Giorno della memoria, un dialogo tra pensiero e ragione…

pubblicato da: stefania - 27 gennaio, 2014 @ 6:08 pm

E’ circa una settimana che cerco le parole per parlare de “il giorno della memoria” ma proprio non escono.
La mia Ragione si rifiuta di collaborare, ho dovuto sostenere un estenuante dibattito interno tra me e la lei.
“Senti cervello… sarebbe il caso di trovare le parole per parlare del giorno della memoria”
“Giorno della memoria? E cos’è?”
“Hai presente “La vita è bella” Shindler’list” “il bambino con il pigiama a righe”…?
“Ah si! Ottimi film di fantascienza… forse un pelo troppo assurdi!”
“Guarda che sono tutte cose reali!”
“Reali? Cosa intendi?”
“Intendo che 70 anni fa, c’erano i campi di concentramento, milioni di persone tra cui ebrei, disabili, omosessuali sono stati perseguitati e rinchiusi nei campi di concentramento e li portati alla morte.”
“Mi pigli per il culo?”
“No è vero!”
“Non ci credo!”
“Eh, credo che sia la stessa cosa che hanno pensato gli americani che sono entrati ad Auschwitz.”
“Ok, poniamo il caso che hai ragione, che davvero siano esistiti questi -campi di concentramento- che le persone siano state perseguitate a causa di razza, colore religione e per altri motivi… Perchè?”
“Hai presente Hitler?”
“il piccoletto baffuto che urla nei documentari dell’istituto Luce insieme a Mussolini?”
“Si esattamente lui. Lui ha deciso che tutti dovevano essere biondi, alti e bellissimi, altrimenti non si meritavano di vivere.”
“Lui”
“Si”
“Lui, il nano con i capelli neri e il baffetto…”
“Si il nano con i capelli neri e il baffetto”
“Ok, allora lui ha la fissa delle ragazze svedesi, quindi in giorno si alza, e davanti a tutto il popolo tedesco dice -Da oggi in poi a noi, razza ariana (noi!?!? E’ sempre il nanetto che parla quello con i capelli neri) non piacciono più gli ebrei, i disabili, gli omosessuali e qualche altro centinaio di persone che mi farò venire in mente!-”
“Si una roba del genere…”
“Al che immagino che tutti si siano messi a ridere, Shindler’s list è il film più corto della storia e il Bambino con il pigiama a righe è la storia di un bambino con un pigiama a righe…, insomma, io sono la Ragione, e Ragione impone che sia così. Sbaglio?”
“Sbagli.”
“Mi arrendo”
“Come ti arrendi?”
“Allora ti sono venuta dietro quando hai trascinato tutti in ospedale perchè -sentivi- che avevi un aborto in atto. Non ti ho giudicato quando ti sei arrabbiata con la ginecologa perché ti ha detto che aspettavi un maschio e tu volevi una femmina. Ho sopportato forni dimenticati accesi, porte aperte, liti senza motivo, prese di posizione assurde. Ma a questa proprio non ci credo. Possibile che un’intera nazione sia andata dietro a un nanetto baffuto che parla di uno sterminio di massa?”
“Magari una nazione…”
“In che senso?”
“Tu mi hai parlato di Mussolini prima ricordi?”
“Non ho niente da dire… Ci rinuncio”

La ragione si ribella perché il pensiero di quello che e successo stride con qualsiasi logica. E davanti al silenzio della ragione c’è solo da abbassare al testa e vergognarsi.

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Un laboratorio con i bimbi!

pubblicato da: stefania - 8 novembre, 2013 @ 8:37 pm

Io e la mia manualità pressoché nulla oggi abbiamo organizzato un laboratorio per bambini.

O meglio: la mia amica Miriam ha organizzato il laboratorio, io e la mia  manualità latente ci siamo occupate della bassa manovalanza. E’ successo per caso.

