compleanni, feste e malattie

pubblicato da: admin - 10 giugno, 2011 @ 10:43 am

Eccoci!
Passato il compleanno della Tiranna.
Passata la festa al nido del Vichingo.
O meglio passata la giornata, La Tiranna ha ormai 4 anni, ma la festa si terrà domani.

Mi sono dovuta arrendere all’evidenza.
Piove.
Piove da una settimana e più, e è difficile che entro smetta e splenda un sole talmente splendente da asciugare quella palude che è sorta al posto del parco.
Quindi ho prenotato una sala.
Non la ho ancora vista, perchè sono da lunedì semi tappata in casa con un nano febbricitante.
Ha una leggera bronchite, ma ho avuto l’ok dal pediatra (o meglio, ho estorto l’ok dal pediatra, e potrà venire anche lui alla festa.
Pare comunque che la sala sia piuttosto grande, con 2 stanze, e un cortiletto interno, nel caso il sole decidesse di splendere per un pochino.
Pare anche che saremo in abbastanza, non ho ben presente, ma se tutti quelli che hanno detto che vengono , vengono, circa 35, se poi vengono anche i “forse” arriviamo ai 50.
Poi siamo gemellati con il compleanno del piccolo Mirco, quindi la festa raggiungerà le…. oddio le troppe persone!!
Devo smettere di invitare tutti!!!
Scena di ieri.
Passeggio con il Vichingo, approfittando degli unici 10 minuti di sole della giornata e mi viene in mente che non ho chiamato un’amichetta della Tiranna, per invitarla alla festa.
Non un’amichetta intima, ci siamo viste 2 volte, ma avevo detto alla sua mamma che l’avrei invitata, quindi prendo il cellulare.
Ho la pessima abitudine di segnare in rubrica le mamme con il nome del figlio, perchè, spesso le mamme, non so come si chiamano.
Ok. Prendo il telefono e chiamo.
DRIIIIN
“Pronto?” Risponde una voce maschile, cazzo, questo non me l’aspettavo!
“Ciao! sono Stefania, posso parlare con… “con?? con chi voglio parlare?? “con… tua moglie… credo… o insomma la mamma di E. che non so come si chiama…” Ok sto passando per pazza….” di solito so con chi voglio parlare… ci vediamo al parco… insomma, c’è??”
Per fortuna me la passa e decidono di non chiamare l’ambulanza per internarmi.
Certo che si ricorda di me! (è gia qualcosa)
E dice che verranno volentierissimo alla festa.
Per chi ci sarà, sarà facile riconoscerli, sono quelli che vengono in ambulanza accompagnati dai barellieri,nel caso, nascondetemi…..
La festa al nido è andata una bellezza, purtroppo pioveva (lo ho gia detto?? che piove da una settimana!!) e l’abbiamo fatta dentro, era un caldo che pareva di essere in sauna, ma ci siamo divertiti.
La Tiranna è venuta con il suo nuovo vestito da fatina (presto metto le foto), alle maestre abbiamo regalato delle collane fatte a mano e abbiamo letto una storia (non mi sono mai vergognata tanto!!!) che presto vi farò leggere!
Per il resto… Piove…..

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Una mamma lo sa

pubblicato da: admin - 9 giugno, 2011 @ 10:42 am

Dove eravamo rimasti??
Ah si!!

