E il tempo che scorre….

pubblicato da: stefania - 26 marzo, 2013 @ 12:00 am

La Tiranna ultimamente è ossessionata dal tempo.

il tempo che scorre
Davvero. Una volta quando si svegliava chiedeva “C’è papà?” “Cosa mangiamo a colazione?” “Dove andiamo questo pomeriggio” Tesoro sono le 7.00 di mattina dammi tregua! “Sai cosa ho sognato questa notte?”
Adesso chiede “Che giorno è oggi?” e nel corso della giornata lo chiede compulsivamente dalle 150 alle 200 volte. Alternato dal “e domani che giorno è?”.
Occasionalmente si sposta sui mesi e sulle stagioni e pretende di capire il significato letterale di “tra un mese”  (“tra un mese è tra 30 giorni” “e quanto solo 30 giorni?” “30 giorni sono….” e qui mi perdo, non so spiegare un concetto tanto semplice a mia figlia…

 

Il suo compleanno.
Ha invitato mezza scuola, la sua maestra di ginnastica, e un nutrito gruppo di sconosciuti al suo compleanno. Il problema è che compie gli anni tra 3  mesi, non ho la minima idea di dove faremo la festa e questo non la rende felice: è brutto invitare qualcuno e non sapere dove…
Altro problema legato al suo compleanno è che “Vuole gli orecchini” quello veri quelli con il buco. Ecco IO non sono pronta per bucare le orecchie a mia figlia. Insomma sono consapevole che arriverà l’adolescenza e vorrà 7 buchi per orecchio più altri in posti che non voglio nemmeno prendere in considerazione, più il tatuaggio che “lo avete sia tu che il papà quindi lo voglio anche io” ma non adesso, non qui, non così presto.
La realtà è che da una parte le bimbe con gli orecchini non mi piacciono proprio per niente, e che mi fanno una gran paura (e se si impiglia giocando?) dall’altra vivo nel terrore che suo fratello non la prenderà bene. Sullo smalto sulle unghie ci rido sopra, ma una serie di pianti e ululati perchè la sorella ho gli orecchini e lui no, non lo posso gestire.

La morte
Si lo so è un passaggio normale.
Solo che la Tiranna non si pone grosse domande sulle morte, l’ha presa con una tacita rassegnazione che mi perprime.

Un giorno arriva con un disegno e mi dice “mamma lo ho fatto per te, così non ti dimentichi di me. Ma ricordati, portalo sempre con te, anche nella tomba quando muori!!”

Ieri sera mentre eravamo a cena da amici davanti a un piatto di pollo e patate arrostite, guarda dritto negli occhi la mamma del suo compagno di giochi e dice “Lo sai che quando smette di battere il cuore tu muori?” Non so se “Siamo fatti così” sia stata poi un’idea così bella.

condividi

No Comments »

Blogging day, non solo per Sofia, ma per tutti i bambini…

pubblicato da: stefania - 21 marzo, 2013 @ 8:36 am

Sofia, Christian, Celeste, Ginevra, Bea… nomi.

Non una lista di nomi. Nomi di bambini come possono essere i miei e i tuoi.

Bambini che non possono ne correre ne giocare, bambini a cui è stato negato tanto e a cui si vuole negare tutto: la speranza.

Oggi mi unisco al grido della rete. Perchè ci sia un’unica voce che chiede una speranza per Sofia, Christian, Celeste, Ginevra, Bea… e per tutti gli altri.

Guardo quei bambini, ascolto i loro nomi e mi perdo nei loro occhi e ho paura. Ho paura per Gaia e Samuel ho paura perché nulla mi da la certezza di non aver un giorno bisogno di una cura per loro.

“Cura compassionevole” la chiamano. Io la chiamo “speranza”.

Non sono un dottore, non sono un esperto, non ho idea di come funzionano le staminali. Ma sono una mamma e credo nel diritto di dare un futuro ai bambini. Non hanno altro, non neghiamogli anche quello…

No Comments »

Regolazione naturale della fertilità

pubblicato da: stefania - 19 marzo, 2013 @ 11:21 pm

Una cosa per me è piuttosto chiara: il terzo figlio “non s’ha da fare”! E non (solo) perchè la sola idea mi fa venire una pelle d’oca che parte alla base del collo e che arriva giù giù fin sotto la pianta dei piedi, ma soprattutto perchè nulla della nostra vita sarebbe pronto ad accogliere un altro esserino urlante. Non ho la testa, non ho la pazienza, non ho lo spazio… Quindi no… i figli sono due e due rimangono. Una volta accertato questo punto, non resta che scegliere il modo in cui evitare “incidenti”.

