{"id":8936,"date":"2012-11-03T08:30:41","date_gmt":"2012-11-03T07:30:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=8936"},"modified":"2012-11-05T17:57:58","modified_gmt":"2012-11-05T16:57:58","slug":"mosca-%e2%80%93-vladivostok","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=8936","title":{"rendered":"MOSCA \u00e2\u20ac\u201c VLADIVOSTOK"},"content":{"rendered":"<p><strong>Detto altrimenti: molto di pi\u00c3\u00b9 che la \u00e2\u20ac\u0153Transiberiana\u00e2\u20ac\u009d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><\/strong><br \/>\nAlle scuole medie ci hanno insegnato \u00e2\u20ac\u00a6. sapete ragazzi, questa ferrovia attraversa tutta la Russia, migliaia di km \u00e2\u20ac\u00a6 Ma non basta. Quanti di voi hanno presente che Vladivostok si trova ad una latitudine minore della Costa Azzurra (cio\u00c3\u00a8 \u00c3\u00a8 pi\u00c3\u00b9 vicina all\u00e2\u20ac\u2122equatore edi quanto non lo sia la Costa Azzurra), ma che, nonostante ci\u00c3\u00b2, nonostante la latidudine, Vladivostok e ancor pi\u00c3\u00b9 le vivine vallate dei fiume Amur ed Ussuri sono &#8220;Siberia&#8221; e in inverno vi si raggiungono temperature di -30, -40\u00c2\u00a0gradi? Quanti che la citt\u00c3\u00a0 \u00c3\u00a8 pi\u00c3\u00b9 vicina all\u00e2\u20ac\u2122Australia che a Mosca? Quanti che la citt\u00c3\u00a0 si trova in un cuneo di Russia fra le propaggini della Corea del Nord e della Cina, di fronte alle isole settentrionali (Hokkaiddo) del Giappone e di fronte alla famigerata isola prigione russa staliniana di Sachalin?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/th7.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-8983\" title=\"th[7]\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/th7.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"224\" \/><\/a>No, non voglio impartirvi una lezione di geografia o di geopolitica. Il fatto \u00c3\u00a8 che ho letto <strong>un libro \u00e2\u20ac\u0153importante\u00e2\u20ac\u009d dal titolo \u00e2\u20ac\u0153La tigre\u00e2\u20ac\u009d di John Vaillant, Ed. Einaudi.<\/strong> La tigre, la tigre siberiana, coda compresa (lft, lunghezza fuori tutto, si direbbe con termine nautico) pu\u00c3\u00b2 arrivare a 4,5 metri. Altezza anche 1 metro, peso sino a 300 kg. La testa ha le dimensioni di un torace di uomo adulto. La coda, quella di un nostro braccio. La zampa lascia sulla neve un\u00e2\u20ac\u2122orma pari ad un \u00e2\u20ac\u0153Borsalino\u00e2\u20ac\u009d. Da ferma, salta in alto sino a tre metri o scavalca d\u00e2\u20ac\u2122un balzo una strada statale. Pensate, un cane pittbull alle mascelle esprime una forza pari a 500 kg. Ora immaginate un pittbull di 300 kg! Le mascelle della tigre sviluppano una pressione di 70 kg\/cm quadrato! Fate voi &#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non \u00c3\u00a8 delle tigri che voglio parlarvi, ma della Russia, la quale nei confronti dei suoi\u00c2\u00a0abitanti \u00c3\u00a8 stata una vera tigre siberiana, stritolandoli, sbriciolandone le ossa come se fossero biscotti per neonati. Prima con gli Zar, poi con lo stalinismo con i suoi genocidi di massa, poi con l\u00e2\u20ac\u2122oscurantismo dei vari \u00e2\u20ac\u0153muri di Berlino\u00e2\u20ac\u009d esterni ed interni, ed infine con i Nuovi Zar, gli arricchiti, i predatori dei beni comuni, gente che in pochi anni ha costituito un club di 19 persone che figurano fra le 100 pi\u00c3\u00b9 ricche della terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo visto da una citt\u00c3\u00a0 e soprattutto dai paesi della zona, distanti 9000 km da Mosca, da paesi, o meglio, dai piccoli villaggi sorti ai bordi della taiga, la foresta siberiana, casa della tigre, appunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Non c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 mai stata fine al peggio, per quella gente. Il libro lo descrive bene<\/strong>. Si, c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 anche una trama, ma non \u00c3\u00a8 un romanzo, \u00c3\u00a8 una storia vera. Ma la trama \u00c3\u00a8 un po\u00e2\u20ac\u2122 come il tronco abbastanza spoglio dal quale si dipartono rami rigogliosi: la descrizione della flora, della fauna e del clima della zona, l\u00e2\u20ac\u2122analisi della \u00e2\u20ac\u0153psicologia\u00e2\u20ac\u009d delle tigri siberiane, la descrizione della foresta, della vita di chi ne trae sostentamento ma soprattutto la<strong> rappresentazione di come le evoluzioni (se di evoluzioni si pu\u00c3\u00b2 parlare, visto che normalmente al termine si attribuisce un significato positivo!) della politica centrale di Mosca abbiano influito soprattutto negativamente sulla vita gi\u00c3\u00a0 durissima e primordiale di quelle popolazioni. Ma non basta. Quelle zone di confine, dimenticate dalla madrepatria, sono state &#8220;colonizzate&#8221; e depredate da una sorta di moderno imperialismo, quello cinese, che le ha spogliate di tutto: delle foreste, delle tigri &#8230; di tutto. Tuttavia ora pare che Mosca si sia ricordata di questo suo confine &#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sottotitolo del libro recita: &#8220;Un&#8217;avventura siberiana di vendetta e di sopravvivenza&#8221;. Ora, se per una tigre ferita pu\u00c3\u00b2 ben essere anche &#8220;vendetta&#8221;, per le popolazioni ferite dalla Madre Russia pi\u00c3\u00b9 che di vendetta parlerei di &#8220;rivalsa&#8221;, di &#8220;necessario e giusto riequlibrio&#8221;, di &#8220;risarcimento dei danni subiti&#8221;. Sopravvivenza, invece, va bene per tutti i due: per la tigre e per la gente\u00c2\u00a0della Siberia.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Perch\u00c3\u00a8 ho voluto scrivere questo post subito dopo quello &#8220;anti-Mitt Romney&#8221;? E&#8217; semplice, per una questione di &#8220;par condicio!&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: molto di pi\u00c3\u00b9 che la \u00e2\u20ac\u0153Transiberiana\u00e2\u20ac\u009d Alle scuole medie ci hanno insegnato \u00e2\u20ac\u00a6. sapete ragazzi, questa ferrovia attraversa [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[697,3,1,399],"tags":[1377,1374,1376,1216,1371,1369,1372,1375,1373,1370],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8936"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8936"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8936\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8936"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8936"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8936"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}