L. in 3 minuti netti, è riuscito a vestirsi, prendere, la macchina, attraversare la città e correre al mio fianco per appoggiarmi una mano sulla spalla.
Mi sono trattenuta a stento dal morderlo e gli ho semplicemente detto: “NON OSARE TOCCARMI!”
Così L. è stato relegato dietro la mia testa, dove aveva il permesso di detergermi la fronte per brevi attimi prestabiliti.
Le contrazioni erano insopportabili, il male,mi tagliava in 2, e le contrazioni erano talmente vicine che non ne finiva una prima che ne partisse un’altra.
Mi sono trasformata in una posseduta, incazzata col mondo, e soprattutto con quella cosa, che mi stava tagliando in 2 da dentro.
Mi chiedevo come avrei mai potuto amarla dopo quello che stavo passando.
Ho tentato di corrompere l’ostetrica dicendole che, se me la toglieva immediatamente da li, poteva pure tenersi mia figlia, perchè io non la volevo più.
Non ha accettato, sospetto perchè il contrabbando di bambini non è una pratica molto ben vista.
Mi hanno detto che mancava poco, si vedevano i capelli, poche spinte e avrei visto mia figlia.
Io spingevo e intanto mi auguravo che a nessuna delle persone presenti, venisse in mente di appoggiarmela sulla pancia, perchè io quella cosa addosso non la volevo, e l’avrei buttata per terra.
Poi il tempo si è fermato.
Non c’era più niente, non c’era il male, non c’erano i dottori, c’era solo lei.
Piccola e bellissima, rossa, sporca di sangue e perfetta.
Come l’ho vista mi sono resa conto che era lei, l’avrei riconosciuta tra mille, me l’ero immaginata tante volte, ma era talmente lei da togliere il fiato.
QUando me l’hanno messa sulla pancia, non ho pensato di buttarla per terra, non ho pensato al dolore, non ho pensato a niente, ero rapita da lei, e piangevo.
Anche L. dietro di me, piangeva, e io ci ho messo un po’ a capire, non lo avevo mai visto piangere.
CI hanno lasciati insieme per un’oretta prima di portarla a lavare e pesare.
In quell’ora tutta per noi 3, non è nata solo mia figlia, è nata tutta la Happy Family.

Sono passati in un soffio questi 4 anni, ogni volta che ripenso al nostro primo incontro mi manca il fiato, è stato un colpo di fulmine, mi sono innamorata della Tiranna all’istante.
4 anni di Tiranna

Auguri amore mio.
Per i tuoi magici primi 4 anni!

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Forse una mamma non lo sa…

pubblicato da: admin - 8 giugno, 2011 @ 12:46 pm
8 giugno 2007.
Dopo 9 giorni di umore altalenante tra il pessimo e il nero ci prepariamo ad andare in ospedale.
Si, finalmente è arrivato il momento di conoscere la Tiranna.
Finalmente si sono decisi a “tirarmela fuori!”
Si perchè la scadenza era il 29 maggio.
Ma secondo i piani della sottoscritta la Tiranna sarebbe dovuta nascere gia da qualche settimana.
Perchè una mamma le sa no queste cose?? Una mamma lo sa che sua figlia ha talmente fretta di nascere che sicuramente nascerà con qualche settimana di anticipo!
Lo avevo gia detto a tutti, al corso pre-parto, che si teneva tra aprile e maggio avevo esordito con un: “mi chiamo Stefania, mia figlia si chiamerà Gaia (ai tempi, l’inconsapevolezza non mi aveva fatto capire che avrei generato “LA TIRANNA” ), il termine è il 29, ma lei nascerà prima, (pausa ad effetto) io lo so!”
Certo il sono la sua mamma!!
Così mentre i giorni passavano, la mia pancia rimaneva sempre bella alta, felice e svettante.
Mi muovevo come un tricheco sulla banchisa, in riva al lago mi stupivo che nessuno accennasse a lanciarmi un palla per vedere se battevo le pinne.
Rotolando siamo arrivati a termine.
E abbiamo superato il termine, di 1, 2, 3…. 9 interminabili giorni.
Ricordo le compagne del corso che iniziavano a mandarmi messaggi per avvertirmi che erano diventate mamme, io ero contenta, ma rodevo… quando avrei mandato pure io il mio messaggio??
Ricordo la gente che mi incontrava per strada e notando la pancia spropositata anche per un bisonte, mi chiuedeva “Quando è  il termine” e io tra i denti rispondevo “4 giorni fa”
Ricordo la mia vicina di casa, che in quanto a finezza la mette nel culo a tutti (questa è di mio padre) un giorno mi dice “Ma allora sei capace di tirarla fuori???” “No beh guarda, noi stiamo bene così, insieme!”
(un giorno le dedicherò un post, se lo merita tutto)
Ricordo le telefonate “allora novità?” Si guada ho partorito ieri e non avevo voglia di avvertire nessuno”
Ricordo che l’8 giugno di 4 anni fa, alle 7.00 di mattina sarei entrata in ospedale per fare l’induzione.
Ricordo piani e piani di scale da fare su e giu, “che magari la convincono”
Nella mia mente doveva andare più o meno così:
alle ore 8.00 mettevano il gel.
alle ore 08.15 mia figlia si teletrasportava fuori dal mio utero.
Veloce, indolore, e chiaro. Perfino per una bimba di -poche pre di vita.
Ma la Tiranna ancora non capiva.
Neanche quel gel freddo le aveva fatto capire che era arrivato il momento di togliere le tende!
Ricordo i dottori che controllavano la situazione, ricordo, che non si muoveva niente, la mia pancia era sempre alta.
La Tiranna se la stava prendendo comoda.
Forse non era vero che una mamma lo sa.
Quella è stata la prima, di una lunga serie di volte che ho pensato “forse una mamma non lo sa….”
Alle 17.00 seconda razione di gel.
Calma piatta sul fronte, e nessuna avvisaglia di imminente parto.
Ormai mi stavo rassegnando all’idea di avere la prima figlia intra uterina della storia, e mi chiedevo, se questo avrebbe comportato, da li a 6 anni dover rifrequentare dal principio la scuola dell’obbligo.
Intorno alle 10.00 pareva che un minimo le cose si fossero smosse.
Ma non abbastanza, quindi sotto consiglio delle ostetriche L. se ne è tornato a casa, per essere pronto al lieto evento, nel caso che, il giorno successivo la Tiranna avesse mai deciso di nascere.
Verso mezzanotte, inizia il male.
Non un male vero, ma un male che almeno mi tiene sveglia.
Meglio che niente, ne ero felice.
Le ostetriche, che invece che partecipare alla mia gioia preferivano dormire, finchè potevano, mi hanno abbandonato in sala travaglio, li almeno non avrei disturbato le altre passeggiando modello Zombie Obeso sul corridoio.
Accucciata per terra, su un cuscino, appoggiata ad una sedia, riesco a travare una posizione abbastanza comoda per dormire.
Finchè un gavettone, nella mia pancia si rompe, mi attorciglia le budella
Lo aspettavo da 9 mesi, eppure non avevo mica capito che mia figlia stava per nascere.
Ero sono infastidita da tutta quell’acqua.
E dal male alle viscere che mi faceva piegare in 2 ad ogni passo.
Ho pulito con le salviette per terra.
Mi sono trascinata nella mia stanza, ho preso la valigia dall’armadio e ho iniziato a scegliere vestiti.
Vestiti per me e per la Tiranna.
Tempo 2 minuti tutto quello che prima era ordinatamente riposto in valigia, giaceva sul pavimento di bagno dell’ospedale.
E cosa peggiore non avevo nulla di adatto da mettere.
Un TOC TOC mi distoglie dai miei pensieri.
Le ostetriche, allarmate dalla mia compagna di stanza, preoccupata per quella pazza chiusa in bagno in pieno travaglio, sono venute a prendermi.
Mi dicono che è ora, posso chiamare L.
Sono le 04.00 del 09 giugno 2007 il telefono suona, una voce assonnata mi chiede:
“Cosa c’è?”
Rispondo: “Sono le 04.00 di mattina, sono in ospedale, cosa vuoi che ci sia??”
Il seguito, riguarda il giorno dopo….

