{"id":74197,"date":"2020-04-22T13:04:32","date_gmt":"2020-04-22T12:04:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=74197"},"modified":"2020-04-23T09:47:07","modified_gmt":"2020-04-23T08:47:07","slug":"%ef%bb%bfla-conquista-della-longitudine","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=74197","title":{"rendered":"\ufeffLA CONQUISTA DELLA LONGITUDINE"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Detto altrimenti:\nla maggiore conquista dell\u2019&nbsp; \u201cilluminismo\nnautico\u201d<\/strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; (post 3864)<\/p>\n\n\n\n<p>A 2000 anni di distanza dalla rilevabilit\u00e0 della latitudine, restava\nirrisolto il problema della <em>longitudine<\/em>, sino allora\nsemplicemente stimata con un enorme grado di approssimazione ed errore. Infatti:<\/p>\n\n\n\n<ul><li>Anche i pi\u00f9\nfamosi navigatori (Cristoforo Colombo,\nJames Cook con il veliero Endeavour; Sir Francis Drake, etc.), navigavano\nsoprattutto grazie a complessi calcoli astronomici ed alla stima di rotte\ncalcolate (cosiddetta navigazione stimata) sulla base della velocit\u00e0 della\nnave, dei venti e delle correnti, con risultati molto approssimativi sui quali\ncontava moltissimo la componente \u201cbuona sorte\u201d.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img loading=\"lazy\" width=\"187\" height=\"270\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/download-4-4.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-74211\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<ul><li>L&#8217;incertezza sulla rotta comportava ritardi nella navigazione dal che derivavano moltissime morti per scorbuto da esaurimento delle scorte. Nel settembre 1740: <strong>la Centurion del Commodoro George Anson<\/strong>, vag\u00f2 dal 7 marzo al 9 giugno 1741 ad est ed ovest di Capo Horn, subendo una tempesta di 55 giorni, prima di riuscire ad individuare e ad attraccare all\u2019isola Juan Fernandez: nel frattempo lo scorbuto aveva ucciso 250 di 500 uomini di equipaggio! Solo nel 1772 <strong>James Cook <\/strong>scopr\u00ec che i crauti marinati si mantenevano anche un anno e quindi fornivano le vitamine necessarie a prevenire l\u2019insorgere della malattia (<em>e forse fu proprio per questo motivo che quei crauti furono chiamati \u201cmarinati<\/em>\u201d!). La dieta era arricchita da malto e marmellata di carote.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul><li>In mancanza della determinazione della longitudine, tutte le rotte erano tracciate e seguite per uguali latitudini con il risultato di far incontrare anche navi che non si volevano o non si dovevano incontrare, provocando inutili scontri militari o agevolando atti di pirateria.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul><li>I naufragi per errori di rotta erano moltissimi. Uno per tutti: quello di quattro delle cinque navi da guerra inglesi al comando dell\u2019 <strong>Ammiraglio Sir Clowdisley, alle isole Scilly, <\/strong>nelle acque territoriali inglesi, il 22 ottobre 1707, nel quale persero la vita circa 2.000 marinai. Il naufragio avvenne subito dopo che l\u2019Ammiraglio aveva fatto impiccare per ammutinamento un marinaio che si era permesso di avvisarlo del suo errore di rotta!<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><strong>8 luglio 1714: a questo punto la regina Anna fece emanare dal Parlamento inglese il Longitudine Act <\/strong>che offr\u00ec a chi avesse scoperto un metodo semplice ed efficace per determinare la longitudine di una nave in mezzo all&#8217;oceano i seguenti premi:<\/p>\n\n\n\n<ul><li>Lgs20.000,\nper approssimazioni di mezzo grado\n(34 miglia all\u2019equatore, 17 miglia a 45\u00b0 di latitudine; 0 miglia ai poli);<\/li><li>Lgs15.000\nper approssimazione di 2\/3 di grado\n(45 miglia all\u2019equatore; 22,5 miglia a 45\u00b0 di latitudine; 0 miglia ai poli;<\/li><li>Lgs10.000\nper approssimazioni di un grado\n(68 miglia all\u2019equatore, 34 miglia a 45\u00b0 di latitudine; 0 miglia ai poli).<\/li><\/ul>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img loading=\"lazy\" width=\"246\" height=\"205\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/download-5-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-74203\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La soluzione non era stata trovata da Isacco Newton, da Galileo Galilei, da Gian Domenico Cassini, da Edmond Halley, etc., bens\u00ec da un artigiano autodidatta orologiaio inglese, <strong>John Harrison<\/strong> (1693-1776), il quale, superati i preconcetti contro una soluzione troppo \u201cuovo di Colombo\u201d, cap\u00ec che il percorso longitudinale compiuto da una nave in un certo lasso di tempo, poteva essere individuato per mezzo delle differenze dei fusi orari. Quindi, oltre che a rilevare correttamente la propria latitudine basandosi sull&#8217;altezza del sole sull&#8217;orizzonte, sarebbe bastato che ogni nave avesse un orologio (presto chiamato cronometro) che continuasse a segnare l&#8217;ora esatta del e dal porto di partenza per <strong>confrontare il mezzogiorno dell&#8217;orologio con il mezzogiorno solare <\/strong>del luogo ove si trovava la nave per sapere di quanti gradi e miglia ci si era spostati in longitudine, sulla base di queste equivalenze:<\/p>\n\n\n\n<ul><li>1 giro della\nterra in 24 ore corrisponde a 360\u00b0 di longitudine;<\/li><li>1 h equivale\na 15\u00b0 di longitudine;<\/li><li>ad 1 minuto\ncorrispondono 22,5 primi di grado di longitudine in tutto il mondo;<\/li><li>ad 1 minuto\nall\u2019equatore corrispondono 17 miglia;<\/li><li>ad 1 minuto\na 45\u00b0 di latitudine corrispondono 8,5 miglia;<\/li><li>ad 1 grado\ndi longitudine corrispondono 4 minuti in tutto il mondo;<\/li><li>ad 1grado di\nlongitudine all\u2019equatore corrispondono 68 miglia;<\/li><li>ad 1grado di\nlongitudine a 45\u00b0 di latitudine corrispondono 34 miglia.