Miriam un giorno mi dice “vorrei organizzare un laboratorio per Natale per i bambini, per fare i regali per mamma e papà” mi aiuti?” Perché no? Chi mi conosce lo sa: mi faccio coinvolgere da qualsiasi cosa. E’ nato così “Il laboratorio degli elfi” 5 settimane all’insegna dei lavoretti con merenda e storie lette ad alta voce. Mi chiedevo se davvero ci avrebbero portato i bambini. Abbiamo trovato la sala (alla Koinè) e abbiamo stampato i volantini. E la gente ha cominciato a chiamare.

E così ci siamo trovate a lavorare per 2 ore con questo gruppo di bimbi in età prescolare (con un paio di eccezioni), un’esperienza divertente, appagante… ma tanto tanto stancante.

Adesso mancano altri 4 incontri, almeno fino al prossimo laboratorio e idee ne abbiamo già tante!

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Oggi

pubblicato da: stefania - 31 ottobre, 2013 @ 2:36 pm

Ieri sera mentre ero davanti al pc mi cade l’occhio su un messaggio. Un messaggio in bacheca all’interno di un gruppo, di una ragazza che non è neanche tra i miei contatti, una sconosciuta, in sostanza.  Una ragazza con cui ho avuto modo di scambiare qualche parola via web e nulla di più, una ragazza di cui non so nulla.  Nel messaggio chiedeva “chi ha il camper nel rimessaggio in via Comboni?” Erano entrati nel suo camper, avevano dormito nelle sue coperte, bivaccato, sporcato tutto quello che era possibile e toccato le sue cose.

Anche noi abbiamo il camper nello stesso parcheggio, che tra l’altro paghiamo neanche poco, e un campanello d’allarme è scattato. Ma era sera tardi, i bambini dormivano, io ero a casa da sola e L. era al lavoro. A piedi poi. La macchina era rimasta a noi, pioveva.

L’assicurazione da parte di questa ragazza che il marito avesse fatto il giro degli altri camper e che tutto pareva a posto ha fatto il resto. E’ tardi, ci siamo detti, domani andiamo a controllare.

Questa mattina mi sono svegliata con la gola secca. Il camper. Lo volevo controllare. Ho chiamato mio fratello, anche il suo camper è li, è andato a guardare, e poi la chiamata. “credo che ti siano entrati, il finestrino è spaccato, ci sono delle cose sulla tavola. Coltelli, cose da mangiare” Ero in doccia e il mondo è crollato. Erano entrati in casa mia.  Ho chiamato i miei, L., che non mi rispondeva. Mia mamma si è agitata, non capiva cosa avevo. Ma poi è arrivato mio papà, ha preso i bimbi. L. finalmente ha risposto e siamo andati tutti al parcheggio.

Il vetro era rotto. Era tutto vero allora.

Sono entrata nell’ufficio, ho detto loro che il camper era sotto la loro custodia, e che dovevano avvertire se c’era gente che entrava nei camper, chi ha il camper li non ha il diritto di sapere? Non ha il diritto di tutelarsi? No. Mi dicono. Non è compito loro, loro danno lo spazio, del resto, pare, si lavano le mani.

Mentre esco, frustrata e depressa vedo mio papà davanti alla porta del camper. “E’ ancora dentro” mi dice. E li c’era questa ragazza che con aria innocente mi guarda, come se fosse suo diritto stare li, in casa mia. A toccare le mie cose. A dormire nel mio letto. Tra le lenzuola tra cui anche i miei bambini si accoccolano accanto a noi.

Le sarei saltata al collo se non mi avessero tenuto, credo di averle urlato contro che era casa mia, ma sinceramente è tutto un po’ annebbiato. La polizia arriva e la porta via, lei sorride, mi dice L. è incinta, probabilmente sa che non le faranno nulla. Il suo compagno è scappato, lo hanno inseguito e preso. Si erano portati via i nostri shampoo e docciaschiuma, era nascosti nella sua giacca. Hanno usato il nostro bagno, hanno dormito nel mio letto e la tavola era apparecchiata per una ricca colazione: yogurt, torta confezionata, acqua. Il tappo di una bottiglia di birra era abbandonato li, la bottiglia era fuori. Avranno preferito berla all’aria aperta.