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Visita a castel Thun

pubblicato da: admin - 7 giugno, 2011 @ 12:47 pm

Domenica mattina.

Svegliaaaaa!!!
Ma che fare?
La noia gia ci piglia, sono le 09.00 la giornata è di quel fastiodioso “Piovo? Non piovo? Questo è il problema!!”
Consulto con L. consulto su Face, consulto con i nonni….
Responso: Si posta la TIranna a visitare un castello!
SIIIIIIIII!!!

Allle 14.00 si parte con nonni al seguito per Castel Thun.
La Tiranna non sta nella pella all’idea di visitare un vero castellovero!
Alle 13.55, dopo 1.453.545.756.765.545,9 “E’ ora? possiamo partire? il castello è aperto?”
L’Happy Family al completo, si avvia verso la macchina, destinazione, nonni e poi, via verso Castel Thun!
Nonostante le nostre perplessità arrivarci è a prova di imbecille (davvero! ci siamo arrivati al primo colpo, senza perderci!!)
Arrivati sulla nuova statale veniamo accolti dal primo cartello che ci indica la via.
Stranamente i cartelli ci sono fino a destinazione, cose mai viste!!

La Tiranna non stava nella pelle, da lontano vedeva il castello avvicinarsi ed era tutta emozionata.
Il Vichingo, invece, dormiva!
Il castello è stato da poco restaurato, non lo conoscevo ma ero proprio curiosa di poterlo ammirare, adoro i castelli!!

