio complice di decine\ndi persone, di italiani, che hanno assistito alla scena senza muovere un muscolo.\nVorresti chiederle scusa per essere ospite di un paese che la tratta come una\ncriminale perch\u00e9 \u00e8 donna e perch\u00e9 \u00e8 nera. Vorresti chiederle scusa, come\nitaliano, e dirle che questa non \u00e8 l\u2019Italia, anche se non ne sei pi\u00f9 cos\u00ec\nconvinto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ti accorgi che \u00e8 da un\u2019ora che la conosci, ma\nnon sai nulla di lei. C\u2019\u00e8 appena il tempo per scambiarsi i nomi, un frammento\ndella sua storia, tra la Toscana e Parigi, tra il sogno di diventare una\nparrucchiera di successo e la realt\u00e0 di sfruttamento, lavori neri, precari e\nmalpagati, ogni settimana uno diverso. Si chiama Mailuna, il nome \u00e8 di\nfantasia, ma la violenza di quelle parole, la sensazione di essere stata\nviolata nel proprio intimo, nell\u2019indifferenza generale, quella \u00e8 reale, viva, e\nnon se ne andr\u00e0 con un bicchier d\u2019acqua al vagone ristorante.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ultima cosa che vedi di lei, prima che\nscenda dal treno, \u00e8 un sorriso. E ti sembra impossibile che sia della stessa\nragazza che fino a mezz\u2019ora prima stava per scoppiare in lacrime. E allora\ncapisci che ne vale ancora la pena. Di restare umani. Di alzarsi in piedi e\nandare a occupare fisicamente quel posto dalla parte giusta della storia che\ndecine di passeggeri e milioni di italiani hanno rinunciato a prendere.<\/p>\n\n\n\n<p>Fai in tempo a chiederti dove sar\u00e0 ora\nMailuna, cosa far\u00e0 stasera, quello che deve aver passato fino ad oggi, chi\ndiventer\u00e0, dove la porter\u00e0 la vita tra cinque, dieci, vent\u2019anni. E, per un\nattimo, le auguri che sia ovunque ma non in Italia. \u00c8 un attimo, gi\u00e0, solo un\nattimo. Perch\u00e9, tra i due, tra Mailuna e quell\u2019uomo sulla quarantina dalla\nmontatura spessa, lo straniero non \u00e8 e non sar\u00e0 mai lei. Vorresti urlarglielo,\nma \u00e8 troppo tardi. \u00c8 tardi per un sacco di cose. \u00c8 accaduto ieri, poche ore fa,\nsu un Frecciabianca, da qualche parte in Toscana, Italia, pianeta Terra, 2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Finisce<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\"><strong>Scrive Fabio Pipinato<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Inizia<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" width=\"275\" height=\"183\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/download-2-3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-66184\"\/><figcaption><em><strong>Chi \u00e8 pi\u00f9 &#8220;civile&#8221;? Chi costruisce strade d&#8217;asfalto o chi innalza cattedrali di sabbia?<\/strong><\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Forse non sa l\u2019uomo in divisa che:<\/p>\n\n\n\n<ol><li>l\u2019Impero del Mali o di Manden vide l\u2019incoronazione\ndi Mansa Musa, l\u2019uomo pi\u00f9 ricco della storia (ricco non sta per denari);<\/li><li>la\nprima carta sui diritti umani fu proprio quella di Manden del XIII secolo;<\/li><li>in\nMali v\u2019\u00e8 Timbuktu, la citt\u00e0 d\u2019oro che intreccia il lento Niger con le carovane\ndel deserto dei Tuareg; qui si celebrava il Festival del deserto dove le pi\u00f9\nnote rock star europee facevano a gara per partecipare;<\/li><li>in\nMali v\u2019era come Ministro Aminata Traore\u2019 teorica dell\u2019immaginario violato che\nospit\u00f2 il World Social Forum internazionale;<\/li><li>a\nSegou ha luogo una delle pi\u00f9 interessanti mostre d\u2019arte moderna d\u2019Africa con\ninstallazioni anche sul fiume Niger: fa il paio con la biennale di fotografia\nafricana di Bamako che ha sede proprio nel Museo Nazionale dove sono raccolti i\npi\u00f9 bei tessuti color terra del west Africa;<\/li><li>i\nvillaggi Dogon sulla falesia di Bandiagara sono meta dei pi\u00f9 importanti\nantropologi al mondo;<\/li><li>la\nGrande moschea di Djenn\u00e9 e\u2019 la cattedrale in sabbia pi\u00f9 alta al mondo e\npatrimonio dell\u2019Unesco. Attorniata da scuole coraniche con arte che miscela diversi\nstili architettonici;<\/li><li>da\nBamako ma anche da Mopti (la Venezia maliana) partono le piroghe per il nord\nvia fiume; una delle avventure pi\u00f9 affascinati del west Africa;<\/li><li>nei\npaesi Dogon il Toguna sta al centro del villaggio ed \u00e8 sorretto da antenati\nraffigurati in statue in legno;<\/li><li>la stella Sirio B che orbita attorno\na Sirio A era forse nota ai maliani ancor prima dell\u2019avvento dei telescopi\neuropei!<\/li><li>Dimenticavo! Gli italiani &#8230; in\ndivisa &#8230; non hanno fatto una sola strada in Mali! <br>\n<br>\n<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Un\nabbraccio e un mio personale benvenuto alla giovane principessa maliana offesa<\/p>\n\n\n\n<p>Finisce<br>\n<br>\n<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: contro il razzismo val la pena di copiare &#8230; (post 3627) Scrive Lorenzo Tosa: Inizia Frecciabianca, all\u2019altezza di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[5,697,225,746,3],"tags":[5972,9873,9874,3278],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66176"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=66176"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66176\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":66185,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66176\/revisions\/66185"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=66176"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=66176"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=66176"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}