Lo so, conosco il metodo più sicuro, quello che ha fallato solo in un unico caso accertato dalla storia, ma appurato che la castità mal si sposa con il matrimonio, bisogna scegliere metodi alternativi.

Di pillole, preservativi, anelli e spirali varie se ne sente sempre parlare, ma proprio in questi giorni, grazie a un’amica, sono venuta a conoscienza si un altro sistema (a detta sua praticamente infallibile) per evitare gravidanze indesiderate e nel contempo, aiutare chi, una gravidanza invece la sta cercando: questo metodo non si basa sull’assunzione di ormoni o altro, si basa semplicemente sulla conoscienza del proprio corpo (e di poco…). Praticamente tutto sta nel saper capire l’andamento del proprio ciclo mestruale per capire quali sono i giorni fertili…

Si, so il calcolo che state facendo: 14 giorni dall’inizio del ciclo = ovulazione in atto… solo che non è così semplice: o meglio il tutto non si limita solo a questo. Questi metodi  (Ovulazione Billings e i Metodi Sintotermici Rötzer e CAMeN) non richiedono che i cicli siano regolari (e qualunque donna sa che  impossibile avere cicli regolari tutta la vita), e soprattutto possono essere calcolati durante tutta la vita riproduttiva di una donna, anche durante allattamento (alzi la mano chi non è stata colta dal terrore di “Oddio non mi vengono perchè il ciclo non mi è ancora partito è sarò di nuovo incinta?), in premenopausa (era capitato all’amica della cognata, della sorella della cucina della vicina di casa di mia zia di pensare di essere in menopausa per poi scoprire di essere in attesa di un dolce bambino…)

Roberta, una mia carissima amica d’infanzia e suo marito, si occupano appunto di insegnare questi metodi naturali (nello specifico il Metodo Sintotermico Rötzer) Che si basa sia sull’ossevazione del muco che sulla misurazione della temperatura. Una volta “scoperto il vostro periodo fertile” potete decidere come utilizzare al meglio questa informazione: se volete figli… beh dai sapete cosa dovete fare, se invece non ne volete, reprimete gli istinti per un paio di giorni.

I metodi naturali sono sicuri,innocui sia per la donna che per il nascituro, ecologici ed economici, favoriscono il dialogo nella coppia e permettono una profonda conoscenza di sè…

Vi ho incuriosito almeno un po’?

Vi invito allora a partecipare al Corso base per l’apprendimento del metodo sintotermico per la regolazione naturale della fertilità (anche solo per conoscere Diego e Roberta ne vale la pena… e non è mica che sono di parte!!) presso ilCENTRO DI PASTORALE FAMILIARE Via Rosmini, 126-128 Trento alle 20.30. (per info  Cell INER: 3458740530 Centro famiglia: Tel. 0461.980330 E-mail: iner.trento@alice.it)

Venerdì 15 marzo
LA PERSONA: IL SENSO PROFONDO DELL’ESSERE E DEL DONARSI”

Aspetti etico-antropologici nella regolazione naturale della fertilità (RNF)
Coppia di insegnanti RNF

Venerdì 22 marzo
LE BASI BIOLOGICHE DELLA REGOLAZIONE NATURALE DELLA FERTILITA’
Dott. Villotti (medico e sessuologo) con un insegnante RNF

Venerdì 5 aprile
LA SERENITA’ E L’ARMONIA DI COPPIA NELLA REGOLAZIONE NATURALE DELLA FERTILITA’
Gregorio Pezzato (consulente familiare e insegnante RNF)

Venerdì 12 aprile
IL METODO SINTOTERMICO DEL DOTT. ROETZER
Come applicarlo – un insegnante RNF

Venerdì 19 aprile
IL METODO SINTOTERMICO DEL DOTT. ROETZER
Approfondimenti e discussione – un insegnante RNF

Chiaramente tutte le informazioni che ho diligentemente sbrodolato in questo post non sono frutto mio, mi hanno aiutato Diego e Roberta, per qualsiasi domanda potete contattarli, risponderanno volentieri (robertapaletti@yahoo.it diegoandreolli@yahoo.it)

No Comments »

Buon anniversario Mamma e Papà!

pubblicato da: stefania - 17 marzo, 2013 @ 11:26 pm

Mano nella mano. 

