{"id":76839,"date":"2020-06-11T05:59:14","date_gmt":"2020-06-11T04:59:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=76839"},"modified":"2020-06-11T18:19:36","modified_gmt":"2020-06-11T17:19:36","slug":"%ef%bb%bffinanza-ed-eeconomia-mista","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=76839","title":{"rendered":"\ufeffFINANZA ED ECONOMIA MISTA"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Detto altrimenti: di cosa stiamo parlando?<\/strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; (post 3931)<\/p>\n\n\n\n<p>Probabilmente i super esperti del settore utilizzano altri termini, ma in questa sede a me interessa semplicemente stabilire solo un po\u2019 di chiarezza lessicale, cos\u00ec &#8230; tanto per capirsi.<\/p>\n\n\n\n<p>La<strong> finanza &#8220;privata&#8221;<\/strong>, cio\u00e8 la disponibilit\u00e0 di denaro, \u00e8 generata dall\u2019economia reale. La <strong>finanza \u201cpubblica\u201d <\/strong>si genera dai trasferimenti fiscali dal privato all\u2019ente percettore oppure dalla emissione di nuova moneta da parte dell\u2019ente pubblico. Per <strong>finanza &#8220;mista&#8221;<\/strong> possiamo intendere quelle somme di denaro che il privato affida (investe) <em>volontariamente<\/em> nel settore pubblico sotto forma di sottoscrizione <em>volontaria<\/em> di titolo di debito pubblico oppure di TIR, Titoli Irredimibili di Rendita (non di debito!). Ugualmente \u00e8 <strong>finanza &#8220;mista&#8221; <\/strong>quella che si genera in capo all&#8217;ente pubblico a seguito dell&#8217;esercizio dell&#8217;economia mista.<\/p>\n\n\n\n<p>Definire <strong>l\u2019economia mista<\/strong> \u00e8 pi\u00f9 semplice: \u00e8 quella pubblico-privata, concettualmente a met\u00e0 fra lo <strong>statalismo<\/strong> (fa tutto lo stato imprenditore) e il <strong>liberismo puro <\/strong>(lo Stato stabilisce solo alcune regole e poi fa tutto il privato). <strong>Personalmente io sono contrario ad entrambe queste due forme estreme. <\/strong>A questo punto \u00e8 chiaro che parliamo di attivit\u00e0 economiche e di servizi gestiti sotto forma di SpA il cui azionista di maggioranza o unico sia un ente pubblico <em>(rari sono i casi di azionista pubblico di minoranza: in questi casi tuttavia l&#8217;ente pubblico ha azioni privilegiate, le cosiddette golden share che gli consentono diritti ben superiori all&#8217;esigua pecentuale di azioni possedute, ad esempio in materia di dividendi e di aumenti di capitale).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La gestione di simili SpA<\/strong> &nbsp;deve contemperare l\u2019esigenza del rispetto delle regole privatistiche delle connesse responsabilit\u00e0 civili e penali degli amministratori con gli indirizzi della politica dell\u2019 azionista pubblico. Questo non sempre facile contemperamento \u00e8 agevolato da due tendenze che da qualche tempo si stanno muovendo nella stessa direzione: quella delle SpA, a non ritenere pi\u00f9 che l\u2019utile di bilancio sia l\u2019obiettivo primario della propria azione, bens\u00ec sia la crescita ed il soddisfacimento delle esigenze umane di fornitori, clienti, del proprio personale e della societ\u00e0 umana in genere (alla Adriano Olivetti, per intendersi!); quella dell\u2019ente pubblico a ritenere che la propria attivit\u00e0 in ambito economico non possa perdere di vista del tutto l\u2019obiettivo di un buon risultato di bilancio. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il problema non \u00e8 semplice<\/strong>, presuppone maturit\u00e0, competenza, disponibilit\u00e0, dialogo ed equilibrio da parte di tutti i soggetti e comunque la sua soluzione non pu\u00f2 certo essere trovata e spiegata all\u2019interno di un semplice post. Tuttavia un esempio pu\u00f2 aiutare a mettere a fuoco un tentativo di soluzione: prendiamo il caso di una SpA comunale per il controllo della sosta alla quale il Comune abbia \u201cordinato\u201d di riservare gratuitamente per tot giorni un certo numero di stalli auto &#8211; normalmente a pagamento &#8211; in favore di una certa manifestazione. La SpA dovr\u00e0 adeguarsi a questa direttiva, ma dovr\u00e0 computare a proprio credito figurativo gli incassi mancati. A fine esercizio, la SpA predisporr\u00e0 oltre ai due consueti bilanci (civilistico e fiscale) anche un terzo bilancio, quello figurativo che comprender\u00e0 i ricavi mancati per disposizione dell\u2019ente pubblico.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/download-3-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-76677\" width=\"113\" height=\"113\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/download-3-1.jpg 225w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/download-3-1-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 113px) 100vw, 113px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sotto il profilo opposto, quando una SpA porta orgogliosamente al Comune un certo utile di bilancio, il Comune potrebbe reclamare che il livello dell&#8217;utile fosse tale da remunerare ai tassi di mercato l&#8217;intero capitale investito, e quindi, ai fini di una valutazione della gstione, potrebbe &#8220;impoverire&#8221; quel risutato dei corrispondenti interessi calcolatori <strong>(kalkolatorische Zinsen: Gruppo Siemens docet!)