{"id":76575,"date":"2020-06-03T05:52:28","date_gmt":"2020-06-03T04:52:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=76575"},"modified":"2020-06-04T07:09:09","modified_gmt":"2020-06-04T06:09:09","slug":"%ef%bb%bfla-finanza-del-dopo-virus","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=76575","title":{"rendered":"\ufeffLA FINANZA DEL DOPO VIRUS"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Detto\naltrimenti: \u201c&#8230; ma i soldi chi te li d\u00e0 &#8230;?\u201d<\/strong> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;(post 3921)<\/p>\n\n\n\n<p>Una vecchia canzone di <strong>Renato Carosone,<\/strong> \u201cTu vuo\u2019 fa\u2019 l\u2019americano\u201d &#8230; E continua: \u201cMa i soldi chi te li d\u00e0? La borsetta di mamm\u00e0&#8221;: e in questi giorni per noi quella borsetta \u00e8 l\u2019UE. In questi stessi giorni ho ascoltato attentamente gli interventi di esimi professori, esperti e affermati economisti, di imprenditori, politici i quali tutti mostrano di avere grandi idee, una visione ampia dei problemi, indicano la strada per la \u201cricostruzione\u201d, questa volta non di edifici bombardati ma del sistema economico e sociale \u201cbombardato\u201d dal virus. Tutte ottime parole, ottimi intenti, ottimi progetti.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia fra i tanti devo dire che il pensiero di gran lunga pi\u00f9 valido, concreto e convincente \u00e8 quello di un vecchio &#8220;collega&#8221; di banca (all\u2019inizio della mia carriera io ho lavoravo cinque anni in quella stessa grande banca), lui poi che in quella banca c\u2019\u00e8 rimasto fino ad arrivarne al vertice, e cio\u00e8 che ad iniziare dal prossimo anno <strong>l\u2019Italia deve assolutamente dimostrare alla politica e soprattutto alla finanza mondiale che riduce il debito pubblico, anno per anno, gradualmente<\/strong>. Sia pure un poco alla volta, ma che lo riduce <em>(&#8220;Qual \u00e8 la preoccupazione? Che in un recente passato non siamo stati capaci di ridurre questo debito sia pure in presenza di un avanza primario!&#8221;)<\/em>. Orbene, se non riuscissimo a diminuire \u2013 ma anzi, ove continuassimo ad aumentare il nostro indebitamento pubblico \u2013 probabilmente l\u2019UE ci metterebbe alla porta, oppure potremmo essere noi stessi ad uscire da quella porta, su decisione di un governo \u201cforte\u201d, un governo di quelli che il popolo reclama ed acclama nei momenti di maggiore difficolt\u00e0; il governo degli uomini della provvidenza; quello di uomini che tutto il mondo ci invidia di mica tanto antica e di tanto triste memoria. In una parola: un governo sovranista!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-background has-pale-pink-background-color\"><strong>Osservo: uscire dall\u2019UE? <\/strong>Abbandonare quella che sarebbe invece la nostra vera soluzione (l\u2019UE), e tornare alla  lira, molto svalutata a causa di una fortissima inflazione; tornare al divieto di possedere valuta estera; di investire all\u2019estero, alla feroce stretta creditizia e valutaria degli anni \u201970; all\u2019obbligo per gli importatori di finanziare in divisa le loro importazioni e di versare la met\u00e0 dell\u2019importo vincolato e infruttifero per sei mesi alla Banca d\u2019Italia; tornare ai tassi bancari nominali del 25%, costo effettivo annuo del 35%; tornare a rendimenti dei titoli di stato a livello superiore a costo del denaro bancario. E\u2019 questo che vogliamo? <strong>Ma gi\u00e0 &#8230; molti attuali politici odierni negli anni &#8217;70 non erano ancora nati, mica \u00e8 colpa loro se non conoscono questi precedenti &#8230;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/41YpRAXdvyL._SX331_BO1204203200_-27.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-76177\" width=\"204\" height=\"305\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/41YpRAXdvyL._SX331_BO1204203200_-27.jpg 333w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/41YpRAXdvyL._SX331_BO1204203200_-27-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 204px) 100vw, 204px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Quindi: <strong>la riduzione del debito pubblico \u00e8 il primo obiettivo che ci dobbiamo porre<\/strong>, ridurre il debito e restare in UE. Ci\u00f2 comporta di adottare tutti gli strumenti che possono contribuire a tale scopo, fra i quali le <strong>emissioni di Titoli di stato Irredimibili di