Può sembrare una cosa banale tra 2 persone sposate. Ma quando le 2 persone son sposate da 40 anni la cosa colpisce.

Ecco i miei genitori sono questo. Un uomo e una donna con i loro difetti, che bisticciano e si nascondono le cose (“Non sta a dirlo a papà è?”) ma che si amano dopo 40 anni di convivenza, 2 figli, 2 nipoti, 6 gatti (o forse più) 2 cani, 2 cocorite, un canarino, 2 pesci rossi. un mutuo, licenziamenti, qualche macchina, sogni coltivati e infranti, delusioni, risate, malattie, e lutti.

Loro ci sono e sono la mia roccia. E’ li che ruoto, che torno ogni giorno, è con loro che confronto il mio matrimonio. L’esempio di un matrimonio che non solo resiste ma è vivo dopo 40 anni di vita.

I miei genitori sono questo i “Sandra e Raimondo” dolomitici. Quelli che si prendono in giro da sempre per gli stessi difetti, quelli che brontolano ma lo fanno con il sorriso, quelli che sanno perfettamente quali sono i difetti dell’altro e li accettano.

Un cartellone grande come me che campeggia sulla testiera del letto della cameretta di quando ero bambina, racchiude tutto l’amore che li unisce, lo ha fatto fare mio papà. E mia mamma lo ha visto alzando le tapparelle nel giorno di Natale di un anno fa: era appeso sul balcone della casa di fronte alla loro camera da letto.

2  ragazzi che sono cambiati, che hanno vissuto ma che che hanno ancora lo stesso sguardo.

Questo post è per loro, per questi 2 giovani che vivono una storia d’amore che dura da 40 anni.

So di essere quella figlia che non ascolta mai, quella che parla fuori dal coro, quella che urla Bianco mentre tutti gli altri dicono Nero. So che pensate che in 34 anni non ho imparato nulla da voi, ma una cosa me l’avete insegnata “il valore della famiglia, e cosa vuol dire amare

Buon anniversario Mamma e Papà!! 

 

1 Comment »

Per una tazza di buon te…

pubblicato da: stefania - 15 marzo, 2013 @ 4:33 pm

Qualche giorno fa, colta da mistica rivelazione, sono arrivata a una conclusione: a me il caffè non piace.

Si ci sono arrivata con calma, ho riflettuto, ho ponderato e soprattutto mi sono posta delle domande davanti all’ennesimo caffè che ho gettato disgustata nel lavandino. Perchè ci ho messo tanto? Perchè il caffè è un’istituzione, lo bevo da anni, da che mi a mamma ha deciso che era abbastanza grande e potevo avvicinarmi anche io alla nera tazzina proibita; che poi tanto nera non era, visto che il mio caffè è sempre stato schiarito da una decisamente generosa spruzzata lattea.

Si io ho sempre bevuto caffèlatte, rigorosamente senza zucchero perchè una post adolescente piena di complessi non usa lo zucchero che fa ingrassare (ma questo non mi impediva di “pucciarci” dentro enne-numero di fette biscottate (integrali) con sopra un dito di Nutella.

Si insomma si dice addio così a anni e anni di connivenza? Senza rimpianti? senza ripensamenti?

A me piace il caffè al ginseng, quello del bar, in tazza grande. Non ricordo chi me lo ha fatto scoprire ma chiunque sia ha la mia perpetua stima.

E a me piace il tea. Parola che ha sempre avuto la capacità di mandarmi in crisi, tea, the, o tè? Scegliere il tè (o tea o the) è un’arte. Le marche sono tanti, i gusti innumerevoli, le sfumature incalcolabili…

Una volta al supermercato ho visto in offerta il Tè al ginseng, non potevo credere ai miei occhi. Il mio caffè preferito e il mio amato the finalmente insieme? Ecco… no. So cosa state pensando e avete ragione: non provatelo mai: un caffè annacquato e allungato con mezzo litro di acqua ha un sapore migliore. Ma dovevo provarci.

Quindi largo al tea quello vero, quello in bustina, quello che non fa finta di essere caffè, altrimenti tanto vale bere un caffè no?

