{"id":82018,"date":"2022-01-28T11:38:25","date_gmt":"2022-01-28T10:38:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=82018"},"modified":"2022-01-28T12:01:25","modified_gmt":"2022-01-28T11:01:25","slug":"musica-nel-giorno-della-memoria","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=82018","title":{"rendered":"MUSICA NEL GIORNO DELLA MEMORIA"},"content":{"rendered":"\n<p>Il contributo della nostra Associazione, presieduta dal Prof. Franco Ballardini, al Giorno della memoria. Da \u201cvile meccanico\u201d qual io sono (= tesoriere dell\u2019Associazione, semplice musicofilo e non ancora musicologo), sono lieto di pubblicare quanto predisposto dal mio Presidente. BUONA MUSICA E SOPRATTUTTO BUONA MEMORIA A TUTTE E A TUTTI! (In sala 40 persone, il che \u2013 mi dicono \u2013 di questi tempi rappresenta un vero successo!)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Associazione Amici della Musica &#8211; Comune di Riva del Garda<\/strong> &#8211; <strong>Giornata della Memoria 27 gennaio 2022<\/strong> -Riva del Garda, Auditorium del Conservatorio, ore 20,45<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Presentazione del concerto da parte del Prof. Franco Ballardini:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDa un lato l&#8217;imponente quantit\u00e0 di musica presente nei lager nazisti &#8211; la pi\u00f9 diversa: imposta dai nazisti stessi (per scandire la vita dei campi di concentramento o per occultarne le atrocit\u00e0) o talvolta da essi concessa (per nobili motivi culturali o ignobili interessi propagandistici) o ancora nata invece dall&#8217;iniziativa dei prigionieri (in maniera pi\u00f9 o meno tollerata o repressa e clandestina); musica classica, popolare, jazz, di cabaret.<br>Un patrimonio storico, umano, culturale che solo da alcuni decenni \u00e8 stato riscoperto, studiato, divulgato <strong>(e sul quale \u00e8 in corso un grande lavoro didattico che coinvolge numerosi docenti e studenti di Riva e Arco, che culminer\u00e0 in maggio nella conferenza di Francesco Lotoro, musicista e ricercatore particolarmente impegnato in tal senso)<\/strong>; dall&#8217;altro il fatto che fra i musicisti dei lager vi erano musicofili (magari molto bravi) e musicisti di professione spesso di grande levatura (la cui attivit\u00e0 fu prematuramente stroncata &#8211; per fortuna non nel caso di Messiaen), e che fra tante musiche si trovano anche opere importanti della letteratura musicale novecentesca (senza con ci\u00f2 volerle separare dal contesto in cui nacquero, al quale sono invece strettamente legate), opere appunto come questa di Messiaen &#8211; uno dei maggiori compositori francesi del &#8216;900, &#8220;anello di congiunzione&#8221; fra le avanguardie storiche d&#8217;inizio secolo (Schoenberg, Stravinskij, Bartok&#8230;) e la neoavanguardia del secondo &#8216;900 (Boulez, Stockhausen, Berio&#8230;), e che anche in questo quartetto (nonostante le circostanze avverse e certo poco favorevoli) non rinuncia ai temi fondamentali della sua poetica: la fede religiosa (che gli suggerisce il richiamo all&#8217;Apocalisse di S. Giovanni), l&#8217;amore per il canto degli uccelli (che anche qui riemerge in pi\u00f9 occasioni, la ricerca di un nuovo linguaggio musicale (nel quale si esprimono anche i contenuti religiosi e naturalistici) basato su una costante sperimentazione timbrica (anche nell&#8217;impiego inusuale o persino inedito dei quattro strumenti e dei loro registri), su modi ritmici e melodici estranei alla tradizione classica, su armonie concepite come puri colori\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Olivier Messiaen<\/strong><br><strong><em>Quatuor pour la fin du Temps\/Quartetto per la fine del Tempo<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>1. <em>Liturgie de cristal <\/em>(Liturgia di cristallo)<br>2. <em>Vocalise, pour l&#8217;Ange qui annonce la fin du Temps<\/em> (Vocalizzo per l&#8217;Angelo che annuncia la fine del Tempo)<br>3. <em>Ab\u00eeme des Oiseaux<\/em> (Abisso degli uccelli)<br>4. <em>Interm\u00e8de<\/em> (Intermezzo)<br>5. <em>Louange \u00e0 l&#8217;\u00c9ternit\u00e9 de J\u00e9sus<\/em> (Lode all&#8217;Eternit\u00e0 di Ges\u00f9)<br>6. <em>Danse de la fureur, pour les sept trompettes<\/em> (Danza furiosa per le sette trombe)<br>7. <em>Fouillis d&#8217;arcs-en-ciel, pour l&#8217;Ange qui annonce la fin du Temps<\/em>  (Vortice d&#8217;arcobaleni per l&#8217;Angelo che annuncia la fine del Tempo)<br>8. <em>Louange \u00e0 l&#8217;Immortalit\u00e9 de J\u00e9sus<\/em> (Lode all&#8217;Immortalit\u00e0 di Ges\u00f9)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Priyanka Ravanelli, violino<\/strong><br><strong>John Fox Diamanti, clarinetto<\/strong><br><strong>Dario Silveri, violoncello<\/strong><br><strong>Monica Maranelli, pianoforte<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/IMG20220127221533-1024x758.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-82019\" width=\"544\" height=\"404\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/IMG20220127221533-1024x758.jpg 1024w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/IMG20220127221533-300x222.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/IMG20220127221533-1536x1137.jpg 1536w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/IMG20220127221533.jpg 2038w\" sizes=\"(max-width: 544px) 100vw, 544px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Letture a cura del Gruppo \u201c<em>Il T\u00e8 delle letture-Luogo Comune\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<ul><li><strong>Maddalena:<\/strong> Wolfgang Sofsky (1952), <em>L\u2019ordine del terrore<\/em><\/li><li><strong>Walter<\/strong>: Etty Hillesum (1914-1943), <em>Diario<\/em><\/li><li><strong>Elisabetta<\/strong>:Ir\u00e8ne N\u00e9mirovsky (1903-1942), <em>Suite Francese<\/em><\/li><li><strong>Federica<\/strong>: \u00c9lisabeth Gille (1937-1996), <em>Mirador. Irene Nemirovsky, mia madre<\/em><\/li><li><strong>Giordano<\/strong>: Kurt Alois von Schuschnigg (1897-1977), <em>Un Requiem Rosso Bianco Rosso<\/em><\/li><\/ul>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/IMG20220127221615-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-82024\" width=\"545\" height=\"408\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/IMG20220127221615-1024x768.jpg 1024w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/IMG20220127221615-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/IMG20220127221615-768x576.jpg 768w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/IMG20220127221615-1536x1152.jpg 1536w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/IMG20220127221615.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 545px) 100vw, 545px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il <em>Quatuor pour la fin du Temps <\/em>(o, in italiano, <em>Quartetto per la fine del Tempo<\/em>), \u00e8 una composizione da camera di Olivier Messiaen. (Avignone 10 dicembre 1908 \u2013Clichy 27 aprile 1992). Composto tra la fine del 1940 e i primi giorni del 1941 nel campo di concentramento di G\u00f6rlitz, \u00e8 considerato uno dei pi\u00f9 alti esempi di musica cameristica del ventesimo secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando nel settembre del 1939 la Francia entr\u00f2 in guerra, Messiaen fu chiamato alle armi e pochi mesi dopo, nel maggio del &#8217;40, durante un&#8217;offensiva tedesca venne catturato dal nemico. Insieme ad altri prigionieri fu trasferito nel campo di concentramento Stalag VIII-A di G\u00f6rlitz (al confine sud-ovest della Polonia), dove rimase per un anno. L&#8217;ufficiale responsabile dello Stalag era un appassionato di musica e, venuto a sapere delle competenze di Messiaen (come di altri tre prigionieri musicisti), lo lasci\u00f2 lavorare in vista di un concerto al campo. Messiaen scrisse per i musicisti conosciuti durante la prigionia (un violoncellista, un violinista e un clarinettista) dapprima un breve trio (confluito successivamente nell&#8217;opera come quarto movimento) e poi, con l&#8217;aggiunta di un pianoforte (suonato da Messiaen stesso), realizz\u00f2 il quartetto. Fu portato a termine agli inizi del nuovo anno ed eseguito il 15 gennaio del &#8217;41, in un edificio del campo che veniva usato come auditorium, di fronte ai prigionieri dello Stalag VIII-A.