{"id":79143,"date":"2020-10-10T06:20:17","date_gmt":"2020-10-10T05:20:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=79143"},"modified":"2021-07-08T14:43:25","modified_gmt":"2021-07-08T13:43:25","slug":"%ef%bb%bffrancesca-ferrari","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=79143","title":{"rendered":"\ufeffFRANCESCA FERRARI"},"content":{"rendered":"\n<p>(Questa intervista \u00e8 del 9 ottobre 2020 &#8211; A fine giugno 2021 Francesca \u00e8 improvvisamente mancata. Le esequie si sono tenute il 6 luglio 2021 presso la sua parrocchia, la Chiesa dello Sposalizio della Vergine in Via S. Bernardino a Trento)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Detto altrimenti: una Persona cos\u00ec \u201cricca\u201d che non so da dove cominciare<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 (post 4039)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Anteprima<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img loading=\"lazy\" width=\"275\" height=\"183\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/download-7.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-79153\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>FERRARI. Un marchio famoso per via degli spumanti e della auto da corsa. Ma qui in Trentino \u201cFerrari\u201d \u00e8 un nome famoso  anche per ben altra ragione: <strong>Francesca Ferrari, <\/strong>classe 1934, una Persona che sta dedicando tutta la sua vita agli Altri. Conosco Francesca da circa 25 anni e mi pregio di definirmi \u2013 io giovincello classe 1944 &#8211; il suo ragazzo di fatica, l\u2019autista per le lunghe tratte, il trovarobe, l\u2019aspirante comunicatore. Da anni infatti le sono vicino e non solo di casa, due palazzi prima del mio, sul bel viale Trieste, lungo la Fersena.<\/p>\n\n\n\n<p>Pur avendo alle spalle oltre 4000 post, questa volta mi trovo in seria difficolt\u00e0: da dove e come iniziare l\u2019intervista? Come strutturarla? Per cercare di farmi aiutare nell\u2019impresa ieri sono riuscito a carpirle un breve curriculum vitae: titoli di studio, attivit\u00e0 lavorativa, esperienze di volontariato, impegno politico: ancor pi\u00f9 arduo il mio compito! E allora mi \u00e8 venuto in mente un passo del bel libro di Pier Luigi Celli: \u201c<em>Una persona si conosce molto meglio dalla sua storia che dal suo curriculum\u201d.<\/em> E quindi eccomi qui a cercare di trasmettere il suo valore attraverso una ricerca fra i suoi appunti di vita vissuta (e sono tanti!): la storia di una Persona che vive per gli Altri. Infatti, sempre sorridente, Francesca \u00e8 la Persona che alla domanda <em>&#8220;Come stai?&#8221;<\/em> risponde sempre \u201c<em>Tutto a posto, Riccardo!\u201d<\/em> il cui pensiero \u00e8 sempre e solo per gli Altri. Francesca trova normale fare tutto ci\u00f2 che fa. Ma invece \u00e8 semplicemente eccezionale! <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-very-light-gray-background-color has-background\">Lascio ad una eventuale seconda occasione l\u2019esposizione del suo <em>curriculum<\/em>, come pure la raccolta dei moltissimi documenti che Francesca ha conservato gelosamente, fra i quali molte lettere oggi conservate negli archivi dell\u2019Arcivescovado di Trento. Appena possibile inserir\u00f2 in questo post altre fotografie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Ora\npossiamo iniziare<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Francesca, alla guida della tua vecchia gloriosa BMW tre volumi con la spigliatezza di una ventenne a trasportare cibo e vestiti per gli Altri: perch\u00e9 non la cambi quell\u2019auto con una pi\u00f9 agevole da manovrare?<\/strong><br><br>Niente da fare: \u00e8 un pezzo troppo importante della mia vita<strong>. <\/strong>Sono molto affezionata alla mia auto, testimone di molti viaggi alla <strong>Comunit\u00e0 di San Patrignano di Vincenzo Muccioli. <\/strong>Infatti, complessivamente ho curato l\u2019entrata in quella comunit\u00e0 di ben 354 persone  tolte dal carcere,  dalla strada, dagli ospedali (perch\u00e9 malate di AIDS). Di loro, purtroppo, 34 sono decedute. In queste trasferte mi faceva da autista il responsabile della \u201cVolante\u201d della Polizia della Strada, maresciallo<strong> Mario Mulaz<\/strong>, il quale alle 07,30 del mattino mi attendeva sula porta del carcere di Via Pilati. Con lui c\u2019erano anche due Carabinieri gi\u00e0 pronti per il trasferimento. Mi presentavo davanti all\u2019Ufficio Matricola del carcere il permesso firmato dal magistrato competente che quasi sempre era il <strong>dr. Giovanni Kessler,<\/strong> che autorizzava quel trasferimento in comunit\u00e0. I Carabinieri una volta mi dissero: \u201c<em>Lei \u00e8 proprio pazza da legare, non sa che questo \u00e8 un delinquente di prim\u2019ordine?