{"id":81297,"date":"2021-08-25T06:13:20","date_gmt":"2021-08-25T05:13:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=81297"},"modified":"2021-08-25T06:13:20","modified_gmt":"2021-08-25T05:13:20","slug":"amarcord-mi-ricordo-a-vela","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=81297","title":{"rendered":"AMARCORD, MI RICORDO (a vela)"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>UNA FAVOLA A VELA: LA MIA GIRAGLIA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Detto altrimenti. E se non avessi motore, radio e GPS?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Premessa dell\u2019autore<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Una favola che va un po\u2019 spiegata. La Giraglia \u00e8 un importantissimo campionato di regate veliche nel Mar Ligure centro-occidentale: alcune costiere e l\u2019ultima da Saint Tropez, allo scoglio della Giraglia (Capo Corso), sino a Genova. La regata, in caso di mal tempo, \u00e8 assai pericolosa. Infatti la zona di Capo Corso, insieme al pi\u00f9 famoso Capo Horn e al Golfo di Marsiglia, \u00e8 una delle tre zone pi\u00f9 pericolose in assoluto al mondo in caso di tempeste da nord. Ci\u00f2 in quanto il fondale del Golfo di Marsiglia \u00e8 molto irregolare, a gradoni e le masse d\u2019acqua vi si scontrano innalzandosi in onde enormi e assolutamente imprevedibili, pericolose anche per le grosse navi! A Capo Corso il motivo della pericolosit\u00e0 \u00e8 un altro. In quella zona infatti si scontra la tramontana che proviene da 0\u00b0 cio\u00e8 da nord con il Mistral che proviene da 280-290\u00b0, cio\u00e8 da Nord ovest. Da questo scontro nasce un mare \u201cimpazzito\u201d con onde che \u201cnon corrispondono\u201d direzione del vento. il che crea non pochi problemi ai velisti regatanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Capirete quindi che l\u2019eroe della favoletta che vi sto per raccontare, deciso a traversare da Genova a Capo Corso, in solitaria, senza strumenti elettronici, senza motore ausiliario, a bordo di un&nbsp; FUN, una barchetta a vela da regata di sette metri che discloca (pesa) solo 1.000 Kg, ha corso un bel rischio. Ma questa \u00e8 una favola e lasciamo che a raccontarla sia proprio il natante, la barchetta, per intenderci, in prima \u2026 persona, si fa per dire.<\/p>\n\n\n\n<p>Fine della premessa. Ora parla il Fun.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha deciso. Questa volta non user\u00e0 motore, telefonino, radio e sistema satellitare di posizionamento se non in caso di assoluta necessit\u00e0. Vuole veleggiare provando la sensazione della navigazione esclusivamente a vela, stimata ed in solitario. User\u00e0 quindi solo l\u2019orologio, il log, la bussola e le carte nautiche. Quale barca user\u00e0? Ma me stesso, io medesimo, che sono un FUN che poi sono di origine francese e voglio dire Formule Un, Formula Uno e non \u201cdivertimento\u201d all\u2019inglese, ci mancherebbe altro! Anche se con me il divertimento \u00e8 garantito! Meta stabilita: Capo Corso, il mio piccolo Horn personale: circa 80 miglia da Genova in linea d\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>Primo giorno<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 una fresca mattina di luglio. Prima di lasciare l\u2019ormeggio, lui si concede l\u2019ultimo lusso: la lettura del bollettino meteo. Espone quindi randa piena e fiocco autovirante e procede al lasco verso Punta Chiappa, a cinque nodi costanti, mure a sinistra, sotto una brezza da nord che fa il pelo all\u2019acqua senza alzare onda, una meraviglia. Io scivolo felice, ed io con lui. Saluto alcuni gozzi intenti a pescare e mi godo il panorama della mia costa d\u2019origine.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle sette si abbatte, cio\u00e8 \u201csi vira verso destra\u201d rotta verso sud ovest al lasco, allargando l\u2019andatura, mure a dritta. La velocit\u00e0 scende a quattro nodi.