E il fumo. Un forte odore di fumo ha impregnato tutto quanto, tanto forte che lo sentirò sempre. Anche se verrà tutto lavato.

Abbiamo raccolto tutto, la lavatrice a pieno carico continua ad andare per tirare via quella puzza che non ci appartiene, e che comunque sentirò sempre. Un vetro nuovo lo stiamo cercando, intanto un pezzo di nailon protegge il camper dalla pioggia, dovesse arrivare.

Quello che è successo non è colpa di nessuno. Non è colpa del padrone del parcheggio “non è un vigilantes, non aveva il compito di avvertire” dice lui, non è colpa dell’assicurazione, non copre i danni da effrazione, non è colpa di chi è entrato, non hanno nulla, costituirci parte civile pare sarebbe del tutto inutile. Allora è colpa nostra che come al solito ci siamo fidati delle persone, di questa città che non ci difende più. Ci siamo fidati perchè è questo che so fare: fidarmi della gente. Domani sarà tutto uguale, nulla sarà cambiato, quelle persone saranno già fuori e mi chiedo se rientreranno nel mio camper. Si erano trovati bene! Spostarlo è inutile: per metterlo dove?

Mettendo insieme i pezzi, mio papà mi dice che la ragazza parla italiano, lo ha scoperto prima che tentassi di staccarle la testa a morsi, è incinta e non aveva un posto dove stare. “Un amico ci ha detto che qui ci sono letti e noi siamo venuti qui.” E’ rassicurante. Davvero. Paghiamo un parcheggio che viene ceduto come hotel da uno sconosciuto che si è appropriato delle mie cose.

Siamo in balia del nulla, la corrente ci sposta e non siamo padroni di nulla.

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La legge della banana

pubblicato da: stefania - 27 settembre, 2013 @ 2:07 pm

Questa regola credo che valga un po’ in tutte le famiglie con 2 o più bambini:

  • Se hai biscotti: i tuoi figli hanno voglia di banana;
  • Se hai una banana: entrambi i tuoi figlio vogliono una banana intera;
  • Se hai 2 banane: i tuoi figli ne  vogliono una intera ma ne avanzano metà a testa;
  • Se hai un casco di banane: te lo mangi tu perchè i tuoi figli anno voglia di biscotti.

Ditemi che succede anche a casa vostra vi prego! Ne va della mia autostima!!

 

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E’ arrivato il Royal Pig?

pubblicato da: stefania - 24 luglio, 2013 @ 8:17 pm

E’ nato il Royal Baby e insomma devo essere sincera: a me mica mi interessava tanto. 

Non mi interessava fino ad oggi, poi devo ammettere, mio malgrado che vedere l’emozione dei genitori mentre tenevano tra le braccia il loro bambino mi ha un po’ commosso. Solo un po’ è? E diciamo pure che io sono una che si commuove a guardare le pubblicità, o a  pensare che un giorno potrebbe diventare nonna. E che…. Si insomma quelle cose li, avete capito.

E’ che dai, quando nasce un bambino, soprattutto quando senti che è circondato da tanto amore, è sempre bello. E’ una cosa che fa parte del corredo genetico materno a: ci si sente un po’ mamma di tutti i bimbi. Mi innamoro ogni volta delle loro piccole manine paffute e di quegli occhioni sbarrati (ma come fanno a non sbattere le ciglia!?!??!!)

Poi mi piace pensare di aver assistito a un pezzo di storia, ecco, ho una richiesta da fare al principino: rendi orgogliosa quella massa informe di cittadini di varie etnie e religioni che hanno assistito festanti al tuo ingresso nel mondo. Insomma ragazzo, sei nato da 5 minuti e già tieni una certa responsabilità,  lo so che non è bello ricevere pressioni, ma tanto vale che ti abitui ad essere infilato sotto il microscopio.