Per arrivare al castello bisogna fare una passeggiata di 250 mt in salita sullo sterrato, ma facilmente fattibili anche con il passeggino al seguito.
Alla Tiranna è piaciuto proprio tanto passeggiare in mezzo al bosco, si è immedesimata subito nella storia del castello.
Si guardava intorno alla ricerca del lupo, perchè il lupo vive nel bosco.
Le ho spiegato che vive nei oschi lontani sulle montagne, dove non ci sono le persone, perchè, i lupi hanno paura dei cacciatori.
Mi ha detto che lei non è un cacciatore… il ragionamento non fa una piega.

Nel castello abbiamo capito subito che il passeggino non ci stava, è su 3 piani, e ci sono le scale.
Abbiamo aspettato che il Vichingo si svegliasse.
Poi siamo andati con il Vichingo a tracolla a visitare il castello.

Per prima cosa abbiamo visitato il giardino.
La Tiranna andava vicino al pozzo
Il Vichingo andava vicino al pozzo.
La Tiranna andava a lanciare erba giu dalla torre.
Il Vichingo andava a lanciare erba giu dalla torre.
Decisamente il Vichingo è innamorato della Tiranna.

poi siamo andati a vedere la corte interna.
Alla Tiranna piaceva il pozzo.

Al Vichingo piaceva il pozzo.

La guida, dice alla Tiranna che ci sono anche i letti e la culla.
La Tiranna non si da pace finchè non vediamo il letto e la culla della principessa.

Tutti vistano il castello partendo dalla cucina, noi visitiamo il castello partendo dalle stanze da letto.
La Tiranna vede la culla e si da pace.
Al Vichingo piacciono molto i lampadari.

La mamma, fotografa tutto.

Poi si esce e ci mangiamo un gelato nel baro esterno.
E i nani giocano con i sassolini.

Alle 17.00 torniamo verso casa, pensiamo di fare una sosta al parco, ma troviamo la via Brennero chiusa, c’è una grande festa per i bambini, con gonfiabili, tavoli per disegnare bouffet con pane e nutella e succhi di frutta.
C’è il calcetto, il tavolo da ping pong e il biliardino, il tutto in mezzo a una strada si solito trafficatissima.
E’ bello a volte fermare il traffico e lasciare lo spazio ai bambini.
Peccato che non ne sapevo niente, e lo ho scoperto solo per caso passandoci davanti.

Per concludere la serata bagnetto e cena.
Proprio una bella giornata!

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Dopo aver letto "Di materno avevo solo il latte"

pubblicato da: admin - 6 giugno, 2011 @ 1:30 pm

Oggi dovevo parlare di tutt’altro del nostro splendido week end, ma come al solito, i programmi delle mamme, saltano.
Così sono qui a ri-parlare, del libro di Deborah Papisca, ma stavolta, a differenza della volta scorsa, che, ancora mi aspettava nel magazzino della libreria in attesa di essere spedito, ne parlo, perchè lo ho letto e amato.
Non è da tutti riuscire a parlare, con un linguaggio leggero e divertente di un argomento tanto delicato come la depressione post-parto.
Non è da tutti neanche aver voglia di parlarne, perchè l’argomento è nascosto sotto una fitta coltre di omertà.
Nemmeno ai corsi pre-parto, che dovrebbero appunto prepararti a diventare madre, se ne parla.

Io ricordo di un casuale accenno veloce, sulla possibilità che… e poi basta.

Fortunatamente non mi è capitato, ho superato, entrambe le volte i primi mesi dell’essere mamma, senza piombare nella disperazione.

Credo che sia stato un caso, credo di essere stata fortunata, perchè ho avuto un marito vicino che mi ha sempre aiutato moltissimo, ho avuto l’aiuto dei nonni, e ho potuto contare, con la Tiranna, sulle splendide giornate estive.
Quando il malumore, la stanchezza, la paura di non farcela mi prendeva, uscivo dalla porta a macinare chilometri.
Avevo anche un’amica con me, che aveva partorito 3 giorni prima, e vuol dire tanto, potersi confrontare con qualcuno che, come te, affronta nello stesso momento gli stessi problemi.

Ma tornando al libro, Deborah ha raccontato tutto con un tono talmente leggero e divertente, che, più di una volta mi sono ritrovata a pensare “ma perchè non è venuta anche a me una bella depressione?? Toccare il fondo e poi risalire è meglio che veleggiare in un tranquillo mare di malinconia!” 