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Quindi, conoscendo l\u2019ora esatta secondo il fuso orario del e dal luogo di partenza (questo era il problema!) e confrontandola con il mezzogiorno solare locale della nave, si calcola \u2013 per ogni latitudine &#8211; la distanza longitudinale angolare e la distanza in miglia est-ovest compiuta dalla nave rispetto al porto di partenza, a sua volta gi\u00e0 relazionato al meridiano fondamentale. In molti anni di lavoro, costru\u00ec cinque successivi\nmodelli di un cronometro molto preciso\ne resistente ai fattori esterni (temperatura, oscillazioni, etc.)\ndenominati Harrison1, e cio\u00e8 H1, H2, H3, H4, H5.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\"><strong>Un esempio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Supponiamo che una nave rilevi col sestante di trovarsi a 45\u00b0 di latitudine e riscontri una differenza di 12 minuti fra il mezzogiorno di partenza e il proprio mezzogiorno solare; poich\u00e9 ad ogni 4 minuti di differenza corrisponde 1 grado di longitudine, lo scostamento \u00e8 3 gradi;  la nave si trova quindi a 102 miglia est\/ovest dal meridiano che passa dal porto di partenza (68 miglia per ogni grado all\u2019equatore; diviso 2 in quanto si \u00e8 a met\u00e0 strada fra l\u2019equatore ed il polo; moltiplicato per i 3 gradi riscontrati).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img loading=\"lazy\" width=\"220\" height=\"146\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/images-2-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-74205\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Ma quale grado di precisione deve avere l\u2019orologio marino?<\/strong> I migliori orologi terrestri dell\u2019epoca erravano di 1 minuto al giorno! Orbene, un orologio marino che fosse riuscito a mantenere anche in navigazione questa \u201cprecisione\u201d (cosa assolutamente impossibile), in 40 giorni di navigazione (Inghilterra &#8211; Caraibi) avrebbe errato di 40 minuti e condotto ad un errore di 340 miglia!<\/p>\n\n\n\n<ul><li>Gli H1 erravano di 3 secondi al giorno per cui nell\u2019esempio l\u2019errore sarebbe stato di sole 16,8 miglia.<\/li><li>Gli H4 (1753 &#8211; 1759, peso kg.1,3) erravano di 4 secondi in 81 giorni! Quindi in 40 giorni di navigazione a 45\u00b0 di latitudine l\u2019errore all\u2019arrivo fu di 360 metri e si aggiudic\u00f2 il premio, la cui prima rata di Lgs10.000 fu pagata solo nel 1765, un anno prima della morte del suo inventore.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>La commissione incaricata\ndell\u2019assegnazione del premio fu sciolta solo dopo oltre un secolo, nel 1828. A\nquella data, per assegnare Lgs20.000, ne aveva spese oltre 100.000! Tutto il\nmondo \u00e8 paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli orologi di Harrison sono esposti al <em>National Maritime Museum<\/em> di Londra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-background has-very-light-gray-background-color\">(Etratto da &#8220;Makan anghiem&#8221; (in polinesiano &#8220;masticare aria&#8221;, l&#8217;equivalente del nostro andare a zonzo senza una meta, in questo caso per mare. Risposta data dal navigatore solitario giramondo dei mari, Bernard Moitessier, alla polizia che lo credeva un contrabbandiere di droga o altro &#8211; Conferenza del vostro blogger Riccardo dal titolo &#8220;Breve storia della navigazione a vela&#8221;)<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\"><strong>Buon vento a tutti i velisti!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>.<\/p>\n\n\n\n<p>.<\/p>\n\n\n\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: la maggiore conquista dell\u2019&nbsp; \u201cilluminismo nautico\u201d&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; (post 3864) A 2000 anni di distanza dalla rilevabilit\u00e0 della latitudine, restava [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[364],"tags":[10357,10356,10358],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/74197"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=74197"}],"version-history":[{"count":8,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/74197\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":74213,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/74197\/revisions\/74213"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=74197"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=74197"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=74197"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}