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-background has-very-light-gray-background-color\">Se un sindaco \u201cordina\u201d ad una Spa di cui possiede la maggioranza azionaria di applicare tariffe fallimentari, i responsabili di tale societ\u00e0 cosa devono fare, se non dare in blocco le dimissioni? L\u2018alternativa sarebbe &#8220;disubbidire&#8221; ed allora essi violerebbero l\u2019impegno di \u201cadeguarsi alle direttive del Comune\u201d che \u00e8 stato fatto loro sottoscrivere all\u2019atto della loro nomina, oppure \u201cubbidire\u201d e procurare un danno alla societ\u00e0, sini al suo fallimento.  Occorre chiarirsi quale sia la &#8220;legge superiore&#8221;: il codice civile e penale oppure le ordinanze comunali?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un ulteriore intervento<\/strong> aspetto sul quale riflettere \u00e8 quello del rapporto fra l\u2019Assemblea degli azionisti ed il CDA &#8211; Consiglio di Amministrazione della SpA, nel senso che \u00e8 prassi e giurisprudenza consolidata che l\u2019Assemblea non possa indicare &nbsp;le linee guida strategiche che siano vincolanti per il &nbsp;&nbsp;CDA, in quanto la legge vuole che queste responsabilit\u00e0 (civili e penali, anche a tutela dell\u2019affidamento dei terzi) siano in capo proprio al CDA. Il problema si risolve sulla base del rapporto di fiducia e di rispetto reciproco dei ruoli pubblici e privati coinvolti, nel senso che il CDA non potr\u00e0 ignorare le attese dell\u2019ente pubblico, che l\u2019ente pubblico non potr\u00e0 e non dovr\u00e0 considerare e trattare la propria SpA come se fosse un proprio ufficio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ulteriore possibilit\u00e0 di \u201ccontrollo e di indirizzo\u201d <\/strong>del pubblico sul privato (e delle SpA su loro stesse!) \u00e8 far sottoporre le SpA in questione alle diverse certificazioni (di qualit\u00e0, ambientali, sociali) e dotarle di efficienti funzioni interne di Internal Auditing e di Pianificazione e Controllo di Gestione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un ulteriore contributo alla gestione ottimale delle SpA \u201cmiste\u201d <\/strong>lo si avr\u00e0 con l\u2019immissione nei CDA e nelle direzioni delle SpA di personale formato managerialmente ed al contempo sensibile a attento ai problemi dell\u2019amministrazione pubblica, il quale possa trovare all\u2019interno dell\u2019ente pubblico un interlocutore culturalmente equivalente e del giusto livello, non troppo \u201cbasso\u201d (un ufficio), n\u00e9 troppo elevato (lo stesso sindaco).<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:left\" class=\"has-background has-very-light-gray-background-color\"><strong>Privatizzare non vuol dire necessariamente o esclusivamente che l&#8217;ente pubblico debba dismettere le &#8220;sue&#8221; attivit\u00e0 economiche, ma anche che le gestisca prendendo  il meglio della cultura manageriale privata.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un caso controverso: la gestione dell&#8217;acqua. <\/strong>Molti dicono: \u00e8 un bene strategico ( = indispensabile e insostituibile) e quindi deve essere di gestione pubblica. Altri controbattono: \u00e8 un bene economico (cio\u00e8 \u00e8 una risorsa sempre pi\u00f9 limitata) e la gestione pubblica, per perdite durante la distribuzione, per mancanza di investimenti e per cattiva gestione,  <br> ne spreca circa il 70% !!): deve essere affidato alla gestione privata. La soluzione? Esistono SpA pubbliche multiregionali che hanno ridotto drasticamente quelle perdite e che sono in grado di progettare, finanziare, realizzare  e gestire l&#8217;intero ciclo dell&#8217;acqua: ricerca, captazione, sanificazione, distribuzione a tariffe accettabili.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un completamento lessicale, e non solo:<\/strong> in italiano il termine \u201csociet\u00e0 pubblica\u201d indica una societ\u00e0 posseduta da un Ente Pubblico. Nel mondo anglosassone, il termine <strong>\u201cpublic company\u201d<\/strong> significa \u201c<strong>societ\u00e0 posseduta dalla collettivit\u00e0 dei cittadini\u201d e \u201cprivatizzare\u201d si traduce con \u201cto go public\u201d. <\/strong>E&nbsp;spesso&nbsp;il&nbsp;going&nbsp;public&nbsp;si&nbsp;attua&nbsp;attraverso&nbsp;la&nbsp;quotazione&nbsp;in&nbsp;borsa&nbsp;delle&nbsp;sue&nbsp;azioni.