Con gli infusi invece, quelle con i fiori, quelle da erboristeria ho sempre avuto unrapporto conflittuale, ne metto troppo o troppo poco, mi dimentico di scolarli e quando li preparo mi rendo conto sempre troppo tardi che il colino è sporco nella lavastoviglie…

2 Comments »

Quella volta che hanno sfondato il mio finestrino…

pubblicato da: stefania - 12 marzo, 2013 @ 9:11 pm

Chi è quella persona che è stata capace di prendere una multa nel parcheggio della scuola materna perchè aveva sbagliato a mettere il disco orario (messo alle 8.15 invece che alle 8.30?)

E chi è quella persona che è andata come una furia al comando della polizia di quartiere e si è fatta dimezzare la multa?

Chi è quella persona che è riuscita a farsi rubate la multa nello stesso parcheggio della scuola materna con annessa borsa/portafoglio/chiavi/documenti/l’amato e-reader?

Chi è quella persona che era convinta che un parcheggio della scuola alle 8.30 di mattina, con il via vai di macchine di genitori, un cantiere in fermento e una strada piuttosto trafficata, fosse abbastanza sicuro da poter lasciare la borsa incustodita per 10 minuti e si è ritrovata con il finestrino sfondato?

Ho coniato tutta una serie di pittoreschi epiteti per apostrofare quel pezzo di cacca che questa mattina ha pensato bene che la mia Astra mezza distrutta che non stonerebbe da uno sfasciacarrozze contenesse chissà che ricchezze.

Posso capire che il mio portafoglio di Hallo Kitty che conteneva una delle poche patenti di vecchia generazione ancora in circolazione era un richiamo troppo potente per essere ignorato.

Mi rendo anche conto che… no… non è vero non mi rendo conto proprio di niente. Appena sono arrivata alla macchina e ho visto il vetro sfondato, il seggiolino della Tiranna pieno di piccoli vetrini e la mia borsa sparita mi sono sentita violata.

“Un drogato che cercava i soldi per una dose” è l’ipotesi dei poliziotti che sono venuti a rivedere la mia deposizione. Un drogato, uno sballato. Uno a cui non è importato di riempire di vetri taglienti i seggiolini di 2 bambini che ha visto scendere dalla macchina. Ma che persona è?

Il primo pensiero è stato per il bancomat da bloccare, il secondo per i carabinieri da chiamare, il terzo che avevano portato via qualcosa di mio e è stato orribile.

Piano piano le cose si sommavano,  e prendevo coscienza di quello che era successo: il vetro da cambiare,  le chiavi di casa e l’indirizzo in mano a chissà chi, i documenti da rifare, il mio Kindy sparito chissà dove… e tutto per 30 euro forse.

Ok, volevi i soldi, ma potevi abbandonare per strada il resto? Che ti costava? Dove lo hai portato? Che pensavi che chiamavo la scientifica e ti identificavamo con le impronte digitali?

Comunque sia, è andata tutto sommato bene, e di questo devo ringraziare le splendide persone che mi hanno aiutato a risolvere i problemi più urgenti:

Grazie a Pietro, poliziotto e amico di vecchia data (che ho scoperto legge anche il mio blog, mitico!) che è accorso appena la centrale ha detto cosa era successo…

Grazie a mio papà che tempo mezz’ora mi aveva cambiato la serratura di casa!

Grazie allo sfasciacarrozze che ci ha evitato di comprare un finestrino nuovo.

Grazie a Claudio e alla sua Carrozzeria Valsugana, per averci montato il finestrino in tempo zero.

A mia mamma e alla mia amica Geo che si sono sorbite i miei pianti telefonici.

A Cristina che mi ha prestato il casco così mi sono potuta muovere in scooter con L.

E soprattutto a L…. che corre sempre in mio aiuto come un principe azzurro… Ti amo…

3 Comments »

La donna che sarà…

pubblicato da: stefania - 10 marzo, 2013 @ 8:07 pm

L’8 marzo, con l’inganno mia cugina mi ha convinta ad uscire… Oddio no, non proprio l’inganno: ma sapendo che avrei trovato una scusa plausibile per non venire (malattie, invasioni batteriche/aliene, infestazioni, stanchezza, impegni pregressi…) mi ha “prenotata” dalla fine di dicembre. Impossibile dire di no a una persona tanto lungimirante!

