{"id":80486,"date":"2021-02-05T18:11:40","date_gmt":"2021-02-05T17:11:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=80486"},"modified":"2021-02-07T06:20:01","modified_gmt":"2021-02-07T05:20:01","slug":"titoli-irredimibili-rendita-non-di-debito","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=80486","title":{"rendered":"TITOLI IRREDIMIBILI RENDITA (NON DI DEBITO)"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Detto altrimenti: \u201cSalviamo il futuro: tosatura o titoli eterni\u201d di Gianluigi De Marchi (<em>Consulente finanziario \u2013 <\/em><\/strong><a href=\"mailto:demarketing2008@libero.it\"><strong><em>demarketing2008@libero.it<\/em><\/strong><\/a>) &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;(post 4581)<\/p>\n\n\n\n<p>Gianluigi ed io abbiamo pubblicato un libro sull\u2019argomento, prima edizione aprile 2020, seconda edizione dicembre 2020. Gianluigi mi ha consentito di riportare qui un articolo che ha pubblicato &nbsp;su un quotidiano torinese. Il contenuto ricalca quanto scritto nel libro. Mi sono permesso di aggiungere in coda un breve integrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Inizia<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo quasi un anno dall\u2019inizio della pandemia, <strong>il debito pubblico<\/strong> rischia di soffocare le prossime generazioni. Infatti lo Stato ha emesso oltre 140 miliardi di BTP, in una fase di contrazione dell\u2019economia (<strong>il PIL<\/strong> a fine 2020 \u00e8 sceso del 10% circa) e di contemporanea <strong>riduzione delle entrate fiscali <\/strong>(per la riduzione del PIL e per il rinvio della riscossione delle imposte). A fine anno il debito pubblico \u00e8 arrivato a <strong>2.600 miliardi di euro, <\/strong>e nel frattempo il PIL \u00e8 sceso a 1.600 miliardi di euro, portando cos\u00ec <strong>il rapporto debito\/PIL al 160%!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il governo prevede una forte ripresa nel 2021, ma non baster\u00e0 certo un anno per tornare ai livelli precedenti, e quindi bisogna fare qualcosa. Il \u201cqualcosa\u201d deve prevedere provvedimenti che non siano semplicemente un tampone (bonus a pioggia, ristori, rinvii di imposte e di rate dei muti, ecc.), ma un concreto intervento in investimenti. <strong>Per finanziare gli investimenti occorrono centinaia di miliardi di euro <\/strong>che non possono continuare a provenire da debiti, ma devono provenire da <strong>\u201crisorse proprie\u201d<\/strong>. E allora le strade sono solo due: una drastica ed una morbida.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La prima \u00e8 l\u2019introduzione di un\u2019imposta patrimoniale.<\/strong> Potrebbe trattarsi di un\u2019imposta \u201ca raffica\u201d su tutte le ricchezze (titoli, case, aziende), oppure di un\u2019imposta \u201ca macchia di leopardo\u201d (solo i titoli, solo i depositi bancari, solo gli immobili). Potrebbe trattarsi di un\u2019imposta \u201ca strascico\u201d (aliquota unica) oppure di un\u2019imposta \u201cprogressiva\u201d all\u2019insegna del motto che \u201cChi pi\u00f9 ha pi\u00f9 deve dare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Beneficio palese per lo Stato<\/strong>: raccogliere cifre imponenti in un attimo (si pensi alla tosatura fatta dal governo Amato un venerd\u00ec notte, sottraendo il 6 per mille dalle giacenze sui conti correnti). <strong>Sacrificio palese per i cittadini: <\/strong>vedersi sottrarre parte dei risparmi per coprire il buco di bilancio. Una soluzione forzosa che scatenerebbe tensioni di vario tipo e probabilmente, colpendo anche interessi stranieri investiti in Italia, genererebbe reazioni negative sui mercati con il possibile allontanamento degli investitori istituzionali.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"178\" height=\"266\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/download-2-7.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-80504\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>La seconda soluzione \u00e8 il lancio di titoli irredimibili, <\/strong>cio\u00e8 privi di scadenza, che pagano ai sottoscrittori solo un interesse annuo per l\u2019eternit\u00e0. Chi li acquista cede il proprio capitale in via definitiva allo Sato in cambio di una rendita per s\u00e9 e per la sua discendenza. Per converso, lo Stato, in cambio dell\u2019impegno a pagare la rendita, non assume alcun obbligo di rimborsare il capitale. Non essendoci un rimborso, il capitale raccolto \u00e8 acquisito definitivamente dallo Stato e non costituisce debito. Da notare che i risparmiatori possono comunque recuperare in ogni momento l\u2019investimento vendendo i titoli in Borsa.