{"id":85067,"date":"2024-04-04T06:14:04","date_gmt":"2024-04-04T05:14:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=85067"},"modified":"2024-04-04T06:52:38","modified_gmt":"2024-04-04T05:52:38","slug":"un-sampdoriano-a-balbido","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=85067","title":{"rendered":"UN SAMPDORIANO A BALBIDO"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019 Altopiano di Fiav\u00e8 \u00e8 una bellezza situata al di fuori dai grandi percorsi turistici. Lo si raggiunge deviando rispetto a mete famose quali Madonna di Campiglio e il Lago di Garda: da Riva del Garda scavalcando il Passo del Ballino o da Trento, salendo da Sarche-Ponte Arche, rispettivamente in circa 20 e 40 km.<br>Nell\u2019altopiano troviamo i resti di palafitte preistoriche e Vigo Lomaso, il borgo che ha dato i natali a Don Lorenzo Guetti, il fondatore della cooperazione trentina, sacerdote \u201cimprenditore\u201d sociale e politico il quale, fra le altre iniziative, port\u00f2 in Trentino il Credito Cooperativo sul modello delle banche tedesche Raiffeisen.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019estremit\u00e0 sud ovest dell\u2019altopiano sono incastonati due gioielli:<br> &#8211; il borgo di Balbido, detto il \u201cPaese dipinto\u201d per via dei suoi bei murales;<br>&#8211; il borgo di Rango, famoso per \u2026 ecco, ora vi aspettate che io scriva \u201cper i suoi mercatini di Natale che ogni anno attraggono oltre 120.000 visitatori\u201d \u2026 e invece no, preferisco dirvi \u201cRango, famoso per le sue splendide casette edificate in granito in una zona nella quale le montagne sono di arenaria!\u201d Costruzioni realizzate grazie ai massi erratici di granito che i ghiacciai del vicino Adamello, ritirandosi nei secoli, hanno lasciato su quelle pendici.<\/p>\n\n\n\n<p>Balbido, dicevo sopra, famoso per i suoi bei murales lo \u00e8 anche per un altro aspetto, l\u2019ospitalit\u00e0.<br>&#8211; \u201cBalbido ospitale gi\u00e0 molto tempo fa\u201d, nei confronti di perseguitati esuli padovani in fuga dalla loro citt\u00e0, i quali per ringraziamento, poco fuori dal \u201ccentro storico\u201d del borgo, edificarono la bella chiesetta dedicata a Santa Giustina, prima protettrice di Padova (seguita a ruota in seconda posizione dal pi\u00f9 conosciuto S. Antonio). In questa chiesetta \u00e8 conservata una preziosa pala, opera di un pittore del 1617, recentemente recuperata dopo lunga ricerca. <br>&#8211; \u201cBalbido ospitale oggi\u201d, perch\u00e9 ha accolto il rientro da Trento di Don Marcello Farina, sacerdote andato in pensione, il quale \u00e8 nato a Riva del Garda per via che l\u00ec c\u2019era l\u2019ospedale, ma che era cresciuto a Balbido e a Rango. Sulla porta della sua bella casa d\u2019origine di Balbido &#8211; completamente ristrutturata, museo storico di libri e di testimonianze di vita di lavoro, sociale, umana e pastorale &#8211; un dipinto: \u201cLe parole sono pietre\u201d come aveva scritto Don Lorenzo Milani ad una professoressa.<\/p>\n\n\n\n<p>Balbido, con la sua chiesetta nel \u201ccentro storico\u201d al cui esterno, con la vista della \u201csua Himalaya\u201d innevata, Don Marcello ha benedetto i ramoscelli d\u2019ulivo la Domenica delle Palme. Don Marcello infatti presiede alla celebrazione della S. Messa nel suo borgo la domenica mattina alle 10,00: in inverno, nella chiesetta del centro storico; nella stagione calda, nella chiesetta di S. Giustina.<br>Alle celebrazioni partecipano anche fedeli che \u201csalgono\u201d da Trento e da altre localit\u00e0 della provincia e non solo, Milano compresa.