{"id":88017,"date":"2025-11-24T18:29:12","date_gmt":"2025-11-24T17:29:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=88017"},"modified":"2025-11-24T18:29:12","modified_gmt":"2025-11-24T17:29:12","slug":"la-seconda-eta-dei-comuni-la-riforma-del-loro-rapporto-di-autonomia-con-la-provincia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=88017","title":{"rendered":"LA \u201cSECONDA ETA\u2019 DEI COMUNI\u201d: LA RIFORMA DEL LORO RAPPORTO DI AUTONOMIA CON LA PROVINCIA"},"content":{"rendered":"\n<p><em>(La prima Et\u00e0 dei Comuni si colloca\u00a0nel Medioevo (XI e il XIV secolo), quando le citt\u00e0 italiane acquisirono autonomia politica rispetto a Papato ed Impero e si organizzarono in forme di autogoverno.\u00a0Questo periodo fu caratterizzato da istituzioni cittadine indipendenti e da conflitti interni ed esterni).\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il ragionamento odierno sulla necessit\u00e0 di una seconda Et\u00e0 dei Comuni prende le mosse dalle gestioni \u201camministrative\u201d, ovvero comunali e provinciali, denominazione accettabile unicamente nel lessico per distinguerle da quelle \u201cpolitiche\u201d che riguardano tutto il paese: infatti chi fa politica allo stesso tempo amministra cio\u00e9 governa, ad ogni livello. E viceversa.<\/p>\n\n\n\n<p>La nostra Provincia si autogoverna sulla base della Autonomia Speciale Amministrativa, emanando essa stessa (aut\u00f2s) le leggi (n\u00f2mous) nelle materie e nei limiti sanciti dalla nostra Costituzione. Per rendere efficaci tali leggi, la Provincia dispone dei mezzi finanziari che le derivano da una percentuale delle imposte prodotte sul territorio e da eventuali altri trasferimenti diretti da parte dello Stato o indiretti da parte dell\u2019UE. La Provincia ha quindi il potere-dovere di spenderli\/investirli per il \u201csuo\u201d territorio ed i \u201csuoi\u201d abitanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo che non esistono n\u00e9 un territorio n\u00e9 una popolazione \u201cesclusivamente provinciali\u201d rispetto ai quali la Provincia possa decidere in assoluta autonomia: infatti, ogni parte del territorio ed ogni suo abitante sono soprattutto e prima di tutto territori e cittadini \u201ccomunali.\u201d Infatti, ogni Comune \u00e8 l\u2019Ente Territoriale Originario, mentre la Provincia \u00e8 solo il primo degli Enti Territoriali Successivi e le persone \u201coriginarie\u201d che avvertono i fabbisogni concreti della vita di ogni giorno nei diversi ambiti (sicurezza, lavoro, sociale, etc.) e risentono delle scelte di copertura (o meno) di detti fabbisogni sono proprio i cittadini di ogni Comune.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora accade che l\u2019essere il raccoglitore di tutti i flussi finanziari pubblici in entrata induca troppo spesso il governo provinciale ad esercitare un potere decisionale top-down in merito alle spese ed agli investimenti che concernono i Comuni, lasciando a questi Enti la responsabilit\u00e0 di eventuali conseguenze negative.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 particolarmente avvertibile quando si tratti del rapporto della Provincia con il Comune Capoluogo, il quale, considerata la dimensione della maggioranza degli altri Comuni (tutti di piccola dimensione, se si escludono le altre poche \u201cgrandi\u201d citt\u00e0, prima fra le quali Rovereto), di fatto \u00e8 gi\u00e0 una citt\u00e0 metropolitana, se non altro perch\u00e9 ogni giorno, con l\u2019arrivo dei lavoratori pendolari, raddoppia la propria popolazione sino a raggiungere un numero quasi pari alla met\u00e0 dell\u2019intera popolazione provinciale.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi della non condivisibile separazione del potere dalla responsabilit\u00e0 che invece &nbsp;in ogni ambiente e in ogni situazione devono&nbsp; far sempre capo allo stesso soggetto, sono:<\/p>\n\n\n\n<ul><li>la decisione della Provincia di concentrare sulla Citt\u00e0 Capoluogo tutti gli immigrati prima distribuiti (e anche in corso di positiva integrazione!) in tanti paesi delle valli, lasciando di fatto ricadere sulla citt\u00e0 i problemi della conseguente insicurezza che ne pu\u00f2 derivare;<\/li><li>la decisione della Provincia di restituire a Roma i denari gi\u00e0 ricevuti per pagare insegnanti trentini che insegnassero la lingua italiana agli immigrati;<\/li><li>un bilancio provinciale chiuso con un