{"id":75584,"date":"2020-05-13T07:14:37","date_gmt":"2020-05-13T06:14:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=75584"},"modified":"2020-05-21T06:03:15","modified_gmt":"2020-05-21T05:03:15","slug":"una-nuova-eta-dei-comuni%ef%bb%bf","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=75584","title":{"rendered":"UNA NUOVA ETA\u2019 DEI COMUNI\ufeff"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Detto altrimenti: dopo mille anni &#8230;<\/strong>\u00a0 (POST 3894)<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\" class=\"has-background has-pale-pink-background-color\"><strong>Grazie che state leggendo questo SP-Short Post: per\u00f2 vi chiedo una cortesia, leggete anche il LP-Long Post precedente, dai!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Mille anni sono nulla nella storia dell\u2019uomo<\/em> e non mi riferisco a quella che ci fanno studiare a scuola con i miti greci o l\u2019invasione dell\u2019Egitto da parte degli Hyksos (1700 anni a.C.). Infatti qualcuno mi potrebbe dire: ma no, dai, 1000 anni sono il 27 %  di 3700, una bella fetta, altro che &#8220;nulla&#8221; (prima era preistoria). D\u2019accordo, allora se la mettete cos\u00ec modifico il mio incipit: <em>\u201cMille anni sono nulla nell\u2019arco della vita della razza umana &#8230;\u201d <\/em>Va bene cos\u00ec? Detto questo, la <strong>prima Et\u00e0 dei Comuni<\/strong> inizi\u00f2 circa mille anni fa come processo positivo di aggregazione orizzontale di persone diverse, contro l\u2019organizzazione verticale dei poteri imperiale e della Chiesa. Una spinta aggregativa che si esaur\u00ec oltre due secoli dopo per la debolezza interna dovuta al rinascere di verticalizzazioni interne (e ci risiamo! Lotte interne per la conquista del potere!) agevolando il ritorno della verticalizzazione: il potere delle Signorie. Democrazia, da potere &#8220;del&#8221; popolo al potere &#8220;sul&#8221; popolo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img loading=\"lazy\" width=\"275\" height=\"183\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/download-4-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-75613\"\/><figcaption><strong><em>Genova: Piazza Beato Jacopo da Varagine<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>I Comuni, le Repubbliche marinare, Genova<\/strong> (ci sono nato, evvabb\u00e8? Potr\u00f2 ben citarla o no?). Il <strong>Vescovo Jacopo da Varagine<\/strong> (Varazze) teorizz\u00f2 la derivazione del potere della Repubblica marinara direttamente da Dio, saltando papato e impero: la potenza di una flotta poderosa e di tre cinta di mura! Le mura &#8230; com&#8217;era andata? Era andata che il <strong>Barbarossa<\/strong> aveva mandato suoi ambasciatori a Genova a chiedere un atto di sottomissione: i Genovesi diedero loro alcuni simboli: un vecchia aquila in legno, un&#8217;altra impagliata, una corona vinta alla lotteria parocchiale, etc. . Il Barbarossa rimand\u00f2 una seconda ambasceria; voleva tributi, denaro, palanche, din\u00e8! I Genovesi costruirono in fretta tre cinta di mura.  Il Barbarossa prese una decisione politica: autorizz\u00f2 Genova a non pagare tributi! E bravo &#8230;!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-background has-pale-pink-background-color\"><strong>Nota militare: se il Barbarossa avesse posto Genova sotto un assedio che avrebbe potuto essere solo terrestre, a morire di fame sarebbero state le truppe asseddianti, non gli assediati!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img loading=\"lazy\" width=\"259\" height=\"194\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/download-6-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-75617\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel 1098, durante la battaglia di Antiochia,<\/strong>&nbsp;poco prima della presa di Gerusalemme, i crociati inglesi vennero soccorsi dalle milizie della Superba, ribaltando l\u2019esito dello scontro e prendendo la citt\u00e0. <strong>La croce di San Giorgio, veniva battuta dalle navi della Repubblica marinara di Genova (la pi\u00f9 potente per molti secoli) e rappresentava una sorta di immunit\u00e0 per chi se ne poteva fregiare. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img loading=\"lazy\" width=\"284\" height=\"178\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/images.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-75615\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Le navi nemiche, per evitare il conflitto, giravano al largo e la notizia&nbsp;divenne \u201cvirale\u201d, come diremmo ai giorni nostri. Cos\u00ec le altre Nazioni iniziarono a trattare con Genova l\u2019uso della sua Bandiera Crociata.