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle 11 la terra \u00e8 sparita all\u2019orizzonte ed il vento cala. Il log gli dice che ho percorso 15 miglia verso sud. Lui ne approfitta per mangiare e riposarsi un po\u2019. Dopo il caff\u00e8 (dell\u2019unico termos), si alza la brezza di mare, da sud.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui fisso il timone sopravvento con un elastico e sottovento con una scottina. Dopo qualche tentativo funziona! Ho il timone automatico, evviva! Lui pu\u00f2 quindi riordinare le idee e mettermi in ordine, diamine! Inoltre lui aggiorna la rotta ed il libro di bordo.<\/p>\n\n\n\n<p>Terminate queste incombenze, va a prua e si siede davanti al fiocco, sul pulpito, con le gambe di fuori. Mi sento un cavallo da corsa con in groppa il fantino tanto siamo entrambi sensibili agli spostamenti impostici dalle onde!<\/p>\n\n\n\n<p>Improvvisamente due delfini emergono dall\u2019acqua ed iniziano a giocare con la mia prua: Ho il cuore in gola dall\u2019emozione, fortissima, che sto provando. Dopo un po\u2019 mi salutano e se ne vanno. Lui rientra nel pozzetto. Devo intendere anch\u2019egli con l\u2019animo colmo di gioia e di serenit\u00e0. Grazie delfini!<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo procedo verso sud di bolina tirando bordi di due ore ognuno, scadenzati dal timer del suo orologio &nbsp;da polso.<\/p>\n\n\n\n<p>In totale percorro altre 32 miglia, ma considerando il bordeggio penso di essere sceso solo di 20. Dovrei quindi trovarmi a 35 miglia <em>un po\u2019 a sud ovest<\/em> di Portofino.<\/p>\n\n\n\n<p>Ormai \u00e8 sera, il vento \u00e8 calato, lui \u00e8 stanco ed ha fame. Ammaina il fiocco, prende due mani di terzaroli e comunque ammaina tutta la randa. Quindi cena e va subito a nanna! Io non ho bisogno di dormire, non ho bisogno di ormeggi, cime, parabordi, sonniferi o tappi antirumore per le orecchie (che non ho!) anche perch\u00e9 qui dove mi trovo non ci sono discoteche dalle quali difendersi. La serata \u00e8 tranquilla. Qualche pesciolino salta intorno allo scafo e mi augura la buonanotte. Ricambio di cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo giorno<\/p>\n\n\n\n<p>Lui si sveglia presto, riposatissimo ed affamato. Placa la fame, indi prende un bel bagno divertendosi a rimorchiarmi un po\u2019 da prua, nuotando sul dorso, con le pinne, per una mezz\u2019oretta (gli avevano assicurato che i pescecani non attaccano i funnisti).<\/p>\n\n\n\n<p>Verso le 9 si alza il ponentino da 270\u00b0. Benissimo, e noi facciamo rotta 180\u00b0 al traverso per circa 7 ore. E sono altre 28 miglia che sommate a quelle di ieri fanno 63.<\/p>\n\n\n\n<p>Dovrei essere al traverso della Gorgona, ma \u00e8 troppo piccola (o lontana?) per essere visibile. Mi restano altre 20 miglia, che dovrei coprire in un sol giorno, se tutto va bene.<\/p>\n\n\n\n<p>Seconda notte. Calma assoluta. Lui \u00e8 meno stanco della prima e va a letto tardi, alle 22, in tempo per preoccuparsi un po\u2019 al passaggio di due navi: ho le luci accese ed il riflettore radar. Tuttavia lui non sono del tutto tranquillo. Ci avranno visto? Ci avranno cercato sul canale 16? Non lo sapremo mai. Alla fine va a dormire, facendo affidamento sulla legge della probabilit\u00e0, quella dei grandi numeri, dei grandi spazi ma soprattutto sulla legge del gran culo.<\/p>\n\n\n\n<p>Terzo giorno<\/p>\n\n\n\n<p>Scirocco teso. L\u2019anemometro registra 15 nodi a livello del mare. Lui lascio filare una cima di trenta metri a poppa. Non si sa mai, se lui cadesse in acqua&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Prende una mano di terzaroli e alla via cos\u00ec, bolinazza bagnata con onda, ora dopo ora, bordo dopo bordo, virando quando squilla l\u2019orologio. Per fortuna che la cacca lui la fa &nbsp;regolarmente alla mattina presto e per il resto, meno impegnativo, si arrangia anche mentre timona!