&nbsp;Una simile SpA potrebbe essere interessante anche da noi, per coinvolgere e corresponsabilizzare la cittadinanza nella progettazione pubblica. L&#8217;ente pubblico potrebbe eventualmente trattenere (o anche no) un picolo paacchetto azionario (&#8220;di controllo&#8221;) e il denaro pubblico ptrebbe essere raccolto attraverso TIR-Titoli Irredimibili Rendita, convertibili nelle azioni ddella SpA coinvolta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un esempio teorico (ma mica tanto) di public company  all&#8217;anglosassone?<\/strong> Eccolo.  Proviamo ad immaginare la situazione seguente, che ipotizziamo relativamente ad un Comune facente parte di un <strong>ambito territoriale funzionale intercomunale.<\/strong> Il nostro Comune non attende di essere costretto a vendere ai privati (\u201cprivatizzare\u201d) una sua Spa entro una data fissa per ottemperare ad un probabile \u201cdictat\u201d legislativo (ad esempio dell&#8217;UE), se non altro perch\u00e9 il prezzo della vendita scenderebbe di molto di fronte ad un compratore consapevole di tale obbligo a scadenza. Ed allora, ben prima di quel momento, il nostro Comune stipula con la sua Spa adeguati contratti di servizio che gli garantiscano comunque il controllo della qualit\u00e0 e dei costi del servizio. Indi il Comune apre il capitale della Spa ai cittadini propri ed a quelli dei Comuni confinanti, uscendo egli stesso dal capitale della sua Spa. <strong>La Spa diventa interamente privata, <\/strong>\u201cdei cittadini locali\u201d i quali sono innanzi tutto interessati ad avere servizi efficienti e a costo contenuto, pi\u00f9 che, almeno in questa prima fase, a ricevere dividendi azionari. A quel punto i Comuni interessati si consorziano e lanciano un <strong>unico bando intercomunale<\/strong> per la gestione del servizio pubblico a livello unificato intercomunale con rilevanti migliorie funzionale e forti economie di scala. La Spa vi partecipa con ottime probabilit\u00e0 di vittoria, in quanto, essendo gi\u00e0 operante sul territorio ne conosce ogni aspetto di criticit\u00e0 e di opportunit\u00e0 e pu\u00f2 formulare l\u2019offerta di gran lunga assai pi\u00f9 tempestiva e favorevole.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre a ci\u00f2, <strong>la Spa, essendo a capitale interamente privato, potrebbe liberamente operare anche al di fuori dei confini dei Comuni d\u2019origine, <\/strong>partecipando a bandi pubblici lanciati da altri Comuni ed anche stipulando contratti gestionali con soggetti privati. Il suo fatturato aumenterebbe, essa potrebbe assumere altro personale locale; praticare condizioni sempre migliori ai suoi Comuni d\u2019origine; produrre utili e ritorni fiscali ed infine distribuire dividendi ai suoi azionisti. Un esempio? In Trentino, terra dei moltissimi Comuni di difficile reciproca fusione, stiamo gi\u00e0 assistendo a Comuni che, per ragioni funzionali ed economiche, hanno riunificato le proprie Polizie Locali. Ed allora, gli stessi Comuni potrebbero riunificare anche la gestione della sosta e della mobilit\u00e0 attraverso un\u2019unica Spa della Mobilit\u00e0 strutturata come sopra descritto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa? Mi dite che la mia \u00e8 solo teoria? Pu\u00f2 essere, ma intanto iniziamo a pensare anche in questa direzione, per bacini d&#8217;area funzionali e per public company all&#8217;anglosaassone. Male non ci avr\u00e0 fatto di certo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In sintesi: si pu\u00f2 anche dire \u201cno\u201d alla privatizzazione che preveda la cessione <em>tout court<\/em> delle azioni di un SpA pubblica comunale dal Comune ad un singolo imprenditore privato ma si pu\u00f2 ben dire \u201csi\u201d ad una privatizzazione che preveda un azionariato popolare, locale e diffuso. Mi pare che il Sud Tirolo abbia gi\u00e0 fatto una scelta del genere in materia di energia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E se mi sbaglio, mi corigerete: io comunque ci ho provato, questo almeno me lo dovete concedere &#8230;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>.<\/p>\n\n\n\n<p>.<\/p>\n\n\n\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: di cosa stiamo parlando?&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; (post 3931) Probabilmente i super esperti del settore utilizzano altri termini, ma in questa [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[7,231],"tags":[4541,10485],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76839"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=76839"}],"version-history":[{"count":48,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76839\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":76915,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/76839\/revisions\/76915"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=76839"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=76839"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=76839"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}