{"id":88743,"date":"2026-08-21T07:04:08","date_gmt":"2026-08-21T06:04:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=88743"},"modified":"2026-08-21T07:04:08","modified_gmt":"2026-08-21T06:04:08","slug":"trentino-una-provincia-squilibrata","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=88743","title":{"rendered":"TRENTINO: UNA PROVINCIA \u201cSQUILIBRATA\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p>Un filosofo austriaco del diritto, Hans Kelsen, affermava che per verificare la validit\u00e0 di un ragionamento occorre immaginare di spingerlo alle estreme conseguenze. Io mi permetto di adottare questa preziosa lente interpretativa nella valutazione di alcuni rapporti interni alla nostra provincia sino a definirne alcuni \u201csquilibrati\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo squilibrio (questo peraltro assolutamente \u201cnaturale\u201d) si riscontra innanzi tutto nella distribuzione degli abitanti (dati arrotondati) che rendono la nostra provincia assolutamente disomogenea: il capoluogo Trento, 120.000 abitanti di notte, 240.000 di giorno a causa dei lavoratori pendolari \/ Rovereto, 40.000 \/ Pergine, 20.000 \/ Arco, 20.000 \/ Riva del Garda, 20.000 \/ Gli altri 161 comuni, complessivamente 330.000 in media circa 2.000 abitanti ciascuno. La Provincia di Trento, in totale 550.000.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 da qui appare evidente l\u2019esigenza di una prima diversificazione del rapporto Provincia-singoli Comuni che tenga conto del loro diverso \u201cpeso specifico\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno secondo \u201csquilibrio\u201d (questo per\u00f2 \u201cartificiale\u201d) si riscontra nei bilanci: quello provinciale chiude con un forte avanzo finanziario ed elevatissime rimanenze di cassa; molti comuni fanno fatica a chiudere in pareggio; altri chiudono con un disavanzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Altro squilibrio \u201cartificiale\u201d si riscontra nella distribuzione del potere, molto concentrato sulla Provincia rispetto alla responsabilit\u00e0, troppo spesso ricondotta in capo ai Comuni.<\/p>\n\n\n\n<p>Sta di fatto che da un recente raffronto con la Provincia di Bolzano, emerge che il Trentino \u00e8 economicamente perdente: se non altro per questa risultanza, \u00e8 chiaro che occorre intervenire. Come? Orbene, \u00e8 ampiamente riprovato che chi vuole crescere deve decentrare; chi decentra cresce. Al contrario, accentramento e decrescita vanno di pari passo. E il primo \u201cdecentramento\u201d da effettuare \u00e8 quello del potere e della finanza: se Cristo si \u00e8 fermato ad Eboli, l\u2019Autonomia e il potere finanziario non possono e non devono fermarsi in Provincia.<\/p>\n\n\n\n<p>A mio avviso quindi occorre una riforma del rapporto di autonomia (innanzi tutto finanziaria) Provincia\/Comuni ad iniziare con il Comune Capoluogo e via via proporzionalmente con tutti gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Per passare dal discorso teorico ai fatti, cito il caso di Dolomiti Energia, il cui azionista di maggioranza, la Provincia, al momento semplicisticamente tace rispetto ad una alternativa fuorviante e cio\u00e8 che alla societ\u00e0 occorra un aumento di capitale unito alla sua collocazione alla Borsa valori.<\/p>\n\n\n\n<p>Premesso che si pu\u00f2 ben dar corso ad un aumento di capitale anche in assenza della quotazione in borsa, resta il fatto (negativo!) che i Comuni, primi responsabili del rapporto con i cittadini, sembrano esclusi dall\u2019avere \u201cvoce in capitolo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, la quotazione in Borsa farebbe presto sorgere l\u2019appetito di qualche gigante del settore che potrebbe lanciare un\u2019OPA, Offerta Pubblica di Acquisto delle azioni in mano ai cittadini nuovi azionisti, offrendo loro un prezzo superiore a quanto essi hanno speso per l\u2019acquisto: ci\u00f2 rappresenterebbe un arricchimento per i tanti singoli cittadini ma un pericoloso indebolimento della funzione di controllo della societ\u00e0 da parte dell\u2019ente pubblico locale!<\/p>\n\n\n\n<p>Ove invece si attuasse l\u2019auspicata revisione del citato rapporto di autonomia, la Provincia dovrebbe trasferire proporzionalmente a tutti i Comuni una parte del suo ricchissimo \u201ctesoretto\u201d per consentire loro di costituire una Srl la quale sottoscrivesse l\u2019aumento di capitate della citata societ\u00e0. La gestione \u201cpluricomunale\u201d dell\u2019energia funziona gi\u00e0 positivamente nella confinante provincia di Bolzano, con la sua societ\u00e0 pluricomunale a capitale totalmente pubblico Alperia, che gestisce decine di impianti. E gi\u00e0 con questo veniamo ad una delle possibili cause della superiorit\u00e0 economica bolzanina rispetto al Trentino.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, una simile operazione sarebbe prodroma all\u2019acquisizione da parte degli enti pubblici delle azioni attualmente in mano a privati, trasformando cos\u00ec anche la nostra Dolomiti Energia in una societ\u00e0 in house, cio\u00e8 a capitale sociale totalmente pubblico: il che le consentirebbe di ottenere il rinnovo diretto delle concessioni in corso.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto sopra sia ai fini degli aspetti energetici, sia per una gestione locale di una risorsa fondamentale, l\u2019acqua, che gli attuali cambiamenti climatici stanno evidenziando essere sempre di pi\u00f9 \u201cstrategico\u201d, ovvero letteralmente \u201cindispensabile e insostituibile\u201d. Inoltre, la gestione sopra delineata trasformerebbe un \u201cbene pubblico\u201d ovvero che \u00e8 a disposizione di tutti in un \u201cbene comune\u201d, ovvero \u2013 letteralmente &#8211; in un bene alla cui difesa e gestione partecipano tutti (i Comuni).<\/p>\n\n\n\n<p>Last but non least, una soluzione negativa &#8211; data l\u2019emergenza climatica in corso \u2013 sarebbe affidare la gestione di alcuni impianti idroelettrici ad un diverso settore economico privato, allo scopo di risanarne i bilanci: infatti, al vantaggio di quel singolo settore corrisponderebbe il venir meno di una politica pubblica unitaria nella gestione delle acque: cosa che \u00e8 gi\u00e0 avvenuta in provincie terze confinanti con la nostra regione.<\/p>\n\n\n\n<p>Riccardo Lucatti \u2013 Gi\u00e0 a capo di funzioni finanziarie centrali in importanti holding e Responsabile del Tavolo di Lavoro Finanza ed Economia mista Italia Viva Trento<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un filosofo austriaco del diritto, Hans Kelsen, affermava che per verificare la validit\u00e0 di un ragionamento occorre immaginare di spingerlo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88743"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=88743"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88743\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88744,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88743\/revisions\/88744"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=88743"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=88743"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=88743"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}