<\/em>\u201d. Rispondevo: <em>\u201cAh si? Per voi, ma non per me. La prossima volta vi dir\u00f2 come \u00e8 andata\u201d. <\/em>Ed ogni volta  tutto andava benissimo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Francesca, il primo approccio di chi ti incontra \u00e8 quello con la tua casa-ufficio: due scrivanie ricoperte dai fascicoli delle persone che stai aiutando. E in una stanza, scatoloni e sacchi di indumenti da distribuire a persone bisognose.<\/strong><br><br>Vivo da sola in una casa grande. Avevo (ed ha, n.d.r.) una stanza piena di vestiti per chi vive sulla strada e decide di entrare in comunit\u00e0 o per chi semplicemente ha bisogno d\u2019aiuto. Sai, Riccardo, c\u2019era e c\u2019\u00e8 bisogno di tutto: la droga \u00e8 una bestia feroce e distrugge tutto: soldi, sentimenti, famiglia, progetti di bene. E la povert\u00e0 e la mancanza di un futuro non sono da meno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Francesca, dal piccolo paese d\u2019origine della tua famiglia in Val di Non alla Francia, dove sei nata: la tua vicenda familiare.<\/strong><br><br>Mio nonno nasce a di Rev\u00f2 (Val di Non, n.d.r.) in una famiglia poverissima. Emigra negli USA dove diventa presto capo squadra minatore e riunisce la famiglia. Rimasto vedovo  &#8211; la moglie muore di parto &#8211;  con due figli rientra in Italia. Il mio pap\u00e0 <strong>Luigi<\/strong>  &#8211; classe 1905 &#8211; frequenta le scuole elementari a Bolzano, l\u2019Istituto Tecnico a Rovereto, a diciassette anni si iscrive all\u2019Universit\u00e0 di Ingegneria Navale e Meccanica a Genova, con la prospettiva di trovare il lavoro in quella citt\u00e0. Al momento della laurea gli viene chiesto di superare l\u2019esame in dottrina fascista.&nbsp; Mio padre si rifiuta. &nbsp;Inoltre, i fascisti scoprono che il pap\u00e0 era iscritto al Partito Popolare di Don Sturzo e il giorno dopo lo inviano a  Matera. Al che pap\u00e0 parte per l\u2019America con passaporto di studente e come tale viene accettato e si specializza in meccanica aeronautica: tuttavia non essendogli permesso di lavorare, rientra in Europa&nbsp; e  si ferma a &nbsp;Parigi  trova immediatamente lavoro come specialista dei carburatori delle auto da corsa: insieme al suo datore di lavoro brevetta un sistema antincendio. A Parigi conosce e si sposa civilmente con <strong>Vittorina d\u2019Este,<\/strong> una veneziana, anch\u2019essa emigrata giovanissima con la famiglia in cerca di lavoro. E in Francia, a Versailles dopo i fratelli  <strong>Roberto e Fabio,<\/strong>  nel 1934  nasciamo <strong>io<\/strong> e la mia gemella <strong>Beatrice<\/strong>. Poco dopo in Italia nasce <strong>Virgilio&nbsp;<\/strong> ed infine nasce l&#8217;ultima, <strong>Giglia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Rientriamo a Rev\u00f2. 1940: l\u2019Italia dichiara guerra alla Francia. A casa mia mamma e pap\u00e0 ed alcuni loro amici parlavano molto di Mussolini e del fascismo, sempre sottovoce. A scuola, prima elementare: la maestra \u00e8 una fascista sfegatata e \u201cscopre\u201d che il mio lapis \u00e8 fabbricato in Francia! Me lo strappa di mano e lo scaglia in fondo all\u2019aula: non lo posso usare perch\u00e9 la Francia \u00e8 nemica dell\u2019Italia! Dopo questo episodio sono diventata oggetto di scherni, scherzi e percosse da parte di alcuni compagni di classe. Solo uno mi difendeva, un tale Riccardo di otto anni, ripetente per la terza volta. Disse a me e a mia sorella Beatrice di non avere paura perch\u00e9 lui ci avrebbe accompagnato nel tragitto casa-scuola-casa. E cos\u00ec fu. A questo punto la nostra carissima amica maestra <strong>Anna Martini <\/strong>ci scrisse alla scuola di Romallo, dove, con la scusa di offrirci la merenda, ci insegnava il catechismo e \u2013 all\u2019insaputa di pap\u00e0 \u2013 ci portava a Messa. Infatti pap\u00e0 voleva che noi ragazzi decidessimo in autonomia le nostre scelte di fede. Ironia della sorte o meglio per dono del Signore noi tre figli avrebbero poi dedicato la loro vita al Signore e ai Suoi insegnamenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed io? Per farla breve: scuole medie a Cles (abbastanza lontano da casa dati mezzi di trasporto del tempo) e poi in collegio a Verona dove ho proseguito nella scuola superiore. Al secondo anno, durante uno screening, mi trovano portatrice di  TBC e mi allontanano dall\u2019istituto.