Però una cosa devo dirla? George? Come il suino più fastidioso della televisione? E adesso come me la levo dalla mente la Regal famiglia che, armata di galosce, salta grufolando nelle pozzanghere? 

 

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Cresci piccola Principessa, e proteggi il tuo mondo…

pubblicato da: stefania - 18 luglio, 2013 @ 2:55 pm

“Gaia è una bambina autonoma nelle attività di vita pratica e nella conduzione del proprio lavoro.” (si la mia principessa sa quello che vuole fare e lo fa bene!)

“Nella gestione del materiale presta poca cura ed attenzione” E’ una cazzara, uguale uguale alla mamma

“Accetta volentieri le attività proposte che porta a termine nel rispetto dei tempi dimostrando creatività e fantasia” ok, questo non è come la mamma, io ho un rapporto terribile con le scadenze!!

“Pur dimostrando buona comprensione della consegna Gaia in certe occasioni, ha bisogno di essere mantenuta nella situazione in quanto tende a distrarsi” e qui si che si riconoscono i geni materni!

“Si esprime in modo corretto, utilizzando un linguaggio ricco ed appropriato. Condivide volentieri anche troppo con compagni ed adulti le proprie esperienze e le proprie emozioni e i propri giochi….

Socializza con piacere, risultando propositiva e collaborativa nella realizzazione di giochi e progetti sarai un’artista figlia mia!!

Ecco questa è la “pagellina” con cui la Tiranna farà il suo ingresso alle elementari. La riconosco. E’ lei. Una piccola sfumatura di lei. Ma come dire alle sue maestre che la mia principessa è tanto di più.

Come spiegare a chi non la conosce che la Tiranna la notte, quando va in bagno apre la porta della sua cameretta, il suono dei suoi piedini nel corridoio e il suo profilo che emerge quando accende la luce del bagno? Come far capire il sapore dei baci umidi che che ci stampa sulla guancia, anche se noi siamo mezzi addormentati?

Come spiegare le pieghe del cuscino sulla guancia appena sveglia e gli occhi stropicciati dal sonno?

La Tiranna è un insieme di regole e contraddizioni che si è scritta da sola. Un libro aperto stampato, pronto per chi a voglia di leggerlo. E’ vera, sincera, vagamente vanitosa come solo una principessa delle favole sa esserlo.

Vorrei spiegare a chi condividerà con lei i prossimi 5 anni che lei, ogni tanto, entra in un mondo tutto suo, un mondo che posso solo immaginare riflesso nei suo occhi, ma è un mondo magico e bellissimo. Spero che le sue maestre sappiano cogliere la bellezza di questo mondo e non le chiedano di chiudere la porta a chiave: le meraviglie vanno preservate.

La Tiranna è un piccolo fiore che sta sbocciando, la sto guardando crescere, e a volte ho la sensazione che mi sfugga tra le dita.

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Della serie: bentornati a casa!

pubblicato da: stefania - 14 luglio, 2013 @ 2:35 pm

Ricapitolando: siamo tornati da una settimana, prima di partire ci hanno rubato le biciclette, e mentre eravamo in ferie abbiamo scoperto che L. avrebbe perso il lavoro.

Poi siamo tornati, e qualche simpaticone ha deciso di incollare la serratura del nostro garage, cosa che fortunatamente è stata risolta senza conseguenze, ma che ha richiesto la mobilitazione per un’intera mattinata di mio marito, mio padre e dei vicino di casa: trapanare una serratura non è per niente semplice, soprattutto se tutti gli strumenti sono nel garage stesso.

Ah, prima però avevamo avuto un problema con la tapparella della cameretta che non riuscivamo più a tirare su, ovviamente la lampadina della stessa cameretta si era fulminata, così prima di riuscire a provare ad aggiustare la tapparella abbiamo dovuto cambiare la lampadina.
Fortunatamente non era niente di grave: si era solo incastrato il fermo “antiladro”, di cui non ci ricordavamo neanche l’esistenza visto che non lo usiamo mai. Ma lo abbiamo scoperto solo dopo aver aperto e svoltolato tutto il cassonetto.