Credo che bisogna essere davvero persone speciali per riuscire a trasmettere tutto in medo così limpido, io sono fortunata, perchè ho il piacere di conoscerla, se non di persona, perlomeno via web. 
E non posso che ringraziare il caso o il destino che l’ha messa sulla mia strada.


Ora oggi mi dice una cosa, che davvero, mi ha lasciata davvero spiazzata.
Un tale, signor Giorgio de Rienzo, giornalista di Vanity Fair, ha scritto la seguente critica, al suo romanzo:

Preferivo l’infanticidio

“Deborah inaspettatamente scopre di essere incinta di una bambina che non vuole, partorisce e va in depressione. Che razza di madre sarà? Si sente colpevole perché non prova affetto per la figlia: ma attraverso peripezie recupera il senso della amternità. Peccato, ci si 
aspettava un bell’infanticidio.”


Servono commenti?
Questo individuo, non solo chiaramente, non ha letto il libro, ma si sente anche in dovere di scherzare su un argomento tanto delicato come la depressione post-parto, senza, evidentemente avere la minima idea di cosa si tratta.


Ho scritto una mail al signor de Rienzo, Eccola:


Caro Signor Giorgio de Rienzo,
Ho avuto il piacere di leggere la sua critica al libro “Di materno
avevo solo il latte” di Deborah Papisca, comparsa sullo scorso nr di
Vanity Fair.
Mi auguro, per lei, che le maestre dell’asilo di Pistoia decidano di
scrivere un libro sulle loro avventure scolastiche, chissà che grosse
risate si farebbe a leggere di bambini maltrattati da chi dovrebbe
difenderli, visto che trova tanto comica l’idea di un infanticidio.
Premesso questo, le chiedo se il libro lo ha letto sul serio, o se si
è limitato a sfogliarlo per leggere il riassunto in seconda di
copertina.
Considerato il suo edificante commento, propendo per la prima, quindi,
lasci che la illumini sul contenuto del libro.
Nonostante quello che pensa, non si tratta di una commedia noir, con
un finale buonista.
Ma si tratta del vissuto di una persona che, a cuore aperto, ha
raccontato la sua esperienza.
Va da sè che, trattandosi di esperienza diretta della scrittrice, la
depressione post-parto non si tratta di una trovata di mamme annoiate,
che tentano di giustificare il loro malumore, ma si tratta di una
seria malattia neurologica che colpisce il 10% delle nuove madri.
Mi sfugge, tra le sue pubblicazioni, a cui ho dato una scorsa, quelle
che parlano di maternità, vista la sua critica gratuita, a un
argomento così delicato, immagino che sia quantomeno un esperto.

Cordialmente
Stefania XXX



Ora aspetto una risposta se mai arriverà.
Intanto se volete fare i complimenti al grande giornalista, questo è il link su face, dove si può fare Vanity Fair.
Credo sia molto importante far sentire la nostra voce!

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venerdì shopping!!!!!

pubblicato da: admin - 5 giugno, 2011 @ 6:31 pm

Venerdì mattina.
Silenzio… non si dice niente che porta male….
Facciamolo proprio piano piano… ma lo facciamo?
Si! prima si porta la Tiranna alla materna.
Poi si arriva fino al nido e si lascia il Vichingo.
Poi ci si avvia verso l’autostrada e….
Ora possiamo dirlo!
SIIIIIIIII!!!!!! Finalmente siamo riusciti a fare il nostro giro alle Corti Venete, mentre i nani, ignari erano a scuola!!
Siamo stati proprio bravi! le stavamo puntando da mesi, ma tutte le volte che L. prendeva ferie, uno dei 2 nani si faceva venire la febbre.
O come negli ultimi 2 casi la Varicella.
A turno, prima la Tiranna e poi il Vichingo.
Perlomeno non potremo mai dire che non sono uniti!
Compatti nella prolificazione di germi in famiglia!!
Ma questa volta è andata, e, in barba a tutto, siamo riusciti a fare il nostro giro shopping!!
Destinazione appunto, uscita Verona est (che poi è dopo Verona sud… e questo ci ha creato qualche casino) e centro commerciale “Corti Venete”.
Avevo le mie mire, da qualche mese ormai puntavo a 2 negozi: Zara e H&M.
Tutti me ne parlavano bene, e ero proprio curiosa!
E ho scoperto perchè…. ho trovato il mio mondo!
Da H&M soprattutto ne sono uscita con smalti, vesti per la Tiranna, pantaloni e gonnelline, e meraviglia, 2 vestitini da principessa/ballerina, un tutù rosa per l’amichetta che comprà gli anni a luglio, e uno per la Tiranna, un vestitino da Trilly che so gia adorerà e non vedo l’ora di darle!!!!!
Ma perchè mancano ancora 4 giorni al sul compleanno????