&nbsp; Vengo ricoverata Cles, guarisco, continuo gli studi a Trento e recupero gli anni persi. Torno quindi a Parigi dove mi iscrivo all\u2019Universit\u00e0 Cattolica, corso di laurea in Scienze Sociali ad indirizzo psichiatrico,  avendo la fortuna di trovare professori molto vicini ai loro alunni. Da notare che in Italia la psichiatria \u00e8 solo \u201cmedica\u201d e non ha alcuna impostazione \u201csociale\u201d, per cui successivamente la mia laurea conseguita a Parigi nel 1957 non viene riconosciuta valida. Nel 1958 inizio a lavorare a Trento quale responsabile dell\u2019accoglienza educativa dei ragazzi con problemi comportamentali segnalati dal Tribunale dei Minori: faccio inoltre l&#8217;assistente del Convitto: il mio orario \u00e8 particolare: dalle 18,00 alle 24,00 e dalle 07,00 alle 09,00 del giorno successivo. All\u2019epoca, grazie alla nuova impostazione del Presidente della Provincia <strong>Bruno Kessler, <\/strong>l\u2019istruzione professionale fu totalmente rinnovata nei desideri e nelle prospettive di chi vi si rivolgeva: Kessler mi chiam\u00f2 per gestire questo cambiamento.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il tuo rapporto con la Fede e con la Religione dei comportamenti prima che con quella dei riti.<\/strong><br><br>Sono stata battezzata a Parigi, all\u2019et\u00e0 di cinque anni, per puro caso. Infatti la sorella di pap\u00e0, <strong>Maria,<\/strong> che faceva la maestra a Romeno, nell\u2019agosto del 1939 viene in Francia a trovarci e chiede al fratello di far battezzare le due figliolette gemelle. Pap\u00e0, per ringraziarla della vista, accetta. Come ho detto prima la nostra istruzione religiosa fu curata solo dopo, quando rientrammo a Rev\u00f2, dalla maestra <strong>Anna Martini.&nbsp;<\/strong> All\u2019epoca veniva spesso a casa nostra <strong>Mons. Guido Bortolameotti <\/strong>parroco di Cloz che stava costruendo la chiesa di Cloz e chiedeva aiuto a pap\u00e0 per certi calcoli. Per attenermi alle direttive paterne, non feci la Prima Comunione e la Cresima con i miei compagni di classe. All\u2019et\u00e0 di diciotto anni ebbi una grossa crisi di fede che superai grazie all\u2019aiuto del Mons. Bortolameotti e del professor <strong>Don Livio Magagna,<\/strong> preside dell\u2019Istituto Arcivescovile di Trento. Di lui conservo ancora alcune sue lettere molto belle.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il tuo ingresso nel mondo della solidariet\u00e0.<\/strong><br><br>Credo che la motivazione alla solidariet\u00e0 mi derivi innanzi tutto dai miei genitori: l\u2019attenzione agli altri, soprattutto a chi soffre, a chi vive nell\u2019indigenza; a non vivere mai per se stessi, bens\u00ec per aiutare gli altri, sempre, ricercando il dialogo, l\u2019intesa, il perdono. Ho lavorato nel volontariato in Madagascar, Brasile, Bolivia, Cina, Algeria e Marocco. Una cosa per\u00f2 la devo dire: <strong>tutta la mia vita non \u00e8 stata frutto di una mia pianificazione, ma di una serie di chiamate:<\/strong> da un vescovo, da un cardinale, dal presidente della Provincia e da altri ancora, non esclusa una particolare Chiamata, quella che mi ha colpito al cuore, se \u00e8 il cuore la sede dei sentimenti che hanno ispirato la mia azione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Francesca passpartout. Per te porte aperte ovunque: a Roma in Vaticano; a Trento in Tribunale, in Provincia, in Comune, all\u2019Arcivescovado. Questa \u00e8 la credibilit\u00e0 che ti sei meritata.<\/strong><br><br>Il mio passpartout \u00e8 la gentilezza, il \u201cnon lasciar perdere\u201d, l\u2019impegno, il superare quel \u201clascia che si arrangi, pu\u00f2 e deve farcela da solo\u201d; il farsi carico di scrivere ad un giudice, al vescovo, ad un cardinale, al presidente della Provincia per dire loro che \u201csi pu\u00f2 fare, si pu\u00f2 salvare questa situazione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Durante gli anni della nostra frequentazione operativa, mi hanno colpito particolarmente due aspetti della tua azione: quella con i ragazzi del \u201968 e con le vittime della tossicodipendenza.