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel prato vicino alla chiesetta, si trova la \u201cstatua\u201d della Stria (strega) realizzata con canne e giunchi, alta una decina di metri, guiness dei primati nel 2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma veniamo al \u201csampdoriano\u201d di Balbido, e cio\u00e8 al locale tifoso della Sampdoria, una delle due squadre di calcio del capoluogo ligure. Si tratta di una persona molto conosciuta in Trentino, gi\u00e0 docente di storia e filosofia nei licei e all\u2019Universit\u00e0 della terza et\u00e0, storico e filosofo lui stesso, autore di molti libri: ma si \u2026 \u00e8 proprio lui, Marcello Farina! (Spesso tralascio quel \u201cdon\u201d perch\u00e9 ho il privilegio di essere legato a lui da una preziosa amicizia).<br>Io ho avuto la fortuna di conoscere e frequentare Marcello da alcuni anni. Un giorno, parlandogli di mio figlio Edoardo, fervente tifoso sampdoriano, ebbi a dirgli che io stesso, classe 1944, ero nato proprio alla Doria, una frazione collinare nella periferia di Genova, nella quale i miei genitori erano sfollati: e la Sampdoria era nata dalla fusione di due squadre, la Sampierdarenese e la Doria. \u201cSampdoriani? Mi disse. Lo sono anch\u2019io!\u201d Era andata cos\u00ec: Marcello da ragazzo giocava a calcio. Parlando con gli amici aveva chiesto quale squadra fosse l\u2019ultima in classifica in quella fase del campionato. Gli dissero che era la Sampdoria: Marcello decise di diventarne tifoso. <br>Subito all\u2019interno della sua bella casa, vistosamente appesa ad un appendiabiti, fa bella mostra di s\u00e8 una grande sciarpa blucerchiata. In uno scaffale colmo di libri trova spazio un piccolo Topo Gigio che indossa la maglietta sampdoriana!<\/p>\n\n\n\n<p>Marcello \u00e8 un grande arricchimento per il paese, per chi lo frequenta, per chi partecipa alle celebrazioni domenicali che presiede: un arricchimento nel percorso di ricerca della Fede e del vivere il \u201cmondo\u201d, cio\u00e8 l\u2019insieme delle relazioni umane. Infatti egli \u00e8 sempre disponibile per tutti in ogni occasione come amico, come sacerdote, come storico, come conoscitore della sua terra e della storia locale e non. Spesso \u00e8 reclamato a Trento e in altre localit\u00e0 per partecipare a iniziative culturali o momenti di preghiera, per celebrare un lutto, visitare un malato, salutare un amico.<br>Marcello si muove senza risparmiarsi, in estate e anche con la neve, con la sua inarrestabile Panda 4&#215;4 modello 2023, lui che invece \u00e8 &#8211; scusate se \u00e8 poco &#8211; un \u201cmodello 1940\u201d! Pi\u00f9 volte ci ha accompagnato ammirare gli affreschi dei pittori Baschenis, sparsi in alcune chiesette della zona. Regolarmente guida gruppi di amici in viaggi culturali anche all\u2019estero.<\/p>\n\n\n\n<p>La qualit\u00e0 che maggiormente colpisce in lui \u00e8 la sua attenzione all\u2019umano. Marcello cita spesso il filosofo Emmanuel L\u00e9vinas, il filosofo del volto: \u201cIl Volto dell\u2019altro ti guarda e si aspetta una risposta da te\u201d. <br>Marcello, ti saluto con un \u201cAl\u00e8 Doria!\u201d Alla prossima nostra salita a Balbido.<\/p>\n\n\n\n<p>P.S.: fra le foto ho inserito anche quella di mio figlio con Mancini e quella della squadra in occasione della sua vittoria al Campionato di Calcio 1991.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/1-luglio-2012-44-1-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-85081\" width=\"373\" height=\"280\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/1-luglio-2012-44-1-1024x768.jpg 1024w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/1-luglio-2012-44-1-300x225.jpg 300w, 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