Rendita,<\/strong> come pi\u00f9 volte da me scritto in molti post precedenti. Al riguardo un affermato economista, il <strong>professore Marco Fortis<\/strong> (economista, docente universitario, editorialista del Il Sole 24 Ore) li ha citati come possibili\/utili se emessi dall\u2019UE, ma non se emessi dall\u2019Italia in quanto sarebbero una sorta di \u201cpatrimoniale\u201d, trascurando egli  il fatto che la proposta che \u00e8 stata fatta nel libro qui a fianco prevede espressamente che gli irredimibili italiani siano sottoscritti dai risparmiatori <strong>tassativamente solo su base volontaria<\/strong>, iniziando con la sostituzione volontaria di tranche di debito pubblico redimibile in scadenza. Ecco, <strong>una frase inserita quasi per inciso in un discorso molto ampio, rischia di condannare a morte il nascituro quando ancora \u00e8 nel grembo materno: un nascituro, il Titolo Irredimibile Rendita, che NON \u00e8 un debito e che invece contribuisce alla riduzione del debito pubblico.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ma il da-me-non-espressamente-citato-vecchio-&#8220;collega&#8221;-di-banca ha aggiunto un\u2019altra considerazione importantissima:<strong> il livello di rendimento degli irredimibili, <\/strong>superiore a quello dei titoli redimibili ad esempio di 1,5-2 punti, potrebbe\/dovrebbe s\u00ec essere fisso per cinque anni,&nbsp; ma <strong>rivedibile di quinquennio in quinquennio <\/strong>secondo una formula che garantisse il mantenimento del rispetto del reciproco interesse inziale delle due parti in causa: l\u2019ente emittente ed il risparmiatore: una formula \u201conesta\u201d che \u2013 nel tempo &#8211; non risultasse di danno a nessuna di esse.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non basta: infatti \u2013 aggiunge l\u2019amico \u2013 <strong>occorre che permanga la fiducia nello Stato <\/strong>da parte degli Italiani e dei soggetti esteri: fiducia nel fatto che il debito pubblico diminuisca e che lo Stato sia in grado di continuare a corrispondere gli interessi sui propri titoli. Ci\u00f2 quale condizione necessaria a mantenere il valore  del titolo irredimibile intorno a 100.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-background has-pale-pink-background-color\">A questo punto mi permetto di aggiungere che <strong>il calcolo da fare sarebbe il seguente:<\/strong> redigere la situazione di tutte le scadenze dei titoli redimibili (circa 400-500 miliardi l\u2019anno); iniziare ad offrire la sostituzione volontaria di titoli redimibili con titoli irredimibili, calcolare \u2013 nelle varie ipotesi &#8211; l\u2019andamento dei flussi finanziari degli interessi e dei rimborsi\/mancati rimborsi in linea di capitale e il conseguente effetto sulla diminuzione del livello del debito pubblico. Ivi compreso il calcolo dei possibili riacquisti graduali di irredimibili da parte dell&#8217;ente emittente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ah &#8230; dimenticavo: un\u2019ulteriore considerazione del mio amico: <strong>il denaro deve avere un costo, non pu\u00f2 essere \u201cregalato\u201d<\/strong>. Anche in questo mi sento di dargli ragione. E\u2019 il pensiero che ho sempre maturato ogni volta che sento una promozione di un bene \u2013 ad esempio di un\u2019auto \u2013 che viene offerta a rate <em>senza interessi:<\/em> infatti gli interessi sono compresi nel totale delle rate! Affermare che il denaro pu\u00f2 non produrre interessi sarebbe come dire che pu\u00f2 esistere l\u2019acqua asciutta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: \u201c&#8230; ma i soldi chi te li d\u00e0 &#8230;?\u201d &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;(post 3921) Una vecchia canzone di Renato Carosone, \u201cTu [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[6,7,1735,231],"tags":[161,3080],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76575"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=76575"}],"version-history":[{"count":21,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76575\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":76642,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76575\/revisions\/76642"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=76575"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=76575"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=76575"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}