Poi la lavatrice si è bloccata, cosa decisamente non auspicabile quando si hanno circa 35 kg di panni sporchi da lavare. Risolto anche quello, un paio di calzini della Tiranna avevano tentato la fuga attraverso il tubo di scarico. Sono stati recuperati, e confinati a tempo indeterminato nel bidone delle immondizie.

Insomma avevamo anche risolto tutto, in modo quasi pacifico. Peccato che, mentre eravamo occupati a prepararci per un pomeriggio al lago (eravamo tornati da più di 10 ore, e l’inattività mi stava già logorando!) la Tiranna è arrivata lamentandosi per un improvviso male agli occhi.

Febbre tanta febbre, troppa febbre, con mal di gola e placche. Insomma pare che la mia cucciola abbia contratto un “virus erpetico” derivato da una stomatite.
Sintomi: febbre, alta
Umore: pessimo.
Appetito: inesistente.
Placche in bocca: a volontà
Stitichezza: galoppante.
Alito: pestilenziale. Talmente pestilenziale da mettere a dura prova l’amore materno.
Dopo una settimana passata a cercare di curarla in maniera naturale (attirandomi le ire e le parole della fazione chimica delle mie amicizie “ma dalle un po’ di Nurofen”) ho capitolato e ho deciso di curarla con l’antibiotico (attirandomi le ire della fazione naturale delle mie amicizie “così le annulli le difese immunitarie”).
Insomma Gaia sta un po’ meglio, ma siamo ancora reclusi in casa. Il Vichingo inizia a dare inconfondibili segni di insofferenza, che però non sono neanche lontanamente paragonabili ai segni di insofferenza che sto cominciando a dare io.

Nel dubbio, e visto che, angosciarsi non ha mai risolto i problemi stiamo pensando alle nostre ferie di Ferragosto: Croazia arriviamo!

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Galeoni, amichette e pensieri…

pubblicato da: stefania - 1 luglio, 2013 @ 1:54 pm

Le amichette della Tiranna se ne sono andate che tristezza! Ok sono state rimpiazzate dai nonni che hanno preso proprio la loro piazzola, ma hanno lasciato comunque un certo vuoto. Ormai mi ero abituata a queste belle bimbette che ci giravano intorno. La realtà è che erano proprio adorabili, sempre sorridenti e disponibili e abbiamo legato subito anche con i loro genitori.

Non è che sono abitudinaria tutt’altro però mi affeziono alle persone. E tutti gli anni in vacanza abbiamo un culo invidiabile in fatto di vicini.

Tralasciando la prima pessima vacanza con la Tiranna, le altre ci sono andate decisamente bene. Posti incantevoli (ho pretese decisamente basse), sole caldo, e compagnia meravigliosa.

Mentre la Tiranna non ha nessun problema a fare amicizia con chiunque le capiti a tiro, il Vichingo si trova perfettamente a suo agio in compagnia di sè stesso. In questo momento sta giocando a “pulire le sedie” con una spugnetta e una bacinella di acqua.

Io Dal canto mio continuo a guardarmi intorno. Ammettiamolo, per quanto ho deciso di fare finta di nulla, queste sono vacanze strane. Non avere idea di quello che succederà una volta tornati in Trentino mi lascia un certo vuoto nello stomaco.

In tanti mi avete scritto per sapere come va, siete splendidi… Sto metabolizzando e prima o poi rispondo a tutti.

Mercoledì pomeriggio la Tiranna andrà con gli altri bimbi del camping e le “maestre” dell’animazione a visitare “La perla Nera” si troveranno tutti alle 14.30 sulla spiaggia e andranno con il gommone nel galeone in mezzo al mare. Io sto pensando di spacciarmi per una undicenne, il seno è quello, forse ci riesco.

