{"id":79538,"date":"2020-11-24T22:17:57","date_gmt":"2020-11-24T21:17:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=79538"},"modified":"2020-11-26T09:03:55","modified_gmt":"2020-11-26T08:03:55","slug":"recovery-fund-en-attendant-godot","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=79538","title":{"rendered":"RECOVERY FUND: EN ATTENDANT GODOT\u2026"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Detto altrimenti: la corsa a distruibuire i \u2026. soldi che non ci sono!&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/strong>(post 4074)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sulla base della seconda edizione (di imminente uscita) del libro De Marchi-Lucatti \u201cRicostruire la finanza\u201d, anche sulla spinta dei veti di Polonia e Ungheria contro I Recovery Fund<\/strong> &#8211; <strong>Ovvero: Conte, Gualtieri, Recovery Fund de i Titoli Rendita Irredimibili<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Per chi non se lo ricordasse, \u201cEn attendant Godot\u201d \u00e8 una bellissima commedia di Samuel Beckett i cui protagonisti, due vagabondi (Estragon e Vladimir), aspettano invano, sotto un albero, in una strada di campagna, un certo <strong>Godot<\/strong>, senza sapere chi sia veramente. Il nome \u00e8 emblematico: <strong>God<\/strong>, in inglese Dio, <strong>dot<\/strong>, punto. L\u2019atmosfera \u00e8 reale, ma atemporale, dove spazio e tempo non hanno ragione d\u2019essere.<\/em> <em>Bene, se oggi il buon Samuel volesse riscrivere la commedia, potrebbe ambientarla in Italia, con due altri vagabondi (Conte e Gualtieri) che da mesi discutono di un fantomatico <strong>\u201cRecovery fund\u201d<\/strong> di cui aspettano con ansia l\u2019arrivo ma che dimostrano di non conoscere.<\/em> <em>Vediamo perch\u00e9, uscendo dalla metafora ed affrontando la dura realt\u00e0 in cui siamo immersi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il<strong> Recovery fund (<\/strong>detto anche<strong> Next generation EU)<\/strong>, consiste in fondi erogati dall\u2019UE per la ripresa dei paesi al fine di sostenere e potenziare l\u2019economia del continente dopo i  danni creati dalla pandemia. Il pacchetto complessivo \u00e8 fatto di due parti: 1) quello composto dal bilancio pluriennale Ue dal 2021 al 2027 e 2) quello del Recovery Fund vero e proprio. Secondo il progetto, il bilancio UE dovr\u00e0 avere nei sette anni un volume pari a <strong>1.074<\/strong> miliardi di euro, da finanziare prevalentemente attraverso i contributi netti degli Stati membri dell\u2019Unione. Il piano per la ripresa economica invece \u00e8 pari a <strong>750<\/strong> miliardi di euro, di cui <strong>390 miliardi verranno erogati sotto forma di sovvenzioni<\/strong> (che quindi non dovranno essere rimborsate dai Paesi destinatari) mentre <strong>360 miliardi di euro verranno distribuiti sotto forma di crediti.<\/strong> L\u2019idea alla base del pacchetto non \u00e8 solo quella di favorire il ritorno alla crescita economica dopo la crisi dovuta all\u2019impatto della pandemia, ma anche quello di preparare i paesi membri ad affrontare al meglio il futuro: difesa del clima, digitalizzazione, produttivit\u00e0, equit\u00e0 e stabilit\u00e0 macroeconomica, sanit\u00e0, sostenibilit\u00e0 ambientale. A questo scopo i singoli paesi dovranno presentare dei piani di riforma in cui esporranno come utilizzare gli aiuti.<\/p>\n\n\n\n<p>I governi dovranno inviare alla Commissione europea i <em>\u201cPiani di ripresa e di resilienza\u201d<\/em> entro fine aprile 2021. Una volta presentato alla Commissione europea il Piano, Bruxelles avr\u00e0 a disposizione fino a 8 settimane per esaminare e proporre al Consiglio Ecofin l\u2019approvazione del Piano. L&#8217;Ecofin dovr\u00e0 approvare quindi il piano a maggioranza qualificata entro 4 settimane. Dalla presentazione formale del piano potrebbero quindi passare mesi per l&#8217;approvazione che poi dar\u00e0 la possibilit\u00e0 di accedere subito al 10% del finanziamento globale. <strong>Fatti i conti, se tutto andr\u00e0 liscio senza veti e rinvii, l\u2019iter terminer\u00e0 ad agosto, in piena estate\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Per la prima volta \u00e8 prevista una forma di <strong>condivisione del debito<\/strong>. La Commissione europea a tale scopo <strong>pu\u00f2 emettere titoli comuni sui mercati finanziari<\/strong>. Gli stati membri non devono erogare soldi, ma solo formalizzare una garanzia (ad esempio la Germania \u00e8 garante per circa 200 miliardi di euro). Il debito complessivo di 750 miliardi di euro dovr\u00e0 essere ripagato dall\u2019Ue entro la fine del 2058, ma si inizier\u00e0 a farlo a partire dal 2028, ricorrendo alle fonti \u201cordinarie\u201d di finanziamento dell\u2019UE: maggiori contributi nazionali degli stati membri, una riduzione dei rispettivi bilanci oppure attraverso nuove entrate fiscali (ad esempio la \u201cplastic tax\u201d o la tassazione dei giganti del Web).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Al nostro paese potranno essere erogati <strong>81 miliardi in sovvenzioni e 127 <\/strong>miliardi in crediti. Il 70% \u00e8 destinato a progetti 2021-2022, il resto \u00e8 riferito agli impegni relativi al 2023.  