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ALESSANDRO TAVERNA
Trento – 22 novembre 2012

GiovedA� 22 novembre a Trento presso la Sala SocietA� Filarmonica a�� ore 20.45 si terrA� il concerto di pianoforte di Alessandro Taverna.

J.S. Bach
(1685-1750)
Suite inglese n. 5 in mi min. BWV 810

F. Mendelssohn
(1809-1847)
Sonata n. 3 in si bem. magg. op. 106
Allegro vivace a�� Scherzo a�� Andante quasi Allegretto. Allegro molto

O. Messiaen
(1908-1992)
Regard de la��Esprit de joie (from “Vingt regards sur l’enfant-JA�sus”)

A. Scriabin
(1872-1915)
Sonata n. 10 op. 70
__________

G. Ligeti
(1923-2006)
Studio n. 8 “FA�m”
Studio n. 13 “La��escalier du diable”

S. Rachmaninov
(1873-1943)
Preludio n. 7 op. 23 in do min.
Preludio n. 4 op. 23 in Re magg.
Preludio n. 2 op. 23 in Si bem. magg.

Strauss-Dohnanyi

Schatz-Walzer

Il difficile mondo dei concorsi ha per primo segnalato la sensibilitA� particolare del pianista Alessandro Taverna, ora salutato felicemente e intensamente anche dal pubblico altrettanto esigente delle sale da concerto. Davvero numerosi sono i premi conquistati nella sua pur giovane carriera: fra i tanti possiamo richiamare lo a�?Scriabin 2003a�? di Grosseto, il Minnesota International Piano Competition e il recente quinto posto meritato al a�?Busonia�? di Bolzano. Sono premi che gli hanno successivamente guadagnato la��invito in sale e stagioni quali il Maggio Musicale Fiorentino, Mito, Konzerthaus di Berlino, Salle Cortot di Parigi o Preston Bradley Hall di Chicago. In veste di solista ha collaborato con la London Philharmonic Orchestra, la Royal Philharmonic Orchestra, la Minnesota Orchestra, registrando per Radio e Televisioni.

Alessandro Taverna vive a Caorle. Ha iniziato gli studi musicali nella sua cittA� e si A? diplomato nel 2001 a diciassette anni. Ha conseguito il diploma di alto perfezionamento presso la��Accademia Pianistica di Imola e la specializzazione alla��Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma. Mentre continua il suo perfezionamento con Arie Vardi alla Hochschule fA?r Musik, Theater und Medien di Hannover, insegna pianoforte principale presso la Fondazione Musicale S. Cecilia di Portogruaro.

In questa serata la SocietA� Filarmonica di Trento prosegue la felice collaborazione con il Keyboard Trust di Londra, per la valorizzazione dei giovani pianisti a livello internazionale.

Neppure la motricitA� della��ampio preludio che apre la Suite inglese n. 5 di Johann Sebastian puA? indurre in inganno: ci troviamo nel puro cielo della severa astrazione bachiana, cui, a cercare proprio con il lanternino la classica pagliuzza, si potrebbe caso mai rimproverare il peccato di ubris, la��orgogliosa affermazione dello spirito umano sulla materia, piegata a servire la��emozione esaltante della��intelligenza. GiacchA� su tutto il resto del programma invece aleggiano ombre quanto meno infere, per non dire sataniche, intrecciate indissolubilmente alla parabola del pianoforte romantico, nA� disattese dalla��etA� moderna, con il nulla-osta di una scientifica alienazione psicologica, rappresentabile, nei suoi processi di straniamento, dalle timbriche freddamente percussive dello strumento.

Il sentiero, per la veritA�, si imbocca alla��insegna di un infuocato sentimento eroico, al seguito di Beethoven e della fatidica Sonata Hammerklavier, che ebbe ad influenzare non poco il Mendelssohn della��op. 106. Ma giA� lo Scherzo, insieme fatato ed infernale, dimentico del flusso energetico appena profuso, immagina gli aerei svolazzi di flauti ed arpe del a�?Sognoa�? nonchA� le tempeste pagane della Walpurgis Nacht, mentre il terzo movimento si abbandona, estatico, al melodizzare di una romanza senza parole. Verso la��ambiguitA� lo a�?sguardoa�? di Messiaen sul Bambin GesA? a�� dedotto dalla��imponente ciclo composto di 20 numeri per una durata complessiva di 120 minuti e, pertanto, praticamente mai eseguito integralmente a�� interpreta la gioia nel segno di un turbinare dionisiaco di figurazioni tecniche, tra accordi doppie note e arpeggi, sospesi su martellanti dissonanze forse piA? acconce al diabolico che non al divino.

Ancora di un mondo a�?altroa�? riferisce la Sonata di Skrjabin, descrizione di un luogo mistico e insieme brutale, con la scrittura aerea e trillante (che sicuramente motivA? la��intitolazione di a�?sonata degli insettia�? voluta dallo stesso autore) ma non priva di complesse tessiture polifoniche, alternata a drammatici crescendi. Chiave di volta di un fil rouge demoniaco, cioA? a metA� strada tra il divino ed il diabolico, gli studi (scritti tra il 1984 ed il 2001 e molto graditi ai pianisti) di Ligeti anzi lo studio a�?La��escalier di diablea�?, con la��estrema divaricazione delle due mani proprio nel finale, ipoteca la contraddizione di ascesa (al paradiso come nel secentesco lamento) e discesa alle profonditA� del piA? truce a�?meccanicismoa�?.

Sulla��oscuritA� della��abisso si ritrae Rachmaninoff annegando la disperazione nel fiume dello sfrenato virtuosismo: ma le sue mani fuori-misura oltrepassano il mentore Chopin (con la nostalgica melodia del Preludio n. 2) e pure Skrjabin (n. 4 e 7) elevando al quadrato le figurazioni di bravura e sintomatizzando la��horror vacui.

Per salvarsi meglio tornare forse alla��innocenza dello straussiano Schatz-Waltz (per quanto il sospetto da��ubris torni nella dimensione della trascrizione dalla��orchestra operata da Donhany), salvo ricordare che il tesoro di cui si tratta (dalla��operetta a�?Lo zingaro baronea�?) si ritrova alla��alba di una notte trascorsa tra le cupe rovine del castello di TemeAYvar.

Info:
SocietA� Filarmonica di Trento
Tel. 0461.985244 a�� fax 0461.231735
info@filarmonica trento.it
www.filarmonica-trento.it

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