Nel ritorno ci siamo fermati allo spaccio dell’Intimissimi.
Ecco, io quando entro nello spaccio dell’Intimissimi mi trasformo un una Shopper compulsivo-ossessiva, se negli altri negozi mi trattengo, davanti ai cestoni a “tutto a 1 euro” inizio a non capire più nulla!
Li do sempre il meglio di me!
Una volta ne sono uscita con:
15 paia di calze 40 denari (metto la gonna si e no 5 volte l’anno, di cui 4 in estate)
1 paio di autoreggenti rosa confetto con un nastro di raso verde acqua sulla coscia. Ancora sono li nel cassetto in attesa di capire cosa potrò mai farmene.
5 paia di calzini per la Tiranna di colori talmente assurdi che manco un daltonico riuscirebbe mai a indossare.
3 paia di calzettoni da inverno nelle steppe color verde petrolio (per me) terribili. C’erano anche neri, ma chissà come nel mio carrello sono finiti quelli verdi)
7 paio di tanga che manco una una pornodiva metterebbe mai, figurarsi io!

Ogni volta mi riprometto di trattenermi, ma stavolta mi hanno tirato un colpo basso.
Si sono espansi.
Il decoroso negozietto di Ala e diventato uno sfrontato e enorme megastore della mutanda, solo a vederlo da fuori mi veniva la pelle d’oca!

Ora io e i miei figli abbiamo biancheria intima per comprire il fabbisogno annuale di 37 famiglie di medie dimensioni.
Sono riuscita anche a prendere tutte cose piuttosto sensate, ma mi domando a cosa pensavo mentre mettevo nel carrello i leggins rosso fuoco e i calzini al ginocchio alla marinaretta.

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Blog a impatto zero!

pubblicato da: admin - 4 giugno, 2011 @ 11:58 am

La Tiranna quando è stata registrata all’anagrafe, ha ricevuto un albero in regalo.
Il Vichingo quando è stato iscritto all’anagrafe, ha ricevuto un albero in regalo.
Hanno ricevuto un’albero e una Pigotta ad essere sinceri.
Solo che la Pigotta l’abbiamo adottata, portata a casa, e coccolata (oddio forse questo no, è stata un po’ torturata dai nani, e poi accantonata in una scatola in attesa di tempi migliori.
L’albero è stato adottato, ma non l’abbiamo ne visto, ne tanto meno portato a casa, per fortuna! non l’avevamo una scatola abbastanza grande per un intero albero, anzi 2 alberi!
L’albero della Tiranna e l’albero del Vichingo sono stati piantati in un parco da qualche parte nei prati della nostra regione.
2 certificati attestato l’esistenza dei nostri alberi, ma non abbiamo ne segni di riconoscimento ne indicazioni precise della sua nuova casa, così non possiamo andare a trovare i nostri alberi.
Però visto che ogni albero che incontriamo, potrebbe essere il nostro, è nostro dovere trattarlo, bene, non tirare i suoi rami e non strappare le sue foglie.
Ci sentiamo un po’ genitori di tutti gli alberi, e la Tiranna e il Vichingo hanno dei grandi fratelli alberi.

L’altro giorno, ho scoperto che anche il mio blog poteva avere un fratello albero. 
“diventa un blog a impatto zero”

Grazie a un’iniziativa di “Dove conviene” partecipando alla campagna, scrivendo un post, e linkando la pagina dell’iniziativa, si potrà adottare un’albero che verrà piantato in un parco a Goritz (che mi pare di aver capito essere in Germania)

Grazie al mio albero, le emissioni di anidride carbonica del mio blog saranno neutralizzate per i prossimi 50 anni!
Chissà cosa potrò raccontare nel mio blog quando avrò 82 anni!!

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Traumi infantili

pubblicato da: admin - 3 giugno, 2011 @ 11:56 am

Non mi ricordo esattamente quando è successo, ma un giorno della mia infanzia ho scoperto che le dichiarazioni d’amore che facevo a Ton Becker andavano perse nel vuoto.
Lo so, avevo un debole per le spalle di second’ordine ai tempi, quando si giocava alle maghette ero Emy e la mia amica Roby Creamy, mentre si giocava a Candy Candy io interpretavo la parte di Annie.

