{"id":76771,"date":"2020-06-08T18:01:08","date_gmt":"2020-06-08T17:01:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=76771"},"modified":"2020-06-09T18:10:15","modified_gmt":"2020-06-09T17:10:15","slug":"%ef%bb%bfmichele-gadenz","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=76771","title":{"rendered":"\ufeffMICHELE GADENZ"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Detto\naltrimenti: Micel,&nbsp; il &nbsp;\u201cparon\u201d delle Pale di S. Martino<\/strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; (post &nbsp;3929)<\/p>\n\n\n\n<p>Io, genovese d\u2019origine, classe 1944, sampdoriano, risiedo a Trento da 35 anni. Vidi la prima volta le Dolomiti dall\u2019auto. Avevo <strong>diciassette anni<\/strong>, poco prima della riapertura autunnale delle scuole, ero a Bolzano in visita in treno da Genova alla zia Amalia che era ragioniera capo all\u2019amministrazione provinciale (Presidenza Magnago) di quella citt\u00e0. Bolzano, la citt\u00e0 nella quale mamma aveva insegnato fra gli altri ad Alcide Berloffa e dove aveva conosciuto babbo, che poi aveva sposato a Genova. Ed ecco la poesiola che ne \u00e8 nata (primo colpo di fulmine):<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\"><strong>Dolomiti la prima volta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Si sale pian piano \/ con una seicento che sbuffa \/ fra nuvole stanche \/ sedute nei prati rossi di umori \/ e di foglie. \/ E sotto il maglione d\u2019autunno \/ compare \/ dapprima ogni tanto \/ e quindi ogni poco \/ il bianco sparato di neve. \/ D\u2019un tratto si apre \/ nel sole \/ una torre dorata \/ adagiata su coltri \/ di freddo vapore d\u2019argento. \/ Il ricordo di Lei \/ profuma nei sogni nascosti \/ di un solitario turista \/ un po\u2019 fuori stagione \/ che ha spalancato per caso \/ la porta di un camerino \/ e s\u2019innamora alla vista \/ della Prima Donna \/ intenta a rifarsi il trucco \/ per lo spettacolo d\u2019inverno.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Videsot-alla-Margherita-784x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-76785\" width=\"392\" height=\"512\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Videsot-alla-Margherita-784x1024.jpg 784w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Videsot-alla-Margherita-230x300.jpg 230w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Videsot-alla-Margherita-768x1003.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 392px) 100vw, 392px\" \/><figcaption><strong><em>Campanil Basso, Brenta Alta, Cima Margherita&nbsp;(Via&nbsp;Videsott)<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Toccai con mano quelle <em>montagne gioiello<\/em> all&#8217;et\u00e0 di <strong>vent&#8217;anni,<\/strong> quando, in vacanza da Genova a Cles &#8211; dove il babbo era Maresciallo Maggiore dei CC &#8211; un nostro  amico (Giacomo Dusini)  ci port\u00f2 a fare il <strong>giro delle Bocchette.&nbsp;<\/strong> Salivamo da Vallesinella ed ecco che improvvisamente la cima del <strong>Crozzon di Brenta<\/strong> emergere a galleggiare sul mare delle nuvole mattutine. Quando si dice il \u201csecondo colpo di fulmine\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Sulla-cima-Margherita-764x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-76787\" width=\"382\" height=\"512\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Sulla-cima-Margherita-764x1024.jpg 764w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Sulla-cima-Margherita-224x300.jpg 224w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Sulla-cima-Margherita-768x1030.jpg 768w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Sulla-cima-Margherita.jpg 1787w\" sizes=\"(max-width: 382px) 100vw, 382px\" \/><figcaption><strong><em>Dalla vetta della Cima Margherita, vista sulla Cima Tosa<\/em><\/strong><br><strong>(conservo ancora scarponi mod. &#8220;Guida&#8221; leggeri e giacca<\/strong>!)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p> Rientrato a Genova mi iscrissi ai corsi di alpinismo della Scuola Bartolomeo Figari del CAI Sez. Ligure, prima da secondo e poi da capo cordata, sino a diventare Aiuto Istruttore Sezionale. Successivamente il lavoro mi port\u00f2 in giro per l\u2019Italia e all\u2019estero e fin\u00ec l\u00ec la mia carriera di istruttore, non quella di alpinista. Infatti, oltre alle salite dalle \u201cmie parti\u201d (<strong>Alpi Marittime e Valle d\u2019Aosta)<\/strong>, tornavo ogni estate in Trentino e per circa dieci giorni ero nel \u201cmio\u201d in Brenta. Poi non ricordo come, lo tradii per le Pale di San Martino.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/IMG_4278-764x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-76789\" width=\"382\" height=\"512\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/IMG_4278-764x1024.jpg 764w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/IMG_4278-224x300.jpg 224w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/IMG_4278-768x1029.