<\/p>\n\n\n\n<p>Ad un certo punto mi accorgo che ha perso il conto dei bordi. Li ricostruisce calcolando il tempo trascorso. In totale sono nove ore, sei con mure a dritta, verso Est e tre con mure a sinistra verso ovest. ll log dice che ho percorso a 35 miglia, che dovrebbero corrispondere circa altre 10 miglia questa volta verso sud est, che sommate alle precedenti fanno circa 73. Dovrei quindi essere quasi arrivato e trovarmi a circa 10 miglia da Capo Corso, ma \u00e8 sera, la visibilit\u00e0 \u00e8 scarsa e lui \u00e8 stravolto dalla stanchezza. Ammaina le vele, prua al vento, cala in acqua l\u2019ancora galleggiante che aveva costruito a terra con i paioli dei gavoni di prua (\u00e8 brevettata, attenzione!). L\u2019ancora pare funzionare, io scarroccio poco, almeno cos\u00ec mi sembra.<\/p>\n\n\n\n<p>Basta, si arranger\u00e0, che mi si spinga dove si vuole. L\u2019onda \u00e8 fastidiosa ma non pericolosa, lui cena e va a dormire, ma passa la notte nel dormiveglia. Parla da solo: dice che si balla troppo per dormire del tutto. Pazienza&#8230;si rifar\u00f2 all\u2019arrivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quarto giorno<\/p>\n\n\n\n<p>Lui si alza alle prime luci dell\u2019alba, aggiorna la nostra posizione \u201cretrocedendoci\u201d delle dieci miglia guadagnate il giorno prima. Continuo quindi ad essere a circa 20 miglia dal Capo, ma l\u2019onda \u00e8 meno forte di ieri ed io rispondo meglio ai comandi. Venti miglia di bolina, poco pi\u00f9 che da Punta San Vigilio a Riva del Garda, dico a me stesso per consolarmi, coraggio! Devi farcela prima di sera, a tutti i costi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui fa una ricca colazione ipercalorica (marmellata, banane, biscotti e pompelmo), recupera l\u2019ancora galleggiante e mi fa ripartire terzarolato a 3,5 nodi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui passa un braccio dietro la draglia. Ogni tanto \u00e8 vinto da un colpo di sonno ma non ci sono auto o guard rail nelle vicinanze, per fortuna. E\u2019 molto pi\u00f9 sicuro che guidare in autostrada, checch\u00e8 se ne dica&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Dalle sei di mattina sino a quando? Semplice, sino a quando lui avvista la terra, alle 12. Quando l\u2019ha vista ha provato un\u2019emozione fortissima, un vero tuffo al cuore. Sar\u00e0 Capo Corso o cos\u2019altro? Fatto sta che lui si \u00e8 messo a saltellare dalla gioia!<\/p>\n\n\n\n<p>Anch\u2019io del resto, mi sento come il cavallo che verso sera avverte l\u2019odore della stalla e sente moltiplicarsi le forze pur di raggiungerla al pi\u00f9 presto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ormai \u00e8 fatta, mi dico, qualunque terra sia quella che lui vede all\u2019orizzonte sulla mia prua, ad una distanza che non sa calcolare.<\/p>\n\n\n\n<p>Man mano che mi avvicino la terra, la costa gli appare per quello che \u00e8: un promontorio slanciato verso nord! E\u2019 lui, il nostro Horn domestico, che raggiungo dopo altre tre ore di bolina.<\/p>\n\n\n\n<p>Sfioriamo lo scoglio della Giraglia e dirigiamo, ormai ridossati, verso Saint-Florent.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui \u00e8 sono stanco, felice e&#8230;cosa dite? Soprattutto molto fortunato!?&#8230;D\u2019accordo&#8230;ho capito&#8230;ho capito&#8230;prometto glie lo dir\u00f2 di non farlo pi\u00f9 \u2026.va bene cos\u00ec?<\/p>\n\n\n\n<p>Buon vento a tutti<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il FUN \u201cWhisper<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UNA FAVOLA A VELA: LA MIA GIRAGLIA Detto altrimenti. E se non avessi motore, radio e GPS? 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