<\/p>\n\n\n\n<p>I titoli irredimibili non sono certo una novit\u00e0 (sono stati emessi fin dal XVIII secolo da Stati Uniti, Inghilterra, societ\u00e0 private e anche dall\u2019Italia, con due serie denominate Rendita 3,5% e Rendita5%): la novit\u00e0 potrebbe essere costituita dall\u2019utilizzo di diversi sistemi di calcolo della rendita. Oltre a quello tradizionale (tasso fisso), che espone il detentore al rischio d\u2019inflazione nel tempo, si potrebbero ipotizzare tranche a tasso variabile o anche a tasso indicizzato sul PIL (una modalit\u00e0 nuova, denominata TRILL, di cui ha recentemente parlato l\u2019ex ministro Tria).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Beneficio palese per lo Stato:<\/strong> raccogliere cifre consistenti (almeno 10 miliardi il mese) da destinare a fondo perduto alle imprese o alla realizzazione di infrastrutture. <strong>Beneficio palese per i risparmiatori: <\/strong>percepire una rendita infinita d\u2019importo superiore a quello dei BTP ordinari (la mancanza di scadenza va \u201cpagata\u201d con un tasso un po\u2019 superiore a quello corrente) e facolt\u00e0 di ricuperare in ogni momento i soldi vendendo i titoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, volendo usare termini raffrontabili, la patrimoniale \u00e8 un contributo forzoso, i titoli irredimibili sono un contributo volontario, una \u201cpatrimoniale temporanea\u201d (dura finch\u00e9 non si vende il titolo) e \u201cremunerata\u201d (incasso delle cedole).<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcuno teme che non ci saranno sottoscrizioni? Rifletta sul fatto che in piene ferie nell\u2019agosto 2020, Intesa San Paolo ha offerto 1,5 miliardi di titoli irredimibili ricevendo richieste per 6,5 miliardi! Speriamo che alla fine la soluzione \u201dvolontaria\u201d prevalga su quella \u201cforzosa\u201d; ne va della credibilit\u00e0 dell\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Finisce<\/p>\n\n\n\n<p>Ed ecco le mie considerazioni aggiuntive<\/p>\n\n\n\n<p>La banca citata corrisponde un interesse del 5,5% lordo (imposta 26%) il che rende molto appetibili quei titoli ma fa sorgere alcune osservazioni.<\/p>\n\n\n\n<ol type=\"1\"><li>La banca, a chi imprester\u00e0 quei denari, dovendo applicare un tasso ancor pi\u00f9 elevato e cio\u00e8 fuori mercato? Vengo poi a sapere che quella banca \u00e8 la principale finanziatrice della costruzione di una mega centrale a carbone nei Balcani.<\/li><li>Il meccanismo descritto tende a drenare risparmio bancario per dirottarlo verso &nbsp;investimenti esteri,<\/li><li>Titoli del genere possono fare una pericolosa concorrenza ai titoli redimibili di debito dello Stato.<\/li><li>Anche per questi motivi, conviene quindi che ad emetterli sia anche lo Stato, considerando che in tal caso la tassazione sarebbe solo del 12,5%.<\/li><li>In parallelo, creare un Fondo immobiliare per la vendita del patrimonio immobiliate dello Stato e degli Enti Pubblici Locali, oggi non a reddito. Si tratta di alcune centinaia di miliardi.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p><strong>E se ci sbagliamo, ci corigerete &#8230;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-0 is-cropped\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><\/ul><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: \u201cSalviamo il futuro: tosatura o titoli eterni\u201d di Gianluigi De Marchi (Consulente finanziario \u2013 demarketing2008@libero.it) &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;(post 4581) Gianluigi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80486"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=80486"}],"version-history":[{"count":6,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80486\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87240,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/80486\/revisions\/87240"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=80486"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=80486"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=80486"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}