&nbsp;<strong>Nel 1190 Londra e l\u2019Inghilterra&nbsp;chiesero e ottennero la possibilit\u00e0 di utilizzo della bandiera crociata<\/strong> per avere le loro navi, protette cos\u00ec dalla \u201cnomea\u201d dalla flotta genovese nel Mar Mediterraneo&nbsp;e in parte del Mar Nero, dai numerosi attacchi di pirateria (si mosse in prima persona&nbsp;<strong>Riccardo Cuor di Leone<\/strong>&nbsp;alla partenza per la Terza Crociata); per questo privilegio&nbsp;<strong>il monarca inglese corrispondeva al Doge della Repubblica di Genova un tributo annuale. <\/strong>Da qui, con una variante, \u00e8 nata la bandiera inglese: altro che Brexit! Altro che pagare il Barbarossa!<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img loading=\"lazy\" width=\"203\" height=\"249\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/download-15.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-75595\"\/><figcaption><strong><em>Tridentum<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Oggi, dopo mille anni, mi piace pensare,  sostenere e scrivere che &#8211; <em>nell\u2019et\u00e0 del dopo virus e in parte anche &#8220;grazie&#8221; al virus <\/em>&#8211; ci siano i germi per una <strong>seconda Et\u00e0 dei Comuni <\/strong>sia pure in <strong>una prospettiva diversa: quella della nascita delle idee<\/strong>. Infatti il Comune \u00e8 il <em>topos<\/em>-luogo nel quale vivono i destinatari ultimi di ogni decisione, a qualsiasi livello assunta,  persone che uscendo di casa vanno al lavoro o a cercare un lavoro (!), a curarsi in un ospedale, a fare la spesa, ad accompagnare i figli all\u2019asilo e cos\u00ec via. <strong>Tutte persone destinatarie ultime degli effetti pratici  di decisioni-scelte di politica finanziaria prese nei non-luoghi, <\/strong>ovvero l\u00e0 dove non si \u00e8 a contatto con gli aspetti concreti della vita di ogni giorno. Dice &#8230; ma la tua \u00e8 filosofia, caro blogger! E sia pure, se per filosofia si intende ricerca della verit\u00e0 delle e nelle cose.<\/p>\n\n\n\n<p>Fatta questa lunga premessa, vendo al dunque: una <strong>nuova Et\u00e0 dei Comuni come dei Luoghi nei quali possono\/devono  a buon diritto nascere le idee che guidano le scelte assunte nei non-luoghi, ovvero nella catena degli Enti \u201cSuperiori\u201d.<\/strong> E scrivo \u201csuperiori&#8221; fra virgolette ricordando un aneddoto. Un giorno un corazziere disse a Napoleone: &#8220;<em>Maest\u00e0, io sono pi\u00f9 grande di voi&#8221;. &#8220;No &#8211;<\/em> rispose Napoleone<em> &#8211; tu sei solo pi\u00f9 alto. Io sono pi\u00f9 grande&#8221;. <\/em>Detto questo sia chiaro: la mia non \u00e8 una posizione di micro-sovranista, al contrario, \u00e8 la posizione di chi da cittadino comunale sente di potere\/dovere di esprimere idee e proposte che \u2013  secondo la mia quarantennale esperienza personale di lavoro manageriale e 76ennale di vita \u2013 possano dare al Comune una maggiore autonomia anche nell\u2019essere la fonte di soluzioni che siano anti-sovraniste in senso culturale, amministrativo allargato, sociale, politico, democratico. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/download-3-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-75590\" width=\"170\" height=\"259\"\/><figcaption><strong><em>Ed. Chiarelettere. Libro da non perdere!<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>.<\/p>\n\n\n\n<p>Io sono un vecchio manager e come tale ho molto apprezzato quanto fra l&#8217;altro affermato da <strong>Pier Luigi Celli <\/strong>nel suo prezioso libro, e cio\u00e8 che <strong>l&#8217;estrema globalizzazione dell&#8217;informazione ha rivalutato l&#8217;importanza delle periferie<\/strong> che da luoghi destinatari delle valutazioni e decisioni del centro, sono diventati i luoghi di esperienze preziose, di valutazioni  e proposte verso un centro la cui capacit\u00e0 manageriale si \u00e8 evoluta nel senso di <strong>lasciare maturare, anzi di pi\u00f9, nel sollecitare e premiare, l&#8217;azione delle periferie. <\/strong>Ecco perch\u00e8 faccio un po&#8217; fatica ad accettare che si dica che un cittadino si deve occupare <strong>solo<\/strong> degli orari della citt\u00e0, della mobilit\u00e0 cittadina, della creazione di una pista ciclabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi volesse discutere su quanto sopra, pu\u00f2 scrivermi <a href=\"mailto:riccartdo.lucatti@hotmail.it\">riccardo.lucatti@hotmail.it<\/a> e\/o telefonarmi al 335 5487516.<\/p>\n\n\n\n<p>.<\/p>\n\n\n\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: dopo mille anni &#8230;\u00a0 (POST 3894) Grazie che state leggendo questo SP-Short Post: per\u00f2 vi chiedo una cortesia, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[225,7,231,1905,3,7917],"tags":[10428,10426,10429,10427],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75584"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=75584"}],"version-history":[{"count":40,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75584\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":75995,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/75584\/revisions\/75995"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=75584"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=75584"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=75584"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}