{"id":79873,"date":"2020-12-23T18:45:09","date_gmt":"2020-12-23T17:45:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=79873"},"modified":"2020-12-24T04:46:07","modified_gmt":"2020-12-24T03:46:07","slug":"un-importante-esponente-del-governo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=79873","title":{"rendered":"UN IMPORTANTE ESPONENTE DEL GOVERNO \u2026"},"content":{"rendered":"\n<p>Detto altrimenti: \u2026 <strong>avrebbe recentemente dichiarato ai ministri IV che lui il Recovery Plan \u201cnon lo aveva letto\u201d. Al che verrebbe da dire che s\u00ec, occorre remare tutti nella stessa direzione come dice Conte, ma c\u2019\u00e8 remare e remare! E se fosse vera quella notizia, quel tale lo metterei s\u00ec a remare, ma come dico io!&nbsp;&nbsp; (post 4114)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Da \u201cBreve storia della navigazione a vela\u201d un mio lavoretto di qualche anno fa.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dal X al XVI secolo troviamo le galee veneziane (e cos\u00ec quelle liguri, pisane e amalfitane) a due alberi, navi che furono le prime ad avere un solo timone per di pi\u00f9 interno allo scafo e non pi\u00f9 due timoni appesi al giardinetto di babordo (sinistra ) e tribordo (destra).<\/p>\n\n\n\n<p>Le galee veneziane &#8230;  un mito, anche se per i vogatori erano l\u2019inferno sulla terra! Erano molto boliniere, ed in pi\u00f9 se attaccavano il nemico da sottovento avevano l\u2019ulteriore vantaggio, di notte specialmente, di non essere scoperte a causa del puzzo che emanava la stiva dei rematori, i quali si liberavano direttamente sul posto di lavoro di ogni loro esigenza fisiologica. Nei primi secoli, tutti volontari. Quindi vennero impiegati anche prigionieri di guerra <strong>(schiavi)<\/strong> e dal 1549 anche gli <strong>\u201czontini\u201d<\/strong> (condannati a pene varie e\/o arruolati a forza, ma pagati). Infine, i volontari chiamati <strong>\u201cbonavoglia\u201d<\/strong>, questi ultimi stipendiati e armati in caso di combattimento.<\/p>\n\n\n\n<p>La navigazione di poppa era un po\u2019 pi\u00f9 problematica, perch\u00e9 le vele latine non sono le pi\u00f9 adatte a tale andatura, e le galee rollavano molto. A remi raggiungevano i 9 nodi di velocit\u00e0 e potevano mantenere tale ritmo per 12 ore, il che significa compiere \u2013 a remi! &#8211; circa 100 miglia (180 km) in 12 ore! Durante la navigazione a remi per offrire minore resistenza all\u2019avanzamento venivano smontati gli alberi.<\/p>\n\n\n\n<p>Le galee veneziane erano tutte \u201cmonotipo\u201d, cio\u00e8 tutte uguali fra loro. Ci\u00f2 consentiva una maggior rapidit\u00e0 nella costruzione in serie (Arsenale di Venezia <em>docet<\/em>) e soprattutto una enorme facilit\u00e0 per le riparazioni da parte di tutti i fondaci e porti veneziani sparsi nel mediterraneo e dotati, tutti, degli stessi \u201cpezzi di ricambio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>In genere erano armate di un solo cannone \u201cda caccia\u201d montato a prua, per sparare lungo l\u2019asse della galea sulla quale peraltro non ci sarebbe stato lo spazio sufficiente per collocare cannoni con tiro laterale, n\u00e9 le galee avrebbero potuto sopportare il rollio dovuto al contraccolpo di una bordata.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Genova &#8211; Pisa, uno a zero<\/strong> sul campo della <strong>Meloria,<\/strong> il 6 agosto 1284. La squadra genovese (63 galee) era comandata dall\u2019Ammiraglio Oberto Doria ma la vittoria fu dovuta all\u2019intervento dell\u2019Ammiraglio Benedetto Zaccaria che, dal ridosso dello scoglio della Meloria, attacc\u00f2 il fianco dei Pisani con 30 galee. Delle navi pisane si salvarono solo le 20 al comando del Conte Ugolino, la cui fuga non gli imped\u00ec di trionfare politicamente, sino alla sua deposizione nel 1288 ed alla sua triste e famosa fine per fame.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Genova \u2013 Venezia, uno a zero<\/strong> sul campo dell\u2019isola di <strong>Curzola<\/strong>, 8 settembre 1299 (mi dispiace per i Trentini che si chiamano Curzel).<\/p>\n\n\n\n<p>La formazione ligure era a favore di vento e a &#8220;voga arrancata&#8221; (ovvero la massima velocit\u00e0 raggiungibile da una galea); piomb\u00f2 in formazione serrata sullo schieramento di Venezia, rompendone i ranghi. Memore del successo alla battaglia della Meloria, Doria lasci\u00f2 in disparte 15 delle 78 galee come rinforzo, nonostante l&#8217;alto rischio: i genovesi infatti erano in netta inferiorit\u00e0 numerica. La battaglia fu particolarmente sanguinosa, pi\u00f9 ancora del precedente scontro del 1284 contro i pisani, dove i genovesi erano invece in vantaggio. Abbordare o affondare i legni veneziani cost\u00f2 caro in termini di perdite umane, alla flotta della &#8220;Superba&#8221;. I veneziani si videro affondate 65 galee, catturate 18; i morti tra i veneti furono settemila, altrettanti i prigionieri, tra cui Marco Polo, che tornato dal suo viaggio nel Catai era stato insignito dell&#8217;onore del comando di una delle galee. Ironia della sorte, divider\u00e0 la cella con Rustichello da Pisa, prigioniero della Meloria, al quale Polo dett\u00f2 il suo &#8220;Milione&#8221;. L&#8217;ammiraglio veneziano (si dice che fosse il Doge in persona, anche se esistono versioni contrastanti di questo fatto) cadde altres\u00ec prigioniero, e pare si sia tolto la vita prima di essere portato a Genova &#8220;rompendosi il cranio contro il banco cui era stato incatenato&#8221;, anche se l&#8217;ipotesi pare poco credibile, e viene indicata come una leggenda. L&#8217;ammiraglio ligure Lamba Doria invece, perse un figlio nella battaglia, e lo fece seppellire in quel tratto di mare, affermando che non avrebbe potuto avere tomba migliore di quella. Come si \u00e8 detto, le perdite per Genova erano state elevate, e la flotta decise di tornare in patria, rinunciando ad attaccare Venezia stessa, fatto che secondo alcuni storici avrebbe potuto determinare il declino completo della &#8220;Serenissima&#8221;. Non and\u00f2 cos\u00ec e le due repubbliche stremate, vennero alla soluzione diplomatica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: \u2026 avrebbe recentemente dichiarato ai ministri IV che lui il Recovery Plan \u201cnon lo aveva letto\u201d. Al che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[3,364],"tags":[78],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79873"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=79873"}],"version-history":[{"count":5,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79873\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":79878,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/79873\/revisions\/79878"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=79873"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=79873"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=79873"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}