avanzo ultra miliardario in presenza dell\u2019indisponibilit\u00e0 della Provincia a integrare i trasferimenti necessari ai Comuni al pareggio dei loro bilanci, salvo poi provvedere a quei fabbisogni con una pioggia discrezionale di erogazioni dirette, a puro scopo elettorale;<\/li><li>l\u2019interferenza sulla gestione comunale degli asili nido: di fronte ad una riduzione delle rette comunali di Trento, l\u2019offerta della provincia ai cittadini della copertura della quota residua;<\/li><li>decisioni provinciali prese (o non prese) su ampie aree nel Comune Capoluogo, &nbsp;dismesse (ad esempio, aree ex militari) o sottratte all\u2019agricoltura per creare spazi sportivi o per spettacoli, decisioni che il detto Comune apprende dalla stampa locale;<\/li><li>la gestione provinciale del trasporto urbano, mentre sul Comune Capoluogo ricade l\u2019insoddisfazione dell\u2019utenza per la gestione e per gli ingorghi del traffico.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Un problema analogo &#8211; sia pure in direzione opposta &#8211; si pone a proposito del rapporto di autonomia Provincia-Stato Centrale, allorch\u00e9 la Provincia di Trento talvolta sembra semplicemente seguire le iniziative della consorella provincia di Bolzano, nella prospettiva di lasciare allo Stato la responsabilit\u00e0 di eventuali insuccessi, ma pronta a mettere (anche) il proprio cappello (cosiddetto Effetto Borsalino!) sugli eventuali risultati positivi dell\u2019azione (soprattutto) altrui. Anche qui si tratta di una \u201cresponsabilit\u00e0 separata\u201d: in questo caso separata dal \u201cdovere\u201d pi\u00f9 che dal \u201cpotere\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema della riforma e del ribilanciamento della suddivisione dei ruoli e delle risorse finanziarie fra la Provincia e i Comuni \u00e8 molto complesso ma la sua soluzione \u00e8 strategica (letteralmente: indispensabile e insostituibile) ed \u00e8 raggiungibile ove al problema siano attribuite priorit\u00e0 e centralit\u00e0: questo \u00e8 il vero problema!<\/p>\n\n\n\n<p>Giungo a due conclusioni.<\/p>\n\n\n\n<ul><li>Il Comune Citt\u00e0 Capoluogo deve essere formalmente considerato Citt\u00e0 Metropolitana e deve poter avere una pi\u00f9 ed ampia e specifica attribuzione di compiti e dei relativi mezzi finanziari; deve sentirsi legittimato a proporre, realizzare e firmare progetti che &nbsp;(per fare un esempio attuale e concreto: la nuova Cabinovia Trento-Monte Bondone) &nbsp;nascono soprattutto come comunali ma hanno una prospettiva strategica di sviluppo intercomunale, provinciale, bi-provinciale, regionale ed euro regionale, quale \u00e8 quello che pu\u00f2 dare vita ad un nuovo eccezionale prodotto turistico ed economico, il &nbsp;Trentino &nbsp;Bike Safari&nbsp; e quindi al successivo Trentino Alto Adige Bike Safari, da collegarsi all\u2019austriaco Tirol Bike Safari, esistente e funzionante da anni, realizzando in tal modo un prodotto turistico Euroregionale.<\/li><li>Gli altri Comuni (con gradazione diversa all\u2019interno della loro categoria fra i pochi Comuni maggiori e i tanti minori) anche grazie ai risultati dell\u2019azione diretta della Citt\u00e0 capoluogo, potranno contare sulla creazione di strutture tecniche provinciali strumentali al servizio delle loro iniziative.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>All\u2019obiezione che occorrerebbe un lungo percorso legislativo, rispondo che nulla vieta di realizzare sin d\u2019ora quanto sopra con accordi diretti e interventi concreti. In ogni caso \u00e9 comunque importante essersi posto il problema.<\/p>\n\n\n\n<p>Riccardo Lucatti, Italiaviva Trento, 24 novembre 2025<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(La prima Et\u00e0 dei Comuni si colloca\u00a0nel Medioevo (XI e il XIV secolo), quando le citt\u00e0 italiane acquisirono autonomia politica [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88017"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=88017"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88017\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88018,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88017\/revisions\/88018"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=88017"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=88017"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=88017"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}