Che poi dovevo anche immaginarlo che i salti improbabili che riuscivano a fare durante le partite e i lunghi flash back durante il calcio decisivo erano davvero poco realistici.
A me era capitato di calciare una palla (per la precisione il super tele giallo) ma non mi era mai capitato di sfondare il muro della casa, ne tanto meno di vederlo roteare in acrobatiche giravoltole.

E neanche i miei amici maschi ci riuscivano! Cosa sbagliavamo???

Comunque quando si giocava a calcio nel piazzale di casa mi volevano in squadra.
Non è che ero particolarmente brava, è che avevo la pessima abitudine a mirare agli stinchi quando cercavo di rubare la palla.

Voglio dire, parliamone!
Io ancora me lo sogno il pagliaccio di IT, gia i pagliacci non sono mai rientrati nelle mie simpatie principali (ho una foto con un simil Sbirulino, quando avevo circa 2 anni, in cui mentre mia mamma mi impedisce la fuga, io guardo terrorizzata l’obiettivo per la mia ultima foto col mostro truccato.
Un giorno, mentre la Tiranna si stava guardando una puntata dei Teletubbies io mi sono ritrovata a chiedermi, se era peggio affacciarsi alla finestra e vedere IT che ti saluta con i palloncini in mano, o i teletubbies, con monopatto, palla, cappello e borsetta che fanno ciao ciao. Ancora non ho trovato una risposta, ma da quel giorno mi avvicino con timore alle finestre.

Solo che a casa mia non erano 2 ore, erano 3 ORE, in cui non si poteva, ne mangiare, ne bere, e possibilmente neanche pensare di avvicinarsi al frigorifero.
Pena, il bagno saltava di altre 3 ore.
Passate voi estati al sole, alle 14.00 di un torrido pomeriggio di luglio, senza poter bere un bicchier d’acqua.
Mio fratello non mi ha mai fatto credere che ero stata comprata dagli zingari, ma in compenso mi diceva che dal nostro soffitto scendevano delle teste, che sotto le mie coperte c’erano ragni e scorpioni e che Freddie Krueger aspettava che mi addormentassi per venire a prendermi…
Forse avrei preferito essere stata comprata dagli zingari!

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Il nostro primo post fotografico.

pubblicato da: admin - 2 giugno, 2011 @ 12:39 pm

1 anno fa circa, abbiamo preso la nostra vecchia macchina fotografica, quella che avevamo accantonato perchè troppo lenta a scattare, e quindi avevamo tutte splendide foto della schiena della Tiranna, e l’abbiamo regalata a lei.
La Tiranna puntava ormai da qualche tempo la nostra macchina fotografica, quindi, che regalo migliore di una tutta sua?

Questo è il risultato.

Angolo divano con macchinina di Winnie Poo

Vichingo sulle spalle della mamma.

Importante particolare del mio abbigliamento casalingo, oggi la Tiranna ha avuto il coraggio di dirmi: “Mamma i tuoi pantaloni sono proprio bellissimi!” Bisognerà discutere del suo senso estetico!

Cavo del PC. Elemento essenziale della Happy Family

Giocattoli di papà L. Rigorosamente nella mensola più in alto della casa, non si possono toccare, solo, grazie a un permesso speciale, fotografare!

Dopo l’abbigliamento casalingo della mamma, ecco l’abbigliamento casalingo del papà!

Panoramica del soggiorno e dei suoi abitanti.

Mamma in cucina, la prima e ultima folta che si sono cucinati broccoli a casa nostra. Momento da immortalare!

Mezza mamma e mezzo Vichingo

Vichingo pre-tosatura.

La nostra gatta, Rey, alle prese con le pulizie domestiche.

La Tiranna, autoscatto.

I giocattoli. Non possono mancare!!

Tavolino e sedie, rigorosamente IKEA. E Vichingo in lotta con il coccodrillo.

La mamma.

Foto di famiglia, riunita in cucina.

Il Vichingo nello scaffale.

Questa è la nostra famiglia vista dalla Tiranna. Le foto che faccio io, non sono molto meglio.