Abbiamo 208 miliardi di euro a (potenziale) disposizione, ma ecco che  gi\u00e0 cominciano le competizioni fra i ministri per accaparrarsi la quota principale da esibire  ai cittadini in vista delle elezioni. Peccato per\u00f2 che tutto questo avvenga come descritto da Beckett: chiacchiere in attesa di qualcuno che non si conosce e chiss\u00e0 se arriver\u00e0 \u2026 Al che <strong><em>si impongono un paio di riflessioni.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA PRIMA<\/strong>: i soldi <strong>NON SONO DISPONIBILI<\/strong>! L\u2019Italia potr\u00e0 riceverli solo presentando programmi seri, articolati, documentati, dimostrando di destinare i capitali ad opere effettivamente utili e capaci di generare ripresa: per di pi\u00f9 saranno erogati a SAL, Stato Avanzamento Lavori. Quindi, niente provvedimenti &nbsp;\u201da pioggia\u201d quindi, niente bonus, niente ristori, niente elargizioni elettorali. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-pale-pink-background-color has-text-color has-background\"><strong>Conte: il piano organico esiste. Gualtieri: costituiremo una task force per redigere il piano.      A chi dobbiamo credere?<\/strong>        <\/p>\n\n\n\n<p>La previsione dei 208 miliardi ha scatenato gli appetiti di amministratori nazionali e locali, presidenti di enti. Qualche esempio: un ministro  propone di rifare il piazzale di marmo della Farnesina;  un altro<strong> <\/strong>lancia l\u2019idea di una Amazon all\u2019italiana; un terzo vuole un \u201cacquario green\u201d a Taranto. E ancora, la \u201cCostellazione satellitare\u201d per l\u2019osservazione della Terra e il lancio di piccoli satelliti per il \u201cmonitoraggio dello spazio extra-atmosferico\u201d. Saranno solo provocazioni? Certo che sono indice di un metodo-non-metodo. Una lista di <strong>557 progetti,<\/strong> ancora provvisoria, che da sola vale <strong>oltre 670 miliardi<\/strong>: pi\u00f9 del triplo dei 208 miliardi che l\u2019Italia potr\u00e0 ottenere da Bruxelles. <strong>Questi numeri sono attendibili se  si considera che la sola Provincia Autonoma di Trento ha presentato 32 progetti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-pale-pink-background-color has-background\">La <strong>Francia<\/strong> ha presentato il suo piano di investimenti <em>\u201cFrance Relance\u201d<\/em> da 100 miliardi, di cui 40 finanziati dall\u2019Europa, con un mese di anticipo. Le misure previste sono in tutto 70, divise in tre macro aree (transizione ecologica, competitivit\u00e0 delle imprese e promozione dell\u2019occupazione).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/download-2-4.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-79614\" width=\"248\" height=\"371\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>LA SECONDA<\/strong>: i fondi per l\u2019Italia per 127 miliardi sono <strong>\u201ca debito\u201d<\/strong>, sia pure ad un tasso di interesse minimo: il che significa che in ogni caso contribuiranno (purtroppo) ad <strong>aumentare il livello del nostro indebitamento pubblico.<\/strong> E allora, invece di stare sotto un albero aspettando Godot, Conte e Gualtieri farebbero bene a prendere a seguire l\u2019unica strada percorribile: emettere <strong>TITOLI IRREDIMIBILI<\/strong> (cio\u00e8 senza obbligo di rimborso, pagando solo una rendita perpetua ai possessori). <strong>Raccoglierebbero decine di miliardi di euro<\/strong> (si pensi che  il 25 agosto scorso Banca Intesa San Paolo ha emesso due tranche  per 750 milioni &nbsp;cadauna ottenendo gi\u00e0 per la prima richieste per&nbsp; 6,5 &nbsp;miliardi; ed \u00e8 una banca, non uno stato!), <strong>non incrementerebbero il debito<\/strong> (anzi lo ridurrebbero, se usassero lo strumento per rimborsare i BTP in scadenza nei prossimi mesi!) e, <em>last but not least<\/em>, potrebbero finalmente <strong>dedicare ingenti capitali \u201ca fondo perduto\u201d a beneficio del sistema produttivo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gianluigi De Marchi &#8211; giornalista, scrittore, consulente finanziario<\/strong>.<br><strong>Riccardo Lucatti \u2013 Gi\u00e0 P, AD, DG di imprese &#8211;&nbsp;  Presidente di Restart Trentino; Coordinatore del Tavolo di Lavoro Finanza ed Economia mista di ItaliaVivaTrentino.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: la corsa a distruibuire i \u2026. soldi che non ci sono!&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; (post 4074) Sulla base della seconda edizione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[231],"tags":[10584],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79538"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=79538"}],"version-history":[{"count":11,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79538\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":79636,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79538\/revisions\/79636"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=79538"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=79538"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=79538"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}