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 382px) 100vw, 382px\" \/><figcaption><strong><em>In Alpi Marittime<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-background has-pale-pink-background-color\"><strong>Oggi,\n8 giugno 2020, ricevo per posta il n. 2\/2020 della rivista del CAI-Sezione\nLigure, sodalizio al quale sono rimasto legato da ben 56 bollini annuali\n(1965-2020). Alle pagine 48-50 trovo il bell\u2019articolo \u201cCimon della Pala \u2013\nSpigolature di storia alpinistica\u201d a firma Matteo Graziani, IS Scuola Nazionale\nScialpinismo \u201cLigure\u201d, ed ho subito pensato a Micel a quella splendida\nmontagna, un po\u2019 \u201cmia\u201d anch\u2019essa.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/AGO-1069-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-76774\" width=\"384\" height=\"512\"\/><figcaption><em><strong>Da sinistra: Michele Gadenz ed io. Non ricordo le altre persone, mi scuseranno<\/strong><\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Infatti, come in Brenta ero affezionato al <strong>Rifugio Pedrotti alla Cima Tosa,<\/strong> sulle Pale mi legai fedelmente al <strong>Rifugio Rosetta<\/strong>, nel quale \u2013 erano gli anni \u201960 \u2013 \u201970, ebbi il piacere e l\u2019onore di conoscere e frequentare <strong>Michele Gadenz detto Micel, <\/strong>gestore del rifugio, capo del Soccorso alpino, grande scalatore (innumerevoli le vie aperte da Micel!), innamorato delle sue montagne. Di Micel ricordo come si preoccupava di informarsi quale salita avremmo fatto, se conoscevamo bene il percorso di salita e quello di discesa, come eravamo attrezzati, quale fosse il nostro grado di preparazione e di allenamento, a che ora pensavamo di essere di ritorno. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/55-ag-68-Un-documento--1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-76775\" width=\"512\" height=\"384\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/55-ag-68-Un-documento--1024x768.jpg 1024w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/55-ag-68-Un-documento--300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/55-ag-68-Un-documento--768x576.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><figcaption><strong><em>Un prezioso cimelio<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Chiarito tutto ci\u00f2, ci regalava quelli che lui definiva gli \u201cschizzi\u201d, cio\u00e8 preziose piantine da lui stesso disegnate a mano e a memoria, le quali all&#8217;atto pratico sarebbero risultate assai pi\u00f9 utili di qualsiasi guida! Negli \u201cschizzi\u201d era segnalato ogni sasso, ogni sporgenza, ogni pinnacolo, passare di qui non di l\u00e0, salire, scendere, fare attenzione &#8230; insomma, un vero Schutzengel, \u201cangelo custode\u201d. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/12-ag-68-Barbetta-Riccardo-e-Micel-Gadenz..jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-76777\" width=\"511\" height=\"744\"\/><figcaption><strong><em>Il terzo nella foto, primo nella fila: Micel.&nbsp;Io&nbsp;sono&nbsp;fra&nbsp;i&nbsp;due.<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tornavo al Rosetta di anno in anno, e Micel mostrava di apprezzare che io ricordassi le salite fatte o che mi aveva suggerito l\u2019anno prima: aggrottava le ciglia istintivamente \u2013 non era un atteggiamento \u2013 mentre tutto serio approvava questo nostro ricordare: <em>\u201cSi vede che sei veramente appassionato e fedele alla montagna&#8230;\u201d <\/em>Lui che sull\u2019altopiano intorno al Rosetta, aveva tracciato con la vernice dei segnali a raggera che conducevano al rifugio chi, ove si fosse alzata la nebbia, avrebbe bivaccato all\u2019aperto pur a poche centinaia di metri dal rifugio!<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/AGO-68.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-76778\" width=\"502\" height=\"356\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/AGO-68.jpg 913w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/AGO-68-300x214.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 502px) 100vw, 502px\" \/><figcaption><strong><em>Io, il primo sulla destra, in una pausa, con le guide del soccorso alpino<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Non ho intenzione di elencare qui le salite fatte se non due per motivi diversi: la <strong>Via Castiglioni al Campanile Pradidali<\/strong> (salita che feci insieme a Nello Tasso, se ben ricordo), nella quale ci fu utilissimo lo schizzo di Micel che ci condusse agevolmente ad imbroccare la complessa ed intricata via di discesa.&nbsp; E poi <strong>SM-Sua Maest\u00e0 il Cimon della Pala.<\/strong> La vetta pi\u00f9 bella, la salita pi\u00f9 ricercata anche se non la pi\u00f9 difficile (l\u2019ardito spigolo non supera il terzo grado) e la via normale \u00e8 un secondo grado con un passaggio di terzo (n. b.: i gradi sono quelli dei miei tempi, ora sono cambiati. Poi, vi sono anche le vie pi\u00f9 difficili, tipo la &#8220;Fumo negli occhi&#8221;, ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia). E lo cito per una serie di motivi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/11-ag.