<\/strong><br><br><strong>I ragazzi del \u201968? <\/strong>Io intesi valorizzare la loro forza contestatrice, le loro ragioni, il loro impegno. Proposi loro di studiare insieme la via per uscire dall\u2019impasse, unendo le forze e dialogando. <strong>I \u201ctossici\u201d<\/strong>? Cercavo di capire la loro sofferenza e di superare la domanda che mi facevano regolarmente \u201cChi ti ha detto che sono un tossico?\u201d Uno di quelli che furono arrestati dalla polizia mi scrisse \u201cRingrazio il Cielo che mi hanno fermato\u201d. Risposi: \u201cDimmi cosa ti serve, come vuoi e puoi orientare la tua nuova vita\u201d. Inserivo il francobollo per la loro risposta che mi arrivava regolarmente. Mel 1981 ho fondato <strong>l\u2019AFT- Associazione Famiglie di Tossicodipendenti<\/strong> che ho diretto fino al 2004.&nbsp; Posso affermare che occorrerebbe snellire i passaggi burocratici del percorso di salvataggio delle vittime della droga. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img loading=\"lazy\" width=\"297\" height=\"170\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/download-9.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-79154\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Altro passaggio rilevante della mia vita: nel 2001 insieme a <strong>Bruno Mas\u00e8<\/strong> e ad altri abbiamo fondato la Onluss <strong>Trentino Solidale<\/strong> che poi ho presieduto per un decennio dando vita e gestendo 157 progetti di solidariet\u00e0 nazionale e internazionale. I progetti radicati sul territorio provinciale sono finalizzati alla lotta allo spreco del cibo che viene raccolto dai donatori e distribuito quotidianamente ai bisognosi ; all\u2019offerta &#8211; nel periodo invernale &#8211; di un posto letto a chi non ha fissa dimora; con il progetto \u201cAlternativa al carcere\u201d alla possibilit\u00e0 di riscattare pene o altre sanzioni attraverso ore di Lavoro di Pubblica Utilit\u00e0 e messa alla prova. Nel 1995 ho fondato e presieduto la cooperativa sociale <strong>La Sfera<\/strong>, per il reinserimento sociale e lavorativo degli ex tossicodipendenti, tuttora funzionante.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Francesca, senza di te la nostra comunit\u00e0 sarebbe molto pi\u00f9 povera. Viene da chiedersi come fare per non interrompere questa \u201ccatena della bont\u00e0 attiva\u201d: chi potr\u00e0 ricevere la tua eredit\u00e0 e proseguire questo cammino?<\/strong><br><br>No, Riccardo, non pensar cos\u00ec. Morto un Papa, se ne fa un altro, e l\u2019altro \u00e8 sempre migliore del precedente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Francesca, quasi per caso ho scoperto che hai ricevuto dal Comune l\u2019onorificenza dell\u2019Aquila di San Venceslao. Mi piace ricordarlo qui, sui \u201cmiei\u201d social, vincendo l\u2019opposizione di te che sei Persona dell\u2019essere e del fare, non certo dell\u2019apparire.<\/strong><br><br>Il sindaco di allora mi attribu\u00ec questa onorificenza a seguito delle mie quattro consiliature (1980, 1990, 1999, 2009): insieme a me la ricevettero anche gli altri colleghi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Francesca. Quattro consiliature comunali sono tante, ma il tuo impegno politico \u00e8 vivo anche oggi: infatti so che sei molto vicina a una persona&nbsp;&#8230;<\/strong><br><br>Dai Riccardo, ma se sei tu che mi hai fatto incontrare <strong>Donatella Conzatti, <\/strong>Senatrice di Italia Viva! Un persona che ho imparato a conoscere e che stimo molto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Grazie Francesca per avere accettato questa intervista: la pi\u00f9 difficile da sintetizzare in poche righe; la pi\u00f9 ricca fra tutte quelle che ho fatto; la pi\u00f9 preziosa da offrire ai miei lettori.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center has-pale-pink-background-color has-background\"><strong>S.E.E.O. &#8230; perch\u00e8 non \u00e8 facile stare dietro e sintetizzare il fiume di ricordi e di testimonianze di Francesca!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>.<\/p>\n\n\n\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Questa intervista \u00e8 del 9 ottobre 2020 &#8211; A fine giugno 2021 Francesca \u00e8 improvvisamente mancata. 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