Mi sto trasformando in un ameba? Anche se poi mi diverto, l’idea di uscire a cena (e nel caso di ieri affrontare il freddo, la nebbia -ok nebbiolina- e pioggia) mi spinge sempre a rimpiangere di non aver detto subito no.

 Non credo che abbia senso oggi, se mai ne abbia mai avuta in passato, la festa della donna. Pare quasi una mortificazione con quella schiera di donne allupate che affolla, in abiti succinti, i locali.

Senza contare che, trovare parcheggio in città è stata un’impresa: una moltitudine di uomini con il testosterone alle stelle aveva gia preventivamente occupato tutti i parcheggi vicini al centro cittadino. L’idea di abbassare il finestrino e gridare: “Ma starvene a casa oggi? Ci lasciate parcheggiare?!” Era decisamente forte, per fortuna non stavo guidando io, e per ulteriore fortuna non avevo una confidenza tale con “l’autista” della serata, da permettermi di abbassare i finestrino e urlare.

Inevitabile, in occasione di questa festa non guardare la mia piccola donna e chiedermi chi sarà domani.

Alcune cose mi sono chiare:

  • La Tiranna farà perdere la testa a più di un maschietto: lo fa già adesso e in modo del tutto inconsapevole.
  • La Tiranna avrà tante amiche, non avrà problemi a fare amicizia e si farà voler bene.
  • La Tiranna sarà un artista, non so ancora se inventerà storie, disegnerà o cos’altro, ma il giorno che riuscirà a spiegare le sue ali volerà molto in alto.
  • La Tiranna si perderà, spesso, ovunque. Ma troverà sempre la strada di casa.
  • La Tiranna non farà la cantante, la ballerina o la contabile. Forse farà la cabarettista o l’attrice comica.
  • La Tiranna amerà le cose belle: i fiori, i colori, l’arcobaleno e gli abbracci.
  • La Tiranna non scenderà a compromessi, dirà le cose che pensa e le dirà perchè non potrà farne a meno.

No Comments »

Il nostro primo Pigiama Party

pubblicato da: stefania - 7 marzo, 2013 @ 11:01 pm

Qualche mese fa, mentre aspettavamo che le nostre bimbe uscissero dal corso di ginnastica guardo la pancia della mamma al mio fianco e soprapensiero chiedo: ma quando dovrai partorire come fai con A.?

La domanda era legittima, si sono trasferiti qui da un altro stato e il parente più vicino abita in un’altra città… Come non offrirsi? Il rapporto di amicizia che ci lega ormai da un paio di anni (le bimbe sono “migliori amiche” non tutti i giorni, a giorni alterni… ma per 2 non ancora 6enni credo che sia giusto così). E devo ammetterlo: la cosa mi gasava non poco!

Ho dormito per 20 giorni con il telefono attaccato al letto: scelta discutibilmente poco sana, ma inevitabile, e che poi si è rivelata superflua. Il piccolo non avendo nessuna fretta di nascere non solo ha abbondantemente superato il termine previsto, ma si è anche rifiutato di venire al mondo accompagnato da una massiccia dose di gel.

Ormai stavamo disperando: non sarebbe mai nato e la sua mamma sarebbe stata ricordata negli annali come la donna per sempre gravida.

Questo fino a una sera di qualche giorno fa, mentre la Tiranna e il Vichingo guardavano la televisione e io e L. ci rilassavamo con loro sul divano, una telefonata spezza la nostra routine: “tra un’ora faranno una flebo di ossitocina! Questa notte nasce. Posso portare A. da voi?”

Era arrivato il nostro momento, in un attimo abbiamo allestito la cameretta con un letto supplementare (il materasso da campeggio su cui aveva dormito il Vichingo questa estate in vacanza), giochi spostati in soggiorno e un po’ ammucchiati negli armadi!

Quando il campanello ha suonato è iniziata la festa, il più contento di tutti era il Vichingo, A. era un po’ emozionata, e la Tiranna non riusciva a credere che avrebbe davvero dormito con una sua amica!

Qualche chiacchiera (delle ragazze) e qualche urlo emozionato (del ragazzo) dopo si sono addormentate.

La mattina seguente il trillo fastidioso della sveglia mi ha buttato giù dal letto. Erano le 7.00 e delle vocette acute mi hanno permesso di capire che non ero l’unica sveglia in casa: le ragazze erano in soggiorno che giocavano a Indovina Chi…?. Da che ora? Non lo saprò mai… nessuna delle 2 ha ancora imparato a leggere l’orologio.