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli altri interpreti, oltre a Messiaen, furono Henri Akoka (clarinetto), Jean le Boulaire (violino) ed \u00c9tienne Pasquier (violoncello): nessuno dei tre era un musicista professionista. I nazisti permisero a Pasquier di acquistare un violoncello da un liutaio di G\u00f6rlitz grazie a una colletta tra i prigionieri eil pianoforte su cui suon\u00f2 Messiaen era talmente vecchio e malmesso che ogni tanto i tasti, una volta premuti, rimanevano abbassati. La leggenda secondo cui il violoncello di Pasquier avesse solo tre corde fu messa in giro dallo stesso Messiaen, probabilmente per illustrare le difficolt\u00e0 che i quattro esecutori dovettero incontrare, ma \u00e8 stata pi\u00f9 volte smentita dallo stesso Pasquier. Il <em>Quatuor <\/em>consta di otto movimenti, ognuno dotato di un titolo e introdotto da una breve dedica o da una spiegazione\/ambientazione scritta di proprio pugno da Messiaen nella prefazione al quartetto stesso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Priyanka Ravanelli <\/strong>\u00e8 una giovane violinista e insegnante di violino: dopo essersi diplomata al Conservatorio di Trento e aver frequentato importanti scuole europee in Belgio e in Svizzera, la sua splendida passione l\u2019ha portata ad esibirsi nei grandi teatri in giro per il mondo. Insegna violino alla scuola musicale civica Camillo Moser.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>John Diamanti Fox <\/strong>\u00e8 nato a Londra nel 1984. Trasferitosi a Trento si \u00e8 diplomato in clarinetto presso il Conservatorio \u201cF. A. Bonporti\u201d di Trento sezione di Riva del Garda studiando nella classe di Lorenzo Guzzoni. Presente in diverse orchestre giovanili e gruppi cameristici opera attivamente in tutta Europa, ricercato quale solista e in veste di orchestrale. Collabora alla direzione artistica delle stagioni concertistiche presso la Societ\u00e0 Filarmonica Trento, ed \u00e8 docente di clarinetto presso l&#8217;associazione culturale \u201cIl Vagabondo\u201d di Trento.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dario Silveri<\/strong>, nato a Roma da famiglia di lunga tradizione musicale, realizza la sua carriera artistica come violoncellista e direttore d\u2019orchestra. Gi\u00e0 primo violoncello dell\u2019Orchestra Sinfonica di Perugia e dell\u2019Umbria, si esibisce in rinomate formazioni cameristiche e sinfoniche nelle pi\u00f9 prestigiose sale da concerto nazionali e internazionali. Attualmente insegna presso la Scuola Musicale il Diapason di Trento.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Monica Maranelli, <\/strong>classe 1995, ha iniziato lo studio del pianoforte all\u2019et\u00e0 di otto anni presso la Scuola Musicale di Arco con il M\u00b0 Enrico Toccoli. A soli sedici anni viene ammessa all\u2019Accademia Pianistica Internazionale \u201cIncontri col Maestro\u201d di Imola, perfezionandosi con Leonid Margarius e Anna Kravtchenko. A diciotto anni si \u00e8 diplomata con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio \u201cF. A. Bonporti\u201d di Trento sezione di Riva del Garda sotto la guida del M\u00b0 Antonio Tarallo. Viene regolarmente invitata ad esibirsi per l\u2019Associazione Mozart Italia, con la quale collabora da anni. Ha collaborato come solista con l\u2019Orchestra della \u201cPasqua Musicale Arcense\u201d diretta dal M\u00b0 Peter Braschkat, l\u2019Orchestra del Conservatorio \u201cF. A. Bonporti\u201d di Trento, la Camerata Musicale \u201cCitt\u00e0 di Arco\u201d, l\u2019Orchestra del Conservatorio della Svizzera Italiana diretta dal M\u00b0 Marc Kissoczy, l\u2019Orchestra \u201cMusique des Lumieres\u201d diretta dal M\u00b0 Facundo Agudin.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il contributo della nostra Associazione, presieduta dal Prof. Franco Ballardini, al Giorno della memoria. 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