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A noi piace l’animazione…. o meglio alla Tiranna, quindi anche a noi…

pubblicato da: stefania - 30 giugno, 2013 @ 2:15 pm

Cose che ci piacciono di questo campeggio:

  • L’animazione
  • I tanti bambini italiani che popolano la via
  • Le poche macchine che passano
  • Le stradine tutte dritte che permettono alla Tiranna di girare in bici in autonomia.

Se al Vichingo la cosa lascia più o meno indifferente la Tiranna adora l’animazione: le permette di essere al centro dell’attenzione di conoscere tante persone e di fare tante attività diverse.

Oggi per esempio hanno fatto il pane e la pizza che poi abbiamo mangiato a pranzo insieme alla grigliata di carne che ha preparato il nonno (che ieri sera ci ha raggiunto insieme alla nonna).

Giovedì scorso invece c’è stato lo spettacolo dei bambini. Per fortuna non sono mai stata una fanatica di concorsi canori/di ballo o altro. I miei sogni di genitore sarebbero stati inevitabilmente infranti.

La Tiranna è la degna erede di sua mamma: un tronco. Ma nonostante tutto è talmente orgoglioso di quello che fa che non posso fare a meno di ammirarla.

Quando alla fine dello spettacolo è arrivata da me con la scatola delle matite colorate che le hanno regalato era talmente orgoglioso che le brillavano gli occhi.

Mercoledì ci sarà la visita al galeone dei pirati emi dispiace sinceramente di non avere 6 anni, perchè possono andarci solo i bimbi. Mi fa uno strano effetto pensare la Tiranna da sola in mezzo al mare: sta crescendo la ragazza…

Un altro segno di quanto stia crescendo la Tiranna sono gli interminabili giri in bici che ci sta facendo in giro per il campeggio. “Io vado” ci dice. E va sul serio. E poi torna.  Il problema è che anche il Vichingo le vuole correre dietro e questo ci costringe a interminabili passeggiate su è giu per le vie. Ma è così soddisfatto con la sua biciclettina senza pedali che non è possibile dirgli di no.

Prima o poi scarico la macchina fotografica (quella della Tiranna) e faccio un bel post fotografico.

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Sotto l’effetto della crisi

pubblicato da: stefania - 29 giugno, 2013 @ 1:22 pm

Già svegliarsi avendo freddo è brutto, svegliarsi avendo freddo al mare, è ancora più brutto.

Uscire dal bagno e avere il marito che ti guarda e dice “La mia ditta chiude” ti fa venir voglia di tornare sotto le coperte (peccato che non ne abbiamo di belle pesanti).

Se le crisi son opportunità, alla faccia, noi stiamo in una botte di ferro! Proprio adesso che si pensava di tirare un attimo in fiato. Dopo che 2 anni e mezzo fa, l’ufficio dove lavoravo io mi ha mandato a casa per la mancanza di lavoro, adesso siamo pronti per ricominciare tutto da capo. E io penso “io non voglio vendere un rene per dare da mangiare ai miei figli come quelli che hanno fatto vedere alle Iene qualche settimana fa.

Il primo pensiero è stato “Ok, allora ce ne andiamo dall’Italia. Sinceramente, che ci facciamo qui? Che Futuro possiamo garantire ai nostri figli se le cose vanno avanti così? Che insegnamenti possono trarre dalla gestione del nostro paese? Che solo i più furbi campano? Che rubare è giusto per sopravvivere? Che chi ci governa, butta i nostri soldi in ristoranti e vacanze? Io credo che le nuove generazioni si meritino di più.

C’è crisi… ci dicono… ma il fatto che ricada solo su di noi, non dovrebbe andarci bene. Possiamo rimboccarci le maniche ma per cosa?

Ci siamo costruiti una vita intera e pensavamo che quella sarebbe stata. Credevamo che saremo stati bene. E adesso, nel giro di una giornata ci è stato portato via tutto.

Siamo persone no oggetti. E siamo stati buttati via come cose vecchie che non funzionano più.

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