Questa esperienza mi ha riportato indietro di tanti anni, quando ero piccola, e mia mamma (molto raramente) mi permetteva di dormire fuori casa, ricordo la festa, ricordo l’emozione di addormentarmi sussurrando segreti all’amica del cuore, o alla cuginetta, ricordo le risate uniche. Non vedo l’ora di rifarlo, questa volta per bene, con calma, con i pop corn e e un bel film alla televisione!

No Comments »

01 marzo 2013, per Christian e per tutti i bambini malati di SMA1

pubblicato da: stefania - 28 febbraio, 2013 @ 11:50 pm

Per Christian, semplicemente per lui e per tutti i bambini con le SMA1.

La pagina a lui dedicata: qui
La petizione on line da firmare: qui
La petizione cartacea da scaricare e far firmare a tutti: qui
Un bambino che ha il diritto di continuare a sorridere:
Qui

Chi lotta per lui:

QUI

https://m.facebook.com/profile.php?id=161730787279371&__user=1543001986

http://mammola-ilmondochevorrei.blogspot.it/2013/03/io-lotto-per-christian.html

http://santegidio.mercatopoli.it/blog.php?id=1729&idnotizia=8715

http://instamamme.net/2013/03/01/lottiamo-insieme-per-christian/

http://lamiadolcebambina.blogspot.it/2013/03/anchio-lotto-per-christian.html

2 Comments »

1 marzo 2013… io lotto per Christian, lo fai anche tu?

pubblicato da: stefania - 25 febbraio, 2013 @ 9:14 pm

Da dove si inizia a raccontare una storia? Dall’inizio immagino.

Sinceramente non ci sono molte parole da dire, qualche giorno fa, girando oziosamente tra i blog sono incappata in un appello di Paola, una splendida mamma di un paese vicino al mio. Chiedeva di entrare nella pagina di Christian, un bambino di 14 mesi affetto da SMA1.

Impossibile non innamorarsi di quegli occhi azzurri.

Ancora più impossibile, come mamma, rimanere indifferenti all’appello di 2 genitori che lottano per la vita del loro figlio.

Impossibile, non trovarsi a pensare che potrei essere io. Che potrebbe essere uno dei miei figli ad aver bisogno di aiuto. Che è solo un caso fortunato che i miei figli siano sani.

La storia di Christian la potete trovare qui, non posso aggiungere niente a quello che ha già detto Paola.

Io mi ritrovo a guardare i miei bambini con occhi diversi, guardo le loro corse, le loro urla, la loro dirompente forza distruttiva e non posso non pensare che sia un dono negato a tanti bambini.

I bambini hanno il diritto di piangere per tante piccole cose inutili, hanno il diritto di fare i capricci e pestare i piedi, hanno il diritto di ridere e sbucciarsi le ginocchia. Di piangere per una una puntura di ape, e ridere per gli schizzi di una fontana.

Non a tutti questo è permesso, e la sola consapevolezza che alcuni bambini sfortunati non potranno mai avere tante cose che mi ritrovo a dare per scontate mi lacera l’anima.

E da li il pensiero fisso “cosa posso fare io?” io che non so niente? Io che non sapevo neanche dell’esistenza della SMA1 fino a qualche giorno fa? Poco molto poco, da sola, ma se siamo in tanti la nostra voce non si potrà evitare.

Così è nata l’idea di un giorno dedicato a Christian, un giorno in cui in tutti i blog/siti/ pagine/ quello che vi pare siano dedicate a lui. Con un post, un pensiero, una poesia, una foto… avete più fantasia di me qualcosa vi verrà in mente.

Cosa bisogna fare?
Prendere il banner (che ha fatto Valentina, grazie <3 più lo guardo più lo trovo bellissimo!!) e mettetelo sul vostro blog, e il 1 marzo dedicate un post a Chirstian) poi passate qui, lasciatemi il linke condividete nella pagina dedicata a Christian creiamo una lunga catena di pensieri.

E per chi non ha un blog? Può aiutarci a diffondere l’iniziativa usando il bannerino qui sopra come immagine del profilo e condividendo condividendo condividendo!

Non esistono “blog poco adatti” si parla di una speranza per dei bambini a cui è stata negata.

 

9 Comments »



Pagina 4 di 42« Prima...23456...102030...Ultima »