-68-Riccardo-sul-Dente-del-Cimone.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-76779\" width=\"474\" height=\"715\"\/><figcaption><strong><em>Sul Dente del Cimone:\u00a0Rifugio\u00a0Rosetta,\u00a0esci\u00a0la\u00a0mattina,\u00a0scendi\u00a0per\u00a0un\u00a0sentiero,\u00a0<\/em><\/strong><br><strong><em>scali una piccola parete di 2-300 metri (Dente del Cimone, il Cusiglio, la Rosetta), arrivi in vetta all&#8217;altezza della &#8230; tua pastasciutta in rifugio! E il pomeriggio si replica,  magari dal rifugio in su (ad es. Le due Beppin<\/em><\/strong><em>e<\/em>)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Il primo<\/strong>: su quella cima io Aiuto Istruttore Sezionale, portai (e riportai a casa, sano e salvo ed entusiasta) un caro vecchio amico, Alfredo Fanara, ingegnere genovese, il quale <strong>non era mai stato su una roccia !).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/1975-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-76780\" width=\"485\" height=\"362\"\/><figcaption><strong><em>Dalla vetta del Cimon della Pala: laggi\u00f9 S. Martino di Castrozza <\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Il secondo:<\/strong> settembre 1968, in vacanza premio dopo la laurea e prima del servizio militare. Accompagnai il Soccorso Alpino nella ricerca di un disperso, <strong>Gerard Sprand <\/strong>se ricordo: era salito in solitaria lungo lo spigolo, non aveva individuato la via di discesa <strong>(non aveva gli schizzi di Micel e le guide straniere erano molto imprecise!)\u00a0<\/strong> ed era precipitato nello scendere per la parete nord, dal lato del ghiacciao del Travignolo: roccia friabile, bagnata, con ghiaccio qua e l\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/download-7.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-76796\" width=\"330\" height=\"247\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Il terzo: <\/strong> quella \u00e8 stata la mia prima salita in solitario, cio\u00e8 slegato. 1975, ero in vacanza a Carano. Dissi a mia moglie: <em>vado, scalo e torno. <\/em>E cos\u00ec feci. Arrivato in vetta trovai un reparto delle Fiamme Gialle di Moena intente a fare esercitazioni. Mi chiesero dove fosse il mio compagno: <em>\u201cSono solo\u201d<\/em> risposi un po\u2019 fiero di me stesso. <em>\u201cPosso utilizzare le vostre corde doppie da 50 metri, gi\u00e0 da voi armate per la discesa? Si? Grazie!\u201d<\/em> E in attimo fui ai piedi della parete e quindi all&#8217;Hotel Corona di Carano del Signor Braito (che memoria che ho per le cose &#8220;vecchie&#8221;! Quelle recenti invece, talvolta mi sfuggono!)<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/CIMONE-LIBRO-DI-VETTA-739x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-76783\" width=\"472\" height=\"652\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/CIMONE-LIBRO-DI-VETTA-217x300.jpg 217w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/CIMONE-LIBRO-DI-VETTA-768x1063.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 472px) 100vw, 472px\" \/><figcaption><strong><em>Luciano Righetti, in vetta<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Altre salite sulle Pale e sul Cimon de la Pala mi videro compagno all\u2019amico <strong>Luciano Righetti, <\/strong>che saluto da queste pagine.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/s.martino-di-castrozza-dal-cimone.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-76788\" width=\"478\" height=\"335\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/s.martino-di-castrozza-dal-cimone.jpg 640w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/s.martino-di-castrozza-dal-cimone-300x210.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 478px) 100vw, 478px\" \/><figcaption><em><strong>Luciano Righetti, in vetta e laggi\u00f9 S. Martino di Castrozza<\/strong><\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-background has-pale-pink-background-color\"><strong>Ecco, oggi io genovese ormai ampiamente trentinizzato, ho telefonato a Gianfranco Gadenz, il figlio di Micel, gli ho mandato quelle poche foto che ho, gli ho chiesto di mandarmi &nbsp;alcune notizie sul suo caro pap\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 mia intenzione scrivere un articolo su di lui e inviarlo alla \u201cmia\u201d Sezione Ligure, a complemento dell\u2019articolo che ha messo in moto questo post.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\"><strong>A presto, dunque e &#8230; excelsior,  nel ricordo di Micel!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>.<\/p>\n\n\n\n<p>.<\/p>\n\n\n\n<p>.<\/p>\n\n\n\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: Micel,&nbsp; il &nbsp;\u201cparon\u201d delle Pale di S. 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