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pensieri sparsi…. una bella giornata!

pubblicato da: admin - 1 giugno, 2011 @ 11:10 am

Oggi è una bella giornata.
Ok, non nel senso fisico del termine, la giornata diciamo è un po’ uno schifo, piove, fa freddo e pare ottobre.
Ma il sole splende dentro di me!

Sono successe un bel po’ di cose belle.

Oggi abbiamo avuto la conferma che la gita alla materna si farà, una mamma ci aveva fatto un po’ tribolare, non dava il suo consenso e se anche un solo bambino rimaneva a scuola la gita sarebbe saltata.
Oggi mentre la maestra mi ha fatto firmare la liberatoria, ero quasi commossa.
La Tiranna farà la sua prima gita, prenderà l’autobus e farà il suo primo pranzo al sacco senza la mamma.
La mia cucciola sta diventando grande… è gia, ormai manca solo una settimana ai suoi 4 anni…
So gia che sarà una festa bellissima!! non vedo l’ora!! Adoro le feste al parco!!
Vero non sarà nulla di speciale ma ci saranno tanti bimbi a festeggiare e vedere i bimbi contenti è la cosa più bella del mondo!
Poi il discorso festa mi è un po’ sfuggito di mano! Oggi una compagna della Tiranna, girava per la classe urlando “IO VADO ALLA FESTA DELLA TIRANNAAAAAAA!!”, intanto la futura festeggiata chiedeva ai suoi compagni “tu vieni alla mia festa???” ora… Non ho idea di chi sia stato invitato e chi no, e io devo preparare ancora i bigliettini per i genitori per informarli della festa….  Manca più di una settimana… è abbastanza per organizzare tutto… se me lo ripeto abbastanza volte può essere che me ne convinco!!!

Ho comprato un paio di sandaletti nuovi per la Tiranna.
Semplicissimi, che poi sono quelli che preferisce, e che più di adattano al suo modo di essere, un piccolo camionista!
Ma voi avete mai fatto caso alle scarpe per bimbe?
Ce ne sono un sacco, ma davvero tante, con il tacchetto! Io ora non so, ma se mai, dovessi comprare a mia figlia quattrenne un paio di scarpe col tacchetto, vi prego, sparatemi a vista!!!

Altra cosa bella della giornata, il mio ex capo, mi ha chiesto se la prima sett di luglio, vado a dare una mano, che lui è in ferie.
Ci siamo lasciati in buoni rapporti, l’economia non gira (e io sono una pessima segretaria! dai siamo sinceri!!) però mi ha fatto davvero piacere, sono contenta di rendermi utile, mi fa sentire così viva!!

Domani poi è festa, L.sarà a casa per ben 4 giorni! e abbiamo una serie di bellissimo programmi per il nostro week end lungo! (che evito accuratamente di diffondere, onde evitare di portarmi sfiga da sola!).

Giovedì prossimo festa al nido, di chiusura anno!
Sono stracontenta perchè pensavo la facessero a fine mese, quando noi siamo al mare, e temevo di perdermela.
Invece no saremo presenti!!! Quest’anno poi ci siamo superati con i regali!! sono davvero davvero soddisfatta!!

Poi sta nascendo, per ora è solo un embrione abbozzato, un piccolo spiraglio di un idea, ma pur sempre meglio di niente, e me idee mi gasano! Mi spaventano, ma mi gasano.
Ora speriamo che piano piano prenda forma….
Solo l’idea di pensarci, di crederci mi apre un mondo, io ci credo!

Un’amica (una nuova amica, e di questo devo ringraziare face) mi ha scritto con una splendida notizia, hanno preso la sua bimba al nido e da settembre, sarà compagna di scuola del Vichingo! sono davvero felice!!!

Un’altra nuova amica, sempre grazie a face, mi ha scritto, abbiamo chiacchierato e è sempre bello, è come ricevere una pacca sulla spalla.

Ora spero che le persone che ho citato qui si riconoscano.
A voi, grazie di cuore!

Sono invece in alto mare, senza nessuna avvisaglia di terra in vista per il discorso “lo scrivo sto libro???” e de che??
Allora per scriverlo dovrei partire con:
1. una bella idea.
2. una storia interessante da raccontare.
3. dovrei essere decisamente più brava di quello che sono.

Ma L. mi chiede e spinge, mi motiva e mi incoraggia, so che prima o poi lì’idea arriverà, e sarà perfetta, e la saprò riconoscere… ma per ora non c’è…..
Non è per niente semplice!! :D ma mica mi arrendo!!!

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