Sotto l’effetto della crisi

pubblicato da: stefania - 29 giugno, 2013 @ 1:22 pm

Già svegliarsi avendo freddo è brutto, svegliarsi avendo freddo al mare, è ancora più brutto.

Uscire dal bagno e avere il marito che ti guarda e dice “La mia ditta chiude” ti fa venir voglia di tornare sotto le coperte (peccato che non ne abbiamo di belle pesanti).

Se le crisi son opportunità, alla faccia, noi stiamo in una botte di ferro! Proprio adesso che si pensava di tirare un attimo in fiato. Dopo che 2 anni e mezzo fa, l’ufficio dove lavoravo io mi ha mandato a casa per la mancanza di lavoro, adesso siamo pronti per ricominciare tutto da capo. E io penso “io non voglio vendere un rene per dare da mangiare ai miei figli come quelli che hanno fatto vedere alle Iene qualche settimana fa.

Il primo pensiero è stato “Ok, allora ce ne andiamo dall’Italia. Sinceramente, che ci facciamo qui? Che Futuro possiamo garantire ai nostri figli se le cose vanno avanti così? Che insegnamenti possono trarre dalla gestione del nostro paese? Che solo i più furbi campano? Che rubare è giusto per sopravvivere? Che chi ci governa, butta i nostri soldi in ristoranti e vacanze? Io credo che le nuove generazioni si meritino di più.

C’è crisi… ci dicono… ma il fatto che ricada solo su di noi, non dovrebbe andarci bene. Possiamo rimboccarci le maniche ma per cosa?

Ci siamo costruiti una vita intera e pensavamo che quella sarebbe stata. Credevamo che saremo stati bene. E adesso, nel giro di una giornata ci è stato portato via tutto.

Siamo persone no oggetti. E siamo stati buttati via come cose vecchie che non funzionano più.

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5 commenti
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  1. Per quel che può servire ha tutta la mia solidarietà. Magari nel caso della vostra “Happy Family” gli obiettivi erano oramai vicini, quasi a portata di mano. Però ricorda che la gratificazione non sta nel obiettivo in sè stesso, quanto nel percorso che avete fatto per coglierlo.

    Oggi probabilmente tuo marito dovrà pensare ad un nuovo percorso, proprio come hai fatto tu due anni e mezzo fa. Sarà sicuramente un grande impegno e vi saranno delle difficoltà, però l’opportunità sarà quella di poter scegliere di fare (o per lo meno di provare a fare) ciò che piace e che soddisfa maggiormente.

    Lo so, sono solo parole, però vengono dal cuore.

    In bocca al lupo.

  2. Sono vicino a te e, soprattutto, a tuo marito. Infatti se è vero come è vero che le ripercussioni di una cosa del genere valgono per tutta la famiglia, è anche vero che verrà – se non è già venuto – il momento in cui lui si sentirà inutile per il solo fatto di non essere più quello che provvede ai bisogni della sua famiglia. Stagli vicino, ne avrà bisogno; chi scrive si trova nelle medesime condizioni.

  3. Cara Stefy… come non abbarcciarti virtualmente? Purtroppo un abbraccio non serve a mangiare. Tutti noi trenta/quarantenni cresciuti con l’idea che il mondo fosse una cosa facile, che bastava poco per poter essere sereni stiamo pagando un prezzo altissimo… Siamo la prima generazione che starà peggio di quella precedente e non riusciamo a farcene una ragione.
    Come darti torto quando dici che vuoi andare via? Anche io spesso credo che andare in un altro paese potrebbe essere costruttivo per mia figlia…. non voglio dover ammettere che qui in Italia per vivere bisogna essere furbetti e rubare, non voglio ammettere che gli ideali in cui credo sono quelli sbagliati…
    Siamo una generazione senza prospettive… non per colpa nostra, ma perchè ce le hanno tolte!
    Sai mi verrebbe da dirti non ti arrendere, non scappare, lottiamo insieme per riappropriarci del nostro paese… ma se mi guardo intorno e apro veramente gli occhi mi rendo conto che a poco serve il mio idealismo, quando la cosa più facile da fare se sei in casa e fumi una sigaretta è quella di scenerarla nel giardino del vicino e quando è finita buttarla dalla finestra….
    Non mollare, non perdere i tuoi ideali… con tutto il cuore vorrei urlare ai nostri politici che fingono di interessarsi al paese (ma proprio a tutti, anche a quelli che fingono di essere il nuovo che avanza…) che non ci stiamo, che non vogliamo essere presi ancora in giro….
    Stefy… mi sento impotente! Vorrei darti tutto quello che non ho per far sì che tu possa trovare serenità!

  4. Condivido ogni tua parola, purtroppo siamo in un periodi di crisi epocale ma questa crisi riguarda purtroppo noi comuni mortali perchè non tocca minimamente Le ditte che chiudono sono tante e tanti i lavoratori a casa anche cinquantenni per i quali davvero speranza non ce n’è più :( Ti abbraccio

  5. Veramente triste e per certi aspetti pure vergognoso…loro ci guardano, guardano il paese che governano o per lo meno dovrebbero, ma non sanno dove mettere le mani. L’hanno sfasciato e non hanno idea da dove ripartire. Dovrei dirti di non arrenderti ma non lo so dire nemmeno a me stessa e la vopglia di andarmene aumenta.

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